le trasformazioni di Lorentz senza le scemenze fisiche: della simultaneità relativa, della dilatazione del tempo e della contrazione delle lunghezze

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Giovanni

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Aug 9, 2022, 9:28:21 AMAug 9
to
> io stesso Giovanni ho scritto:
> Quello che non riusciamo a fare, e che Einstein con le
> trasformazioni di Lorentz (basate sulla scemenza fisica
> della simultaneità relativa) ci ha illuso per oltre 100 anni,
> di esserci riuscito, è comporre matematicamente le velocità
> quando quest'ultime sono prossime alla velocità limite c,
> composizione impossibile con le trasformazioni di Galileo.
> Se però le trasformazioni di Lorentz sono delle semplici
> formule matematiche sganciate dalla fisica, non credo
> che sia impossibile trovarne delle altre, sostitutive ed altrettanto utili.

Ho intuito bene, già nel 1910 Vladimir Sergeyevitch Ignatowky è riuscito nell'impresa matematica (e non fisica) di ricavare le trasformazioni di Lorentz senza le scemenze fisiche einsteniane: della simultaneità relativa, della contrazione cinematica delle lunghezze e della dilatazione cinematica del tempo:
https://youtu.be/HO9P_SDigf8

Giovanni.



Giovanni

unread,
Aug 9, 2022, 12:44:37 PMAug 9
to
Clamoroso.

Allora, fate bene attenzione.

Praticamente, perché il comportamento di un fotone divenga quello di un comune proiettile, e mantenendo la possibilità di comporre ancora le velocità, per quindi dire addio anche matematicamente alla scemenza fisica della simultaneità relativa (e quindi alle altre scemenze fisiche: contrazione e dilatazioni), basta sostituire la "c" nelle matematiche canoniche trasformazioni di Lorentz, con la velocità limite "l" e considerare "c" una comune ordinaria velocità, appena però, un "quid" più piccola della velocità limite "l".

E sapete cosa succede applicando matematicamente e in tal modo le trasformazioni di Lorentz, che se spariamo 2 fotoni dal centro di un treno in movimento, i nostri due fotoni, identicamente a come fanno due proiettili, raggiungono SIMULTANEAMENTE le due pareti verticali del nostro treno in movimento.

Un risultato ripeto clamoroso. Appena posso posto i relativi passaggi aritmetici.

Giovanni.





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Doctor Who

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Aug 9, 2022, 3:10:24 PMAug 9
to
l'ho guardato tutto, illuminante direi.

Michele Falzone

unread,
Aug 9, 2022, 3:33:23 PMAug 9
to
Il giorno martedì 9 agosto 2022 alle 15:28:21 UTC+2 Giovanni ha scritto:
>
> Ho intuito bene, già nel 1910 Vladimir Sergeyevitch Ignatowky è riuscito nell'impresa matematica (e non fisica) di ricavare le trasformazioni di Lorentz senza le scemenze fisiche einsteniane: della simultaneità relativa, della contrazione cinematica delle lunghezze e della dilatazione cinematica del tempo:
> https://youtu.be/HO9P_SDigf8
>

Bella generalizzazione del problema sulle trasformazioni che mi ha fatto riflettere
sulla particolare trasformazione che ha portato Lorentz a trovare le sue trasformazioni
che potessero giustifica il risultato negativo dell'esperimento di MM.
Il problema non è quello di capire che tale effetto sia dovuto al primo principio della
relatività o ad un ipotetico urto contro un etere, ma quello di capire perché accade
tutto questo.
A quanto pare alla fisica ed ai fisici non interessa capire il perché tutto questo accade

Michele Falzone

strutturafine.altervista.org

Giovanni

unread,
Aug 11, 2022, 9:37:21 AMAug 11
to
> io stesso Giovanni ho scritto:
> Clamoroso.
> Allora, fate bene attenzione.
> Praticamente, perché il comportamento di un fotone divenga
> quello di un comune proiettile, e mantenendo la possibilità
> di comporre ancora le velocità, per quindi dire addio anche
> matematicamente alla scemenza fisica della simultaneità
> relativa (e quindi alle altre scemenze fisiche: contrazione e
> dilatazioni), basta sostituire la "c" nelle matematiche canoniche
> trasformazioni di Lorentz, con la velocità limite "L" e considerare
> "c" una comune ordinaria velocità, appena però, "un quid" più
> piccola della velocità limite "L".
> E sapete cosa succede non applicando matematicamente
> le trasformazioni di Lorentz, che se spariamo 2 fotoni
> dal centro di un treno in movimento, i nostri due fotoni,
> identicamente a come fanno due proiettili,
> raggiungono SIMULTANEAMENTE le due pareti verticali
> del nostro treno in movimento.
> Un risultato ripeto clamoroso.
> Appena posso posto i relativi passaggi aritmetici.

PROBLEMA
Due fotoni "1" e "2" vengono sparati, in versi opposti, nella direzione del moto, dal centro di un treno inerziale e fino a collidere (i due fotoni) con le due pareti verticali del medesimo treno in movimento; non applicando le canoniche trasformazioni di Lorentz, perché dal 1910 è noto che si possa arrivare a formularle (le trasformazioni di Lorentz) senza la necessità di considerare vero il secondo postulato di Einstein (per il quale: la velocità della luce nel vuoto ha sempre lo stesso identico valore in tutti i sistemi di riferimento inerziali), verificare se la simultaneità dei due eventi è relativa o assoluta, ovvero verificare se l'arrivo dei singoli fotoni "1" e "2" sulle due rispettive pareti verticali del treno in movimento, è simultaneo come quando il treno è fermo.

SOLUZIONE
Per non appesantire inutilmente i calcoli, immaginiamo che:
- le traiettorie dei fotoni "1" e "2" siano parallele al binario
- che il fotone "1" si muova nello stesso verso del treno
- che il fotone "2" si muova nel verso opposto a quello treno
- che ovviamente in modulo sono uguali le velocità dei due fotoni rispetto al treno

Poniamo:
vtr = velocità del treno rispetto alla stazione
vf1tr = velocità del fotone "1" rispetto al treno = vf2tr = c
vf1st = velocità del fotone "1" rispetto alla stazione
vf2tr = velocità del fotone "2" rispetto al treno = vf1tr = c
vf2st = velocità del fotone "2" rispetto alla stazione
S = lunghezza di metà treno
tct1 = tempo in cui per il capotreno il fotone "1" raggiunge la parete verticale del treno
tct2 = tempo in cui per il capotreno il fotone "2" raggiunge la parete verticale del treno
tcs1 = tempo in cui per il capostazione il fotone "1" raggiunge la parete verticale del treno
tcs2 = tempo in cui per il capostazione il fotone "2" raggiunge la parete verticale del treno
L = velocità limite

Dimostriamo che la simultaneità è assoluta.

Risulta infatti per il capotreno ct in relazione al fotone "1" e al fotone "2":

tct1 = S/vf1tr = S/c
tct2 = S/vf2tr = S/c = S/vf1tr = tct1

di conseguenza per il capotreno ct sono simultanei i due eventi essendo identici i due tempi tct1 e tct2

Vediamo adesso cosa accade rispetto al capostazione cs.

Premesso che neghiamo la validità del secondo postulato di Einstein, pur continuando ad impiegare le trasformazioni di Lorentz, per cui in quest'ultime basta sostituire "c" con "L", e io aggiungo che "c" la trattiamo come una velocità ordinaria per il semplice motivo che la consideriamo "un quid" più piccola di "L",ebbene, siamo adesso in grado di dimostrare che, anche per il capostazione cs, i due eventi sono simultanei.

Risulta infatti, secondo la canonica fisica classica (ripeto, essendo il fotone un comune proiettile):

per il capostazione cs in relazione al fotone "1":

(#) tcs1 = [S + (vtr * tcs1)] / (vf1tr + vtr) =

= [S + (vtr * tcs1)] / (c + vtr) ===>

===> tcs1 * (c + vtr) = [S + (vtr * tcs1)] ===>

===> c*tcs1 + vtr*tcs1 - vtr*tcs1) = S ===>

===> tcs1 * (c + vtr - vtr) = S ===>

===> tcs1 = S/c = tct1 = tct2

e per il capostazione cs in relazione al fotone "2":

(# #) tcs2 = [S - (vtr * tcs2)] / (vf2tr - vtr) =

= [S - (vtr * tcs2)] / (c - vtr) ===>

===> tcs2 * (c - vtr) = [S - (vtr * tcs2)] ===>

===> c*tcs2 - vtr*tcs2 + vtr*tcs2) = S ===>

===> tcs2 * (c - vtr + vtr) = S ===>

===> tcs2 = S/c = tcs1 = tct1 = tct2

Per cui anche per il capostazione cs è:
tcs1 = tcs2
non solo, ma anche ora, abbiamo tempi uguali a S/c e quindi uguali a tct1 e tct2

Come volevasi dimostrare la simultaneità e del tutto assoluta.

Vediamo cosa accade alla nostra soluzione appena trovata, se viceversa la ricaviamo con riferimento a un "oggetto X" che si muove alla velocità limite "L".

Basta sostituire nelle due suddette formule (#) e (# #), al posto di "c", la velocità limite "L", formule che quindi diventano:

per il capostazione cs in relazione al oggetto X "1":

(#) tcs1 = [S + (vtr * tcs1)] / (L + vtr) ===>

===> (essendo per le trasformazioni di Lorentz con "L" al posto "c": (L+vtr) uguale a L ===>

===> tcs1 = [S + (vtr * tcs1)] / L ===>

===> L*tcs1 - vtr*tcs1 = S ===>

tcs1 * (L - vtr) = S ===>

===> tcs1 = S / (L - vtr)

e

per il capostazione cs in relazione al oggetto X "2":

(# #) tcs2 = [S - (vtr * tcs2)] / (L - vtr) ===>

===> (essendo per le trasformazioni di Lorentz con "L" al posto "c": (L-vtr) diverso da L ===>

===> tcs2 ≠ tcs1

(nello specifico si verifica l'atteso: "tcs2 è minore di tcs1", si veda l'[*] dopo la firma)

Ovviamente per il capotreno ct in relazione all'oggetto X "1" e all'oggetto X "2" è:

tct1 = S/L
tct2 = S/L = tct1

In conclusione: con riferimento all'oggetto "X" che si muove alla velocità limite "L" e non alla velocità "c" (con "c" minore di "L"), mentre per il capotreno ct i due eventi sono simultanei, viceversa applicando necessariamente (non essendo disponibile un altro strumento matematico) le trasformazioni di Lorentz con "L" al posto di "c", salta fuori che per il capostazione cs i due eventi non sono simultanei

Preciso che nell'ambito della mia teoria del discreto è escluso che possa esistere un oggetto "X" in grado di muoversi alla velocità limite "L", perché nel discreto, a livello micro, tutto si muove (e quindi anche i fotoni) a scatti elementari di spazio percorsi all'unica velocità "c", scatti inframmezzati da pause più o meno lunghe, pause che nel caso dei fotoni, sono le più corte possibili.

Di conseguenza l'irraggiungibile velocità limite "L" nell'ambito del discreto, è appunto l'irraggiungibile macromovimento senza pause a velocità "c", ripeto, sconosciuto al discreto.

Giovanni.

[*]
Dobbiamo confrontare
tcs1 = S / (L - vtr)
con
tcs2 = [S - (vtr * tcs2)] / (L - vtr)

Dalle prima formula ricaviamo:
1 / (L - vtr) = tcs1 / S
che sostituita nella seconda diventa
tcs2 = tcs1 * [S - (vtr * tcs2)] / S ===>
===> S*tcs2 = tcs1 * [S - (vtr * tcs2)]
e dove chiaramente si vede che è "tcs2 minore tcs1"

Giovanni

unread,
Aug 11, 2022, 10:01:52 AMAug 11
to
> Doctor Who ha scritto:
> l'ho guardato tutto, illuminante direi.

Ho effettuato una dimostrazione matematica più immediata con il post di oggi giovedì 11 agosto 2022 ore 15:37 per cui ho eliminando da Google Group il precedente post i cui passaggi matematici conducevano a calcoli troppo elaborati.

Solo se e quando ti va (diversamente non fa assolutamente nulla), fammi sapere cosa ne pensi.

Giovanni.

Giovanni

unread,
Aug 11, 2022, 10:03:38 AMAug 11
to
> falzonem...@gmail.com con riferimento al video
> https://youtu.be/HO9P_SDigf8
> ha scritto:
> Bella generalizzazione del problema sulle trasformazioni

Archaeopteryx

unread,
Aug 11, 2022, 10:29:10 AMAug 11
to

> Solo se e quando ti va (diversamente non fa assolutamente
nulla), fammi sapere cosa ne pensi.


Ma sei serio?
--


----Android NewsGroup Reader----
https://piaohong.s3-us-west-2.amazonaws.com/usenet/index.html

Giovanni

unread,
Aug 11, 2022, 10:39:57 AMAug 11
to
> io stesso Giovanni ho scritto:
> Solo se e quando ti va (diversamente non fa assolutamente
> nulla), fammi sapere cosa ne pensi.

> Archaeopteryx ha scritto:
> Ma sei serio?

Con te no.

Giovanni.

gino-ansel

unread,
Aug 11, 2022, 3:55:26 PMAug 11
to
Il giorno martedì 9 agosto 2022 alle 15:28:21 UTC+2
Giovanni ha scritto:
Ai miei tempi c'era un esame di analisi anche ad economia, ma l'unica cosa che mi ricordo
è la sghignazzata generale avvenuta allorchè il prof ci parlò della Matrice Orango
(da noi giudicata la moglie di uno di quegli scimmioni che stanno in Affrica)
Peccato si venisse poi a sapere che era una matrice di rango "o"
Anche stavolta non ho capito un tubo se non che la matematica in buona parte consiste
nell'applicare regole mentre l'intelligenza e la creatività consiste nell'indirizzare il percorso
verso un risultato utile, o perchè lo si intravede, ma anche per caso (purchè poi l'ossevazione
lo confermi). Certo non ho titoli per parlarne perchè mi sento assai vicino al Faraday che
pregava Maxwell di tradurre i suoi "geroglifici" in parole normal.

Sarei molto curioso di saprere quale strada seguirono Lorentz e/o Fitzgerald per arrivare
a quella formula.

Mi fa piacere anche che Sassoli non abbia escluso l'esistenza di robe anche più veloci
della luce (farebbero comodo nell'entanglement?)

> E sapete cosa succede applicando matematicamente e in tal modo le trasformazioni di Lorentz, che se spariamo 2 fotoni dal centro di un treno in movimento, i nostri due fotoni, identicamente a come fanno due proiettili, raggiungono SIMULTANEAMENTE le due pareti verticali del nostro treno in movimento.

Ho paura di non se è vero che deSitter non ha scazzato il test con le stelle doppie


Giovanni

unread,
Aug 11, 2022, 4:35:27 PMAug 11
to
> > io stesso Giovanni ho scritto:
> > E sapete cosa succede applicando matematicamente
> > e in tal modo le trasformazioni di Lorentz, che se
> > spariamo 2 fotoni dal centro di un treno in movimento,
> > i nostri due fotoni, identicamente a come fanno due
> > proiettili, raggiungono SIMULTANEAMENTE le due
> > pareti verticali del nostro treno in movimento.

> gino-ansel ha scritto:
> Ho paura di non se è vero che deSitter non ha
> scazzato il test con le stelle doppie

Vado a guardare cosa ha scritto De Sitter ... faccio bene a cercare "paradosso di De Sitter" ? ... sono quasi certo di venirne a capo.

Giovanni
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Giovanni

unread,
Aug 11, 2022, 5:46:22 PMAug 11
to
Ecco il video che ne parla: https://youtu.be/QjGp0mnGxrc

Allora la cosa a parole è molto semplice, invece è complessa la trattazione matematica, di una complessità aritmetica almeno pari a quella che ho messo in campo nel precedente mio post per dimostrare che anche con la luce "c" gli eventi sono simultanei, oltre a far vedere la non simultaneità della velocità limite "L" (basta imporre "c" un quid più piccola di "L").

Ebbene: nella formula di DELTAt del paradosso di De Sitter, compaiono al denominatore (c + v) e anche (c - v) e che vanno esplicitate.

Ma con cosa vanno esplicitate ? ... bisogna ricalcare il mio ragionamento (anche matematico), ripeto, del precedente post, e quindi utilizzare l'unico strumento matematico che abbiamo a disposizione (e non certo le trasformazioni di Galileo che ci farebbero finire oltre la velocità limite "L" a causa di [c+v]), utilizzare cioè le trasformazioni di Lorentz ma con "L" al posto "c".

E il gioco è fatto, che è un eufemismo, essendo, ripeto, la dimostrazione matematica, immagino, per niente agevole.

E' chiaro Gino il mio ragionamento a parole ? ... e a cui sono giunto istantaneamente, addirittura nel mentre guardavo il video segnalato di cui appena sopra.

Insomma: la strategia risolutiva è semplicemente trattare i fotoni, ovvero la luce, come proiettili perché "c" è solo un quid più piccolo di "L" e se si sconfina oltre "L", prima si tenta di effettuare delle semplificazioni per cercare i eliminare lo sconfinamento, e se ancora permane, utilizzare le trasformazioni di Lorentz con "L" al posto "c" (cosa che, ripeto, ho esattamente fatto nel post con la dimostrazione matematica che anche con la luce "c" gli eventi sono simultanei).

Giovanni.

Giovanni

unread,
Aug 12, 2022, 3:57:50 AMAug 12
to
> > io stesso Giovanni ho scritto:
> > E sapete cosa succede applicando matematicamente
> > e in tal modo le trasformazioni di Lorentz, che se
> > spariamo 2 fotoni dal centro di un treno in movimento,
> > i nostri due fotoni, identicamente a come fanno due
> > proiettili, raggiungono SIMULTANEAMENTE le due
> > pareti verticali del nostro treno in movimento.

> gino-ansel ha scritto:
> Ho paura di no, se è vero che De Sitter non ha
> > ancora permane, basta utilizzare le trasformazioni di Lorentz con "L"
> > al posto "c" (cosa che, ripeto, ho esattamente fatto nel post con
> > la dimostrazione matematica che anche con la luce "c" gli
> > eventi sono simultanei).

Sono arrivato a una dimostrazione matematica quasi immediata.

Allora: la formula apparentemente paradossale di De Sitter è:

DELTAt = T/2 + D/(c-v) - D/(c+v)

Paradossale in quanto DELTAt, potendo al variare di v, assumere qualsiasi valore: zero, positivo e anche negativo, nel caso in cui DELTAt valga zero, finisce che l'osservatore terrestre vede la stella S2 contemporaneamente in A e B (guardare il video segnalo).

La criticità:

- non è legata al considerare la luce dipendente dalla sorgente, per cui, come fanno gli einsteniani, né postulano fisicamente e bellamente la non dipendenza dalla sorgente, per quindi eliminare v dalla suddetta formula di DELTAt

- ma è legata, la criticità dunque vera, allo sconfinamento matematico della velocità limite "L" per la presenza nella formula di DELTAt del temine (c+v).

L'unico strumento matematico (e non fisico) per risolvere la suddetta criticità vera, è utilizzare le matematiche trasformazioni di Lorentz "modificate" e quindi mettendo al posto di "c" la velocità limite "L" e quindi considerando "c" un quid più piccola di "L".

Vediamo allora a quanto diventa uguale DELTAt utilizzando, per il termine (c+v), la formula di composizione di due velocità che si sommano in base alle trasformazioni di Lorentz "modificate":

DELTAt = T/2 + D/(c-v) - D/{(c+v)/[1+(v*c)/L^2]}

Ebbene tale DELTAt così determinato è sempre positivo, per dimostrarlo è sufficiente far vedere che è sempre:

(c-v) è sempre minore di (c+v)/[1+(v*c)/L^2]

Il modo più rapido per dimostrare ciò è utilizzare un foglio di calcolo, ovvero il mio foglio di calcolo in cui ho appunto scelto di variare "v" e di scegliere per "c" il valore di 299000 K/sec e per "L" il valore di 300.000 Km/sec, file pdf denominato:

- risolto il paradosso di De Sitter rigettando il secondo postulato di Einstein.pdf

disponibile al link:
https://drive.google.com/file/d/1L53dY81Od59pKp7ZtXM64RQp3fkdsn-z/view?usp=sharing

Nome del file che in pratica è anche la conclusione di questo post.

CONCLUSIONE: come volevasi dimostrare, è possibile risolvere il paradosso di De Sitter rigettando il secondo postulato di Einstein.

Giovanni.

gino-ansel

unread,
Aug 12, 2022, 7:06:56 AMAug 12
to
Il giorno venerdì 12 agosto 2022 alle 09:57:50 UTC+2
Giovanni ha scritto:

> .... CONCLUSIONE: come volevasi dimostrare, è possibile risolvere il paradosso di De Sitter rigettando il secondo postulato di Einstein.

a me pareva che fosse stata una "osservazione" a dimostrare che la luce non
risente del moto dell'emittente (così come fa il suono), non vedo a che serva
la matematica. Cercherò una descrizione dell'osservazione sulle stelle doppie.
Mi sa che la matematica sia un po' come il prezzemolo (difatti il prezzemolo
non mi piace)

Giovanni

unread,
Aug 12, 2022, 9:48:41 AMAug 12
to
> > io stesso Giovanni ho scritto:
> > CONCLUSIONE: come volevasi dimostrare, è possibile risolvere il
> > paradosso di De Sitter rigettando il secondo postulato di Einstein.

> gino-ansel ha scritto:
> a me pareva che fosse stata una "osservazione" a dimostrare che la luce non
> risente del moto dell'emittente (così come fa il suono), non vedo a che serva
> la matematica.

E' solo un postulato (il secondo della RR): la velocità della luce nel vuoto ha sempre lo stesso identico valore in tutti i sistemi di riferimento inerziali, e che io sappia, non esistono osservazioni.

La matematica arriva sempre prima, poi con il tempo ce ne dimentichiamo, e facciamo diventare le formule, sedicenti fenomeni fisici, precisando spesso anche l'inverso, e cioè che il sedicente fenomeno fisico è dimostrato da una formula.

> Cercherò una descrizione dell'osservazione sulle stelle doppie.

Ci ho già pensato io.

Cercando in Rete, ho fatto un po' di conti con il fine di calcolare DELTAt, in relazione alla stella binaria 61-Cygni con i dati che si sono osservati, ovvero:

D = 11,4 anni luce
T/2 = 361 anni
r = 43,2 UA

a questo punto ho calcolato v che è risultata pari a solo 1,782 m/sec e quindi risultando molto piccola rispetto a "c", per cui non ho proprio calcolato DELTAt con la formula completa di De Sitter:

DELTAt = T/2 + D/(c-v) - D/(c+v)

essendo il termine D/(c-v) e il termine D/(c+v) praticamente identici, finendo con il risultare:

DELTAt = T/2

Penso proprio che un tale risultato sia generalizzabile a tutte le stelle binarie, almeno fino a quando non troveremo una stella binaria con un piccolissimo periodo "T" e quindi con una grande velocità v confrontabile con "c".

Se la troviamo dovremo per forza usare la formula completa di De Sitter di cui sopra e la trasformazione di Lorentz modificata, come ho fatto vedere nel precedente post, o "imbrogliare" dicendo che la velocità della luce non dipende dalla sorgente.

Giovanni.

gino-ansel

unread,
Aug 13, 2022, 1:39:15 AMAug 13
to
Il giorno venerdì 12 agosto 2022 alle 15:48:41 UTC+2
Giovanni ha scritto:
> > > io stesso Giovanni ho scritto:
> > > CONCLUSIONE: come volevasi dimostrare, è possibile risolvere il
> > > paradosso di De Sitter rigettando il secondo postulato di Einstein.
> > gino-ansel ha scritto:
> > a me pareva che fosse stata una "osservazione" a dimostrare che la luce non
> > risente del moto dell'emittente (così come fa il suono), non vedo a che serva
> > la matematica.
> E' solo un postulato (il secondo della RR): la velocità della luce nel vuoto ha sempre lo stesso identico valore in tutti i sistemi di riferimento inerziali, e che io sappia, non esistono osservazioni.

credo che gli eteristi, per analogia col suono, nulla abbiano da obiettare
con l'indipendenza da c col moto dell'emittente e invece postulino di poterlo
estendere anche all'osservatore (per via del principio di relatività)

> La matematica arriva sempre prima, poi con il tempo ce ne dimentichiamo, e facciamo diventare le formule, sedicenti fenomeni fisici, precisando spesso anche l'inverso, e cioè che il sedicente fenomeno fisico è dimostrato da una formula.
> > Cercherò una descrizione dell'osservazione sulle stelle doppie.
> Ci ho già pensato io ....

non dubito dei tuoi conteggi, penso però che dovresti confrontarti ad es. con
https://www.astronomia.com/2012/12/15/le-stelle-fantasma/
io non ci provo neanche, sono poco pratico e penso che che valga il principo
della divisione del lavoro, ma senza esagerare e sempre mantendendo una
sana diffidenza perchè tutti possono sbagliare e non è la prima volta che
si scoprono sbagliete robe credute vere da tutti e da un sacco i tempo (ma
anche qui senza esagerare).

Nelle robe astronomiche mi limito a restar perplesso su di una frase trovata
nel Caldirola di mia figlia dove Mario è fermo e Marco è in moto ma "Marco
non ha nessuna ragione per ritenere se stesso in moto e Mario in quiete" anche
se evidentemente devono star viaggiando nello spazio. Magari questo è vero
in molti casi, ma se i due erano buoni vicini da un po' e poi uno accende i razzi
mi sembra chiaro chi è chi si sta ora muovendo.

Giovanni

unread,
Aug 13, 2022, 4:02:49 AMAug 13
to
> > io stesso Giovanni ho scritto:
> > CONCLUSIONE: come volevasi dimostrare, è possibile risolvere il
> > paradosso di De Sitter rigettando il secondo postulato di Einstein.

> gino-ansel ha scritto:
> a me pareva che fosse stata una "osservazione" a dimostrare che la luce non
> risente del moto dell'emittente (così come fa il suono), non vedo a che serva
> la matematica.

> > E' solo un postulato (il secondo della RR): la velocità della luce nel vuoto
> > ha sempre lo stesso identico valore in tutti i sistemi di riferimento inerziali,
> > e che io sappia, non esistono osservazioni.

> credo che gli eteristi, per analogia col suono, nulla abbiano da obiettare
> con l'indipendenza da c col moto dell'emittente e invece postulino di poterlo
> estendere anche all'osservatore (per via del principio di relatività)

Gli eteristi non sanno spiegare però perché il loro etere non propaga il suono ... ergo il suono e la luce non sono la stessa cosa ... la differenza ? ... il suono ha bisogno di un mezzo materiale, la luce no, e quindi il diverso ruolo giocato dalla sorgente.

I relativisti, viceversa, invece di pensare ad un nuovo paradigma della fisica (per esempio alla possibilità che la realtà fisica sia discreta) si sono lanciati a testa bassa nella produzione di trucchi matematica, generando i mostri logici: della simultaneità relativa, della dilatazione cinematica del tempo e della contrazione cinematica delle lunghezze.

> Cercherò una descrizione dell'osservazione sulle stelle doppie.

> > Ci ho già pensato io.
> > Cercando in Rete, ho fatto un po' di conti con il fine di calcolare DELTAt, in
> > relazione alla stella binaria 61-Cygni con i dati che si sono osservati, ovvero:
> > D = 11,4 anni luce
> > T/2 = 361 anni
> > r = 43,2 UA
> > a questo punto ho calcolato v che è risultata pari a solo 1,782 m/sec e quindi
> > risultando molto piccola rispetto a "c", per cui non ho proprio
> > calcolato DELTAt con la formula completa di De Sitter:
> < DELTAt = T/2 + D/(c-v) - D/(c+v)
> < essendo il termine D/(c-v) e il termine D/(c+v) praticamente identici,
> > finendo con il risultare:
> > DELTAt = T/2
> > Penso proprio che un tale risultato sia generalizzabile a tutte le stelle
> > binarie, almeno fino a quando non troveremo una stella binaria con
> > un piccolissimo periodo "T" e quindi con una grande velocità v
> > confrontabile con "c".
> > Se la troviamo dovremo per forza usare la formula completa di
> > De Sitter di cui sopra e la trasformazione di Lorentz modificata,
> > come ho fatto vedere nel precedente post, o "imbrogliare" dicendo
> > che la velocità della luce non dipende dalla sorgente.

> non dubito dei tuoi conteggi

Non c'è nulla da dubitare, se guardi di nuovo il mio foglio di calcolo

https://drive.google.com/file/d/1L53dY81Od59pKp7ZtXM64RQp3fkdsn-z/view?usp=sharing

ti accorgerai che per poter arrivare ad una differenza apprezzabile fra DELTAt e T/2 occorre una velocità v di S2 (guardate il video già segnalato: https://youtu.be/QjGp0mnGxrc ) intorno ai 200.000 Km/sec ovvero 2/3 della velocità limite, mentre per le stelle doppie conosciute siamo nell'ordine di qualche m/sec o al massimo di qualche decina di Km/sec

> penso però che dovresti confrontarti ad es. con
> https://www.astronomia.com/2012/12/15/le-stelle-fantasma/

Che mi fa ribadire quanto ho già scritto:
DELTAt = T/2
Penso proprio che un tale risultato sia generalizzabile a tutte le stelle binarie, almeno fino a quando non troveremo una stella binaria con un piccolissimo periodo "T" e quindi con una grande velocità v confrontabile con "c".
Se la troviamo dovremo per forza usare la formula completa di De Sitter di cui sopra e la trasformazione di Lorentz modificata, come ho fatto vedere nel precedente post, o "imbrogliare" dicendo che la velocità della luce non dipende dalla sorgente.

> Nelle robe astronomiche mi limito a restar perplesso su di una frase trovata
> nel Caldirola di mia figlia dove Mario è fermo e Marco è in moto ma "Marco
> non ha nessuna ragione per ritenere se stesso in moto e Mario in quiete" anche
> se evidentemente devono star viaggiando nello spazio. Magari questo è vero
> in molti casi, ma se i due erano buoni vicini da un po' e poi uno accende i razzi
> mi sembra chiaro chi è chi si sta ora muovendo.

Oggi basta che Marco e Mario inseriscano i codici nel proprio smartphone per far apparire le prestazioni dei suoi sensori, e quindi per accorgersi che è Marco rispetto a Mario a muoversi, essendo gli attuali smartphone corredati di un microchip che implementa l'interferometro di Sagnac (che è praticamente la stessa cosa dell'interferometro di MM).

Giovanni.

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