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Etimologia

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Cosimo

unread,
Aug 11, 2000, 3:00:00 AM8/11/00
to
Mi sono accorto dopo averlo inviato che il messaggio lo avevo indirizzato
alla tua casella privata. Non era mia intenzione, anche perchè qualsiasi
intervento sull'argomento è ben accetto: più siamo e più valiamo.
Ti do ragione anche per il lapsus scribendi a proposito della fondazione
della mia città.
Prima di passare all'argomento Calamizzi-Cannameli-Nacareri è doveroso
premetterti che il lato sud delle mura della città, rimasto più o meno
invariato nel corso dei secoli fino al disastroso terremoto del 1783, era
delimitato fino al 1547-60 dal fiume, oggi torrente,.Calopinace (antico
Apsia).
Risalgono a quel tempo infatti i lavori effettuati su ordine di Carlo V per
la costruzione in loco di una ulteriore fortezza per la difesa della città
dalle continue scorrerie saracene (Castronuovo, abbattuta in seguito per la
costruzione della Stazione Centrale FS).
Come vedi il quadro è il solito, dove non arrivano i terremoti, i maremoti e
le nefaste vicende della storia del sud, ci è arrivato l'intelligentone di
turno tutto proteso a cancellare definitivamente il poco rimasto.
E' per me d'obbligo collegare quei lavori che hanno sconvolto l'area alla
base del promontorio, con l'inabissamento dello stesso avvenuto
repentinamente nel 1562 probabilmente per fenomeni di subsidenza.
Personalmente do all'episodio un importanza rilevante, visto che questo molo
naturale, frutto di millenarie sedimentazioni del Calopinace, forniva il
riparo necessario alle navi dal maltempo che arriva da scirocco e libeccio.
Praticamente faceva di tutto l'affaccio a mare della città un unico porto
discretamente riparato.
Tu mi insegni, che la Calabria Ulteriore aveva soltanto due strade di
collegamento viario: la Popilia (o Annia) ed un'altra che collegava Reggio
ad Eraclea e Taranto (+o- l'attuale SS106).
Ambedue, alla caduta dell'impero romano, soffrirono di una mancanza cronica
di interventi di manutenzione (più o meno ciò che accade oggi per le nostre
terre...), e ciò comportò inevitabilmente l'uso delle comunicazioni
marittime per i collegamenti con la città.
Il declino commerciale e culturale della città si rese inevitabile negli
anni a venire, visto che rimase di colpo senza porto fino al '700 e rimase
esclusa, proprio nel momento storico in cui fiorivano i commerci marittimi
intermediterranei e tra l'Europa e le Americhe.
Questo è per sommi capi il contesto della ricerca.
Tornando al promontorio, alla sua base esistono tutt'oggi delle sorgive di
acqua che scaturiscono ancora da una falda sotterranea (mi riferisco alla
radice "nao").
Proprio per questo e per un clima particolarmente mite, la crescita
spontanea di canne avviene tuttora in zone circoscritte dell'area.
Tieni conto che soprattutto nell'ultimo secolo la zona è stata sconvolta da
una discarica abusiva ed è tuttora in corso una bonifica dell'area. In
questo sconquasso si è salvato (almeno per adesso) un piccolo tratto del
muro del Castronuovo, da me segnalato alla Sovrintendenza, e che attende un
urgente e non costoso intervento di restauro per non crollare
definitivamente.
In aggiunta, notizie storiche riferiscono che il lato sud del promontorio
era quasi un acquitrino in seguito bonificato.
Non ho personali notizie su possibili insediamenti dei Samii, comunque,
anche se non era distante dalla città, il luogo Calamizzi era fuori le mura,
e la creazione di un sobborgo non è da escludersi. L'esistenza di un
emporion, poi, è quasi certa, visto che la città faceva parte delle
complesse rotte commerciali tra il Mediterraneo orientale ed occidentale.
Cercherò comunque di appurare questa eventualità.
Infine (naucrària), Reggio era spiccatamente filo ateniese, come anche
dimostrato durante la guerra persa contro Siracusa.
Segno questo non solo di particolari convenienze di alleanze politiche, ma
anche di probabili affinità culturali e segno di ipotetiche presenze di
forti etnie di origini ateniesi.
Le soluzioni etimologiche che mi fornisci, sono come vedi quasi tutte
calzanti, il chè, come spesso accade, anzicchè fornire delle risposte, apre
nuovi ed interessanti interrogativi. È questo il lato stimolante della
ricerca...


Ruggieri

unread,
Aug 11, 2000, 3:00:00 AM8/11/00
to
Cosimo <liac...@tiscalinet.it> wrote in message
8n14c3$spi$1...@lacerta.tiscalinet.it...
> (cut)

Ti ringrazio per le numerose notizie che mi fornisci sulla storia delle
vicende politico-edilizie di Reggio, ma dubito di poterle utilizzare per
formulare nuove ipotesi etimologiche.
Il fatto è che io mi sono occupato per anni di archeologia del paleolitico
superiore e del neolitico, oltre che di storia delle religioni antiche.
Questo ha comportato in me una specie di distorsione mentale per cui tutto
ciò che risaliva a meno di 5.000 anni fa era "snobbabile" come "roba
dell'altro ieri", Megále Hellás compresa... :o).
Poi, all'inizio degli anni '90, una ricerca sull'evoluzione di alcuni
aspetti religiosi originari del Gravettiano mi ha fatto approdare al mondo
egizio. La contemporanea rilettura del II libro di Erodoto ha fatto il
resto.
magnus ed Alberto Calvelli ne sanno qualcosa...
Rotto il ghiaccio, il passo successivo fu un'approfondita indagine sulla
religione cretese dell'epoca minoica e sui suoi rapporti con quella che si
andava strutturando nella futura Grecia.
A questo punto mi sono fermato e ho detto "Basta! per distrarmi scriverò un
romanzo ambientato in epoca moderna." Perché moderna? Perché le mie ricerche
precedenti mi avevano fatto trasformare i miei appunti sull'Egitto della VI
dinastia e sulla Creta del XVIII secolo in altrettanti romanzi di
fanta-storia...
E così ho scritto il mio primo romanzo "vero" cioè nato da un'esigenza
letteraria e non da pregressi studi poi riclicati. E l'ho ambientato in
epoca moderna... a Cuma, nel 523 a.C.!
Beh, tutto è relativo, no? :o))
Così mi sono presentato alla Magna Grecia e, siccome lei faceva la riottosa,
l'ho affrontata dal punto di vista archeoastronomico, facendo una prima,
interessante (per me) scoperta: un gruppo di calendari incisi su pareti di
tufo e basati sui movimenti della Luna. E' stato divertente pensare che
erano rimasti sotto gli occhi di tutti (archeologi, appassionati,
turisti...) per almeno sessant'anni e nessuno se n'era accorto.
Poi, sai com'è, quando si comincia ad assaporare un gusto nuovo...
Così ora mi occupo di archeoastronomia a tempo (libero) pieno, e sto
effettuando con alcuni amici una ricerca a tappeto sui templi di Diana in
Italia. Ricerca che era partita dalla convinzione (poi dimostratasi
probabilmente errata) della relazione Diana-Luna.
Perché ti scrivo questo? Per due motivi fondamentali:
1°) Così ti rendi conto che non sono un esperto del mondo magnogreco (e meno
che mai di quello posteriore) e che più di quello che ho potuto immaginare,
sulle etimologie di cui mi hai chiesto notizia, difficilmente potrò
partorire. Ma non si sa mai...
2°) Perché a Reggio Calabria c'è un santuario di Àrtemis (che però potrebbe
essere stato precedentemente dedicato a Diana) e non mi è facile venire fin
là per dargli un'occhiata.
Ma forse potresti farlo tu al mio posto... no? ;o)))
Tra l'altro, non dovrebbe essere lontano da quella zona di cui abbiamo
parlato, se interpreto correttamente il termine:
"Tempio di Diana Fascelide".
Inoltre pare che una sua colonna si trovi presso la Cattedrale.
Se la cosa ti dovesse interessare potrei passarti le poche informazioni di
cui dispongo

> Le soluzioni etimologiche che mi fornisci, sono come vedi quasi tutte
> calzanti, il chè, come spesso accade, anzicchè fornire delle risposte,
apre
> nuovi ed interessanti interrogativi. È questo il lato stimolante della
> ricerca...

Appunto!
Anche tu hai notato che questa è la prima cosa che si scopre, quando si
cerca qualcosa...
Ciao,

Franco

Cosimo

unread,
Aug 12, 2000, 3:00:00 AM8/12/00
to
Ciao Franco,
errore grosso a non essere interessato alle vicende edilizie di Reggio,
proprio per il tuo interessamento al tempio di Artemide Fascelide.
Hai detto bene che nella Reghion esisteva il tempio di cui parli, e ti
aggiungo che recenti ricerche condotte da un'amica archeologa del posto
ipotizzano la localizzazione dell'edificio proprio nella zona del
promontorio inabissato o immediatamente a terra (se ti serve ti trovo una
copia della sua ricerca).
Il mio modesto punto di vista è che è corretto ipotizzarne il sito proprio
in quell'area, fuori le mura greche, perchè l'oracolo trasmesso all'ecista
in occasione della fondazione della città gli chiedeva di fermarsi lì dove
avesse trovato un albero di fico avvinto da una pianta di vite e vicino ad
un fiume (appunto l'Apsia o Calopinace).
La costruzione dell'edificio religioso in quell'area, avrebbe avuto già di
per sè una motivazione religioso-politica del tipo "a perenne ricordo della
fondazione...".
Inoltre, l'area alla base del promontorio, ipoteticamente rialzata a quel
tempo, si sarebbe prestata ottimamente alla costruzione del tempio, molto
visitato anche dai naviganti di passaggio, e molto meglio visibile da un più
ampio raggio di mare rispetto al resto della città.
Addirittura penso che quella fosse proprio una vasta area religiosa.
A proposito, visto che siamo in ballo etimologico, Calopinace, può avere a
che fare con le terracotte votive??
Sempre nella zona in questione poi, nei secoli a venire, fu costruito un
monastero bizantino abbastanza importante, quasi a sottolineare la
destinazione religiosa dell'area. Purtroppo non vi è più traccia materiale
di queste costruzioni.
Nei diversi sopralluoghi da me condotti nella zona prima della bonifica
tuttora in corso, ho avuto modo di scattare diverse foto su inclusioni di
tufo lavorato e ben decorato nei muri delle costruzioni di pescatori e nello
stesso tratto di muro del Castronuovo, ma niente di più e mi è difficile
risalirne alle origini.
Sempre in zona ho fatto recuperare una colonna granitica quasi integra sulla
spiaggia ed un'altra, spezzata, l'ho localizza in mare. Speravo fossero un
indizio che si riferisse proprio all'area religiosa antica, ma la mia teoria
e che facessero parte invece di un colonnato della Fontana Rossa di epoca
più recente e crollata nel 1908 (in seguito, in zona, ne ho rintracciate
altre due uguali: una nel cortile interno di un edificio pubblico ed
un'altra in bella mostra adagiata, fuori contesto, tra gli scavi delle terme
romane).
Un'altra colonna, sempre granitica, ma di tipo diverso, più longilineo, si
trova eretta proprio sul marciapiede del secondo binario della stazione
ferroviaria, ma non sono riuscito a penetrare la spessa coltre dell'Ufficio
Tecnico delle Ferrovie, forse perchè ho scelto le strade sbagliate...
Riguardo alla relazione Diana-Luna, non so, la butto lì..., ma da queste
parti, noi subacquei dobbiamo tenere conto parecchio delle fasi lunari per
le rinomate correnti dello stretto (superano i 5 nodi regolarmente, anche
fuori sigizie).
In alcuni posti, e l'area di Calamizzi è uno di questi, siamo costretti a
sfruttare i periodi dei quarti di luna per avere una stanca decente di pochi
minuti che ci permetta di non essere "spazzati" via dalla corrente. Anche
la moderna
navigazione a vela deve tenere conto del gioco delle correnti, figuriamoci
quella antica decisamente meno veloce...
Prova ne è che vi sono diverse pagine del Portolano 1-B che descrivono alle
imbarcazioni a vela come passare lo stretto, sia in direzione nord che sud.
A proposito del "non mi è facile venire fin là per dargli un'occhiata", tu
invece di quale zona sei??
Prova a passarmi le informazioni in tuo possesso e dimmi come posso esserti
utile. Da quello che ho capito parte dei nostri interessi si accavallano.
Per chiarezza, sono solo un appassionato, non un addetto ai lavori e dedico
il mio tempo libero (ahimè ridotto negli ultimi tempi) a queste "fregnacce"
dell'archeosub ed alla storia di Reggio.
Alle prossime Cosimo

bsol

unread,
Aug 12, 2000, 3:00:00 AM8/12/00
to
Salve ragazzi,
mi trovo in una situazione, per me, inusuale perché l'etimologia non è il
mio campo.
Pertanto ho rivolto il "quesito" ad un amico che di queste cose ne mastica
molto più di me, e questa è la sua risposta:

Calamizzi è probabilmente una deformazione fonetica del corrispondente
"Ebraico"
_*CALAMISVA' *_ ripreso successivamente anche dal dialetto romanesco e stà
a
significare "cantilena funebre" che si ritiene derivata (come dicevo) dal
"grido" del
mandatario della *Compagnia Israelita della Morte" il quale precedeva il
corteo funebre
scuotendo un bussolotto di ferro e recitando il __(zeda) cah, la misvà __
... ovvero
la richiesta di elemosina per il funerale .. interessante eh !?
Ancora più interessante, sarebbe sapere, se da quelle parti vi è qualche
cimitero ... --
anche se dismesso, oppure qualche sepoltura di tipo particolare ... ;-((>
Altrimenti tale termine deriverebbe da Calami che in calabrese derivato dal
greco
Kalamè significherebbe ... stoppa o stoppia di lino !

Calopinace (Apsia) visto che Cosimo stesso ci anticipa che è un corso
d'acqua
diventa assai semplice identificare la radice in pinace = piena,
innondazione, violenta
corrente d'acqua in calo = in discesa ... ;-))

Un po più complicato da comprendere, è invece il termine di Nacareri,
ammenocchè
non facciamo l'ipotesi che (peraltro per me è la più plausibile) di una
debita scomposizione
in naca, che deriva dal greco "nake"= vello di pecora ... e poi anche culla
sospesa sopra
il letto matrimoniale; ipotesi peraltro convalidata dal fatto che questa
voce ha lo stesso
valore etimologico in molti dialetti italiani, compreso il campano, il
pugliese, il salentino,
il lucano, il calabrese e il siciliano ...

In Arabo invece il termine nàca ... significa stagno, accqua stagnante ...

reri invece significherebbe ... indietro!

Quindi tanto per tentar di ricomporre questo "toponimo", il suo strambo
significato,
sarebbe culla sospesa sopra il letto ... indietro!

O più propriamente culla sospesa ... dietro al letto!!!

----------------
Saluti e ... spero a presto!
Biagio

Ruggieri

unread,
Aug 13, 2000, 3:00:00 AM8/13/00
to
bsol <bia...@libero.it> wrote in message
7iil5.58631$dF5.1...@news.infostrada.it...

> Calamizzi è probabilmente una deformazione fonetica del corrispondente
> "Ebraico"
> _*CALAMISVA' *_ ripreso successivamente anche dal dialetto romanesco e
stà
> (cut)
Questo l'ho già commentato nel messaggio di risposta a Cosimo, cui ti
rimando.

> Ancora più interessante, sarebbe sapere, se da quelle parti vi è qualche
> cimitero ... --
> anche se dismesso, oppure qualche sepoltura di tipo particolare ... ;-((>

Puoi indicarmi un di costa della Magna Grecia *abitata* in cui mancano
cimiteri o sepolture "particolari"? :o)

> Altrimenti tale termine deriverebbe da Calami che in calabrese derivato
dal
> greco
> Kalamè significherebbe ... stoppa o stoppia di lino !

Kalàme (non kalamè) indica stelo; gambo di cereali o canna, steli; paglia.
Il lino se l'è inventato il tuo amico. Scommetto che so chi è ;o)) !

> Calopinace (Apsia) visto che Cosimo stesso ci anticipa che è un corso
> d'acqua
> diventa assai semplice identificare la radice in pinace = piena,
> innondazione, violenta
> corrente d'acqua in calo = in discesa ... ;-))

Questa di chi è? Credo che nemmeno l'amico dei bronzi (o quasi) riuscirebbe
a inventarne una simile! :o))

> Un po più complicato da comprendere, è invece il termine di Nacareri,
> ammenocchè
> non facciamo l'ipotesi che (peraltro per me è la più plausibile) di una
> debita scomposizione
> in naca, che deriva dal greco "nake"= vello di pecora ... e poi anche
culla
> sospesa sopra
> il letto matrimoniale; ipotesi peraltro convalidata dal fatto che questa
> voce ha lo stesso
> valore etimologico in molti dialetti italiani, compreso il campano, il
> pugliese, il salentino,
> il lucano, il calabrese e il siciliano ...

> (cut)


> reri invece significherebbe ... indietro!

In quale lingua?

> Quindi tanto per tentar di ricomporre questo "toponimo", il suo strambo
> significato,
> sarebbe culla sospesa sopra il letto ... indietro!
>
> O più propriamente culla sospesa ... dietro al letto!!!

Etimologicamente è abbastanza corretta (reri, permettendo), ma come
giustamente noti è "strambo" chiamare un promontorio: "culla dietro il
letto" ;o)).
Mi fa venire in mente una volta che, per prendere in giro un gruppo di
persone presuntuose (e perciò ignoranti) sostenni, improvvisando, in una
conferenza tenuta a Capo Palinuro che etimologicamente Palinuro (eroe
virgiliano e promontorio omonimo) significava "che orina (uro) all'indietro
(palin)". Ci hanno creduto tutti e mi hanno anche applaudito finchè, persa
la pazienza, affermai che l'idea era venuta a Virgilio immaginando Enea che,
completamente nudo e protendendosi dalla cima del capo verso il mare...
pisciava controvento! ;o)))

Ciao,

Franco
___________________________________
Eh dottò, il mondo è bello perché è avariato!...
(anonima vecchietta del XX secolo)

Ruggieri

unread,
Aug 13, 2000, 3:00:00 AM8/13/00
to
Cosimo <liac...@tiscalinet.it> wrote in message
8n349t$j02$1...@pegasus.tiscalinet.it...

> errore grosso a non essere interessato alle vicende edilizie di Reggio,
> proprio per il tuo interessamento al tempio di Artemide Fascelide.

Se avessi a disposizione qualche dozzina di vite ed il denaro per viverle
senza perdere tempo a lavorare forse riuscirei a star dietro a tutte le cose
che mi piacerebbe approfondire.
In mancanza di questa fortuna, ricorro agli amici ;o))

> Hai detto bene che nella Reghion esisteva il tempio di cui parli, e ti
> aggiungo che recenti ricerche condotte da un'amica archeologa del posto
> ipotizzano la localizzazione dell'edificio proprio nella zona del
> promontorio inabissato o immediatamente a terra (se ti serve ti trovo una
> copia della sua ricerca).

Questo mi farebbe immensamente piacere.

> Il mio modesto punto di vista è che è corretto ipotizzarne il sito proprio
> in quell'area, fuori le mura greche, perchè l'oracolo trasmesso all'ecista
> in occasione della fondazione della città gli chiedeva di fermarsi lì dove
> avesse trovato un albero di fico avvinto da una pianta di vite e vicino ad
> un fiume (appunto l'Apsia o Calopinace).

> (cut)


> Inoltre, l'area alla base del promontorio, ipoteticamente rialzata a quel
> tempo, si sarebbe prestata ottimamente alla costruzione del tempio, molto
> visitato anche dai naviganti di passaggio, e molto meglio visibile da un
più
> ampio raggio di mare rispetto al resto della città.
> Addirittura penso che quella fosse proprio una vasta area religiosa.

Il che sarebbe coerente con le abitudini strategiche dei coloni greci di
sistemare l'acropoli in luoghi alti, con ampia visibilità dei dintorni e
soprattutto ben difendibili. Meglio se dotati di sorgenti (che a quanto mi
dici ci sono). Quando possibile, ci si sistemava addirittura su un'isoletta
di fronte alla città vera e propria. Ischia, Siracusa, Napoli... ne sono
stati esempi evidenti. In mancanza di isole, va bene anche un promontorio.

> A proposito, visto che siamo in ballo etimologico, Calopinace, può avere a
> che fare con le terracotte votive??

Non credo.
Pìnax, in greco antico, significa tavola, asse... ed il termine veniva usato
anche per descrivere le tavolette ricoperte di cera utilizzate per scrivere
appunti.
Più difficile è l'identificazione di "Calo-" che potrebbe provenire da
numerose e differenti radici.
Proviamone qualcuna:
a1) kàlatos, significa canestro, paniere
a2) kalamàomai indica l'atto di raccogliere stoppie
b) Kalamàia sono le feste in onore di Demetra e Persefone
c1) kalamàrion è il calamaio, dove s'intinge la penna.
c2,3,ecc.) dalla stessa radice provengono la zampogna (a canne), kalàme
(stelo, gambo, canna) e soprattutto kàlamos (canna): V¯ dall'indoeuropeo:
kolemos, sanscrito: kalamah, latino: calamus...
Fermiamici qui, per ora, perché Calopinace, a questo punto, mi sembra
derivare proprio da
kàlamos e da pìnax col significato di "luogo ove si trova la canna per gli
stili da scrittura" cioè la canna (kàlamos) che, appuntita, viene usata per
scrivere sull'assicella (pìnax).
Anche se non trascurerei l'ipotesi b) con riferimento alle caratteristiche
ctonie di Persefone e quindi all'ipotesi "ebraica" citata dall'amico di
bsol, che però mi sembra poco probabile.
Ma naturalmente si potrebbero fare anche altre ipotesi.

> Sempre nella zona in questione poi, nei secoli a venire, fu costruito un
> monastero bizantino abbastanza importante, quasi a sottolineare la
> destinazione religiosa dell'area. Purtroppo non vi è più traccia
materiale
> di queste costruzioni.

La maggior parte degli edifici religiosi, nell'antichità, furono costruiti
su templi o recinti sacri dedicati a dèi precedenti. E' la conseguenza ed il
mezzo stesso del sincretismo religioso.

> (colonne)
Lasciamo l'argomento "colonne" per un altro turno. Anche qui ci sarebbe
parecchio da dire.

> In alcuni posti, e l'area di Calamizzi è uno di questi, siamo costretti a

> sfruttare i periodi dei quarti di luna (cut)
Se, come comincio a sospettare, Diana *non* era particolarmente legata alla
Luna, lo era invece Artemis che spesso è individuata nel primo quarto di
luna (Luna Crescente, con la convessità rivolta a destra, ad ovest: per
questo era vergine). Non mi stupirei se il tempio di Artemis fosse stato
costruito sopra quello preesistente di Diana che, essendo probabilmente
identificata con la Luna Piena... vergine non poteva essere ;o))

> A proposito del "non mi è facile venire fin là per dargli un'occhiata", tu
> invece di quale zona sei??

Napoli, Vomero... pensavo di averlo scritto molte volte.

> Prova a passarmi le informazioni in tuo possesso e dimmi come posso
esserti
> utile. Da quello che ho capito parte dei nostri interessi si accavallano.

da quanto ho capito, quello che mi servirebbe non esiste. Infatti avrei
bisogno di una piantina "orientata" del Tempio di Diana Fascelide, ma a
quanto pare non si sa nemmeno con esattezza dove fosse il tempio... E' la
stessa storia che mi è capitata con quello di Diana Aventina, a Roma.

> Per chiarezza, sono solo un appassionato, non un addetto ai lavori e
dedico
> il mio tempo libero (ahimè ridotto negli ultimi tempi) a queste
"fregnacce"
> dell'archeosub ed alla storia di Reggio.

Come vedi, tutto serve, prima o poi...
Grazie, comunque.

Franco

Ruggieri

unread,
Aug 13, 2000, 3:00:00 AM8/13/00
to
Annalisa <zi...@freemail.it> wrote in message
nUtl5.60434$dF5.1...@news.infostrada.it...
>
> Annalisa
> la paladina di Palinuro!
>
> ------------------------------------------------
> "...cum levis aetheriis delapsus Somnus ab astris
> aera dimovit tenebrosum et dispulit umbras,
> TE,Palinure,petens,tibi somnia tristia portans
> insonti...."
> (Virgilio,Eneide V 838-841)
> ------------------------------------------------

E' vero, ma rileggi anche:

-----------------------------------------------
... neque te Phoebi cortina fefellit,
dux Anchisiade, nec me deus aequore mersit.
Namque gubernaclum multa vi forte revulsum,
cui datus haerebam custos cursusque regebam,
praecipitans traxi mecum. ...
(Virgilio, Eneide VI, 347-351)
-----------------------------------------------
Chi mente? Virgilio o Palinuro?

--
Franco
_______________________________
Dum nihil habemus maius, "palin" ludimus

bsol

unread,
Aug 14, 2000, 3:00:00 AM8/14/00
to
Pungente e tagliente!
Ebbene, l'opposizione accetta la sfida e ti comunica quanto segue:
l'etimologia una scienza aleatoria!
Ognuno può scegliersi l'etimo che gli fa comodo, estrapolarlo, manipolarlo e
alla fine se c'è qualche sbavatura viene tirata fuori la classica
"inflazione dialettale".
Ne è la riprova l'etimologia di Bacoli: per anni considerato il "prodotto
finale" di Bauli (ad Baulos) ed ora messo in discussione da Race (e tu sai
la stima che ho per lui, non per niente l'ho chiamato nel mio comitato
scientifico) che lo
considera proveniente da "vacua", infatti i bacolesi chiamano Bacoli
"Vacule".
Personalmente, come tu sai, parteggio per le scienze esatte e per questo
motivo mi astengo volentieri da certe dissertazioni prive di carattere
scientifico. (Ma chi sono Berlusconi? :-))))
Inoltre, sempre come leader dell'opposizione, riguardo le fonti che
chiedevi, ti bypasso le seguenti precisazioni:

> Altrimenti tale termine deriverebbe da Calami che in calabrese derivato
> dal greco Kalamè significherebbe ... stoppa o stoppia di lino !

:Kalàme (non kalamè) indica stelo; gambo di cereali o canna, steli; paglia.
:Il lino se l'è inventato il tuo amico. Scommetto che so chi è ;o)) !

Per quanto riguarda il Kalamè, se l'è inventato la U.T.E.T dicendo che è
= a _Càlamu_ che in calabrese = "càlumu" = stoppa di lino o cascame
di seta; pag. 104 de *I Dialetti italiani* collana di volumi che va ad
aggiungersi
e integra il *Grande dizionario della lingua italiana* in 22 Vol (di cui ne
escono
uno ogni tre anni -come facevano per il "Calepino" dell'Accademia della
Crusca"
infatti gli ultimi tre vol. sono ancora in fase di stampa;-)

> Calopinace (Apsia) visto che Cosimo stesso ci anticipa che è un corso
> d'acqua diventa assai semplice identificare la radice in pinace = piena,
> innondazione, violenta corrente d'acqua in calo = in discesa ... ;-))
:Questa di chi è? Credo che nemmeno l'amico dei bronzi (o quasi)
:riuscirebbe a inventarne una simile! :o))


Allora, Pinace dal lat, Plenario = Piena, ovvero sinonimo di forte corrente
d'acqua, innondazione ...pag 134 de " I Dialetti Italiani" della U.T.E.T.

"Calo" invece ... è onomatopeico, semplicemente onomatopeico ;-)

"Pinace" è inoltre (presso i romani) una tavoletta circolare, su cui era
dipinta la rosa dei venti <<e che tenuta girevole nel mezzo del naviglio,
veniva orientata a mano sul punto ortivo del sole e degli astri>> pag. 172
(d)
del XIII vol. del *GRANDE DIZIONARIO ENCICLOPEDICO* della U.T.E.T

ma non l'avevo presa in considerazione anche perchè: Cosimo indicava
con questo toponimo, un corso d'acqua o torrente e quindi mi sembrava,
di più semplice e primaria attribuzione il significato a cui mi riferivo!

> un po più complicato da comprendere, è invece il termine di Nacareri,


> ammenocchè non facciamo l'ipotesi che (peraltro per me è la più
plausibile)

> di una debita scomposizione in "naca", che deriva dal greco "nake"= vello
di
> pecora ... e poi anche culla sospesa sopra il letto matrimoniale; ipotesi
> peraltro convalidata dal fatto, che questa voce ha lo stesso valore


etimologico
> in molti dialetti italiani, compreso il campano, il pugliese, il
salentino, il lucano,
> il calabrese e il siciliano ...
> (cut)
> reri invece significherebbe ... indietro!

:In quale lingua?

Italiano antico ... Avv. Ant. "a reri" = Indietro ...pag.854 del Vol. XV del
*GRANDE DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA* della U.T.E.T.

> Quindi tanto per tentar di ricomporre questo "toponimo", il suo strambo
> significato, sarebbe culla sospesa sopra il letto ... indietro!
> O più propriamente culla sospesa ... dietro al letto!!!

:Etimologicamente è abbastanza corretta (reri, permettendo), ma come
:giustamente noti è "strambo" chiamare un promontorio: "culla dietro il
:letto" ;o)).

Tento di migliorare ulteriormente il concetto; evidentemente, trattandosi
di un promontorio __ Culla sospesa, sopra e dietro il letto ...__ di un
fiume o di un corso d'acqua ...
------------
A voi la palla!
Devo ammettere, però che il giochino è divertente! E quindi voglio
cimentarmi anch'io :-))

CALOPINACE = dal greco - kalòs - bello + pinace (italianizzazione di pinaks
[greco pinaks -akos]) - supporto di immagini votive.
CALAMIZZI = dal nome di un genere di pesci Calamichthys, composto da calamo
(dal latino calàmus che è dal greco kàlamos 'canna') e dal greco ikhthys
'pesce'. I latini leggevano 'ti' 'zi' e... il gioco è fatto!
NACARERI = da 'naca' (piccola rete a sacco per la pesca a strascico); il
seguito può essere un diminutivo/vezzeggiativo locale oppure provenire da
'calare' (immersione della rete).
...e più chi ne ha, più ne metta!! :-))

Passo e chiudo :-))
b(erlu)sol

Ruggieri

unread,
Aug 14, 2000, 3:00:00 AM8/14/00
to
EUREKA!
cosė mi piaci! Ho ritrovato ("eureka"!) il Biagio vero: combattivo, volitivo
e spietato!
L'autentico erede di Achille! Dopo l'Achilleion chiederemo alla UTET di
costruire un tempio eroico e di chiamarlo "O-bsoleion"...
(non fraintendermi: la O č solo la traslitterazione di "omega" )
Con tutta la pubblicitā che le hai fatto č il minimo!...
Aggressivo come sei, ti consiglio di integrare nella tua fazione "neanias4"
che ha esordito su FISA con un bel "Paritur pax bello", prepara la pace con
la guerra. Sarebbe per te un luogotenente impagabile! ;o))

bsol <bia...@libero.it> ha scritto:


> Ebbene, l'opposizione accetta la sfida e ti comunica quanto segue:

> l'etimologia (č) una scienza aleatoria!
Colpo assorbito facilmente: ne sono convinto anch'io. Anzi, sostituirei il
termine "scienza" con "disciplina"

> Ognuno puō scegliersi l'etimo che gli fa comodo, estrapolarlo, manipolarlo
e
> alla fine se c'č qualche sbavatura viene tirata fuori la classica
> "inflazione dialettale".
Se no dove sta il divertimento?

> Ne č la riprova l'etimologia di Bacoli: per anni considerato il "prodotto


> finale" di Bauli (ad Baulos) ed ora messo in discussione da Race (e tu sai
> la stima che ho per lui, non per niente l'ho chiamato nel mio comitato
> scientifico) che lo

Ce l'hai lė vicino, eh?!

> considera proveniente da "vacua", infatti i bacolesi chiamano Bacoli
> "Vacule".

Race dixit, Franco accipit.

> :Kalāme (non kalamč) indica stelo; gambo di cereali o canna, steli;
paglia.
> :Il lino se l'č inventato il tuo amico. Scommetto che so chi č ;o)) !
>
> Per quanto riguarda il Kalamč, se l'č inventato la U.T.E.T dicendo che č
> = a _Cālamu_ che in calabrese = "cālumu" = stoppa di lino o cascame


> di seta; pag. 104 de *I Dialetti italiani* collana di volumi che va ad
> aggiungersi

Kalāme č termine greco
(L.Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, sub voce;
F.Schenkl - F.Brunetti, Dizionario Greco-Italiano Italiano-Greco, s.v.),
non calabrese. La UTET non puō riformare il Greco Antico cambiando il posto
agli accenti che in questa lingua sono fondamentali!
I calabresi sė, invece, nella loro lingua. Ma noi abbiamo ritenuto implicito
sin dall'inizio (e dato per scontato) che l'origine di questi termini sia
greca.
Grecisti, a me!!!


>
> Allora, Pinace dal lat, Plenario = Piena, ovvero sinonimo di forte
corrente
> d'acqua, innondazione ...pag 134 de " I Dialetti Italiani" della U.T.E.T.

"Plenarius" (F.Calonghi, Dizionario Latino-Italiano, s.v.) č un termine
usato esclusivamente dagli scrittori ecclesiastici e pertanto tardivo.
Comunque non č greco, quindi č out! Eppoi, dai! far derivare Pinace da
Plenarius č proprio tirata per il collo! Meglio da "pinaster", pino
selvatico, che comunque non c'entra niente, ma almeno č ecologico e possiamo
farlo risalire al mito di Attis ;o))


> "Calo" invece ... č onomatopeico, semplicemente onomatopeico ;-)
Anche "callo" ;o)

> "Pinace" č inoltre (presso i romani) una tavoletta circolare, su cui era


> dipinta la rosa dei venti <<e che tenuta girevole nel mezzo del naviglio,
> veniva orientata a mano sul punto ortivo del sole e degli astri>> pag. 172
> (d)
> del XIII vol. del *GRANDE DIZIONARIO ENCICLOPEDICO* della U.T.E.T
> ma non l'avevo presa in considerazione

saggia decisione!

> > un po pių complicato da comprendere, č invece il termine di Nacareri,


> > (cut)
> > reri invece significherebbe ... indietro!
>
> :In quale lingua?
>
> Italiano antico ... Avv. Ant. "a reri" = Indietro ...pag.854 del Vol. XV
del
> *GRANDE DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA* della U.T.E.T.

eddāje!...


> Tento di migliorare ulteriormente il concetto; evidentemente, trattandosi
> di un promontorio __ Culla sospesa, sopra e dietro il letto ...__ di un
> fiume o di un corso d'acqua ...

Strambo era prima e strambo resta adesso, ma come giustamente dici:
> l'etimologia (č) una scienza aleatoria!

> Devo ammettere, perō che il giochino č divertente! E quindi voglio
> cimentarmi anch'io :-))
>
> CALOPINACE = dal greco - kalōs - bello + pinace (italianizzazione di


pinaks
> [greco pinaks -akos]) - supporto di immagini votive.

Questa č bellina assai! Fa il paio con il mio "pinaster". Inutile, ma
accettata!

> CALAMIZZI = dal nome di un genere di pesci Calamichthys, composto da
calamo

> (dal latino calāmus che č dal greco kālamos 'canna') e dal greco ikhthys
> 'pesce'. I latini leggevano 'ti' 'zi' e... il gioco č fatto!
E chi č, Linneo, che ha dato loro questo nome?

> NACARERI = da 'naca' (piccola rete a sacco per la pesca a strascico); il

> seguito puō essere un diminutivo/vezzeggiativo locale oppure provenire da
> 'calare' (immersione della rete).
Questa č ad usum delphini, per Cosimo.
Vabbeh!...
Per un attimo mi era venuto in mente di trasferire l'intero thread su
<it.cultura.classica> che č certamente pių qualificata di FISA per queste
cose. Ma, a parte la fortunata circostanza che devono essere tutti in ferie,
se continuassimo su questo tono ci mangerebbero vivi!...

Ciao,
al prossimo scontro.

Franco
____________________
Si vis pacem, para bellum
(Vegezio)
diglielo, a neanias4 !

Marco Petrella

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
Rispondo al Ng perchè mi sono sbagliato e non sò d'ov'è finito il mio
messaggio.
Ciao Cosimo, e ciao a tutti.
Hò ulteriormente approfondito l'argomento.
Riepilogando cannameli è formata da due vocaboli : "canna" e "meli".
Canna deriva dal greco "kànna".
Bisogna tenere presente, però che canna potrebbe anche seere intesa come
canapa che deriva da "Cannabis" ed a sua volta da greco "Kànnabis".
Per quanto riquarda "meli" che se ho capito bene in dialetto viene
pronunciato "miele", dovrebbe derivare da da "mal" (= radice, morbido
piacevole).
Secondo taluni questo toponimo deriverebbe da "madhu" miele appunto o
bevanda inebriante ed ancor prima da "mar" con il significato di tritare per
rallegrare.
Ora devi sapere che la canapa, un tempo veniva usata anche per fini
alimentare, infatti, dopo una preparazione di tritatura veniva preparato un
dolce che provocava uno stato di eccitazione.
Anche la parola "vino" che forma il toponimo "Cannavina" che io avevo
studiato ha un significato simile, infatti, secondo il Mommsen deriverebbe
da "venas" (=amabile, delizioso) mentre secondo altri avrebbe il significato
di rendere effervescente.
Ne deduco, quindi, che i due toponimi abbiano lo stesso significato.
Comunque prova a vedere se il toponimo è presente in altre zone.
Tra un messaggio e l'altro mi sono interessato anche al toponimo
"calamizzi".
Ma non significa piccola zona riparata dal vento o piccolo seno di mare (da
"Kalla").
Saluti.

Marco Petrella.


Marco Petrella

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to
Ho letto la mia lettera.
Comunque so come si scrive dov'è "so" e riguarda solo che per la
furia.......
Scusatemi sono un asino, la prossima volta la rileggo.

"Marco Petrella" <marcop...@quipo.it> ha scritto nel messaggio
news:8nhgfj$r26$2...@lacerta.tiscalinet.it...
> Rispondo al Ng perchè mi sono sbagliato e non so dov'è finito il mio


> messaggio.
> Ciao Cosimo, e ciao a tutti.

> Ho ulteriormente approfondito l'argomento.


> Riepilogando cannameli è formata da due vocaboli : "canna" e "meli".
> Canna deriva dal greco "kànna".

> Bisogna tenere presente, però che canna potrebbe anche essere intesa come


> canapa che deriva da "Cannabis" ed a sua volta da greco "Kànnabis".

> Per quanto riguadra "meli" che se ho capito bene in dialetto viene

Ruggieri

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to
Marco Petrella <marcop...@quipo.it> wrote in message
8nk7gm$nng$1...@pegasus.tiscalinet.it...
>
>
>
>
>
>
Cioč non č venuto fuori niente!...
Che volevi dire?

Franco

magnus

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to
Ruggieri <fun.ru...@libero.it> wrote in message B7in5.89406$>

> Pensa se ci volessimo mettere a correggere tutte le distrazioni di
magnus...
> ;o)))

mea colpa,mea maxima colpa...........avete ragionissima...la mia mente va
molto + veloce delle dita sulla tastiera.....e pensare che ho pure il
controllo ortografico perennemente inserito.....non sono illetterata,vado
solo di fretta^___^ un bacio e scuse doverose (che avrei gią dovuto porgere
da tempo,quindi approfitto immediatamente^_^)
--
ciao!!!!
magnussina sbadatina


Marco Petrella

unread,
Aug 18, 2000, 4:48:33 PM8/18/00
to

Ruggieri

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
magnus <mag...@libero.it> wrote in message
_Gjn5.89733$dF5.1...@news.infostrada.it...

> Ruggieri <fun.ru...@libero.it> wrote in message B7in5.89406$>
>
> > Pensa se ci volessimo mettere a correggere tutte le distrazioni di
> magnus...
> > ;o)))
>
> mea colpa,mea maxima colpa...........avete ragionissima...la mia mente va
> molto + veloce delle dita sulla tastiera.....e pensare che ho pure il
> controllo ortografico perennemente inserito.....non sono illetterata,vado
> solo di fretta^___^ un bacio e scuse doverose (che avrei già dovuto

porgere
> da tempo,quindi approfitto immediatamente^_^)

Ehi, non ti offendere, sai!?
Lo sappiamo tutti che sei "magnussina sbadatina" e "magnussina sbevazzina"
(l'altro non lo voglio neanche ricordare!). Ma a noi piaci così...

Franco

magnus

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
Ruggieri <fun.ru...@libero.it> wrote in message
tQvn5.91394$dF5.1...@news.infostrada.it...

> Ehi, non ti offendere, sai!?
> Lo sappiamo tutti che sei "magnussina sbadatina" e "magnussina sbevazzina"

> (l'altro non lo voglio neanche ricordare!). Ma a noi piaci cosě...
>

e chi si offende?^_____________________^

--
ciao!!!!
magnus( ed i suoi errori^___^)

Marco Petrella

unread,
Aug 20, 2000, 3:00:00 AM8/20/00
to
Ciao a tutti.
Ho ulteriormente approfondito l'argomento.
Riepilogando cannameli è formata da due vocaboli : "canna" e "meli".
Canna deriva dal greco "kànna".
Bisogna tenere presente, però che canna potrebbe anche seere intesa come

canapa che deriva da "Cannabis" ed a sua volta da greco "Kànnabis".
Per quanto riguarda "meli" che se ho capito bene in dialetto viene
pronunciato "miele", dovrebbe derivare da "mal" (= radice, morbido

piacevole).
Secondo taluni questo toponimo deriverebbe da "madhu" miele appunto o
bevanda inebriante ed ancor prima da "mar" con il significato di tritare per
rallegrare.
Ora devi sapere che la canapa, un tempo veniva usata anche per fini
alimentari, infatti, dopo una preparazione di tritatura veniva preparato un

Marco Petrella

unread,
Aug 20, 2000, 3:00:00 AM8/20/00
to
Non lo so il mio computer fa tutto da solo.
era solo una correzione.
"Ruggieri" <fun.ru...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:gWin5.89591$dF5.1...@news.infostrada.it...
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