Carico di conseguenze ancor più negative per la Relatività Ristretta è il cosiddetto effetto Sagnac senza rotazione.
Le verifiche sperimentali sono state pubblicate su un articolo del 2004 di Wang, Zheng, Yao e Langley, e sono state matematicamente spiegate su un articolo del 2014 di Tartaglia e Ruggiero, utilizzando il sedicente principio delle simultaneità relativa della Relatività Ristretta, sedicente principio perché, ancora una volta, dà luogo ad un'abnormità sul piano logico, che sembra sia io il primo ad averla scoperta.
Tartaglia e Ruggiero, cioè, scrissero e dimostrarono matematicamente, per quale motivo l'effetto Sagnac non è necessariamente dovuto alla presenza di un effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac in rotazione, ma è fondamentalmente dovuto:
- alla presenza di un dispositivo fisico fermo rispetto a un laboratorio, dispositivo fisico che forza la luce a muoversi lungo un percorso chiuso
- e alla presenza di un moto relativo inerziale, rispetto al suddetto dispositivo fisico e quindi rispetto al laboratorio, a velocità V dell’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac dei 2 segnali luminosi.
Quindi niente sistemi accelerati. Ciò nonostante in tale approccio matematico, anche ora si giunge alla formula dell'effetto Sagnac, anche ora la velocità della luce è sempre costante rispetto alla sorgente e al ricevitore, e anche ora l'origine dell'effetto Sagnac è pienamente comprensibile nel sistema del laboratorio, ma anche ora rispetto all'osservatore "in groppa" all’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac, non ci siamo per niente.
Utilizzando infatti le trasformazioni di Lorentz, e quindi il sedicente principio della simultaneità relativa, accade l'abnormità che rispetto al nostro osservatore fermo nel sistema di riferimento "in groppa" all’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac, lo sfasamento temporale avverrebbe nientedimeno perché i 2 raggi luminosi percorrerebbero tragitti di diversa lunghezza, nello specifico:
- il percorso chiuso completo compiuto dal primo raggio di luce visto dal nostro osservatore fermo nel suo sistema di riferimento "in groppa" all’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac, primo raggio luminoso che parte in senso concorde alla velocità V e che rispetto all'osservatore "in groppa" all’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac, diventa la velocità del dispositivo fisico che forza la luce a muoversi lungo un percorso chiuso
è più lungo
- del percorso chiuso completo compiuto dal secondo raggio di luce visto dal nostro osservatore fermo nel suo sistema di riferimento "in groppa" all’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac, secondo raggio luminoso che parte in senso discorde alla velocità V e che rispetto all'osservatore "in groppa" all’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac, diventa la velocità del dispositivo fisico che forza la luce a muoversi lungo un percorso chiuso.
Assurdo: immaginiamo infatti di sistemare un topo di laboratorio, in una piccola gabbia, al centro del dispositivo fisico che forza la luce a muoversi lungo un percorso chiuso, dispositivo fisico che sia proprio quello presente nell'articolo di Tartaglia e Ruggiero, e quindi fatto di 4 specchi sui quali si riflettono i 2 raggi luminosi, ebbene, allora vuol dire che si riuscirebbero ad osservare contemporaneamente i 2 fenomeni opposti:
- l'osservatore "in groppa" all’effettivo emettitore-ricevitore di Sagnac, e quindi fermo nel suo sistema di riferimento, dice: "il topo di laboratorio è stato colpito dal secondo raggio luminoso che parte in senso discorde alla velocità V perché si è accorciato il suo percorso"
- l'osservatore nel laboratorio, e quindi fermo nel suo sistema di riferimento, dice viceversa: "il topo di laboratorio non è stato colpito dal secondo raggio luminoso che parte in senso discorde alla velocità V perché non si è accorciato per niente il suo percorso".
Dunque, anche Tartaglia e Ruggiero utilizzando la Relatività Ristretta, sono giunti effettivamente alla formula matematica dell'effetto Sagnac, ma anche loro a scapito dell'onestà intellettuale. Ma c’è di peggio: essendo stato, ripeto, l’effetto Sagnac senza rotazione verificato sperimentalmente da Wang, Zheng, Yao e Langley, per cui è un fenomeno fisico reale, Tartaglia e Ruggiero sono riusciti, senza rendersene conto, nell'impresa di invalidare il principio della simultaneità relativa, visto i contrapposti destini in cui finisce per ritrovarsi il suddetto topo di laboratorio.
Giovanni
Segnalo ancora una volta la pagina web:
https://sites.google.com/view/enigma-effetto-sagnac-risolto
perché contiene aggiornamenti importanti comunque già condivisi, ma in modo purtroppo sparso, su questo newsgroup.
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