andreapa...@gmail.com ha scritto:
> Ma invece il colore grigio del ferro a temperatura ambiente ha bisogno
> del Sole che lo illumini altrimenti in una stanza buia noi non
> distiungueremmo il colore.
Cominciamo da qui.
Cometa_luminosa nella sua risposta ti cita la legge di spostamento, ma
senza darti numeri.
Male... La fisica senza numeri è solo chiacchiere.
Allora: il massimo dell'emissione è a circa 500 nm per una temperatura
di 6000 K (quella del Sole).
Quindi a 600 K il massimo lo avrai 5000 nm, ossia 5 micron.
A 300 K (temperatura ambiente) siamo a 10 micron, ossia nel lontano
infrarosso.
Insomma, a temperatura ambiente l'emissiome nel visibile è del tutto
trascurabile.
Perciò, come giustamente dici, il colore dei corpi ha tutt'altra
origine: dipende da come viene riflessa o diffusa la luce che arriva da
una sorgente esterna.
"No source, no colour" :-)
E infatti i vari metalli hanno colori diversi: grigio il ferro,
rosso il rame, giallo oro l'oro, grigio piombo il piombo, argenta
l'argento, azzurrino il cadmio...
A temperature più alte invece i corpi (non solo solidi: anche liquidi
o gas) possono emettere anche luce visibile, e quindi li vedremo anche
senza sorgenti esterne.
cometa_luminosa ha scritto:
> Per un corpo macroscopico come un pezzo di metallo (di ferro) le cose
> sono piu' complicate che per un singolo atomo di ferro o un insieme
> di atomi di ferro separati (non interagenti o quasi).
Giusto.
> Se fosse un corpo nero (approssimato da un materiale di colore nero in
> superficie, come unpezzo di carbone), che di principio si comporta in
> modo simile, dalla legge dell'emissione si ricava (legge dello
> spostamento, di Wien) che la lunghezza d'onda alla quale si ha la
> massima emissione di energia e' inversamente proporzionale alla
> temperatura assoluta del corpo.
OK fin qui.
> Quindi, aumentandone la temperatura, questo appare prima rosso
> (lunghezza d'onda massima, nel visibile) poi arancione (lunghezza
> d'onda minore del rosso) poi giallo (lunghezza d'onda ancora minore).
> Aumentando ancora la temperatura la lunghezza d'onda "di picco)
> corrisponde al verde, pero' a questo punto lo spettro contiene gia',
> percentualmente, anche lunghezze d'onda maggiori e minori e somiglia
> molto allo spettro della luce solare, che noi percepiamo come bianca.
anche questo posso passartelo :-)
> Aumentando ancora la temperatura, ma si parla di almen= o 7-8mila
> gradi celsius, la componente blu dello spettro comincia ad essere
> talmente grande (percentualmente) che il corpo apparirebbe blu (solo
> che non esistono sostanze che rimangono allo stato solido a quelle
> temperature, a pressione atmosferica).
Qui invece non ci siamo.
Primo, perché non è necessario che si tratti di solidi: hai visto mai
metalli fusi?
Secondo, perché in natira esistono copri con quele temperature e anche
assai maggiori: le stelle, che non sono né solide né liquide...
E proprio le stelle ti mostrano il terzo errore.
Quando arriverà l'inverno, guarda Orione: in basso a destra c'è Rigel
(beta Ori, T = 12000 K).
A sinistra di Orione, più in basso, c'è Sirio (T = 9900 K).
Le stelle estreme della cintura di Orione sono:
- Alnitak (zeta Ori) T = 31500
- Mintaka (delta Ori) T = 30000.
Mi saprai dire se riesci a vedere differenze di colore, se le due
ultime ti sembrano blu.
In realtà non succede, perché quando la temperatura è alta il massimo
si sposta nell'UV, ma la distr. spettrale nel visibile diventa
praticamente indip. dalla temperatura (distr. di Rayleigh-Jeans).
Data la scarsa sensibilità dell'occhio per il blu-viola, quelle stelle
appaiono solo leggermente più azzurrine di Sirio e Rigel, che sono
parecchio più fredde (si fa per dire :-) ).
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Elio Fabri