>insomma di cose da valutare ce ne sono tante e non sappiamo nulla, quindi aspettiamo la fine dell'inchiesta.
Direi che è la cosa più saggia :-)
>> Però quando si parla di sicurezza si fanno sempre delle valutazioni
>> statistiche nel senso che non è mai possibile raggiungere la condizione
>> di rischio zero.
>
> Ma qui non si deve valutare solo il rischio, ma anche la gravità di un possibile incidente.
Il rischio è 'per definizione' il prodotto tra la magnitudo del danno e
la probabilità di esposizione al danno ognuno rappresentati con una
opportuna scala di valori.
Pertanto con magnitudo elevata deve essere bassa la probabilità per
avere rischio accettabile.
Poiché probabilità zero non è mai ipotizzabile il rischio non può essere
annullato.
> Ragioni male. Basta che *una sola persona* muoia per giustificare /tutte/ le prescrizioni di sicurezza imposte dalle norme; molto spesso le norme stesse vengono modificate /dopo *un* singolo incidente/.
Diciamo che un incidente non previsto può mettere all'erta i normatori.
Resta il fatto che il rischio zero non esiste.
Pensa ai morti per incidenti automobilistici o per cause elettriche.
Sono entrambe campi fortemente normati.
> Non lo so nemmeno io ma so che per le piscine ad uso pubblico la recinzione è obbligatoria, quindi non credo che invece per le piscine private uno possa fare come gli pare. Il problema non è questo, il problema è che le piscine ad uso pubblico vengono controllate dagli enti di vigilanza.
La cosa che mi appare strana, nel caso specifico, che non siano
obbligatori addetti al salvamento visto che si tratta di piscina pubblica.
Ho letto un articolo dove si diceva che con profondità minori di 1,5 m
non c'è l'obbligo ... ma un informazione data da un giornalista è molto
prossima ad una 'non informazione'.