Se ci fosse soltanto quest'unica forza (la pressione), gli elettroni
verrebbero schiacciati contro i nuclei, e i nuclei schiacciati l'uno
contro l'altro.
Tutto cio' non avviene, quindi e' evidente che gli elettroni e i
nuclei si oppongono alla pressione esterna (che tende ad avvicinarli)
con una qualche repulsione interna che li costringe a mantenere le
distanze.
La forza repulsiva, in effetti, c'e', ed e' quella degli elettroni
che si respingono reciprocamente, per mezzo della forza di Coulomb.
Quindi la repulsione elettrostatica contrasta la pressione esterna.
E va bene.
Consideriamo pero' che la pressione non spinge soltanto gli
elettroni contro gli elettroni (attivando la repulsione), ma spinge
anche gli elettroni contro i nuclei positivi, attivando l'attrazione
che favorisce (e non contrasta) la pressione esterna.
Quindi abbiamo una repulsione tra gli elettroni e un'attrazione tra
gli elettroni e i nuclei, di pari intensita' e di verso opposto.
Domando: perche' la repulsione elettrostatica contrasta la pressione
esterna e l'attrazione elettrostatica non l'aiuta?
Luigi.
Almeno ditemi: la domanda e' lecita?
Per evitare questa scomparsa dei messaggi (che si potrebbe volendo ritrovare
su qualche sito web dove viene raccolto tutto, ma non � la condizione
ideale per tenere il filo) e per permettere di partecipare anche a grande
distanza di tempo, ti suggerirei di raccogliere la tua idea su una pagina
web, dove esporre in modo chiaro i vari aspetti, in modo da facilitare la
partecipazione.
Per ora chiudo. Domani legger� i tuoi ultimi messaggi.
Ciao
---
Paolo
Nonostante io sia programmatore di computer, non ho una pagina web e
non avevo mai sentito l'esigenza di averla, tuttavia mi rendo conto
che il tuo suggerimento e' valido e mi attivero' a prepararla, anche
se mi ci vorra' del tempo.
Ci vuole tempo perche' le cose che ho in mente e che ho scritto sono
tante, quindi dovro' mettere in ordine il tutto e concentrarlo in
pochi post.
Intanto m'interessa particolarmente conoscere la tua opinione
riguardo al quesito di questa discussione (che si lega anche alla
precedente): a te, il dubbio sembra lecito e legittimo, oppure no?
Ciao, Luigi.
Ci vuole tempo perche' le cose che ho in mente e che ho scritto sono
> tante, quindi dovro' mettere in ordine il tutto e concentrarlo in
> pochi post.
>
Puoi cominciare con un abbozzo, appena hai trovato il luogo giusto.
> Intanto m'interessa particolarmente conoscere la tua opinione
> riguardo al quesito di questa discussione (che si lega anche alla
> precedente): a te, il dubbio sembra lecito e legittimo, oppure no?
>
Sulla tua domanda, sono un po' incerto. Quello che mi viene in mente � che
la meccanica quantistica postula la quantizzazione degli stati
dell'elettrone atomico. Ci� implica che debba esistere il 'livello
fondamentale', sotto il quale l'elettrone non pu� andare.
Ogni stato energetico (detto anche 'livello', come sopra) � associato ad una
geometria (una distribuzione di probabilit�, secondo l'interretazione
della m.q.).
Il problema che ho, qui, � su come pensare l'elettrone: se come pallina in
moto vorticoso (ma non c'� emissione elettromagnetica, per cui verrebbe da
escludere tale idea) o come ditribuzione statica, continua.
Se seguiamo questa idea di elettrone, il postulare lo stato energetico
fondmentale significherebbe postulare anch una geometria fondmentale, che
gli urti delle particelle circostanti non possono costringere.
Gli urti (ovvero la pressione, su scala macroscopica) possono solo produrre,
da qui, solo salti quantistici verso l'alto, corrispndenti a geometrie pi�
estese (anche se devo dire che sull'andamento della distribuzione spaziale
dell'elettrone al crescere dell'energia non son sicuro).
Per questo l'elettrone non pu� venire 'schiacciato' dalle collisioni con
l'ambiente circostante.
---
Paolo
> Ciao, Luigi.
--