Il giorno martedì 14 giugno 2016 09:43:02 UTC+2, Leonardo Serni ha scritto:
> On Mon, 13 Jun 2016 16:21:20 -0700 (PDT), Pier Paolo <
casellip...@gmail.com> wrote:
>
> >Hubbard ha fatto un bel po' di confusione (non so se intenzionalmente o meno) in questi ambiti mischiando notevolmente le carte, ad esempio facendo credere che alcuni livelli emozionali classificati nella cosiddetta scala del tono (quelli più alti), con le loro caratteristiche indipendenti e definite, sono da considerarsi non dei
> momentanei stati d'animo passeggeri collegati al contesto ambientale, ma dei risultati fissi cui tendere. Cioè in poche parole il Clear (ammettendo che esista una tale condizione) deve essere un individuo che sta piuttosto fissamente a 4,00 sulla scala del tono (Entusiasmo) intendendo con questo che l'Entusiasmo oltre ad essere un
> tono emozionale è al contempo uno "stato d'essere" contenente un bel pacchetto piuttosto "esotericamente" invidiabile. Ovviamente questa associazione è chiaramente una delle tante hubbardate (per confutare questo bizzarro assioma penso che chiunque potrebbe portare più di qualche esempio di persona su "entusiasmo" molto ma molto
> >poco "elevata" a livello di consapevolezza).
>
> >L'ovvia contraddizione tra il paradigma hubbardiano e la realtà delle cose fa sì che l'individuo viva questo "problema" di fondo sentendosi perennemente dissociato sia rispetto all'ambiente circostante, sia rispetto a ciò che lui nel profondo dovrebbe essere secondo il suo (implementato) parametro scientologico acquisito in base
> alle informazioni della sua "posizione" sulla scala del tono.
>
> >Ed ecco che a questo punto, per ovviare all'incongruenza, scatta la sensazione percepita come "consapevolezza instabile", che a sua volta deriverebbe da tech alterata, etc. e tutto il girotondo di giustificazioni, sensi di colpa, etc. che finiscono come al solito in lunghi bastoni e carote sempre più smangiucchiate.
>
> Aggiungo che lo stare "fissamente a 4.00 sulla scala del tono" in realtà è stato dimostrato essere
> impossibile, o per lo meno tipico di individui decisamente poco sani.
Assolutamente vero, ma questo è stato uno di quegli ostacoli su cui personalmente ho dovuto lavorare di più per arrivare a convincermi dell'assurdità della cosa, messa come l'aveva messa Hubbard. E da quello che leggo, certe convinzioni sono dure a morire anche in altri.
A mia parziale discolpa devo dire che quando acquisii quel tipo di informazione in Scientology, la mia esperienza di vita era piuttosto limitata, ero appena uscito da un periodo della mia vita (avevo 22 anni) in cui effettivamente ben poco poteva tirarmi giù da un entusiasmo tipicamente giovanile, per passare di punto in bianco in un altro in cui ero sprofondato in una depressione immotivata. Ecco perché all'epoca mi poteva far più senso che esistesse una simile correlazione. Poi crescendo ovviamente mi sono reso conto che le cose sono un po' diverse, e che quei cicli fanno parte del normale evolversi della consapevolezza individuale in relazione alla propria esperienza esistenziale.
>
> Varie ricerche condotte su persone che hanno subìto grossi rovesci o grosse fortune (tipo vinto al
> superenalotto) hanno invece mostrato che nel giro di relativamente poco tempo - se l'organismo non
> soccombe - il livello generale di "felicità" o "infelicità" ritorna circa come prima.
>
> Per quanto possa sembrare incredibile o pazzesco o campato in aria, per quanto lì per lì uno possa
> pensare che la sua vita è finita o, viceversa, la sua felicità perpetua è fatta, dopo sei mesi, un
> anno, si ritrova emotivamente nella stessa situazione. In media, eh; poi siamo tutti diversi, e si
> troverà quello che è sprofondato in depressione o si è suicidato o è andato in India cantando. Ma,
> **in maggioranza**, gli esseri umani si riprendono anche dopo botte terrificanti, in bene e male.
Esatto. Chiamasi resilienza, e rappresenta l'essenza stessa dell'evoluzione del genere umano. Ad esempio è stato dimostrato che l'evoluzione del cervello nell'uomo è stato causato dal necessario adattamento alle diverse condizioni ambientali che si sono improvvisamente palesate dopo che il cambiamento del clima ha mutato le condizioni in gioco per la sua stessa sopravvivenza. Da una alimentazione basata essenzialmente sulla raccolta di frutta e verdura, l'uomo è dovuto passare ad una che prevedeva un impegno ben più consistente: la caccia.
L'ambiente era cambiato (da foreste lussureggianti sparse un po' ovunque si era passati a savane spesso aride) e di conseguenza, per sopravvivere, ha dovuto sviluppare delle competenze che prima non aveva. E questo ha fatto sì che per adattarsi a queste nuove esigenze (mindfulness, scelta di strategie di caccia, etc.) i suoi lobi prefrontali si sviluppassero maggiormente. E' così che dall'ominide capace solo di svolgere pochi elementari compiti, si è sviluppato l'homo sapiens, con tutto il suo bagaglio intellettivo in più.
>
> Cercare di rimanere sempre al top dell'entusiasmo, invece, è possibile solo con l'aiuto di ingenti
> quantità di sostanze psicotrope. E anche così subentra l'assuefazione, e, negli intervalli fra una
> pera e l'altra, l'equilibrio è "ristabilito" da abissi di depressione che tipicamente conducono al
> suicidio; si ottiene quello che in alcuni ambiti è noto come ciclo di Lotka-Volterra, e, in altri,
> come ciclotimia, se non addirittura "sindrome bipolare".
Già e da quello che ho letto, e sentito direttamente da un mio amico che da anni si cura con gli psicofarmaci, questo è anche il pericolo maggiore di queste sostanze. Si deve prestare molta attenzione ai dosaggi, sia duramente la terapia, che eventualmente nello "scarico", perché se ci si è assuefatti a certi consumi, l'effetto che si può avere una volta smessa o ridotta drasticamente l'assunzione, può essere devastante.
L'alimentare artificialmente una certa condizione è per l'appunto un artificio, artificio che può risultare anche fatale in alcuni casi, e questo dovrebbe far riflettere alquanto chi cerca di "istituzionalizzare" e perseguire e/o rendere certi "stati d'essere" delle condizioni desiderabili.
>
> Il che, come prodotto dell'organizzazione mentalmente più sana del pianeta, trovo esilarante :-)
E che purtroppo di esempi di questo genere abbonda! ;-)