Il giorno domenica 17 aprile 2016 18:29:15 UTC+2, BlueRay ha scritto:
> Quindi fai intenzionalmente discorsi privi di senso o non attinenti
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Forse non hai capito bene quello che ho scritto. Provo a spiegartelo più terra terra.
Immagina una astronave A molto grande. Tu ovviamente ti trovi su un'altra astronave B.
Le due astronavi sono in moto relativo tra loro.
Per convenzione diciamo che è la A a muoversi rispetto a B. Quindi tu che ti trovi sulla B vedi la A muoversi rispetto a te.
Se ora tu vai sulla A, ecco che per convenzione avverti che ti muovi mentre la A la avverti ferma.
Quindi per convenzione diciamo che la A si muove e la B sta ferma rispetto alla A.
Ovviamente anche a B si muove. Tuttavia noi per convenzione assumiamo che il moto relativo sia dovuto al moto di A rispetto a B.
Qualcuno che si trovi su una astronave C, potrebbe notare il moto di B ed A e quindi ne ricava che il moto relativo tra le due, viene ottenuto anche per il moto di B oltre che di A.
E' come se A (rispetto a C) procedesse a 30 Km/h e B a 10 Km/h.
Quindi la velocità relativa tra A e B è di 20 Km/h.
Qui inoltre assumiamo che le tre astronavi si muovano lungo la stessa direzione, direzioni PARALLELE tra loro.
Quindi abbiamo un primo dato, ovvero la velocità relativa tra A e B che è di 20 Km/h.
Una velocità che può essere misurata sia da chi si trova su A sia da chi si trova su B.
Infatti, supponiamo che a bordo ci sono strumenti capaci di fare queste misure.
Ora, immagina che sia in arrivo un raggio di luce. Un raggio PARALLELO alla direzione delle tre astronavi.
Tutte e tre le astronavi che si muovono lungo la stessa direzione e nello stesso verso, misurano con l'interferometro questa luce. Tutte e tre misurano c, ovvero la velocità della luce non si somma.
Ora, secondo me questa misura non implica nulla su spazio e tempo. Implica che l'interazione tra luce e interferometro debba essere analizzata come interazione tra radiazione e materia.
Diciamo che a qualsiasi velocità viaggia l'interferometro ecco che misurerà sempre c.
Tuttavia, se anche le tre astronavi misurano sempre c, ecco che il flusso luminoso procede come se le tre astronavi avessero misurato una velocità RELATIVA' tra loro e la luce.
E qui Einstein deve spiegare come mai la luce ha coperto una certa distanza, una distanza che si può coprire in quel tempo solo se c si somma alla velocità di una astronave.
Lo spiega, come sappiamo bene, con tempo o spazio che si dilatano o restringono.
E questo è il tuo punto di vista. Giusto?
Ora io,invece penso che la velocità del flusso luminoso e la velocità delle astronavi si sommi, quindi, in questo caso, vi sarà in realtà una velocità MINORE di quella della luce, una velocità relativa tra luce e astronave.
Cioè per ottenere questa velocità relativa, bisogna sottrarre a c la velocità propria RISPETTO ALLA LUCE.
Questa velocità rispetto alla luce non è nota.
Non è nota perché le tre astronavi, insieme, possono essere sottoposte ad altri moti. E se anche si calcolano questi moti rispetto a stelle e galassie, rimangono altri moti, sconosciuti.
Quindi, in realtà non si sa se si supera o meno la velocità c. Il suo superamento dipende dal moto dell'astronave.
Immaginiamo una sorta di riferimento nello spazio. Questo non è possibile, ma serve come esempio.
Potrebbe darsi che le tre astronavi, viaggino rispetto a questo riferimento a 90.000 K/h.
Mentre la luce viaggia, rispetto a questo riferimento a velocità c.
Essendo il moto nella stessa direzione, ecco che bisogna sottrarre 90.000 a c.
L'unico modo per conoscere questa velocità relativa rispetto alla luce, è quello di misurare IL TEMPO che impiega il flusso luminoso a coprire una certa distanza, una distanza nota.
Per es. si può provare a inviare un raggio laser all'interno dell'astronave e calcolare il tempo che impiega ad arrivare al suo obiettivo. Per es. obiettivo posto a 100 metri di distanza.
Purtroppo non abbiamo astronavi e non possiamo ancora fare esperimenti di questo tipo, usando raggi laser.
Tuttavia si potrebbe provare con due sonde spaziali verso Marte. Due sonde che viaggiano alla stessa velocità, quindi sono ferme tra di loro.
Si potrebbe provare il lancio dalla stazione spaziale internazionae. Cioè sparare una prima sonda e per es. dopo 20 minuti, sparare un seconda identica sonda allo stesso identico modo.
In questo modo, raggiunta la velocità massima (dopo l'accelerazione) le due sonde dovrebbero essere ferme tra di loro.
E qui allora una sonda o l'altra invia raggi laser. A bordo delle sonde si fanno le misure. I risultati vengono poi inviati a Terra.
La velocità delle due sonde rispetto alla Terra è nota, visto che sono state lanciate. Quindi ci si aspetterebbe che tra raggio laser e "sistema sonde" vi sia una somma di c con la velocità del sistema sonde.
Se il raggio laser parte dalla sonda posteriore e viaggia in direzione del moto, ecco che ci si aspetta una velocità c-s, cioè luce meno velocità della sonda.
Quando il raggio viene inviato dalla sonda di testa, anteriore, ecco che si farà la somma c+s.
Secondo me ora hai capito:)
Ovviamente non sei d'accordo, perché segui Einstein. Ma l'importante è che tu abbia capito.
Questo esperimento potrebbe provare o falsificare la RR. Bisognerebbe farlo, se possibile. Ma non ne fanno.