La prima (abissale) differenza tra la gravita' e la forza nucleare e'
data, quindi, dalla densita' delle masse interessate al fenomeno.
All'etere che precipita, la Terra si presenta come un insieme di
puntini talmente distanti l'uno dall'altro che, se fosse composto
(l'etere) da piccolissimi proiettili, soltanto uno ogni 100 milioni
colpirebbe il bersaglio.
Invece il nucleo atomico (il puntino di prima, il bersaglio) si
presenta compatto all'etere che gli rimbalza addosso (tenendo confinata
la sua massa) e poi ritorna indietro, formando una barriera
respingente.
Questa e' la doppia funzione: niente esce e niente entra!
Pero' questa barriera (questi "proiettili" di ritorno) non puo'
estendersi all'infinito, perche' c'e' lo scontro con quelli in arrivo
in un flusso e riflusso continuo, ma statico, che gli conferisce la
massima stabilita'.
E allora, questa calotta sferica intorno al nucleo e' un secondo
guscio dove la repulsione e' massima ai confini del nucleo stesso e
dove la forza nucleare forte comincia ad essere operativa (verso
l'interno ma anche verso l'esterno) ed e' per questo s'attiva *solo*
alle piccolissime distanze.
Poi, verso l'esterno, questa forza repulsiva va a diminuire
gradualmente con l'aumentare della distanza dal nucleo, fino a sparire
del tutto al limite delle dimensioni dell'atomo, dove il flusso e
riflusso si compensano esattamente tra loro.
In quest'altro guscio esterno trova ospitalita' l'elettrone, molto
meno legato all'atomo di quanto non lo siano i protoni e i neutroni.
Anche in questo scenario non ci sarebbe alcuna forza nucleare se il
vento d'etere non trovasse ostacolo nella massa (cioe' nel nucleo) dato
che le opposte forze s'annullerebbero a vicenda.
Quindi la differenza tra gravita' e forza nucleare forte sta nella
diversa resistenza che le masse (atomiche e nucleari) oppongono al
vento d'etere che, a sua volta, reagisce con maggiore o minore forza,
anche se, alla fine, il risultato e' molto simile.
E infatti la gravita' "compatta" gli atomi e la forza nucleare forte
"compatta" i nuclei.
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-- Luigi Fortunati