Posta cosi', la risposta puo' essere solo "in nessun modo".
Sperimentalmente, le leggi di Maxwell sono risultate valide in qualsiasi
sistema inerziale.
Ma evidentemente non era questo quello che chiedevi. Provo a riformulare
la domanda che avevi in mente:
"dato un sistema inerziale S in cui valgono le equazioni di Maxwell,
PERCHE', in un sistema inerziale S' in moto uniforme rispetto ad S con
velocita' v, ASSUMENDO VERE LE TRASFORMAZIONI DI GALILEO, il flusso del
campo magnetico attraverso una superficie chiusa non risulterebbe sempre
nullo, come richiedono le equazioni di Maxwell?"
La risposta sta qui, nelle prime due pagine e mezzo, ma non so se
riuscirai a capirla:
<
http://www.dmf.unisalento.it/~panareo/Dispense_di_Fisica/Relativita.pdf>
Mi spiego. La dispensa di cui al link e' destinata a studenti
universitari del II anno, che abbiano gia' un po' di pratica nel
trattamento di operatori ed equazioni differenziali.
Tu parli delle equazioni di Maxwell come se le conoscessi, ma IN CHE
FORMA ti sono state esposte? Le equazioni di Maxwell possono essere
scritte (e insegnate per la prima volta) in forma differenziale
(preferita in Italia), o in forma integrale (preferita negli Stati
Uniti): la forma differenziale ha il vantaggio di facilitare poi il
calcolo degli sviluppi dell'elettromagnetismo (per esempio, l'esistenza
delle onde elettromagnetiche); la forma integrale e' in un certo senso
più facilmente visualizzabile, ed è possibile trattarla in modo molto
semplificato limitando l'esposizione a casi particolari in cui i campi
elettrico e magnetico hanno elevato grado di simmetria.
Ho il sospetto che al Liceo l'esposizione che ti e' stata fatta sia
quella semplificata (toglieresti ogni dubbio pubblicando le foto di
qualche pagina del tuo libro); ma purtroppo, per rispondere alla tua
domanda, e' praticamente obbligatorio partire dalle equazioni in forma
differenziale, come fa Marco Panareo nella sua dispensa, e calcolare
come variano gli operatori differenziali al cambio del riferimento.
All'inizio della terza pagina, prima del titolo 9.1, Panareo arriva
all'equazione (valida nel riferimento S')
nabla' scalar B' =/= 0
che si puo' scrivere anche
div' B' =/= 0
che, in forma differenziale, esprime esattamente quello che hai detto
"in forma integrale": in S' il flusso del campo magnetico attraverso una
superficie chiusa non risulterebbe sempre nullo.
(Nel seguito, Panareo dimostra anche che, assumendo vere invece le
trasformazioni di Lorentz, passando da S a S' le equazioni di Maxwell
non cambiano forma.)
Ora pero', il fatto che con le trasformazioni di Galileo risulterebbe,
in S', div' B' =/= 0, e' certamente importante e grave (in S' verrebbero
osservati dei monopoli magnetici liberi, cosa mai osservata), ma la
conseguenza piu' importante dell'assumere vere le trasformazioni di
Galileo riguarda piuttosto la velocita' di propagazione delle onde EM
nel vuoto. In S, dove valgono le equazioni di Maxwell, risulta pari a
1/sqrt(epsilon_0 mu_0), che poi Einstein battezzo' "c". In S' le
trasformazioni di Galileo, senza ricalcolare le equazioni trasformate di
Maxwell, ti dicono subito che risulterebbe pari a c-v o c+v (per
propagazioni parallele alla direzione del moto di S') o valori intermedi
(per propagazioni lungo altre direzioni). Il principio di relativita'
esteso all'elettromagnetismo richiede invece che la velocita' sia sempre
c in qualsiasi riferimento inerziale. La RR nasce sopratutto da questa
considerazione.
--
TRu-TS
buon vento e cieli sereni