Inviato da www.mynewsgate.net
ciao
in questo link trovi le cose sottoposte a verifica da parte di ebay al
momento della loro inserzione
http://pages.ebay.it/help/community/png-items.html
>> in questo link trovi le cose sottoposte a verifica da parte di ebay al
> momento della loro inserzione
E chi verifica ebay?
--
Righel
___________________
free.it.scienza.archeologia
non so, ma penso che se ci scrivessi "vendo autentica fibula romana" verrei
segnalato alla polizia, cosi come verrei segnalato se volessi vendere droga
in comodi pacchetti da 1 grammo...
sinceramente non so come funziona nel caso si venisse scoperti a vendere
cose di questo tipo
ciao
ho fatto una ricerca + approfondita sugli altri oggetti messi in vendita da
questo utente ebay, sembra in possesso di anelli romani, scarabei, ecc.
ripeto che non sò come vengano fatti i controlli da ebay (loro ovviamente
fanno un bell'elenco di cose non vendibili ma sul come vengano fatti questi
controlli...) ma sinceramente mi sembra strano che (visti i prezzi di
vendita) siano veramente autentici; poi bisogna vedere cosa dice la legge
nel caso io sia proprietario dell oggetto: se ho in casa un vaso che si
rivela essere autentico, cosa devo fare? lo posso gestire come una proprieta
personale (quindi anche metterlo in vendita) oppure diventa 'patrimonio
archeologico' e và allo Stato?
Si credo anche io che funzioni cosě.
Sono un utente ebay anche io, ho venduto e comprato molte volte ed ho un mio
parere personale su questo sito.
Credo sinceramente che si limitino a controllare le inserzioni che hanno un
"oggetto" sospetto, ma all'interno, la descrizione, raramente viene
esaminata.
Se qualche utente fa notare incongruenze allora prendono provvedimenti o si
limitano a bloccare, ( anche repentinamente) oggetti che saltano all'occhio
come illegali o non permessi.
In principio, quando ebay si chiamava ancora ibazar ed era un sito italiano
gestito da italiani, ricordo di aver tentato un "colpo gobbo" tentando di
mettere all'asta - il mio diritto di voto - spiegavo che non avevo
orientamento plitico e a chi mi pagava di piů avrei assegnato il mio voto.
Erano elezioni regionali.
Entro 24 ore la mia inserzione era stata annullata.
Mentre ho acquistato cd DICHIARATAMENTE PIRATATI senza mai nessun problema,
arrivando tranquillamente alla fine dell'asta.
Forse dovremmo inoltrare una lettera alla direzione di ebay italia e
sengalare il caso, č possibile che gli oggetti non siano antichi,
"originali", ma č sempre meglio dargli una controllatina non trovate ?
E perchč no anche una lettera alla guardia di Finanza.
ciao
-lanky
Relic wrote:
> non so, ma penso che se ci scrivessi "vendo autentica fibula romana" verrei
> segnalato alla polizia, cosi come verrei segnalato se volessi vendere droga
> in comodi pacchetti da 1 grammo...
> sinceramente non so come funziona nel caso si venisse scoperti a vendere
> cose di questo tipo
Ma stai scherzando? Guarda che in quasi tutta europa lavendita dioggetti
archeologici č perfettamente legale; ovunque vige il diritto di trova e
soprattutto il materiale 'romano', industriale, standardizzato e
perennemente uguale a se stesso lo trovi in Siria, in Britannia, ma che
dico, anche in Licia, Cilicia e Cappadocia... :-)
In teoria anche da noi per materiali ereditati, ricevuti dalle
sovraintendenze come compensazione di diritti solitamente terrieri, o
semplicemente acquistati legalmente all'estero.
Ma chi dovrebbe a parte il cretinismo accademico italiota attribuire un
qualche interesse 'scientifico' a un anfora vinaria, a una sigillata
africana o a un quadrante di Augusto all'alba del III millennio?
Si svuotino piuttosto gli abbandonati scantinati dei musei delle loro
stupidate,li si metta all'asta direttamente da parte delle
amministrazioni preposte,e con il ricavato si finanzi la ricerca VERA e
si creino posti di lavoro stabili per i giovani laureati disoccupati...
Almeno,io la vedo cosě
M.
"Relic" <hall...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:JswLb.242885$e6.95...@twister2.libero.it...
driade wrote:
> E già, era questo che mi sembravav strano:
> 1 ammesso che l'oggetto si posa vendere legalmente
> 2 ammesso ceh l'oggetto si possa vendere su ebay
> 3 che ci guadagna a venderlo su ebay? e a un prezzo di partenza così basso?
> con una descrizione così scarna?
> 4 ma chi si fida a comprarselo?
Ma è normale ovunque in tutto l'occidente, sono oggetti comunissimi del
valore di poche decine di euro. Si vendono spesso a lotti. Poche decine
di euro anche per lucerne tombali, lotti di ghiande missili in piombo,
punte di lancia in ferro e tutto quello che attiene in generale alla
cultura materiale e ai corredi personali popolari, dal balsamarietto in
vetro alle applique generiche in bronzo per vasellame, ai pesi di
bilanciain piombo a forma di Minerva. Ma anche qui nelle campagne
lombarde, lungo le centuriazioni, ne rinvieni a bizzeffe. Ogni cascina
attuale ha il suo affioramento di tombette con dentro i soliti corredi.
E' lo stesso scenario in UK, in Francia, etc dove la raccolta è
addirittura incoraggiata, specie in UK, dove ti rechi ad uffici locali
asegnalare la 'trova' e questa E' TUA, tranne nei (rari) casi che sia di
EFFETTIVO interesse, e in quel caso viene pagata dallo Stato al
ritrovatore ed esposta.
Non parliamo degli USA, dove ovviamente l'afflusso di beni è unicamente
regolato da disposizioni bilaterali che rarissimamente attribuiscono
alcun valore al minutame di cultura materiale.
Repubblica recentemente ha annunciato uno studio di tremonti per varare
un condono sulla paccottiglia archeologica detenuta da privati, per fare
cassa.
M.
...
> sinceramente non so come funziona nel caso si venisse scoperti a
> vendere cose di questo tipo
Male!... molto male.
E altrettanto male se si venisse scoperti a comprare o anche solo a
possedere qualcosa del genere senza le necessarie autorizzazioni.
--
Righel
___________________
free.it.scienza.archeologia
(cut)
Calma!...
Non dimenticate mai che siamo su di un NG aperto a tutti e che le vostre
parole potrebbero essere travisate da qualcuno.
E' vero che all'estero il commercio di materiale archeologico, entro certi
limiti, è ammesso e perfettamente legale ma è altrettanto vero che *qui* non
solo il commercio ma anche la semplice detenzione è un reato.
Perciò esprimete pure le vostre opinioni in piena libertà ma facendo
attenzione a non essere equivocati da qualche lurker più ingenuo del
necessario o, peggio ancora, da qualche tombarolo in cerca di clienti.
Non sarebbe la prima volta che accade.
> Repubblica recentemente ha annunciato uno studio di tremonti per
> varare un condono sulla paccottiglia archeologica detenuta da
> privati, per fare cassa.
Quello si venderebbe anche sua nonna per far cassa.:)
Opps!... questo non dovevo scriverlo! Non mi rispondete, per piacere :)
--
Righel
___________________
free.it.scienza.archeologia
Scusate la vena polemica, nn ce l'ho con voi è!!! :)
> soliti corredi, piano piano! sembra quasi che vogliate incoraggiare
> dei comportamenti poco scientifici;).
Ma no, Alessandro, a Mario piace fare un po' il "provocatore" di tanto in
tanto ma sa benissimo come stanno in realtà le cose.
E lo sappiamo tutti.
> E non tiriamo sempre fuori gli altri paesi, soprattutto per elogiarne
> compotramenti culturalmente poco apprezzabili ;)
In questo mi trovi pienamente d'accordo.
Anche perché la maggior parte del materiale archeologico che si trova in
commercio all'estero proviene dall'Italia: l'isola del tesoro è qui.
E ai pirati quanto vuoi che gliene freghi se noi ci perdiamo, peggio: se ci
rimette la cultura antichistica in generale!?
Ringraziamo il cielo di avere ancora una legislazione restrittiva in
merito... finché dura.
>> Repubblica recentemente ha annunciato uno studio di tremonti per
>> varare un condono sulla paccottiglia archeologica detenuta da
>> privati, per fare cassa.
> Aridaje con questi condoni!!!!!!!!!!!!!!!!!
>
> Scusate la vena polemica, nn ce l'ho con voi è!!! :)
Opinione largamente condivisa, immagino :)
Ciao,
--
Righel
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free.it.scienza.archeologia
> Ma è normale ovunque in tutto l'occidente, sono oggetti
> comunissimi del valore di poche decine di euro.
Il valore archeologico di un oggetto, ossia quello che puo' dirci per i
nostri scopi, che sono una conoscenza maggiore del passato, non siamo
soliti misurarlo in euro.
> Si vendono spesso a lotti. Poche decine di euro anche per
> lucerne tombali, lotti di ghiande missili in piombo, punte di lancia
> in ferro e tutto quello che attiene in generale alla cultura materiale
> e ai corredi personali popolari, dal balsamarietto in vetro alle applique
> generiche in bronzo per vasellame, ai pesi di bilancia in piombo a
> forma di Minerva. Ma anche qui nelle campagne lombarde, lungo le
> centuriazioni, ne rinvieni a bizzeffe. Ogni cascina attuale ha il suo
> affioramento di tombette con dentro i soliti corredi.
Non ho dubbi che la frequenza con cui un oggetto e' presente sul
territorio incida sul suo valore economico sul mercato, piu' o meno
legale, antiquario.
Non ho grandi dubbi neanche sul fatto che un oggetto prodotto in serie,
uno delle centinaia di esemplari simili che sono magari arrivati fino a
noi, abbia meno attrattiva per il visitatore di un museo o di una
mostra, che in fondo spesso ha piu' che altro voglia di meravigliarsi
per quanto erano bravi gli antichi a fare begli oggetti e cerca l'opera
d'arte più che la conoscenza.
Ma quegli oggetti seriali, se si e' in grado di interrogarli parlano. Il
loro stesso numero ci racconta dei metodi con cui la societa' antica
produceva gli oggetti di cui aveva bisogno, e la loro distribuzione nei
diversi territori, piu' o meno lontani dal luogo di origine, ci racconta
di come facevano a commerciarli. E' da un pezzo che l'archeologia non si
sforza solo di ricostruire il passato come storia di condottieri e
battaglie o storia artistica, con una successione di oggetti eccezionali
slegati dal loro contesto, dal tessuto connettivo che ne ha permesso la
creazione, e cerca di ricostruire anche la vita di tutti i giorni. Ecco
l'ottica con cui un archeologo osserva queste cose, il senso del suo
lavoro, fatto a vantaggio della conoscenza di tutti, e' evidentemente
diversa dall'ottica con cui li guarda il collezionista o l'antiquario.
Ma imho e' l'unica che dovrebbe avere cittadinanza su questo ng, che nel
suo titolo contiene la parola "archeologia", non "antiquaria" o "collezionismo".
Oppure tu vorresti ritornare all'archeologia alla Winkelmann (che e'
stato un innovatore eccezionale, ma due secoli fa...)?
> E' lo stesso scenario in UK, in Francia, etc dove la raccolta è
> addirittura incoraggiata, specie in UK, dove ti rechi ad uffici locali
> asegnalare la 'trova' e questa E' TUA, tranne nei (rari) casi che sia di
> EFFETTIVO interesse, e in quel caso viene pagata dallo Stato al
> ritrovatore ed esposta.
Non mi pare di importanza fondamentale dove siano conservati gli
oggetti, ma mi interessa, come archeologa, ma anche come cittadina, che
il modo in cui e' stata fatta la "trova" e il modo in cui viene gestita
la segnalazione permettano di ricavare da questi oggetti tutto quello
che possono dirci, mi interessa che siano accessibili, su richiesta, a
chi intendesse esaminarli per motivi di studio o per una mostra, mi
interessa che siano adeguatamente conservati. Se le leggi britanniche e
francesi assicurano questi requisiti, non avrei nulla in contrario che
siano adottate anche in Italia. Mi assicurerei pero' che non fosse
assicurato nessunissimo beneficio economico, tanto meno un compenso per
il ritrovamento, a chi per cavar fuori un oggetto da vendere abbia nel
farlo distrutto le informazioni che si sarebbero potute ricavare dai
dati di ritrovamento, che considero questo un danneggiamento fatto alla
comunita', tutt'altro che da premiare.
> Non parliamo degli USA, dove ovviamente l'afflusso di beni è
> unicamente regolato da disposizioni bilaterali che rarissimamente
> attribuiscono alcun valore al minutame di cultura materiale.
La legislazione americana per quel che ne so, mi pare tutt'altro che un
buon esempio di atteggiamento corretto in campo archeologico. E se la
mentalita' e' quella che ha portato allo scempio dei beni culturali
iraqeni, mi pare tutt'altro che desiderabile che venga adottata anche da noi.
> Repubblica recentemente ha annunciato uno studio di tremonti
> per varare un condono sulla paccottiglia archeologica detenuta
> da privati, per fare cassa.
Tantomeno mi sembrano cosa buona i condoni. Ma non dubito, data la
mentalita' imperante che la strada seguita sara' quella: come aspettarsi
qualcosa di diverso da chi ha ideato ItaliaSpa?
In un altro post, Mario (mfe...@micronet.it) scrive anche:
> Ma chi dovrebbe a parte il cretinismo accademico italiota
Qui credo che per non turbare il clima di fisa e' meglio che mia stia
zitta. Ma proprio non sai di che parli.
> Si svuotino piuttosto gli abbandonati scantinati dei musei delle loro
> stupidate,li si metta all'asta direttamente da parte delle
> amministrazioni preposte,e con il ricavato si finanzi la ricerca VERA e
> si creino posti di lavoro stabili per i giovani laureati disoccupati...
La cosa, ovviamente concepita in tutt'altro modo, non e' priva di senso.
Dagli scavi vengono fuori oggetti che per varie ragioni non danno
informazioni significative. Penso, nel mio campo, alle schegge di marmo
prive di qualsiasi superficie lavorata e di qualsiasi traccia (immagino
che esistano anche altre categorie simili, ma parlo solo di cio' che
conosco): l'unica cosa che si puo' fare con questi e' identificare ad
occhio la qualita' (si, per i marmi bianchi ad occhio e' difficile, ma
per delle analisi a tappeto, che sono l'unico modo per avere certezza,
il costo imho non vale i benefici), e prendere nota della quantita'
(pesarli) per ogni strato. Peraltro e' una cosa che non mi risulta si
faccia (e imho si dovrebbe). Ecco una volta che questa operazione e'
stata fatta io credo che non valga la pena di conservare questi cumuli
di schegge: potrebbero essere riadoperati per i restauri, oppure si
potrebbe pensarli di venderli, con certificazione di provenienza, come
gadget o souvenir: attualmente la legislazione non lo consente e dunque
vengono buttati insieme alla terra.
Questa almeno era la mia idea. Pero' devo ammettere che dopo aver
sentito quello che dici tu, vedo delle ottime ragioni per desiderare che
la legislazione resti rigida come ora, e semplicemente non sia
consentito di vendere nulla che provenga da uno scavo e nessun oggetto
antico. Che probabilmente se si accetta il principio che qualcosa
potrebbe anche essere venduto, si finira' per terminare gli scavi con
una bella asta dei pezzi.
ciao
MarinaM
Almeno,io la vedo così
MarinaM
> Ma no, Alessandro, a Mario piace fare un po' il "provocatore" di tanto in
> tanto ma sa benissimo come stanno in realtà le cose.
Righel, io lo so che cerchi di 'difendermi' per amicizia, ma io non
voglio essere difeso perchè sono un inossidabile assertore dell'assunto
hegheliano per cui ciò che è reale è razionale. La mia mente non è in
grado di operare sintesi arbitrarie del reale sulla base di una
proiezione immaginaria di aspettative sul reale stesso,e ancora meno è
in grado di congelare o rimuovere l'evidenza sulla base delfatto che
tale evidenza è in rotta di collisione frontale con un pensiero
dominante in una nicchia antistorica di 'general intellect'. Il nostro
patrimonio archeologico necessita di una valorizzazione strategica,
culturale, economica, non più delegabile ai tromboni delle
sovraintendenze o alle guerre tra poveri dei precari del comparto dei
beni culturali. Non siamo più nell'ottocento. Siamo tutti
laureati,uomini di mondo e fatto il militare a Cuneo, e lo scenario
immaginario in cui questi ragazzi vivono va rovesciato e riportati,
questi ragazzi,alla realtà europea del III millennio,prima che si
rompano tutti i denti che hanno in bocca all'atterraggio nella vita
adulta nell'Impero Amerikano d'Occidente.
Gasp
:-o
M.
> Non mi pare di importanza fondamentale dove siano conservati gli
> oggetti, ma mi interessa, come archeologa, ma anche come cittadina, che
> il modo in cui e' stata fatta la "trova" e il modo in cui viene gestita
> la segnalazione permettano di ricavare da questi oggetti tutto quello
> che possono dirci, mi interessa che siano accessibili, su richiesta, a
> chi intendesse esaminarli per motivi di studio o per una mostra, mi
> interessa che siano adeguatamente conservati. Se le leggi britanniche e
> francesi assicurano questi requisiti, non avrei nulla in contrario che
> siano adottate anche in Italia. Mi assicurerei pero' che non fosse
> assicurato nessunissimo beneficio economico, tanto meno un compenso per
> il ritrovamento, a chi per cavar fuori un oggetto da vendere abbia nel
> farlo distrutto le informazioni che si sarebbero potute ricavare dai
> dati di ritrovamento, che considero questo un danneggiamento fatto alla
> comunita', tutt'altro che da premiare.
La distruzione e anche l'obliterazione intenzionale del patrimonio
archeologico è operata sistematicamente e in dimensioni e proporzioni
bibliche, colossali, per dire da me, a Milano,ad opera delle immobiliari
o dalla Metropolitana, e nelle campagne da aziende tipo Parmalat e
Polenghi Lombardo che attuano il terrazzamento e il livellamento delle
aree centuriate per passare dal foraggio al riso onde beccare i fondi
UE. Sto parlando di MILIONI di metri quadri,anzi,CUBI,di territorio.
Scopo precipuo della sovraintendenza locale è controfirmare lo scempio a
richiesta della Metropolitana o altro similare potere forte. Sfido
chiunque venga a Milano a trovare tracce delfattoche fosse capitale
imperiale in età tetrarchica. Cancellato. Stai a vedere che adesso il
problema dell'archeologia italiana è che:
- i volontari (??? dall'alta val tiberina a Capua ho visto solo
disoccupati LSU,lavoratori socialmente utili,a gestire scavi e
musei)fregano il lavoro ai soliti disoccupati umanistici petulanti
- il feticcio del coccio è considerato risibile nelle democrazie europee
- scusate,mi suonano... riprendiamo dopo
M.
Mario wrote:
> - scusate,mi suonano... riprendiamo dopo
> M.
Rispondero' tutto insieme.
MarinaM
> http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?
> MfcISAPICommand=ViewItem&item=2586340237
Tempo fa, sempre su e-bay, ho letto l'inserzione che metteva in vendita, a
circa 25.000 euro, un MIG perfettamente funzionante.
Stiamo parlando di un aereo da guerra russo.
Mi è dispiaciuto non avere 25.000 euro da spenderci :)
--
Amy
E' bello avere un orso, per amico
la rana, la libellula ed un coniglio fico
cut
>- scusate,mi suonano... riprendiamo dopo
>M.
Ti hanno suonato? A dovere?
Stai attento che se continui a provocare in questo modo prima o poi ti
suonano sul serio.
Se invece non provochi, ma fai veramente, quasi quasi una manina la
metto anch'io, sebbene non sia completamente d'accordo con le leggi
attuali.
Riguardati e non aprire la porta a tutti.
Ciao, Giancarlo
___________________________
free.it.scienza.archeologia
NESSUNO TOCCHI free.it !!
>driade incidendo il monitor con uno stilo, disse:
>
>> http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?
>> MfcISAPICommand=ViewItem&item=2586340237
>
>Tempo fa, sempre su e-bay, ho letto l'inserzione che metteva in vendita, a
>circa 25.000 euro, un MIG perfettamente funzionante.
>Stiamo parlando di un aereo da guerra russo.
>
>Mi è dispiaciuto non avere 25.000 euro da spenderci :)
Volevi bombardare M.?
>
> Volevi bombardare M.?
NO, volevo farci un loft :)
ps: sono tornata attiva da stasera!
> Rispondero' tutto insieme.
Rieccomi. Ah si. La presunta pretesa del topo precario di
sovraintendenza di detenere un sapere sostanziato di una laurea
umanistica + qualche patetica esperienza di 'scavo' agli ordini di un
barone intronato + qualche fregnaccia postlaurea Erasmus di costituire
una sorta di setta di eletti che soli saprebbero valutare la logica e la
pregnanza dell'investimento,che so,di 200.000 euro per sottolineare
nell'agro di Forlimpopoli la preziosa valutazione scientifica della
fornace di Castiglion de' Pepoli che nel 3 secolo ha effettivamente
prodotto i manubriati necessari e sufficienti a essere impiegati non gią
da Gordiano l'Africano, ma da suo nipote, per la strategica e inaffabile
ristrutturazione della taberna all'angolo del decumano. Eh. Grande
interesse scientifico. Winkelmann. Pensa te.
Lo sai come hanno fatto a trasportare la Venere di Morgantina al Paul
Getty Museum? Sezionata a blocchi di mezza tonnellata. Dirai tu: che
c'entra?
Non lo so,perņ c'entra...
:-)
M.
> Se invece non provochi, ma fai veramente, quasi quasi una manina la
> metto anch'io, sebbene non sia completamente d'accordo con le leggi
> attuali.
Io non discuto,SCOMMETTO...
Prendiamo un ettaro per uno di un'area archeologica non indagata dove ti
pare, 24 ore di tempo per descriverne il potenziale sulla base di
ricognizione di superficie.
Ti avverto che sono un osso duro. La prima campagna di scavo che ho
fatto è stata a Velia nel '70, avevo 15 anni e sospendemmo gli scavi per
un minuto di silenzio quando ci giuse la notizia della morte per
overdose di Jimy Hendrix
Ah, ecco.
:-D
M.
Non fateci caso ebay è l'espressione della società moderna non antica!
Ben tornata Amy !
ciao
-lanky
>Righel wrote:
>
>> Ma no, Alessandro, a Mario piace fare un po' il "provocatore" di tanto in
>> tanto ma sa benissimo come stanno in realtà le cose.
>
>Righel, io lo so che cerchi di 'difendermi' per amicizia, ma io non
>voglio essere difeso
Ma dovrà pure far qualcosa lo sceriffo se no che sceriffo è??? ; )
>Il nostro
>patrimonio archeologico necessita di una valorizzazione strategica,
>culturale, economica, non più delegabile ai tromboni delle
>sovraintendenze o alle guerre tra poveri dei precari del comparto dei
>beni culturali. Non siamo più nell'ottocento.
NN so quanto sia colpa delle sovraintendenze, direi piuttosto del
sistema che le regola, talvolta anzi le sovraintendenze hanno fatto
l'impossibile per tutelare e valorizzare un patrimonio che lo stato
accentratore porta in bella mostra nelle futili chiacchiere elettorali
ma che poi viene dimenticato quando si tratta di dare una "rassettata"
all' organizzazione tutta che lo regola.
>Siamo tutti
>laureati,uomini di mondo e fatto il militare a Cuneo, e lo scenario
>immaginario in cui questi ragazzi vivono va rovesciato e riportati,
>questi ragazzi,alla realtà europea del III millennio,prima che si
>rompano tutti i denti che hanno in bocca all'atterraggio nella vita
>adulta nell'Impero Amerikano d'Occidente.
Sono pienamente d'accordo.
Mario wrote:
> La distruzione e anche l'obliterazione intenzionale del patrimonio
> archeologico è operata sistematicamente e in dimensioni e proporzioni
> bibliche, colossali, per dire da me, a Milano,ad opera delle immobiliari
> o dalla Metropolitana, e nelle campagne da aziende tipo Parmalat e
> Polenghi Lombardo che attuano il terrazzamento e il livellamento delle
> aree centuriate per passare dal foraggio al riso onde beccare i fondi
> UE. Sto parlando di MILIONI di metri quadri,anzi,CUBI,di territorio.
Non conosco la situazione di quelle zone, ma queste azioni se sono come
le descrivi tu sono ovviamente illegali: mi sfugge come un cambiamento
legislativo dovrebbe impedire che accadano.
> Scopo precipuo della sovraintendenza locale è controfirmare lo scempio a
> richiesta della Metropolitana o altro similare potere forte.
A parte l'ovvio discorso che se qualcuno non fa bene il suo lavoro
sarebbe bene che non gli si consentisse di continuare a farlo,
l'alternativa che proponi e' che visto che le Soprintendenze in certi
casi funzionano male, allora bisognerebbe eliminarle del tutto?
E chi svolgerebbe i necessari controlli? come faresti ad ottenere che i
"controllori" non siano soggetti ad errori o peggio?
Mi pare di capire che non ritieni necessario che chi decide se qualcosa
merita di essere conservato o no ci capisca qualcosa. O forse meglio,
che non ritieni che una laurea significhi che il laureato abbia la
competenza necessaria per decidere. In parte hai ragione: il pezzo di
carta ne' costituisce un'assoluta garanzia di competenza, ne' impedisce
che qualcuno che ne sia privo abbia lo stesso capacita' e cultura.
Ciononostante direi che il fatto che uno si sia occupato di un argomento
per un certo numero di anni renda più probabile che costui di questo
argomento ne sappia di piu' di uno che non ci abbia passato del tempo. E
se devi cercare una garanzia oggettiva una laurea, aggiunta ad una
esperienza di lavori fatti, e' la cosa più prossima ad un dato oggettivo
che possiamo avere per giudicare la competenza delle persone.
Ma per discutere seriamente delle tue idee bisognerebbe che invece di
far proclami tu le esponessi. Corro il rischio di risponderti, qui e in
seguito, non a cio' che volevi dire, ma a cio' che dai proclami sono
riuscita a intuire.
> Sfido
> chiunque venga a Milano a trovare tracce delfattoche fosse capitale
> imperiale in età tetrarchica. Cancellato.
Fammi capire, questo per te e' colpa della locale Soprintendenza? non
della storia stessa della citta' nei secoli? Ripeto: la mia sensazione
e' sempre piu' che tu non sappia di cosa stai parlando. E non e' che non
lo sai perche' non sei laureato, come mi sembra di capire, che la cosa
personalmente non mi interessa affatto. Solo che ti fermi alla
superficie invece di chiederti "perche'?" o meglio ti accontenti di aver
esplorato una sola sfaccettatura delle cose. Laureato o meno, se
pretendi di aver titolo a parlare di qualcosa, non e' un atteggiamento
corretto. Imho.
> Stai a vedere che adesso il
> problema dell'archeologia italiana è che:
> - i volontari (??? dall'alta val tiberina a Capua ho visto solo
> disoccupati LSU,lavoratori socialmente utili,a gestire scavi e
> musei)fregano il lavoro ai soliti disoccupati umanistici petulanti
>
> - il feticcio del coccio è considerato risibile nelle democrazie europee
Il problema non sono i volontari, ma le persone che non apprezzano e non
capiscono il valore che puo' avere ogni tessera che ci consenta di
ricostruire il puzzle del passato. Non vedo differenze in principio tra
un coccio, e le tracce di centuriazione di cui lamenti la scomparsa. Se
accetti che un coccio e' privo di importanza accetti anche che la
Parmalat o la Metropolitana distruggano altre testimonianze che in
proporzione ai loro scopi senz'altro appaiono loro come poco importanti.
> Rieccomi. Ah si. La presunta pretesa del topo precario di
> sovraintendenza di detenere un sapere sostanziato di una laurea
> umanistica + qualche patetica esperienza di 'scavo' agli ordini di un
> barone intronato + qualche fregnaccia postlaurea Erasmus di costituire
> una sorta di setta di eletti che soli saprebbero valutare la logica e la
> pregnanza dell'investimento
Bene: se costoro secondo te non sono in grado di valutare se un oggetto
sia o meno da conservare, mi sai spiegare chi ne avrebbe titolo? Tu? e perche'?
> che so,di 200.000 euro
Bene, appurato che per te una fornace del III d.C. non vale 200.000
euro, quanto avresti stanziato tu per la sua scoperta e conservazione?
la metà? un quarto? nulla? E con i soldi risparmiati cosa ci avresti
fatto? Cos'e' che per te vale quella somma? dipende dai tuoi personali
gusti e interessi o hai dei parametri oggettivi da proporre?
Non che l'archeologia non debba tener conto dei soldi che spende.
Abbiamo una quantita' di denaro limitata per occuparci del nostro
passato, perche' gli altri soldi servono per altre cose altrettanto e in
certa misura persino più importanti, come la sanità, l'istruzione, i
trasporti, e via dicendo, e quindi i soldi vanno spesi a ragion veduta,
su questo hai ragione.
> nell'agro di Forlimpopoli la preziosa valutazione scientifica della
> fornace di Castiglion de' Pepoli che nel 3 secolo ha effettivamente
> prodotto i manubriati necessari e sufficienti a essere impiegati non già
> da Gordiano l'Africano, ma da suo nipote, per la strategica e inaffabile
> ristrutturazione della taberna all'angolo del decumano. Eh. Grande
> interesse scientifico. Winkelmann. Pensa te.
Beh? E si puo' sapere secondo te quale sarebbe un risultato scientifico
importante? un pezzetto di passato in piu' non va bene? per quella somma
dovevano quanto meno trovare una nuova scultura in bronzo che almeno
attirasse i turisti nel museo locale?
Se per te quella scoperta non ha alcun valore, si puo' sapere in che
modo si esplica la tua passione verso il passato?
> Lo sai come hanno fatto a trasportare la Venere di Morgantina al Paul
> Getty Museum? Sezionata a blocchi di mezza tonnellata. Dirai tu: che
> c'entra?
> Non lo so,però c'entra...
Appunto, non ho continuato a dirti fin qui che non sai di che parli? :-)
Domanda: secondo te e' stato un bene? un vantaggio per la conoscenza del
passato? o un atto vandalico fatto per il proprio interesse "personale"
e quindi scorretto?
MarinaM
> :-)
> M.
> La cosa, ovviamente concepita in tutt'altro modo, non e' priva di senso.
> Dagli scavi vengono fuori oggetti che per varie ragioni non danno
> informazioni significative.
>(cut) Ecco una volta che questa operazione e'
> stata fatta io credo che non valga la pena di conservare questi cumuli
> di schegge: potrebbero essere riadoperati per i restauri, oppure si
> potrebbe pensarli di venderli, con certificazione di provenienza, come
> gadget o souvenir: attualmente la legislazione non lo consente e dunque
> vengono buttati insieme alla terra.
Ecco, questa è una cosa che penso anch'io. Si dovrebbe, forse, trovare una
sana via di mezzo. Mi è capitato di vedere, nei magazzini dei musei,
moltissimi pezzi non esposti perchè mancava lo spazio sufficiente (e se ne
era già esposta una parte), o perchè, che so, un'urnetta era spaccata nella
parte anteriore. Penso che ci siano persone a cui piacerebbe tenere alcuni
di questi pezzi, e allora perchè non toglierli dai magazzini ed affidarli
loro? Certo, dovrebbe essere un'operazione ufficiale, appoggiata dallo
Stato: l'anfora x, dotata di una bella scheda, trova una collocazione in
casa del signor y, ed appositi documenti certificano che l'anfora è proprio
lì, e il signor y è tenuto, caso mai ci fosse per uno studioso la necessità
di dare un'occhiata a quell'anfora, a facilitare tutti i controlli
necessari. Risultati:
1)ci sarebbe trasparenza, la consapevolezza di dove un oggetto è, e quindi
non andrebbe distrutta la possibilità di analizzarlo scientificamente; 2)i
magazzini si svuoterebbero un po';
3)le persone che spesso si chiedono: "Ma che ve ne fate di questi?Giacciono
a migliaia nei magazzini dei musei" troverebbero soddisfazione, e magari
l'attività dei tombaroli verrebbe danneggiata;
4)infine, cosa importante, si guadagnerebbero soldi per nuovi scavi,
restauri e per la ricerca.
Va da sè che potrebbero essere venduti, pur con tutte le certificazioni
necessarie, solo gli oggetti che, come sottolinea giustamente Marina, non
danno informazioni particolarmente rilevanti allo studioso: ma quali essi
siano, caro Mario, è bene che lo decidano gli specialisti, con i quali te la
prendi tanto ;-), e non contrabbandieri con l'occhio sull'ultimo listino
prezzi. Ad ogni modo - ripeto -, l'oggetto sarebbe comunque reperibile per
l'archeologo o lo storico che volesse studiarlo o fotografarlo.
ciao
Annalisa
>Il valore archeologico di un oggetto, ossia quello che puo' dirci per i
>nostri scopi, che sono una conoscenza maggiore del passato, non siamo
>soliti misurarlo in euro.
cut
>Ma quegli oggetti seriali, se si e' in grado di interrogarli parlano. Il
>loro stesso numero ci racconta dei metodi con cui la societa' antica
>produceva gli oggetti di cui aveva bisogno, e la loro distribuzione nei
>diversi territori, piu' o meno lontani dal luogo di origine, ci racconta
>di come facevano a commerciarli. E' da un pezzo che l'archeologia non si
>sforza solo di ricostruire il passato come storia di condottieri e
>battaglie o storia artistica, con una successione di oggetti eccezionali
>slegati dal loro contesto, dal tessuto connettivo che ne ha permesso la
>creazione, e cerca di ricostruire anche la vita di tutti i giorni.
Purtroppo la grande massa nn è sensibilizzata alla realtà, che è
appunto quella che descrivi, l' idea che si ha dell' archeologia è
ancora quella di una caccia al tesoro per scovare la "cosa" rara,
l'oggetto di pregio. I più nn capiscono l'importanza di un oggetto
privo di interesse artistico ma denso di un significato storico che è
il suo valore reale.
cut
>In un altro post, Mario (mfe...@micronet.it) scrive anche:
>
>> Ma chi dovrebbe a parte il cretinismo accademico italiota
>
>Qui credo che per non turbare il clima di fisa e' meglio che mia stia
>zitta. Ma proprio non sai di che parli.
>
>
>> Si svuotino piuttosto gli abbandonati scantinati dei musei delle loro
>> stupidate,li si metta all'asta direttamente da parte delle
>> amministrazioni preposte,e con il ricavato si finanzi la ricerca VERA e
>> si creino posti di lavoro stabili per i giovani laureati disoccupati...
>
>La cosa, ovviamente concepita in tutt'altro modo, non e' priva di senso.
>Dagli scavi vengono fuori oggetti che per varie ragioni non danno
>informazioni significative.
cut
>Questa almeno era la mia idea. Pero' devo ammettere che dopo aver
>sentito quello che dici tu, vedo delle ottime ragioni per desiderare che
>la legislazione resti rigida come ora, e semplicemente non sia
>consentito di vendere nulla che provenga da uno scavo e nessun oggetto
>antico. Che probabilmente se si accetta il principio che qualcosa
>potrebbe anche essere venduto, si finira' per terminare gli scavi con
>una bella asta dei pezzi.
Forse è anche uno dei motivi per cui la legislazione è cosi' dura.
Perchè si possano effettuare delle riforme, occorre che la coscienza
di un popolo, il valore che esso da alla cultura sia tale da poter
agire con sicurezza, forse (e purtroppo) nn siamo ancora pronti per
riforme in tal senso.
> On Sat, 10 Jan 2004 20:01:13 GMT, Mario <mfe...@micronet.it> wrote:
>
>> Righel, io lo so che cerchi di 'difendermi' per amicizia, ma io non
>> voglio essere difeso
> Ma dovrà pure far qualcosa lo sceriffo se no che sceriffo è??? ; )
Già... prima di tutto dovrei cercare di scoprire perché il messaggio di
Mario, cui tu rispondi, non mi è arrivato :(
Quindi risponderò a tutti e due con un unico post.
Non sto cercado di difenderti, Mario, hai le tue idee e nessuno può negarti
il diritto di esprimerle, anche se non le condividesse.
Il problema è d'altra natura.
Uno dei miei compiti, qui, è quello di evitare, nei limiti del possibile, lo
sviluppo di flames. L'esperienza in tutti questi anni su FISA mi ha
insegnato che, quando si scivola in ambito politico, o si sta attentissimi a
non offendere le convinzioni altrui oppure ci si tira i capelli l'un
l'altro.
Perciò vi prego di darmi una mano ad evitare le guerre :)
Come già in altre occasioni, vi esorto ad esprimere tranquillamente i vostri
punti di vista ma utilizzando quel minimo di saggezza, che certo non vi
manca, la quale sola può tenerci al riparo da scontri che nulla più
avrebbero a che fare con un civile confronto su quegli argomenti che, in
fondo, ci accomunano tutti.
Per esempio:
>> Il nostro
>> patrimonio archeologico necessita di una valorizzazione strategica,
>> culturale, economica, non più delegabile ai tromboni delle
>> sovraintendenze
E' possibile che in alcune Soprintendenze si annidino tromboni e ocarine
(alcuni li ho conosciuti anch'io) ma questo non ci autorizza a
generalizzare.
Il fare "di tutt'erbe un fascio" è atteggiameno antiscientifico e non
sostenibile da prove certe.
Quindi è OT su FISA.
> NN so quanto sia colpa delle sovraintendenze, direi piuttosto del
> sistema che le regola, talvolta anzi le sovraintendenze hanno fatto
> l'impossibile per tutelare e valorizzare ...
Lo vedi che c'è del buono anche lì :)
>> Siamo tutti
>> laureati,uomini di mondo e fatto il militare a Cuneo,
non è esatto: io l'ho fatto a Cremona.
>> ... nell'Impero Amerikano d'Occidente.
Questo è politically incorrect.... ma drammaticamente vero.
Ora, concluso lo sfogo, passiamo alla fase propositiva.
Che cosa pensi che si possa fare, Mario, per rovesciare lo scenario?
> Ecco, questa è una cosa che penso anch'io. Si dovrebbe, forse, trovare una
> sana via di mezzo. Mi è capitato di vedere, nei magazzini dei musei,
> moltissimi pezzi non esposti perchè mancava lo spazio sufficiente (e se ne
> era già esposta una parte), o perchè, che so, un'urnetta era spaccata nella
> parte anteriore. Penso che ci siano persone a cui piacerebbe tenere alcuni
> di questi pezzi, e allora perchè non toglierli dai magazzini ed affidarli
> loro?
Attenzione: io non parlavo di cose come un'urnetta, per quanto
incompleta, conservate nei magazzini di museo, ma cose che sono talmente
senza valore che oggi vengono buttate a discarica.
Ci sono imho, a parte il fatto che fatta la legge questa potrebbe aprire
la strada anche a qualche cosa che non desideriamo, come ho gia' detto,
due ottimi motivi per avere dei dubbi sulla tua proposta.
Il primo e' che le cose che stanno nei magazzini dei musei dovrebbero
servire per un'esposizione a rotazione dei materiali. Oppure oggetti
seriali dovrebbero essere esposti nella loro serialita': se hai trecento
urnette tutte uguali, invece di esporne una sola, per farla vedere bene,
dandole un'immagine, per il grande pubblico, di oggetto unico, falsa,
potresti mettere una grande scatola di vetro con tutte le trecento
urnette (ammesso che non si rovinino, ma il modo credo si trovi): in
questo modo le urnette si vedono lo stesso e si percepisce senza bisogno
di spiegazioni che sono oggetti prodotti in serie. Alienandoli ai
privati renderesti impossibile un loro godimento pubblico, anche se solo
teorico o futuribile.
Il secondo e' che se per caso ti interessa studiare quelle urnette,
doverle andare a vedere invece che in un magazzino in trecento case
prendendo trecento appuntamenti, renderebbe praticamente impossibile
fare una ricerca. E questo vale sopratutto per oggetti seriali, che
d'altra parte sarebbero gli unici suscettibili di alienazione.
MarinaM
Attenzione: io ho fatto un esempio riferendomi a *una* cosa che ho visto:
un'urnetta completamente spaccata nella parte anteriore. Non credo che sarà
mai esposta: probabilmente i responsabili del museo penseranno che, avendo
moltissimi altri esemplari di urnette, non convenga esporre al pubblico
proprio quella rotta. Allora, *quel* pezzo potrebbe essere affidato ad un
privato. Sul principio di esporre gli oggetti seriali tutti insieme mi trovi
d'accordo. Ma se i responsabili devono esporre trecento urnette, e ne hanno
trecento integre, di nuovo, non credo che andranno a prendere proprio quella
spaccata. Magari mi sbaglio, ed effettivamente c'è l'intenzione di esporla a
rotazione: ma io avevo l'impressione che fosse "condannata" a restare lì.
>
> Il secondo e' che se per caso ti interessa studiare quelle urnette,
> doverle andare a vedere invece che in un magazzino in trecento case
> prendendo trecento appuntamenti, renderebbe praticamente impossibile
> fare una ricerca.
Questo è vero, ma l'esempio dell'urnetta era nato solo dal caso di cui
sopra: non dico che, allora, centinaia di urnette - in quanto produzione
seriale- dovrebbero essere disperse qua e là: sulle urnette ho visto
effettuare molti studi. Se invece usciamo dall'ambito di questo esempio
isolato, e consideriamo, che so, tipi di anfore di cui abbiamo centinaia di
esemplari, allora sarà non dico impossibile, ma tuttavia difficile che uno
studioso di commercio antico senta insopprimibile l'esigenza di recarsi a
casa di quel cittadino a vedere un'anfora identica, nella tipologia, a molte
altre.
Sicuramente gli oggetti da affidare a privati dovrebbero essere vagliati
attentamente da specialisti, anche in considerazione della "politica
espositiva" che un museo intende seguire. Tra l'altro, nello schedare questi
pezzi potrebbero essere impiegati molti archeologi disoccupati. Anche il tuo
riferimento ai pezzi buttati via è da considerare: molti pagherebbero
qualcosa anche per avere quei pezzi "di scarto" che agli scavi noi gettiamo.
In conclusione sarebbe un'operazione da effettuare cum grano salis, ma non
priva, secondo me, di lati positivi.
ciao
Annalisa
Annalisa wrote:
> Va da sč che potrebbero essere venduti, pur con tutte le certificazioni
> necessarie, solo gli oggetti che, come sottolinea giustamente Marina, non
> danno informazioni particolarmente rilevanti allo studioso: ma quali essi
> siano, caro Mario, č bene che lo decidano gli specialisti, con i quali te la
> prendi tanto ;-), e non contrabbandieri con l'occhio sull'ultimo listino
> prezzi.
Una volta fissati i criteri da parte delle amministrazioni locali
coinvolte TITOLARI del bene culturale o presunto tale, č giusto che dei
dettagli tecnici se ne occupino i tecnici...
;-)
M.
Annalisa wrote:
> i responsabili del museo penseranno che, avendo
> moltissimi altri esemplari di urnette, non convenga esporre al pubblico
> proprio quella rotta.
In teoria potrebbero desiderare esporre proprio quella perche' magari, a
differenza delle altre, si vede l'interno ;-)
> Se invece usciamo dall'ambito di questo esempio
> isolato, e consideriamo, che so, tipi di anfore di cui abbiamo centinaia di
> esemplari, allora sarà non dico impossibile, ma tuttavia difficile che uno
> studioso di commercio antico senta insopprimibile l'esigenza di recarsi a
> casa di quel cittadino a vedere un'anfora identica, nella tipologia, a molte
> altre.
Io studio oggetti in fondo in qualche misura seriali. Quando verrai in
visita ai Fori, vedrai che le piccole differenze che puoi notare tra
l'uno e l'altro pezzo, apparentemente uguale, possono essere
significative: ma possono essere notate e capite, solo se li oggetti in
questione te li guardi "a tappeto", non dico tutti, ma una buona
quantita'.
Non mi intendo abbastanza di anfore, ma posso capire che ci siano
problematiche diverse, se non altro legate alla quantita' maggiore.
Pero' non sono sicura che le anfore intere siano poi cosi' tante, anche
se probabilmente qualcuna in piu' dei capitelli corinzi. Allora
dovremmo parlare di manici di anfore, di orli, o di puntali. Puo' essere.
Onestamente pero' non so se aprire una breccia, per quanto in se la cosa
possa essere sensata, nell'assoluta proibizione della nostra
legislazione non avrebbe conseguenze non desiderabili...
> Anche il tuo
> riferimento ai pezzi buttati via è da considerare: molti pagherebbero
> qualcosa anche per avere quei pezzi "di scarto" che agli scavi noi gettiamo.
> In conclusione sarebbe un'operazione da effettuare cum grano salis, ma non
> priva, secondo me, di lati positivi.
Ecco, se proprio si vuole far qualcosa io comincerei da quelli. Purche'
qualche archeologo non troppo coscienzioso e alla disperata ricerca di
fondi non cominci a vendere anche cose che non butterebbe. Insomma si
potrebbe fare, ma non e' privo di pericoli. Quindi, alla fine, non sono sicurissima.
ciao
MarinaM
Righel wrote:
> Uno dei miei compiti, qui, è quello di evitare, nei limiti del possibile, lo
> sviluppo di flames. L'esperienza in tutti questi anni su FISA mi ha
> insegnato che, quando si scivola in ambito politico, o si sta attentissimi a
> non offendere le convinzioni altrui oppure ci si tira i capelli l'un
> l'altro.
> Perciò vi prego di darmi una mano ad evitare le guerre :)
di un percorso logicoCome al solito,hai ragione. Ho il difetto di di
saltare alle conclusioni che faccio nellamiamentesenza esplicitare i
passaggi che lo motivano.
In estrema sintesi, comunque,io ritengo che il bene archeologico
appartenga alla COMUNITA' LOCALE e non allo stato centrale inteso come
ministero dei Beni Culturali avente come ragione e metodo amministrativo
la prevalenza, a pari qualifica e livello, dell'amministrazione centrale
su quella periferica, e che talebene archeologico debba essere
sottoposto a controllo democratico circa la sua destinazione.
Ritengo inoltre l'archeologo un semplice tecnico da affiancare
all'insieme di figure che determinano il successo della valorizzazione
del bene culturale nel suo contesto ambientale, paesaggistico,
socio-economico, educativo, occupazionale,etc.
Essendo, semprenellamia visionedellecose,l'archeologia,
fondamentalmente,un servizio nella filiera della valorizzazione del
sistema-paese,ha latendenza naturale, insita in ogni servizio,a
diventare funzionale, invece che ai suoi fruitori (i cittadini), ai suoi
operatori (gli archeologi stessi), il che, sempre a mio avviso, va
modificato alla radice svellendo il sistema dei baronati accademici
gerontocratici, delle 'pubblicazioni scientifiche' minimaliste e
barocche e socializzando i giacimenti culturali archeologici e il sapere
accademico attraverso Internet e nella generale tendenza europea in
questo senso.
M.
Non è raro che in case di privati cittadini vi siano oggetti antichi
originali risalenti anche all'epoca romana se non addirittura prima.
Però non è detto che si tratti di oggetti comprati di contrabbando, oppure
rubati, ma magari si tramandano di padre in figlio da tanti anni, oppure
sono stati casualmente raccolti arando un terreno agricolo in campagna.
In questi casi è reato pure detenere un oggetto che se ne è in possesso da
tantissimi anni?
Posso capire se trattasi di un'iscrizione romana unica e importantissima per
decifrare altre iscrizioni, o comunque qualcosa di veramente
importantissimo.....ma per un vaso di terracotta, una moneta imperiale,
qualche sasso, ecc. ecc. è pure reato detenerlo?
Chi fra di voi sa darmi una delucidazione sull'argomento in poche parole?
Grazie, Davide
>>
> Chi fra di voi sa darmi una delucidazione sull'argomento in poche
> parole?
In poche parole...
Esiste una legge per cui se si riesce a dimostrare di essere venuti in
possesso dell'oggetto per eredità successive, a cominciare da una certa data
che mi pare sia il 1910, si può richiedere l'autorizzazione a trattenere in
custodia l'oggetto stesso.
Forse Biagio, se ti legge, può esserti più preciso.
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Righel
___________________
free.it.scienza.archeologia
E' intorno ai 364 Kb. Lo terrò lì un paio di giorni.
Biagio
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"Righel" ha scritto nel messaggio ...