Re: perchè è caduto Allarme Scientology (era Allarme non può scomparire!)

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Ribelle60

da leggere,
1 gen 2009, 16:21:0701/01/09
a
Martini ha scritto:
> ..............................................
> Magari andatevi a rileggere anche questo:
> http://xenu.com-it.net/xt/rdm_solidarieta.htm
> e traete le vostre conclusioni.
> ............................................
> Martini

Segnalo il link come non funzionante.

Salud!


Ribelle60 :)
--
"Non ho paura degli urli dei violenti, ma del silenzio degli onesti"
Martin Luther King.

Martini

da leggere,
2 gen 2009, 03:06:2302/01/09
a
On 1 Gen, 22:21, Ribelle60 <ribell...@infinito.it> wrote:
> Martini ha scritto:
>
> > ..............................................
> > Magari andatevi a rileggere anche questo:

> >http://xenu.com-it.net/xt/rdm_solidarieta.htm
> > e traete le vostre conclusioni.
> > ............................................
> > Martini
>
> Segnalo il link come non funzionante.

Desculpe, mi è rimasta una t nella penna:
http://xenu.com-it.net/txt/rdm_solidarieta.htm

bryce

da leggere,
2 gen 2009, 04:52:0302/01/09
a
Accidenti... mi sono perso un bel pezzo!

Ero d'accordo che tu stoppassi gli aggiornamenti del sito per seguire
quello che più ti interessava... sarebbe stato nostro compito
riempirlo con interventi, traduzioni e post.

Ora però mi rendo conto che il sito è stato proprio chiuso del tutto.
Francamente non so come commentare perchè senza quel sito io non sarei
qui e questo ng non esisterebbe.

La prima cosa che mi verrebbe da dirti è di non curarsi di coloro che
vogliono denigrare un lavoro che è sotto gli occhi di tutti: l'unico
vero sito critico italiano e l'unica risorsa decente su Scientology.
E sull'altro lato della bilancia cosa abbiamo? Chi?
Mi chiedo come puoi prendere in considerazione attacchi provenienti da
fonti che hanno prodotto molto fumo ma niente arrosto.
I passerotti non comprendono l'ambizione delle aquile, ricordalo.

Io però credo che tu non sia realmente incazzata con i personaggi da
te nominati: Gardini, Giuseppe o Kumbaz... quanto con le associazioni
da te nominate che, per tutti questi anni, ti hanno solo sfruttato
come risorsa a costo zero e dato in cambio null'altro che indifferenza
ed ostilità.

Quindi, pur sostenendo che la perdita di Allarme sarebbe un danno
enorme, ti appoggio e speriamo che queste associazioni, non avendo più
la loro mucca preferita da mungere, si diano una svegliata ad
intervenire e moderare i loro membri più indisciplinati.

Bryce

articolo21

da leggere,
2 gen 2009, 08:53:2902/01/09
a
On 1 Gen, 21:51, Martini <mart...@xenu.com-it.net> wrote:
> Rispondo qui a tutti quelli che hanno protestato con me per la
> l'inagibilità di Allarme, invece che protestare con chi - da dovere
> statutario - dovrebbe fare informazione e proteggere e aiutare le
> vittime di sette. Si veda elencowww.allarmescientology.it.

CUT

Credo che Martini non ce l'abbia tanto per la mancanza di
riconoscimento da parte delle associazioni ma per la tacita e
continuata accettazione di quello che io chiamo approccio Lorita
Tinelli da parte delle stesse.

L'approccio Lorita Tinelli sembra rispondere efficacemente alle
esigenze del mercato. Molti ex di gruppi positivi o negativi che
siano, sono arrabbiati. Non vogliono o non sono ancora pronti a
superare la loro esperienza, ma vogliono punire coloro che ritengono i
responsabili della loro sofferenza. Dirgli che non solo il
risarcimento, la punizione, ma anche l'umiliazione e la cancellazione
di questi responsabili è a portata di mano dà sicuramente molta più
soddisfazione che incoraggiare le persone a capire il perchè e a
ritrovare un nuovo equilibrio.

Lorita Tinelli non solo dice, ma anche fa concretamente.

Come si è visto in questi mesi aiutare Patrizia Bortolato (nome che ho
appreso da FIRS alcuni giorni fa) a superare l'esperienza non
sembrerebbe far parte del programma o almeno non sembrerebbe efficace.
Non solo, mantenere e rinfocolare attraverso il forum la rabbia degli
ex, fornisce una base di attivisti determinati e fanatici pronti a
difendere spontaneamente l'antisette di riferimento quando necessario.
Sempre la vicenda di Patrizia Bortolato che sembra occuparsi a tempo
apparentemente pieno di manovre parallele e insulti sotto varie forme
a difesa di Lorita Tinelli è emblematico.

L'approccio Lorita Tinelli è stato finora anche vincente nei confronti
dei media che non chiedono sfumature, ragionamenti, analisi, ma
chiedono mostri e tragedie. Lorita Tinelli peraltro grazie
all'Assotutor di Dino Potenza (http://pietrobono.blogspot.com/2008/10/
presidente-f.html) riesce a garantire al suo Cesap e al movimento
antisette un incontrastato accesso a TV e giornali di evidente
impatto. E' anche grazie a questa esposizione mediatica che Lorita
Tinelli avanza nella sua pretesa di leadership.

C'è un terzo elemento interessante ed è quello dei risarcimenti. In
astratto il principio del risarcimento è sacrosanto, nella pratica
mobilita, almeno in alcuni casi, anche persone con interessi
economici. In particolare un ruolo interessante svolgono gli avvocati
che offrono consulenze alle vittime e che, almeno potenzialmente,
possono trarre un beneficio economico dalle azioni giudiziarie. Si
tratta di un conflitto di interessi che evidentemente non aiuta a
pacificare le persone.

L'approccio Lorita Tinelli escluderebbe di fatto la ricerca
scientifica perchè inutile. Le sette sono facilmente identificabili
perchè qualcuno è insoddisfatto di loro e sono tutte uguali. Non
bisogna fare invesitmenti ulteriori oltre a comprarsi il libro di
Margaret Singer, che almeno fino a due giorni fa era distribuito
gratis da Martini.

Un corollario non necessario ma inquietante è l'atteggiamento
dell'approccio Lorita Tinelli verso critici e colleghi. Sarebbe logico
aspettarsi che essere contro le sette significhi essere a favore della
trasparenza, del libero confronto, del diritto di critica. Al
contrario, prevede la denigrazione dietro le spalle come è accaduto
nel caso Di Marzio (http://www.cesap.net/index.php?
option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=7472&catid=26) e
suppongo nel caso Martini e il ricorso alla Magistratura o all'ordine
professionale (Radoani, Di Marzio) per impedire il lavoro dei
colleghi. Nel caso Di Marzio, a mio avviso, il movente è la necessità
di impedire a tutti i costi che le cose vadano diversamente, che la
realtà non sia quella univoca e priva di sfumature (se non addirittura
quella opposta) di quella descritta. Il colpo lo si può perdere in un
dibattito accademico che può far perdere il protagonismo faticosamente
conquistato.

E' chiaro che di fronte a questo approccio, un metodo che cerca di
capire, distinguere, aiutare prima di tutto gli ex a vivere
felicemente risulta meno appetibile. Soprattutto per chi cerca la
notorietà mediatica.

Questa è per me una battaglia per la leadership ideologica e fattuale
del movimento antisette italiano in cui una serie di ex di scientology
sono a mio avviso stati più o meno manipolati. Non dimentichiamo che
il casus belli è stato un post di MPG in cui difendeva l'approccio
Lorita Tinelli denigrando Martini, la Di Marzio e altre persone.

E' una cinica battaglia a cui penso che Martini faccia bene a
sottrarsi.

Il messaggio è stato eliminato

articolo21

da leggere,
2 gen 2009, 10:06:1502/01/09
a
On 2 Gen, 15:27, Giuseppe <c.giusepp...@gmail.com> wrote:
> Art. 21, come mai quando Simbolico chiese direttamente al signor

Se la tua intenzione è parlare di Arkeon, c'è un NG dedicato che tu
peraltro già conosci. Puoi provare a postare lì le tue domande se c'è
ancora qualcuno che ha qualche voglia di darti ancora retta.

Il messaggio è stato eliminato
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max

da leggere,
2 gen 2009, 11:16:5302/01/09
a

"Giuseppe" <c.gius...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:dd6a4059-234c-4b98...@z27g2000prd.googlegroups.com...wrote:

>>se il riferimento è a me, invito gentilmente la signora Po a moderare
>>i toni ........

Basta!!!! veramente non se ne può più!!!! Sei uno sfinimento! E non lo dico
ma deriderti ma proprio perchè hai veramente "sfrantumato" qualunque minima
intenzione di ascoltarti! La tua è veramente una ossessione da curare!


Il messaggio è stato eliminato

Pietro Bono

da leggere,
2 gen 2009, 15:35:5402/01/09
a
Salve a tutti,
sono Pietro Bono e ho seguito in silenzio e con attenzione questo NG
da oltre un anno.
Avrei molte cose da dire, ma una desidero dirla subito.
Desidero ringraziare infinitamente Simonetta Po’.
Se non fosse stato per Allarme Scientology e per il prezioso materiale
in esso contenuto, e se non fosse stato per il coraggioso atto di
solidarietà offerto da Simonetta a Raffaella Di Marzio
http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_thread/thread/7c005b463ad5d742?q=
nel Marzo 2008, le conseguenze di una campagna, a mio avviso,
irresponsabile fomentata dalla Dott.ssa Tinelli del Cesap Bari,
avrebbero prodotto conseguenze senz'altro ben più gravi del macello
che comunque è avvenuto, rispetto al caso Arkeon.

Ho già espresso alcune mie considerazioni, oltre che a fatti
documentati e incontrovertibili, nella mia comunicazione alla FECRIS
dell’Ottobre 2008 http://pietrobono.blogspot.com/
Desidero anche aggiungere che dopo quella comunicazione, alle mie
ripetute e, credo, più che civili richieste di un incontro con l’ARIS
Toscana, delegata dalla FECRIS per approfondire la mia segnalazione,
non solo non è seguito il ben che minimo riscontro, ma proprio il più
totale e pregiudiziale disinteresse.

Ritornando al caso in questione di questi giorni, oltre a ciò che ha
già detto esplicitamente Articolo21, mi sento di aggiungere una
ulteriore considerazione.
Il comportamento della Sig.ra Bortolato (Giuseppe-Psiche ecc.) non è
assolutamente un fatto anomalo.
Non entro volutamente quì nel merito delle menzogne che mi
attribuisce.
Ma desidero sottolineare che questa persona, a differenza di ciò che
in molti quì e altrove sostengono, non è pazza. E vero invece che
crede di essere una furbona.
Questa persona applica semplicemente alla lettera il metodo appreso.
Ciò che lei sta facendo qui e altrove da molti mesi, è semplicemente
ciò che prima di lei ha visto fare da altri, ad esempio nel forum del
Cesap.
Se qualcuno ha tempo e interesse, può ad esempio, vedere questo metodo
bene applicato dalla Dott.ssa Tinelli, con le sue bugie e giochi di
parole riguardo all’uso del termine “setta”.
http://groups.google.com/group/parliamo-del-cesap-bari/browse_thread/thread/7ee9ec21679afafe
Ciò che la sig.ra Bortolato ha fatto qui a Simonetta e altri e sul
Cesap alla Di Marzio è ciò che negli ultimi tre anni è stato fatto
quotidianamente, soprattutto sul forum del Cesap, nei confronti delle
famiglie di Arkeon.

Un’altra parte di questo metodo è l’uso, o forse si potrebbe dire
l’abuso, fatto nei riguardi delle Forze dell’Ordine e della
Magistratura.
Naturalmente questo fatto è direttamente legato ad una capacità non
comune a spacciarsi per vittime. Dopo aver procurato questo genere di
aggressioni, s’intende.
Non so se Simonetta è al corrente o meno, ma il giorno successivo al
suo appello di solidarietà alla Di Marzio, la Dott.ssa Tinelli ha
denunciato proprio questo appello alla Digos di Bari, naturalmente
trascurando di specificare che Martini è, piaccia o meno, una fonte
assai esperta di questi fenomeni.
E come la Dott.ssa Tinelli, hanno fatto nel corso dei mesi anche la
Prof.ssa Monaco (Referente comitato vittime Psico-sette), tempestando
di queste segnalazioni la Digos di Bari e anche direttamente il PM che
a Bari segue il caso Arkeon.

E riguardo a questi legami, non ritengo niente affatto casuale che in
questi mesi, patrocinati da una associazione anti-sette con una
pregevole ma soprattutto lunga esperienza come l’Assotutor antiplagio,
si stiano svolgendo corsi di formazione ad hoc per professionisti.
http://www.assotutor.it/rassegna%20stampa%20tutor/quotidiano_bas_22_2_08.pdf
D’altronde Assotutor si era già del resto fatto conoscere per le
attenzioni, tutte particolari, riservate ad un noto, e mi sia
permesso, santo uomo di chiesa, il cui unico torto era di non avere
peli sulla lingua.

Credo che, anche alla luce di tutto ciò, cercare di liquidare
Simonetta, come ad alcuni piacerebbe, come una povera isterica
permalosa, mi sembri semplicemente un fatto strumentale e di basso,
bassissimo profilo.
Naturalmente tutto ciò a cui faccio riferimento in queste righe non è
frutto casuale, ma ha certo numerosi precedenti. Basti per il momento
vedere il trattamento che a Maurizio Antonello è stato riservato
proprio da coloro che lui stesso aveva sostenuto e aiutato a
crescere. http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2008/12/tasselli-di-esperienza-settimo-tassello.html
Io, che come altri, per lo schifo e le falsità, che ho visto vomitare
addosso a famiglie per bene in questi ultimi tre anni, ho accarezzato
anche l’idea del suicidio, non ho difficoltà a comprendere come si sia
sentito.
Grazie per l’attenzione.

Pietro Bono


Giaga

da leggere,
2 gen 2009, 16:34:0102/01/09
a
Ohibò, il clima del NG - e a quanto pare non solo quello -
sembra essersi avvelenato sul serio.

>"Martini" <mar...@xenu.com-it.net> ha scritto nel messaggio
>news:f9268f8f-93cc-4d5a...@a29g2000pra.googlegroups.com...

> ...allora protesto. E lo faccio con un gesto eclatante e con
>l'unica arma che ho a disposizione: il mio sito.

Capisco il tuo stato d'animo, Simonetta, anche se onestamente ho dei forti
subbi sul fatto che l'aver reso Allarme inagibile
possa spingere le associazioni anti-sette a rivedere il loro modus operandi.

E' un atto dimostrativo, certo, così come l'incatenarsi alla cancellata del
Palazzo di Giustizia, ma dato il paludoso ambiente temo
che la cosa passerà in sordina.

Spero di sbagliarmi.

>Ci sono molte altre cose che NON intendo discutere pubblicamente, ma
>di cui le associazioni sono perfettamente al corrente, e non da ieri.
>E ancora non hanno mosso un dito. Quindi protesto, e la mia protesta
>deve per forza passare dal privato al pubblico.

Non avendoci mai avuto a che fare, non ho la minima idea su come siano
organizzate queste associazioni;
non so se possa essere realistico attendersi un intervento da parte loro.

Da quello che descrivi sembrerebbe di no, purtroppo.

>Non ho la pretesa che il "passante per caso" capisca, e mi sta anche
>bene continuare a prendermi i vostri strali, invece che un
>ringraziamento per quello che comunque HO FATTO da 12 anni a questa
>parte, e che ho messo gratuitamente a disposizione di tutti.

Purtroppo Internet ci ha abituati a dare per scontato che basta digitare due
parole sul motore di ricerca e ... voilà ... ecco che compare ciò che
cercavamo.

Questo spesso ci porta a dimenticare il fatto che dietro il sito, che dietro
tutta la voluminosa documentazione che appartiene (apparteneva?) ad "Allarme
Scientology" ci sono innumerevoli ore di lavoro ed impegno da parte tua.

Si dà per scontato che "Allarme" sarà prese sempre lì, sembra che non ci
sia nessuno da ringraziare, dato che il sito è lì, salvo poi lamentarsi
quando quel sito documentato, bello e pronto per l'uso non è più
disponibile.

Spero che questa azione dimostrativa spinga gli utenti a rendersi conto di
quanto fosse importante l'esistenza di Allarme ... e spero anche che,
ottenuto questo effetto, tu renda il sito nuovamente agibile semplicemente
così com'è.

>Ma vi prego di rivolgere le vostre lamentele al GIUSTO indirizzo, cioè
>alle associazioni che elenco qui www.allarmescientology.it .
>Protestate con loro, NON CON ME. Era loro dovere aiutarmi e
>proteggermi, e non lo hanno fatto.

Lo farò, anche se dubito che ciò potrà cambiare le cose.

>Ma l'informazione su Scientology, in Italia, l'ho fatta principalmente
>io e dirlo non è "smisurato ego", è solo prendere atto della realtà -
>come voi stessi state confermando. Sono online da 12 anni, 9 dei quali
>anonimi.

Questo fatto molti lo dimenticano .. se non fosse stato per quel piffero che
tutti sappiamo
probabilmente saresti ancora anonima adesso.

E uno smisurato ego che preferisce rimanere anonimo non riesco proprio ad
immaginarmelo.

Chi ti accusa di questo dovrebbe riflettere un attimo prima di parlare.

>Senza chiedere nulla o pretendere nulla da nessuno - soltanto
>rispetto per la mia persona e per il mio lavoro,

Mi sembra il minimo.

>e aiuto e protezione
>da parte dell'associazionismo italiano

Ma si sa che quando un gruppo è formato da più di una persona (!) cominciano
le divergenze, le critiche e le invidie.

>che nonostante disponga di una
>ex scientologist di altissimo livello, scrittrice, laureata in lingue
>e in contatto con ex di alto livello di tutto il mondo, alla fine per
>avere informazioni complete e attendibili sul movimento fa ricorso a
>me.

Certo che utilizzare ampiamente informazioni e traduzioni prelevate dal sito
di una persona, mentre allo stesso tempo
la si critica pesantemente e si cerca di sminuire il suo lavoro, non è
indice di gran stile.

E ora, con il sito "spezzato", costoro dovranno impegnarsi un po' di più
anzichè trovarsi la pappa cucinata da te, come'è stato finora.

Spero solo che non si finisca col buttar via bambino e acqua sporca
insieme, perchè nel mentre che la varie "beghe interne" (riassumiamole con
questo termine) proseguono, Scientology si frega soddisfatta le mani.

>Ma io e il mio lavoro sembriamo non
>valere nulla,

Probabilmente qui ti riferisci a fatti inerenti le associazioni di cui
sopra,
perchè a livello di utenti ti posso assicurare che Allarme viene apprezzato,
eccome se viene apprezzato!

>Consiglio unicamente di non sottovalutare ciò che ha scritto
>Ribelle di recente, e soprattutto ciò che ha scritto oggi stefano74
>Message-ID:
<6bd52abc-22ab-4fe4...@u18g2000pro.googlegroups.com>

Ho letto ... mah ... a me - che continuo a pensare che 2+2 fa sempre 4 e
che agitarsi fa male alle coronarie e quindi è cosa da evitare
accuratamente -
sfugge del tutto come ci sia chi ha tempo ed energìa per fomentare,
sobillare, aizzare, tramare, ecc.. ecc... queste sono attività che mi
causano sonori sbadigli.

Certo che se la cosa assume la valenza dello stalking, allora lo sbadiglio
si trasforma rapidamente in sguardo da killer ... ma possibile che 3/4
sciaquette riescano ad ordire uno stalking peggiore del vecchio autore degli
sms minatori?

>Poi andatevi a fare un giro qui
>http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=0

Ci ho messo il naso e ne sono subito uscito: ma come si fa a frequentare un
forum del genere?

>luogo molto caro a Patrizia Bortolato alias Psiche/Giuseppe,
>fedele utente e vezzeggiata top poster dei forum del CESAP Bari,

non ho il piacere di conoscerla

>e se avete
>lo stomaco scorrete le pagine a ritroso.

No, grazie. Gli insulti che ho adocchiato mi bastano.

> Soprattutto contro di me, di recente.

Gli insulti non fanno mai piacere e posso ferire.
Ma chi sbraita prima o poi resta senza fiato, se non gli si presta
attenzione.

>E tenete presente che se "Allarme" sono riuscita a farlo io - che nel
>1997 sapeva sì e no accendere il computer e aveva a disposizione solo
>qualche riminescenza di inglese scolastico - direi che TUTTI VOI
>siete in grado di fare altrettanto, e di meglio. Per cui invece che
>piagnucolare, o fare facile populismo, datevi realmente da fare.

Mi sembra una richiesta sensata e che non fa una grinza.

Molti criticano il lavoro degli altri stando seduti in poltrona ... troppo
facile (e includo anche me stesso in questo gruppo)
Chi pensa di poter fare meglio si accomodi.

>Per quanto mi riguarda, Allarme tornerà attivo solo e quando i
>destinatari della mia protesta usciranno dalla posizione di ambiguità
>e fondamentale ignavia in cui dormono da anni.

Su questo non sono particolarmente ottimista (ma forse lo si era già
capito).

>Mi spiace se tante persone resteranno prive di informazione, ma
>ribadisco che sono soltanto una semplice e privata cittadina senza
>alcun dovere e impegno statutario, senza schiere di volontari e
>tirocinanti che altri vantano, senza altisonanti patrocini o
>quant'altro. Purtroppo si tende a dare per scontate troppe cose, come
>ha scritto Erni. Sono soltanto una come voi. Per cui riflettete su
>come voi, ognuno di voi e personalmente, si sentirebbe al posto mio -
>anche nel doversi sorbire le vostre lamentele e rimostranze.

Corretto.

>Informarvi NON è un mio dovere,

Pienamente d'accordo.

>è stato soltanto un gesto di buona
>volontà.

E' una constatazione amara: ma purtroppo la buona volontà non basta per
essere al riparo.

Ad esempio: anche un Gino Strada, che con Emergency porta avanti un gesto di
estrema buona volontà, correndo rischi personali che nessuno gli ha ordinato
di prendersi, non può sottrarsi alle critiche e agli attacchi, anche feroci
e a volte pretestuosi ed ingiusti.

Così va il mondo e dobbiamo farcene una ragione.

Io spero che chi nei movimenti anti-setta dovrebbe darsi una svegliata lo
faccia in fretta.

Non penso a vera malignità da parte di qualcuno, quanto più a un insieme di
non-conoscenza, pigrizia, approssimazione, sbadataggine e reazioni istintive
fuori controllo.

A proposito di quanto sta accadendo ora il saggio di Chris Owen è
illuminante, con buona pace di Giuseppe o chi diavolo esso/egli/ella sia,
cui consiglierei di rileggerlo con attenzione.

http://xenu.com-it.net/txt/critici.htm

Giaga


Ribelle60

da leggere,
2 gen 2009, 16:42:5002/01/09
a
Pietro Bono ha scritto:
> ................

> Grazie per l’attenzione.
>
> Pietro Bono
>
>

Non tema, il fatto che la psiche-patica si sente una furbona era palese.
L'apprezzamento "pazza" era semplicemente inteso nel senso di "così
pazza da non rendersi conto di essere trasparente".

E' un piacere vedere che anche altri si sono stufati. Di costei e della
sua mentrice (mentore mi pareva inadatto, essendo non riferibile al
sesso...).

Ribelle60 :)

Il messaggio è stato eliminato

Giovanni Volpi

da leggere,
4 gen 2009, 09:25:0904/01/09
a
On 3 Gen, 19:03, Martini <mart...@xenu.com-it.net> wrote:
> On Fri, 2 Jan 2009 12:35:54 -0800 (PST), Pietro Bono

>
> <bono.pie...@gmail.com> wrote:
> >Non so se Simonetta è al corrente o meno, ma il giorno successivo al
> >suo appello di solidarietà alla Di Marzio, la Dott.ssa Tinelli ha
> >denunciato proprio questo appello alla Digos di Bari, naturalmente
> >trascurando di specificare che Martini è, piaccia o meno, una fonte
> >assai esperta di questi fenomeni.
>
> Sì, sono al corrente del fatto che la Tinelli ha scritto al magistrato
> inquirente cercando presumibilmente di coinvolgermi nelle indagini sui
> maestri Arkeon, gruppo con cui non ho mai avuto nulla a che fare. Del
> resto le velate minacce già fatte su questo NG nell'aprile scorso da
> tale "letizia", oltre ai continui riferimenti a "indagini della
> magistratura" che sarebbero in corso su di me fatti da Patrizia
> Bortolato, me lo avevano fatto sospettare già prima di essere
> informata dell'esistenza agli atti di quel documento a firma Lorita
> Tinelli, presidente del Cesap Bari.

Tinelli e Bortolato (chiunque siano) dovrebbero stare molto attente a
come si comportano...
...far iniziare indagini su qualcuno comporta comunque notevoli
responsabilità, certamente etiche e morali, qualche volta civili e
penali. Esattamente come danneggiare la reputazione senza avere
elementi certi e concreti non è mai piacevole per nessuno: in
particolar modo per chi si arroga il diritto di "alludere".

A prescindere da ciò (e mi scuso per l'assoluta mancanza di tatto) se
hai qualche carta mi piacerebbe dargli un'occhiata. Giusto per fini
accademici... ;)
... e senza onere alcuno! ^_^

Giovanni

PS A volte ritornano... ma solo nei momenti più critici... ^_^

Martini

da leggere,
4 gen 2009, 15:55:1304/01/09
a
On 4 Gen, 15:25, Giovanni Volpi <GiovanniVo...@gmail.com> wrote:

>
> A prescindere da ciò (e mi scuso per l'assoluta mancanza di tatto) se
> hai qualche carta mi piacerebbe dargli un'occhiata. Giusto per fini
> accademici... ;)
> ... e senza onere alcuno! ^_^
>
> Giovanni

Ciao Giovanni, e bentornato!
mi fai avere privatamente una tua mail funzionante?
Giovanni non risponde.
E Lu? E la padella?

cosimo

da leggere,
6 gen 2009, 14:02:2406/01/09
a
Salve

vorrei dire anch’io la mia circa la scelta di Martini di chiudere AS.
Seguo questo NG da circa un annetto in quanto appartenente ad Arkeon e
forse questo mi consente di vedere le cose da una prospettiva
leggermente diversa - per certi aspetti forse più ampia - da quella
che mi sembra qui prevalere. Premetto che il mio scopo non è parlare
di Arkeon, né di Martini, né di Scientology, ma di qualcosa che
riguarda anche voi, il gesto di Martini, e che i più in questo NG non
sembra di cogliere.

La decisione di Martini era probabilmente inattesa e ha scatenato una
quantità di interventi tesi a mostrarle l’apprezzamento e la
solidarietà che ritenevate le fossero mancati: le sue riposte hanno
chiarito che non era quello l’obiettivo.

Molti hanno letto la diatriba in un ambito puramente “scientologo”
come un conflitto tra Martini e la Gardini, o tra lei e Sotgia o
addirittura tra lei e Psiche/Giuseppe: ma non avrebbe avuto senso
chiudere AS per questo motivo e infatti anche qui Martini ha chiarito
che il motivo è altro.

E’ probabilmente andato meno lontano dal vero chi ha detto “chi tocca
Arkeon muore”, individuando nel suo intervento a favore della Di
Marzio la causa scatenante di tutto quanto è seguito e “maledicendo il
giorno” in cui Martini aveva invitato quelli di Arkeon su firs.

Qui mi verrebbe da dire “fuochino”. Certamente è vero che, nella
sequenza dei fatti, a quell’intervento in favore di una persona
espressasi (si badi bene) non in difesa di Arkeon ma in favore di un
approfondimento su Arkeon sono seguite la sua segnalazione
all’autorità giudiziaria da parte della Tinelli, l’ingresso su Firs di
Psiche/Giuseppe prima attiva solo sui forum relativi ad Arkeon, quindi
la querelle con la Gardini e di lì tutto ciò che conoscete meglio di
me.
Tra l’altro Martini non è che l’ultima delle “vittime che hanno
toccato Arkeon”; prima di lei è venuta la Di Marzio (http://
groups.google.com/group/it.cultura.newage/browse_thread/thread/
a39a4824fa73c721/ 2e1cc3f54f34cbf0?hl=it&q=arkeon#2e1cc3f54f34cbf0) e
prima ancora Padre Raniero Cantalamessa (http://www.assotutor.it/news/
2007/07-16.html, http://www.cantalamessa.org/it/articoloView.php?id=209),
ovvero persone che - come lei - con Arkeon non c’entravano nulla, che
mai lo avevano conosciuto frequentato e che probabilmente non ne
condividevano, per il poco che ne conoscevano da fuori, né tutto né
molto.

Tuttavia anche la risposta “chi tocca arkeon muore” non è quella
giusta. Per comprenderlo basta ricordare che Martini stessa si è
definita come l’ultima di cinque “vittime”, di cui solo due (lei e la
DiMarzio) per causa indiretta di Arkeon, mentre le altre tre – di cui
cito segnatamente Silvana Radoani dell’Asaap (http://www.asaap.org/
documenti/cesap.pdf) e Cristina Capresi del Cesap Friuli (http://
www.cesap-friuli.net/node/89) - risalgono a prima del caso Arkeon e
non hanno mai avuto alcuna relazione connesso. E anche l’acrimonia che
sta crescendo sul caso Sotgia, che certo con Arkeon non ha nulla a che
vedere, dovrebbe farvi comprendere che il punto è un altro.

Il punto ha a che vedere con ciò che da anni accade nel mondo
antisette. Quando nel suo messaggio di chiusura Martini fa esplicito
riferimento ad alcune persone (Gardini, Tinelli, Kumbaz) e enti (Aris,
Favis, Cesap), chiarisce esplicitamente che ciò che lei giudica grave
(e personalmente condivido) non sono tanto o soltanto i comportamenti
dei singoli (che pure in alcuni casi dovrebbero avere ben altra
statura), quanto la totale assenza di reazioni e prese di posizione di
associazioni del mondo antisette, che da queste persone sono
rappresentate o che queste persone conoscono e che col silenzio degli
ignavi nemmeno hanno espresso pareri opposti difendendo quei singoli.

Si può pensare quello che si vuole (personalmente, molto male) di una
professionista come la Tinelli, che dietro le spalle “sparge veleno”
contro una collega (la DiMarzio) presso tutti gli altri colleghi, che
la “segnala” all’autorità giudiziaria e che fa lo stesso con un’altra
collega (Martini) che interviene a difesa della prima: se tutto era
morale e nobile perché non farlo pubblicamente? perché non intervenire
mai in un dibattito a cui non l’hanno sollecitata i “settaroli” di
Arkeon, ma dei colleghi?
Ma quello che mi chiedo è cosa si debba pensare di chi, di fronte a
queste modalità, non ha ritenuto di convocare un dibattito trasparente
almeno tra pari; non ha ritenuto fare chiarezza e mettere ordine in
questo guazzabuglio; non ha compreso - e qui è il punto che credo più
importante – che in gioco non c’era un conflitto tra esponenti del
mondo antisette, bensì la capacità dello stesso di cogliere le lacune
al proprio interno, la mancanza di un “codice deontologico” su come
gestire la valutazione dei “gruppi a rischio” e l’aiuto agli ex, le
relazioni con l’autorità giudiziaria, l’incapacità di darsi delle
regole per gestire conflitti interni a tutela delle persone e – in
ultima analisi – della credibilità del mondo antisette.

Attualmente questo mondo sembra una specie di quartiere di periferia,
abitato da quattro gatti, sconosciuto dal resto del mondo che vi si
tiene alla larga, regolato al proprio interno dalla legge dell’omertà
e del più forte. E’ un mondo incapace di dialogare con studiosi e
ricercatori, percepiti come un pericolo da evitare perché hanno idee
che non si condividono, come se solo chi ha “le ferite sulla pelle”
avesse i gradi per parlare. Ma tant’è questo mondo è comunque il solo
referente disponibile sia per le persone in cerca di aiuto sia per le
istituzioni.

Voi potreste dire “e che mi riguarda? Io voglio solo occuparmi di fare
informazione corretta su Scientology. Del mondo antisette non mi può
fregar di meno”.
Figuratevi cosa poteva fregare a me del mondo antisette, io volevo
solo fare i miei 4 seminari all’anno (quattro!) per guardare meglio
certi aspetti della mia vita e per dare ad altri la possibilità che
avevo ricevuto io di potermi specchiare e conoscere attraverso un
altro.
Poi ho capito che, aldilà dei rilievi mossi ad Arkeon, noi eravamo nel
mezzo di un’onda che veniva da prima di noi e che sarebbe proseguita
oltre noi, comunque spazzandoci via come in effetti ha fatto. Ne ebbi
conferma nel linciaggio mediatico di Cantalamessa (mosso da
Assotutor), nell’aggressione giudiziaria alla Di Marzio (mossa dal
Cesap nel silenzio pilatesco delle associazioni formalmente avvisate
dalla Tinelli), nell’attacco a Martini (idem come sopra), nel
raggelante silenzio opposto dalla Fecris e dall’Aris alla richiesta di
un semplice incontro mandata avanzata da Pietro Bono, manco si fosse
degli appestati…Mole delle modalità oggi in uso erano già state usate
nel famoso caso dei Bambini di Satana a Bologna di oltre 10 anni fa
(accuse indiziarie di presunte vittime raccolte da un’associazione
antisette che agiva come consulente della magistratura, grande clamore
mediatico prima di qualunque processo, poi il niente) e certamente
proseguiranno oltre, se indisturbate, con altri gruppi…è la stessa
storia degli Stati Uniti anni ’90. Non si parla coi settaroli (Bono),
non si parla con gli studiosi amici dei settaroli (Introvigne), non si
parla con gli apostati (DiMarzio, Martini)!

Siamo all’accusa di apostasia quando la Gardini scrive “Quello che non
perdono a Simonetta (Martini o Guidi) è che lei fino allo scorso anno
sparava a zero su Introvigne e il CESNUR, poi la sua amica DiMarzio
che all'epoca faceva parte del GRIS anche lei sparando su Introvigne
ha DOVUTO lasciare il GRIS e guarda guarda è passata al CESNUR con
Introvigne e si è rimangita tutto quello che aveva detto sll'emerito
finto professore,e purtroppo anche Alessia/Simo si sta rimangiando
tutto”!
(http://groups.google.it/group/free.it.religioni.scientology/
browse_thread/thread/7b18bb7b25b38844/d43b34df95ef4817?hl=it& )

Non vedete lo sconquasso che una Psiche qualunque ha potuto gettare in
un lavoro di anni. In fondo, basta colpire chi alza la testa, gli
altri si ritireranno in buon ordine…in fondo cosa li riguarda?

Io credo che la cosa vi riguardi eccome.
Già un anno fa (marzo 2008) ero intervenuto su questo NG, in risposta
ad un dibattito aperto da Ignis (http://www.axnet.it/forum/ot-ancora-
arkeon-t102046.html), per dire che secondo me si stava travisando il
problema emerso con la lettera aperta della DiMarzio, scambiandolo per
un contrasto tra personalità, a causa dell’INDISPONIBILITA’ a guardare
fuori dei propri confini e magari a mettere in discussione alcuni
assunti piuttosto fragili. Che chi allora stava pagando (la Di Marzio)
era chi aveva osato farlo. Direi che in un anno da allora non è
cambiato nulla, se non che si è aggiunta Martini.
Non conosco Martini, se non dai suoi scritti, ma credo che il suo
sgomento sia nel vedere che persone capaci “si curano il proprio
orto”, che discettano tra di loro per capire chi ha detto cosa e non
vedono la piega che tutto l’ambiente sta prendendo o se lo vedono non
se ne curano. Credo che lo sgomento sia nel riconoscere i frutti
avvelenati che negli hanno portato l’ignavia prevalsa anni fa di
fronte al comportamento del Gris di Bologna nel caso Dimitri, la paura
di alzare la testa da parte di chi in passato è entrato in conflitto
con il Cesap (le prime tre vittime). Conosco questo dolore. E’ quello
che in tanti di Arkeon abbiamo provato quando la paura per le modalità
del Cesap ha cominciato a fare breccia tra le persone e molte, una
alla volta, si sono defilate in buon ordine. A far finta di non aver
perso nulla. Come mi sembra fare chi qui scrive “comunque ho salvato
tutto AS in locale…ho trovato un altro sito inglese con tanto
materiale”…ma sì, studiamo!

Cosimo


Martini

da leggere,
6 gen 2009, 14:40:2206/01/09
a

Grazie Cosimo per quel che hai scritto, perchè hai colto perfettamente
il punto e lascio quotato tutto il tuo post, sperando che qualcuno sia
ulteriormente invogliato a leggerlo.

Tanti altri, più addentro al "nostro mondo" (quello
dell'associazionismo o che ruota attorno ad esso, o ha avuto a che
fare con esso) mi hanno scritto privatamente per dire più o meno
quello che così bene hai scritto tu.
Perchè se è vero che esistono vittime delle sette, è altrettanto vero
che esistono vittime degli antisette. Gente che, come in ogni "setta"
che si rispetti, ha paura a parlare e ad uscire allo scoperto, perchè
ora come allora si sente sola.

Le associazioni italiane si devono svegliare, certe posizioni
letargiche assunte in passato ci hanno portati a questo punto. Allarme
Scientology, volenti o nolenti, è un punto di riferimento e io ho
tirato la cannonata con l'unico strumento che avevo a disposizione: il
mio sito. Poi chi vuole capire capisca, chi è chiuso nelle quattro
mura di scientology, dentro e fuori, non capirà ma pazienza. Ormai su
di me è stato detto tutto e il contrario di tutto, prendermi anche
dell'isterica o della permalosa non mi sposta più di tanto, alla fine.

E' vero che esistono delle questioni secondarie (comportamento della
Gardini, che è rappresentante di associazione, e atteggiamento di
Giacomo Sotgia, appena affacciatosi sulla scena). Ma alla fine restano
secondarie rispetto al problema principale.

Capisco che ringraziare così apertamente un "settarolo" come te della
solidarietà che mi dimostri alimenterà ancora di più quel sottobosco
di cialtroni che mi vogliono a tutti i costi "amica di...", sostituire
i puntini con qualsiasi fantasia vi venga in mente. Ma rivendico il
diritto e la libertà di farlo senza essere messa alla gogna, o senza
che per questo si cerchi di farmi fuori.

Grazie ancora.
Come sempre,
Martini

> 2007/07-16.html,http://www.cantalamessa.org/it/articoloView.php?id=209),


> ovvero persone che - come lei - con Arkeon non c’entravano nulla, che
> mai lo avevano conosciuto frequentato e che probabilmente non ne
> condividevano, per il poco che ne conoscevano da fuori, né tutto né
> molto.
>
> Tuttavia anche la risposta “chi tocca arkeon muore” non è quella
> giusta. Per comprenderlo basta ricordare che Martini stessa si è
> definita come l’ultima di cinque “vittime”, di cui solo due (lei e la
> DiMarzio) per causa indiretta di Arkeon, mentre le altre tre – di cui
> cito segnatamente Silvana Radoani dell’Asaap (http://www.asaap.org/

> documenti/cesap.pdf) e Cristina Capresi del Cesap Friuli (http://www.cesap-friuli.net/node/89) - risalgono a prima del caso Arkeon e

max

da leggere,
6 gen 2009, 17:41:0106/01/09
a

"cosimo" <ccampi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:9e3ca496-97ec-4940...@y1g2000pra.googlegroups.com...
wrote


>> A far finta di non aver
>>perso nulla. Come mi sembra fare chi qui scrive “comunque ho salvato
>>tutto AS in locale…ho trovato un altro sito inglese con tanto
>>materiale”…ma sì, studiamo!

Quoto quasi tutto quello che hai scritto, non concordo su questa ultima
parte.

1) Nessuno ha fatto finta di non aver perso nulla
2) Ripeto: visto che "noi passanti per caso" non possiamo fare nulla per
risolvere queste divergenze (e questo fatto non è parso subito chiaro a
tutti, me compreso) a meno di non trarre le dovute conclusioni, si dica
quale atteggiamento dovremmo tenere.

Continuare a gridare : "torna Martini" (che tanto non serve a nulla?)
Oppure come ho gia' scritto, "disconnettere dalle parti" che non sosteniamo?
(che sia Gardini/Martini ecc ecc?)

Altro che possiamo fare? Se non leggere i post di chi piu' è addentro alla
vicenda ed usare il nostro spirito critico?
Quindi se Erni ha salvato in locale il sito od io cerco in altri forum
quello che non posso piu' trovare che male c'e'?


75en...@gmail.com

da leggere,
6 gen 2009, 18:15:3906/01/09
a
On 2 Gen, 22:34, "Giaga" <giagambes...@mondo.unii> wrote:

> Capisco il tuo stato d'animo, Simonetta, anche se onestamente ho dei forti
> subbi sul fatto che l'aver reso Allarme inagibile
> possa spingere le associazioni anti-sette a rivedere il loro modus operandi.

Quoto assolutamente, sì...e scrivo anche a martini.
non credo che anche scrivendo alle persone che ci hai indicato possa
cambiare qualcosa. a me anzi sa tanto di 'sguinzagliare persone a
difenderti', prendilo con le pinze naturalmente. non è vero che ci
sguinzagli, però penso tu abbia capito, cioè andiamo a scrivere a
qualcuno per difenderti?
è vero che te lo meriti, ma se cerchi la protezione e l'appoggio, il
mio e quello di molti altri ce l'hai già, senza bisogno che scriviamo
a gente che non ci conosce e che ci vedrebbe, per me, solo come
persone inviate da qualcun altro.
almeno.... io mi vedo così dato che le discussioni non mi hanno
toccato più di tanto...
fose sono arrivata troppo tardi, o forse... sarà egoismo, sarà
menefreghismo, vedetela così se volete anche se non è vero,
semplicemente è minor interesse verso questi problemi, io sono qui per
imparare per leggere e per discutere, ecco qua.
diciamo che le beghe da alcuni punti di vista non mi hanno
interessato. da altri sì, soprattutto dal momento in cui hanno
complicato il clima e hanno reso questo ng un po' bisticcioso e come
sempre meno produttivo, ecco.

io credo, come vi ha già consigliato anche qualcun altro, che sia
arrivato il momento di lavarvi i panni sporchi in famiglia...
per il resto, se martini ha ritenuto opportuna questa scelta, la
rispetto in quanto essere libero e ragionevole (due aggettivi tanto
cari e tanto impossibili agli scientologist) che ha scelto una
modalità drastica per farsi sentire... non riesco però a condividerla
e non riesco ad agire come mi ha indicato e come ha indicato ad altri
tramite la schermata nuova home di allarme.
ci penserò in questi giorni...

g.e.l...@gmail.com

da leggere,
7 gen 2009, 12:18:5007/01/09
a
Lavara i panni sporchi in famiglia dubito possa servire. Fintanto che
la gente non viene messa di fornte alle conseguenze delle proprie
azioni non cambierà mai niente.

Ammetto che molto del panorama antisette o di studio delle sette
italico mi fà cascare le braccia. Fra chi con la scusa dello studio
fà vera e propria disinnformazione per favorire la propria di setta
(ogni riferimento a tradizione famiglia propietà puramente voluto),
chi per raffrozare il proprio marketing religioso manda in galera
innocenti, chi nel sacro furor di eiminare pericoli spara su
tutto,ecc.... c'è di che preoccuparsi.

Certi soggetti dubito che cambieranno mai, la loro agenda è chiara da
secoli... io spero ancora che chi sbaglia per ingenuità o per mania di
protagonismo possa aprire gli occhi e darsi una regolata.

cosimo

da leggere,
7 gen 2009, 14:15:0907/01/09
a
Prendo spunto dalle risposte di Max ed Enigma al mio post per
aggiungere un elemento alla mia riflessione.

Come ho già detto, a me per primo non interessava granché del mondo
antisette e ad essere sincero continua ad interessarmene poco in
quanto tale. Aggiungo anche di condividere il fastidio per la gran
mole di questioni caratteriali più che personali che trovo in questi
forum. Non volevo quindi essere caustico o saccente nei confronti di
Erni né di Max né di Enigma.

Ma c’è un ma, che probabilmente chi segue da poco questo NG non ha
motivo di apprezzare e che io invece vorrei invitarvi a guardare,
avendolo già incontrato altre volte sul mio cammino.

Enigma dice “forse sono arrivata troppo tardi, o forse... sarà


egoismo, sarà
menefreghismo, vedetela così se volete anche se non è vero,
semplicemente è minor interesse verso questi problemi, io sono qui
per
imparare per leggere e per discutere, ecco qua.
diciamo che le beghe da alcuni punti di vista non mi hanno
interessato. da altri sì, soprattutto dal momento in cui hanno
complicato il clima e hanno reso questo ng un po' bisticcioso e come

sempre meno produttivo, ecco.”

Ciò che state vedendo accadere, con tizio che risponde a caio su
sempronio, è sinceramente piuttosto triste e noioso. Ma ciò che lo
muove, cioè il conflitto tra modi diversi di vedere il ruolo di
antisette, è qualcosa di rilevante. E’ il conflitto tra fede e
inquisizione, tra giustizia e giustizialismo, tra sette e antisette,
tra la ricerca del bene e la sua perversione. E’ lunga negli Stati
Uniti la letteratura sui rischi di un malinteso modo di combattere le
sette. Spesso si è parlato di vittime dei movimenti anticult, come nel
caso famoso del CAN. Tutto ciò dovrebbe interessarvi perché mette a
rischio l’efficacia stessa dei movimenti anticult. Detto altrimenti,
sebbene non sia piacevole e lavorato come un contributo accademico,
quello che state vedendo sotto i vostri occhi è ciò che voi dite di
voler studiare, in presa diretta.

Voglio essere più esplicito.
Sto dicendo che “la setta” non è – se non marginalmente - qualcosa in
cui “si casca” per disagio, bisogno o stupidità della vittima e per
manipolazione o coercizione della setta. La setta è in ciascuno di
noi. E anche se troviamo più semplice identificarlo con tratti
religiosi o psicologici, ha in realtà a che vedere col bisogno di
possesso degli individui, di controllo sugli altri e su se stessi, di
fuga dalla realtà e da se stessi. Non c’è da stupirsi se i
comportamenti che cerchiamo nelle sette li ritroviamo così spesso pari
pari tra gli antisette, siano essi americani o italiani, nella chiesa
cattolica o contro la chiesa cattolica. Non voglio dire “medico cura
te stesso” perché l’ha già detto qualcun altro prima di me.

“Combattere contro la guerra” non è “Promuovere la pace”. “Perseguire
i cattivi” non è “aiutare i buoni”. Questi modi di dire, purtroppo
così in uso in questo contesto, rendono semplice addossare all’altro
tutto ciò che è dentro di me, irrisolto, siano queste semplici paure e
ossessioni o peggio. E questo è pericoloso. Perché ci sono sette
pericolose e sette innocue; ma mentre da una setta innocua che ha
perso la misura qualcuno che mi aiuta a difendermi lo trovo, è
difficile trovare chi mi aiuti a difendermi da un gruppo antisette che
ha perso la misura.

Chi fa lo psicologo terapeuta deve avere un suo percorso di terapia ed
avere un suo terapeuta per “monitorare” non solo il proprio equilibrio
ma anche la propria lucidità rispetto a se stesso e il proprio grado
di proiezione all’esterno. Chi fa il prete deve avere un confessore.
Chi gestisce gruppi antisette dove trova questo “limite a se stesso”?
Dovrebbe trovarlo nel proprio mondo, in altri gruppi antisette, nel
confronto con gli studiosi, nell’apertura e nel confronto con le
persone che incontrano nelle sette.
Questo invece non avviene.
Perché?
Perché avviene tutto “in famiglia”.

Quando Enigma dice “credo, come vi ha già consigliato anche qualcun
altro, che sia
arrivato il momento di lavarvi i panni sporchi in famiglia” secondo me
dice qualcosa di drammatico (non me ne voglia, non ce l’ho con lei).
Perché lavare i panni sporchi in famiglia è ciò che finora è avvenuto.
E’ la modalità delle famiglie che hanno panni sporchi da lavare e non
li vogliono lavare. E’ il modo in cui si custodisce la sofferenza, il
conflitto, l’incertezza. Certo quando il vaso si rompe e certi panni
sporchi vengono in piazza è un momento critico e potenzialmente
distruttivo…ma è anche il segno che il vecchio equilibrio della
“famiglia chiusa” non regge più ed è l’estremo tentativo dei membri di
salvare la famiglia rendendola una “famiglia aperta”. Chi non lo
capisce genera ulteriore sofferenza e conflitto.

Comprendo il fastidio di vedersi tirati in mezzo a cose che non
interessano. Credo sia il fastidio provato da chi diceva “male ha
fatto martini a tirare qui dentro arkeon” (era ignis? Non ricordo).
Sinceramente è anche il fastidio mio nel vedermi tirato come arkeon in
mezzo allo sgomitare di alcuni gruppi antisette o della squadra
antisette o di altre persone, che per affermarsi sugli altri e
giustificare la pochezza dei propri risultati nei propri rispettivi
campi devono portare la testa di qualcuno, in questo caso la nostra.
Senza aver mai provato a verificare se davvero c’era un branco di
manigoldi o piuttosto c’era un branco di persone semplicemente
superficiali o piuttosto addirittura delle brave persone con qualche
mela marcia.
Ma proprio qui sta il punto. Che non posso esprimere a Martini o a
chicchessia la mia solidarietà e poi dirgli “lavati i panni sporchi in
famiglia”. E’ come dire sono affari tuoi . E’ come dire te la sei
cercata, bastava non esagerare.
Ecco, non credo di esagerare quando dico che dietro comportamenti
“delatori” come quello di segnalare al PM la DiMarzio, Martini e Fabia
per opinioni PUBBLICAMENTE espresse si nasconde un’attitudine che
tende ad intimidire la libera espressione del pensiero, a perseguire
le opinioni e non i comportamenti. Un attitudine che è sempre presente
nella società ma che di solito non prevale perchè trova il limite
nell’attitudine democratica e civile della maggioranza. Ma quando
questo non accade è il fascismo, che lentamente si afferma dietro una
quantità di panni sporchi lavati in famiglia.


Cosimo

Ignis

da leggere,
7 gen 2009, 14:43:5007/01/09
a
On 7 Gen, 20:15, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:
>CUT

> Comprendo il fastidio di vedersi tirati in mezzo a cose che non
> interessano. Credo sia il fastidio provato da chi diceva “male ha
> fatto martini a tirare qui dentro arkeon” (era ignis? Non ricordo).
>CUT
no, non ero io. Ho "solo" detto che basta accennare ad arkeon per
vedersi arrivare palate di fango in faccia.

Ignis

shen144

da leggere,
7 gen 2009, 16:29:0507/01/09
a
On 7 Gen, 20:15, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:

Lascio tutto il post Cosimo.

Stai facendo un discorso ad "amplissimo raggio".
Non è una "critica" solo una constatazione.
Abbraccia una situazione social-relazionale ancora in divenire (e
credo .....per molto tempo ancora :-))))

Molto interessante e anche stimolante, ma da prendere con "le molle".

Si riallaccia in più di un modo al post di Ivanatwork.

Comunque concordo con il fatto che "i panni sporchi" NON devano solo
essere lavati in famiglia, ma riguardino una "famiglia
allargatissima".
Circa 7.000.000.000 di esseri umani :-))

Shen

shen144

da leggere,
7 gen 2009, 16:53:0807/01/09
a

Carina quella dei rif. ......puramente voluti.
Nella fattispecie,non posso dimenticare i collegamenti ....elettorali
Italiani, mi sono veramente scompisciato dalle risate:-)).
Innegabile comunque il contributo "informativo" tout-court sul
panorama italiano; qualche imprecisione, per quel poco che ne
so, ...ma poca cosa.

Shen

Alessia is back

da leggere,
8 gen 2009, 05:38:2808/01/09
a
On Wed, 7 Jan 2009 11:15:09 -0800 (PST), cosimo
<ccampi...@libero.it> wrote:


>
>Enigma dice “forse sono arrivata troppo tardi, o forse... sarà
>egoismo, sarà menefreghismo, vedetela così se volete anche
>se non è vero, semplicemente è minor interesse verso questi
>problemi, io sono qui per imparare per leggere e per discutere,
>ecco qua.
>diciamo che le beghe da alcuni punti di vista non mi hanno
>interessato. da altri sì, soprattutto dal momento in cui hanno
>complicato il clima e hanno reso questo ng un po' bisticcioso e come
>sempre meno produttivo, ecco.”
>
>Ciò che state vedendo accadere, con tizio che risponde a caio su
>sempronio, è sinceramente piuttosto triste e noioso. Ma ciò che lo
>muove, cioè il conflitto tra modi diversi di vedere il ruolo di
>antisette, è qualcosa di rilevante. E’ il conflitto tra fede e
>inquisizione, tra giustizia e giustizialismo, tra sette e antisette,
>tra la ricerca del bene e la sua perversione. E’ lunga negli Stati
>Uniti la letteratura sui rischi di un malinteso modo di combattere le
>sette. Spesso si è parlato di vittime dei movimenti anticult, come nel
>caso famoso del CAN. Tutto ciò dovrebbe interessarvi perché mette a
>rischio l’efficacia stessa dei movimenti anticult. Detto altrimenti,
>sebbene non sia piacevole e lavorato come un contributo accademico,
>quello che state vedendo sotto i vostri occhi è ciò che voi dite di
>voler studiare, in presa diretta.

Esattamente.
Anche qui, come altrove, c'è la tendenza a guardarsi l'ombelico invece
che inserire la cosa in dinamiche molto più ampie che la cosa
contengono. E le dinamiche molto più ampie sono il modo di gestire il
conflitto che inevitabilmente si crea in certe situazioni.
Si parla tanto di "letto di Procuste" in riferimento alle
"psicoterapie folli", ma mi sembra che non ci si soffermi mai a
pensare se per caso non lo si stia applicando allo stesso modo, quando
si tratta di gestire un conflitto. Un'unica ricetta buona per tutte le
stagioni: che si tratti di gestire il conflitto
individuo/parente/gruppo da parte di un certo associazionismo (cliente
insoddisfatto = setta distruttiva; parente insoddisfatto = plagio del
congiunto ecc. ecc.) o le dinamiche interne (= non mi riguarda, non
immischiamoci; se la vedano da soli; è "amico/a di..." per cui si
tenga quel che le viene, ecc.).


>Chi fa lo psicologo terapeuta deve avere un suo percorso di terapia ed
>avere un suo terapeuta per “monitorare” non solo il proprio equilibrio
>ma anche la propria lucidità rispetto a se stesso e il proprio grado
>di proiezione all’esterno. Chi fa il prete deve avere un confessore.
>Chi gestisce gruppi antisette dove trova questo “limite a se stesso”?
>Dovrebbe trovarlo nel proprio mondo, in altri gruppi antisette, nel
>confronto con gli studiosi, nell’apertura e nel confronto con le
>persone che incontrano nelle sette.
>Questo invece non avviene.
>Perché?
>Perché avviene tutto “in famiglia”.
>
>Quando Enigma dice “credo, come vi ha già consigliato anche qualcun
>altro, che sia arrivato il momento di lavarvi i panni sporchi in famiglia”
>secondo me dice qualcosa di drammatico (non me ne voglia, non ce l’ho
>con lei).
>Perché lavare i panni sporchi in famiglia è ciò che finora è avvenuto.
>E’ la modalità delle famiglie che hanno panni sporchi da lavare e non
>li vogliono lavare. E’ il modo in cui si custodisce la sofferenza, il
>conflitto, l’incertezza. Certo quando il vaso si rompe e certi panni
>sporchi vengono in piazza è un momento critico e potenzialmente
>distruttivo…ma è anche il segno che il vecchio equilibrio della
>“famiglia chiusa” non regge più ed è l’estremo tentativo dei membri di
>salvare la famiglia rendendola una “famiglia aperta”. Chi non lo
>capisce genera ulteriore sofferenza e conflitto.

Concordo in pieno.

Ogni famiglia ha i suoi "panni sporchi" che è bene si lavi in casa, ma
quando la quantità di panni comincia a passare un certo limite, allora
quella famiglia diventa disfunzionale. E non si può più tacere.
Chi per noia, disinteresse, pigrizia non vuole approfondire certe
tematiche farebbe anche bene ad astenersi dal dare certi giudizi.
Perchè alla fine hanno il sapore di chi prentende solo, senza fare il
minimo sforzo nemmeno intellettuale, di avere sempre un servizio
impeccabile senza minimamente preoccuparsi se il cameriere o il cuoco
vengono massacrati quotidianamente dal datore di lavoro, e si
scandalizzano se giunti al ristorante trovano il personale in
subbuglio e non possono gustare il loro piatto preferito. Un vero
scandalo! Le vostre beghe risolvetevele tra di voi, che io DEVO
mangiare e roba buona come qui non se ne trova altrove.

>Ma proprio qui sta il punto. Che non posso esprimere a Martini o a
>chicchessia la mia solidarietà e poi dirgli “lavati i panni sporchi in
>famiglia”. E’ come dire sono affari tuoi . E’ come dire te la sei
>cercata, bastava non esagerare.

Precisamente. Martini deve solo lavorare come ha sempre fatto, darci
un ottimo servizio e per il resto si arrangi. Ma Martini è un essere
umano, non una macchina. I contenuti di Allarme sono presi
prevalentemente dalla rete, quindi non s'è perso proprio nulla, basta
usare i traduttori automatici (c'è anche stato qualcuno che l'ha
suggerito, tempo addietro http://tinyurl.com/93gxb9 e vi consiglio di
leggere attentamente questo post anche collocandolo nel contesto del
periodo - con questo rispondo anche a Erni che in altro post dice che
io prenderei troppo alla lettera la parola "guerra", mentre i proclami
guerreschi di certa gente che vuole fare irruzione alle riunioni
private degli scient sarebbero da intendere in tono scherzoso).

Il valore di Allarme in realtà è nel surplus UMANO che c'è dietro,
quello che rende leggibile ciò che i traduttori automatici non sanno
fare, quello che riunisce in un unico archivio una quantità
stratosferica di roba proveniente da mille fonti diverse. Se quel
surplus umano non viene adeguatamente protetto, in special modo da chi
sarebbe chiamato a farlo (associazionismo) allora i panni vanno
veramente lavati in pubblico.
I due episodi "Gardini" sono stati soltanto il trabocco di un vaso fin
troppo pieno e di "panni sporchi" che ormai arrivano al soffitto.

Al

75en...@gmail.com

da leggere,
8 gen 2009, 08:51:1808/01/09
a
On 7 Gen, 20:15, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:

> Non volevo quindi essere caustico o saccente nei confronti di
> Erni né di Max né di Enigma.

Non mi è sembrato, tranquillo, a me perlomeno no....

> Ma proprio qui sta il punto. Che non posso esprimere a Martini o a
> chicchessia la mia solidarietà e poi dirgli “lavati i panni sporchi in
> famiglia”. E’ come dire sono affari tuoi . E’ come dire te la sei
> cercata, bastava non esagerare.

Non si è capito il ragionamento del mio discorso, cosa che invece
martini ha capito benissimo credo.
Non intendo in nessun modo dire quel che tu hai scritto nell'ultima
riga, ci tengo a precisarlo perchè mi mettersti in bocca pensieri
neanche lontanamente pensati!!
Non saprei nemmeno che cosa si sarebbe cercata martini!!... nel senso
che come dicevo già prima, chi come me (e secondo me non sono
l'unica!) viene qui per discutere e magari da poco tempo, non ha
capito nemmeno cos'è successo e fatica a seguire il filo abbastanza
litigioso dei discorsi :-)
Quello che intendevo è che poichè il clima si sta deteriorando e come
ha scritto ancora martini, anche alcuni spunti interessanti di
riflessione vengono bypassati - e secondo me questo ambiente al
momento non produttivo è in parte la causa di questo - secondo me
sarebbe più logico e... 'pratico' che chi ha avuto problemi con
qualcun altro cerchi in queste persone gli interlocutori più precisi.
Non mi sembra un'eresia. mi sembra anche una soluzione ragionevole.
Vero anche che è giusto dal momento in cui certe cose sono successe in
ng pubblici rendere pubbliche le discussioni fra i membri coinvolti,
però... mi pare che a lungo andare le posizioni non si spostino di una
virgola e che il clima appunto ne stia risentendo abbastanza.

sembrerà che questo pozzo (come lo ha saggiamente e poeticamente
definito qualcuno) che era allarme, e che è fatto anche in parte da
questo ng, mi mi serva solo per bere e andarmene senza dire neanche
grazie.
non è questo il punto, mi sembra di rispettare e di voler conoscere,
anche umanamente per quanto permesso dal mezzo informatico, le
persone. scusate se passo per ignorante o menefreghista, ma a me
interessa di più approfondire conoscenze e trovare persone, come è
successo anche in pvt, disposte al dialogo e all'aiuto.

questo intendo con lavare i panni sporchi in famiglia. non è un
arrangiati, un te la sei cercata (che cosa?), non dovevi esagerare (in
che??? non faccio apposta) piuttosto un: MA CHE CI POSSO FARE IO?
sempre perchè i dubbi riguardo all'azione trasversale di protesta ;-)
li ho già espressi.....
mi sento impotente, ecco qua....

75en...@gmail.com

da leggere,
8 gen 2009, 08:53:3808/01/09
a
rettifico con amarezza, vista la risposta che martini ha dato, credo
non abbia capito nemmeno lei.
ciao a tutti

cosimo

da leggere,
8 gen 2009, 16:28:4408/01/09
a


Cara Enigma.
Credo di aver compreso ciò che vuoi dire. E, se posso permettermi,
credo che anche Martini abbia capito. Immagino che non sia semplice
entrare in un NG, trovarci un gran casino e sentircisi tirata in mezzo
senza neanche capire perché e con quali responsabilità. Non è
assolutamente questo il mio intento, non è a te che mi rivolgo anche
se sono tue le parole che ho commentato. Le ho scelte perché credo
diano voce a un pensiero che si muove nelle pance di molti che magari
sono ben più addentro alle cose. Non è mia intenzione, per quello che
può valere, giudicarti o respingerti. Ti ringrazio anzi per la
franchezza con cui parli. Per cui ti prego ancora una volta di
accettare le mie scuse e di non desistere dal partecipare a questo NG,
come mi sembra di percepire dal tuo post.

Da queste premesse, posso e voglio tornare sul tema dei panni sporchi.

Osservando questo ambiente antisette, ho trovato quello che si trova
in effetti ovunque: gente in conflitto, che cerca nel migliore dei
casi di convincersi reciprocamente, nel peggiore di abbattersi. Questo
vale per i settaroli quanto per gli antisette. In questo senso, la
“razionalità” che vedo spesso invocata assomiglia tanto a “una tech
superiore” :-).
Con tutta questa razionalità, vedo i rappresentanti di una stessa
“fazione” dividersi e confliggere su tutto. Vedere che gli anticult
italiani del 2000 commettono gli stessi errori degli anticult
americani dei ’90, che commettevano gli stessi errori degli
inquisitori cattolici del 1200, mi conferma che la razionalità è un
metodo che non cambia le persone che lo usano.

E allora i panni sporchi.

Non ci sono panni sporchi. Ci sono panni costosi da lavare. Dolorosi.
Panni che a volte ci paiono mostruosi, inconfessabili. Ma non è così.
I panni miei di solito sono molto simili ai tuoi, e quando anche sono
diversi non sono per me più puliti di quanto i tuoi lo siano per te.
Portiamo dentro lo stesso cruccio.
Lavare i panni sporchi in famiglia, custodire con chi già lo conosce
il mio segreto, lo rende ancora più inconfessabile, mi separa dagli
altri che non lo condividono, mi fa arrossire ogni volta che il
discorso sfiora quel tasto anche se gli altri non lo sanno.
L’alternativa non è avare i panni sporchi in piazza: il dolore e la
vergogna richiedono amore.
L’alternativa è lavare i panni sporchi INSIEME.
Insieme con chi non li ha mai visti, ma a cui sento di poterli
affidare. Magari con chi penso non possa capire ma possa comunque
rispettare. Infine, se mi sento pronto e se vi trovo un senso, lavare
i panni anche insieme a chi li ha sporcati, perché ciò restituisce la
libertà tanto a me quanto all’altro.
Se si condivide questo, si può forse condividere anche la possibilità
di lavare i panni sporchi insieme a tutti i 7.000.000.000 di persone.
Perché chi non lava i panni sporchi insieme continua a portarne dentro
il dolore e spesso, se non è davvero un gigante di pietra, finisce per
pretendere che siano gli altri a lavare i panni suoi. Fuori di
metafora, vedere fuori di me tutto ciò che porto dentro di me.
Proiettare.

Perché ho fatto qui tutto sto pippone? Perchè da quel che vedo, il
mondo antisette è un mondo di ex (ex scientology, ex tdg, ex ….), che
si fanno da sé, a volte con titoli a volte senza, ma che operano in un
mondo delicatissimo al di fuori di “una scuola”. E in questo tipo di
mondo, chi non ha un forte percorso personale alle spalle rischia
facilmente di far danni. Tanti hanno detto di Arkeon che “a occuparsi
dei vissuti personali si rischia di far danno”. Perché a occuparsi di
sette no? Ma voi di Akeon non eravate psicoterapeuti. Perché gli
antisette di solito lo sono? Se guardo al mondo antisette nel suo
complesso, non posso non notare come l’intransigenza, la ricerca della
lotta e l’apriorismo intellettuale che manifesta all’esterno verso i
“gruppi strani” sono gli stessi che manifesta all’interno verso i
propri membri.
Quale che sia il giudizio di ciascuno, è un fatto che la Tinelli è
entrata in conflitto con la Radoani, la Caparesi, la Santovecchi, la
DiMarzio e Martini; ma è un fatto che ci sono conflitti anche tra la
Gardini e Matini, tra Sotgia e Martini. Con Introvigne non si parla,
la Di Marzio ha cambiato idea, Martini è un’apostata. Per forza che
poi con quelli di Arkeon non ci parla né l’ARIS né il GRIS né nessun
altro.
Davvero qualcuno non vede che c’è bisogno di lavare un po’ di panni in
Danimarca?

Io credo che in questo ambito ci sia tanta improvvisazione, tanta
presunzione e a volte anche un po’ di cattiva fede. Più meno com’era
in Arkeon, direi :-) Ma mi chiedo perché - e lo dico molto
sommessamente e con grande rispetto - chi è in buona fede non apra una
discussione pubblica. Io sogno un bel dibattito in una stanza comunale
con le persone di cui sopra, Introvigne, Aletti, Risè etc..etc..a
parlare e condividere i problemi, i limiti e i diversi punti di vista
di chi lavora in questo settore. E se questo non è possibile o non c’è
la disponibilità di tutti, perché chi ha buona volontà non inizia in
pubblico, con cautela ma anche con chiarezza, a raccontare i tanti
segreti di pulcinella che agitano il mondo anticult. Offrire a se
stessi e al mondo la trasparenza che si invoca da Scientology. Non lo
si farebbe per un principio di giustizia. Non lo si farebbe neanche
per gli altri. Lo si farebbe per se stessi.

A chi più ha, più sarà chiesto.

Cosimo


Ribelle60

da leggere,
8 gen 2009, 16:53:3508/01/09
a
75en...@gmail.com ha scritto:

> rettifico con amarezza, vista la risposta che martini ha dato, credo
> non abbia capito nemmeno lei.
> ciao a tutti
>

Sei stata poco chiara.
Il tuo discorso, purtroppo, ha più valenze: si interpreta in vari modi.

Salud


Ribelle60

Ribelle60

da leggere,
8 gen 2009, 17:36:0708/01/09
a
cosimo ha scritto:

> On 8 Gen, 14:53, 75eni...@gmail.com wrote:
>> rettifico con amarezza, vista la risposta che martini ha dato, credo
>> non abbia capito nemmeno lei.
>> ciao a tutti
>
>
> Cara Enigma.
> Credo di aver compreso ciò che vuoi dire. E, se posso permettermi,
> credo che anche Martini abbia capito. Immagino che non sia semplice
> entrare in un NG, trovarci un gran casino e sentircisi tirata in mezzo
> senza neanche capire perché e con quali responsabilità.

Sarebbe anche il caso di dire che uno entra in una discussione perchè
VUOLE entrarci. Nessuno è stato tirato qui per i capelli, dentro
problematiche per altro non semplici e chiare ...

> Non è
> assolutamente questo il mio intento, non è a te che mi rivolgo anche
> se sono tue le parole che ho commentato. Le ho scelte perché credo
> diano voce a un pensiero che si muove nelle pance di molti che magari
> sono ben più addentro alle cose. Non è mia intenzione, per quello che
> può valere, giudicarti o respingerti. Ti ringrazio anzi per la
> franchezza con cui parli. Per cui ti prego ancora una volta di
> accettare le mie scuse e di non desistere dal partecipare a questo NG,
> come mi sembra di percepire dal tuo post.

Partecipare o no ad una discussione è una scelta personale.

>
> Da queste premesse, posso e voglio tornare sul tema dei panni sporchi.
>
> Osservando questo ambiente antisette, ho trovato quello che si trova
> in effetti ovunque: gente in conflitto, che cerca nel migliore dei
> casi di convincersi reciprocamente, nel peggiore di abbattersi. Questo
> vale per i settaroli quanto per gli antisette. In questo senso, la
> “razionalità” che vedo spesso invocata assomiglia tanto a “una tech
> superiore” :-).

Direi che questa è una generalizzazione, anche se sensata. Questo tipo
di atteggiamento è tipico di OGNI ambiente ove vi siano temi da
discutere, e dove sia possibile esprimere una propria opinione. Questo
NG non è un'utopia, anzi, è un luogo frequentato da persone.
E come è logico, regno di contrasti. Dove non c'è confronto non c'è
libertà, ma solo l'assenso dato da un assoluto.
Sinceramente, preferisco vedere la gente scaldarsi e litigare, sia pur
con un minimo di civiltà....

> Con tutta questa razionalità, vedo i rappresentanti di una stessa
> “fazione” dividersi e confliggere su tutto. Vedere che gli anticult
> italiani del 2000 commettono gli stessi errori degli anticult
> americani dei ’90, che commettevano gli stessi errori degli
> inquisitori cattolici del 1200, mi conferma che la razionalità è un
> metodo che non cambia le persone che lo usano.

E commettono gli errori di tutti gli esseri umani, siano o no convinti
di possedere "LA" verità. Senza rendersi conto di possedere "UNA"
verità, resa tale SOLO dal nostro desiderio che lo sia.

>
> E allora i panni sporchi.
>
> Non ci sono panni sporchi. Ci sono panni costosi da lavare. Dolorosi.
> Panni che a volte ci paiono mostruosi, inconfessabili. Ma non è così.
> I panni miei di solito sono molto simili ai tuoi, e quando anche sono
> diversi non sono per me più puliti di quanto i tuoi lo siano per te.
> Portiamo dentro lo stesso cruccio.

Oh, no, i panni sporchi esistono, eccome.
Sono quelli resi tali da alcune delle peggiori essenze umane: invidia,
gelosia, desiderio di sopraffazione, pazzia, voglia di potere (su altri
esseri umani), stupidità e via dicendo.
E' completamente inutile, secondo me, negare la natura umana: chi è
buonista dovrebbe anche farsi un giretto LUNGO la storia umana, per
rendersi conto che l'uomo soffre di tutti i difetti dei suoi antenati
animali, con qualcuno di più; sono solo mascherati da una patina,
neanche troppo spessa, di civiltà.
Questo, ovviamente, non vuol dire che non abbia anche tanti pregi:
amore, carità, desiderio di condivisione ,pietà, comprensione, e empatia.
E non è vero che i panni sono simili per tutti: c'è chi sceglie
(coscientemente o meno) di privilegiare la parte negativa, e chi la
positiva. Definendo queste come le parti citate sopra.

> Lavare i panni sporchi in famiglia, custodire con chi già lo conosce
> il mio segreto, lo rende ancora più inconfessabile, mi separa dagli
> altri che non lo condividono, mi fa arrossire ogni volta che il
> discorso sfiora quel tasto anche se gli altri non lo sanno.
> L’alternativa non è avare i panni sporchi in piazza: il dolore e la
> vergogna richiedono amore.

Beh ... insomma ... cerchiamo di non cadere nella retorica, dai ...
Quando sento citare l'"amore" con questi toni, in genere, non riesco a
non chiedermi "dov'è il pacco" ??
Inteso nel senso del "dov'è la fregatura"?
Parliamo di empatia, di capacità di condividere il problema, della
decisione di sostenere chi soffre di un problema.
E poi cosa è un segreto se non, semplicemente, qualcosa che non voglio
far sapere agli altri?
Avrò il diritto di tenere per me i miei problemi?

> L’alternativa è lavare i panni sporchi INSIEME.

Praticamente impossibile. Questo richiede una disponibilità quasi totale
a mettersi in discussione.

> Insieme con chi non li ha mai visti, ma a cui sento di poterli
> affidare. Magari con chi penso non possa capire ma possa comunque
> rispettare. Infine, se mi sento pronto e se vi trovo un senso, lavare
> i panni anche insieme a chi li ha sporcati, perché ciò restituisce la
> libertà tanto a me quanto all’altro.

Mah ... sarà .... ma qui si sta parlando talmente in astratto che mi
pare di filosofeggiare. Tornando al concreto, di questo NG, i panni si
lavano IN PUBBLICO. Sopratutto se si decide, precedentemente, di
attaccare in pubblico.

> Se si condivide questo, si può forse condividere anche la possibilità
> di lavare i panni sporchi insieme a tutti i 7.000.000.000 di persone.

Ahem .... mi pare un filino ottimista ....

> Perché chi non lava i panni sporchi insieme continua a portarne dentro
> il dolore e spesso, se non è davvero un gigante di pietra, finisce per
> pretendere che siano gli altri a lavare i panni suoi. Fuori di
> metafora, vedere fuori di me tutto ciò che porto dentro di me.
> Proiettare.

Questo succede sempre, in ogni momento.
Tutta la vita è fatta di proiezioni, di ogni cosa ci portiamo dentro.

>
> Perché ho fatto qui tutto sto pippone? Perchè da quel che vedo, il
> mondo antisette è un mondo di ex (ex scientology, ex tdg, ex ….),

Non è esatto. E' composto da ex e da critici non ex.

> che
> si fanno da sé, a volte con titoli a volte senza, ma che operano in un
> mondo delicatissimo al di fuori di “una scuola”. E in questo tipo di
> mondo, chi non ha un forte percorso personale alle spalle rischia
> facilmente di far danni. Tanti hanno detto di Arkeon che “a occuparsi
> dei vissuti personali si rischia di far danno”. Perché a occuparsi di
> sette no? Ma voi di Akeon non eravate psicoterapeuti.
> Perché gli antisette di solito lo sono?

Purtroppo alcuni danni vengono PROPRIO da persone che si spacciano per
tali. Bisogna ricordare che il fatto di essere "psicoterapeuti" anche
con laurea NON ti da automaticamente la patente di "membro savio del
genere umano".
Mentre ci sono persone NON psicoterapeuti ma dotate di ottima empatia
che ottengono risultati anche superiori .... nel lenire dolori e aiutare.

> Se guardo al mondo antisette nel suo
> complesso, non posso non notare come l’intransigenza, la ricerca della
> lotta e l’apriorismo intellettuale che manifesta all’esterno verso i
> “gruppi strani” sono gli stessi che manifesta all’interno verso i
> propri membri.

Come in qualunque altro gruppo. Basta guardare la litigiosità interna
dei gruppi politici ... ci sono interessi e visioni diverse del
problema, e quindi si propongono soluzioni diverse. Anche e sopratutto
condizionate da interessi personali.
Qualcuno lo fa civilmente e qualcuno, come la nostra giuseppa, con la
calunnia. O con la deformazione della verità.
Ma si sa, non tutti siamo savi e/o corretti.

> Quale che sia il giudizio di ciascuno, è un fatto che la Tinelli è
> entrata in conflitto con la Radoani, la Caparesi, la Santovecchi, la
> DiMarzio e Martini; ma è un fatto che ci sono conflitti anche tra la
> Gardini e Matini, tra Sotgia e Martini. Con Introvigne non si parla,
> la Di Marzio ha cambiato idea, Martini è un’apostata. Per forza che
> poi con quelli di Arkeon non ci parla né l’ARIS né il GRIS né nessun
> altro.
> Davvero qualcuno non vede che c’è bisogno di lavare un po’ di panni in
> Danimarca?

Davvero non vedi quanto cozzano le visioni personali di queste persone?
Davvero non ti rendi conto di quanta influenza hanno le personali
motivazioni esistenziali?

>
> Io credo che in questo ambito ci sia tanta improvvisazione, tanta
> presunzione e a volte anche un po’ di cattiva fede. Più meno com’era
> in Arkeon, direi :-) Ma mi chiedo perché - e lo dico molto
> sommessamente e con grande rispetto - chi è in buona fede non apra una
> discussione pubblica.

Ehhhhh ... bella questa. E in questo "marasma" come decidiamo CHI è in
buona fede?
E come facciamo a far partecipare chi, a questo punto, sarebbe in
"malafede"?
E comunque ci sono persone che lanciano il sasso e nascondono la mano...
con queste che facciamo, gli diamo un bacino e stop?

> Io sogno un bel dibattito in una stanza comunale
> con le persone di cui sopra, Introvigne, Aletti, Risè etc..etc..a
> parlare e condividere i problemi, i limiti e i diversi punti di vista
> di chi lavora in questo settore. E se questo non è possibile o non c’è
> la disponibilità di tutti, perché chi ha buona volontà non inizia in
> pubblico, con cautela ma anche con chiarezza, a raccontare i tanti
> segreti di pulcinella che agitano il mondo anticult. Offrire a se
> stessi e al mondo la trasparenza che si invoca da Scientology. Non lo
> si farebbe per un principio di giustizia. Non lo si farebbe neanche
> per gli altri. Lo si farebbe per se stessi.

E secondo te il casino su questo NG da COSA è saltato fuori?

>
> A chi più ha, più sarà chiesto.
>
> Cosimo
>
>

Mmmmm ..... un pochino retorico, ma sensato. Perdonami, ma mi pare anche
tu sia un pelo a digiuno dal conoscere le parti negative dell'animo
umano. FORTUNATO !! :)

shen144

da leggere,
8 gen 2009, 17:51:2908/01/09
a
On 8 Gen, 22:28, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:
> On 8 Gen, 14:53, 75eni...@gmail.com wrote:
>

Cut

> Cosimo

>>Osservando questo ambiente antisette, ho trovato quello che si trova 
in effetti ovunque: gente in conflitto, che cerca nel migliore dei 
casi di convincersi reciprocamente, nel peggiore di abbattersi. Questo 
vale per i settaroli quanto per gli antisette. In questo senso, la 
“razionalità” che vedo spesso invocata assomiglia tanto a “una tech 
superiore” :-). 
Con tutta questa razionalità, vedo i rappresentanti di una stessa 
“fazione” dividersi e confliggere su tutto. Vedere che gli anticult 
italiani del 2000 commettono gli stessi errori degli anticult 
americani dei ’90, che commettevano gli stessi errori degli 
inquisitori cattolici del 1200, mi conferma che la razionalità è un 
metodo che non cambia le persone che lo usano.<<

Non sono d'accordo Cosimo sull'analisi e la conclusione che dai
riguardo la razionalità.
Può anche non essere uno strumento di "trasformazione", ma prima
bisogna capire di cosa si parla, poi approfondire, poi usarla e anche
imparare a farlo. Esattamente come la "scienza".
Non si può saltare a piè pari con la giustificazione che "non ha mai
funzionato".

Poi.
Le "scuole" nascono dagli eventi .
Senza "eventi" non sono necessari nè "scuole" nè studi.

Ho apprezzato l'appello.
Da un certo punto di vista posso essere d'accordo.


Essendo "umano" e come tale (e tutti credo) lim->x tendente ad ∞, mi
accontenterei di un po' di meno dell'amore, (anche in suo nome sono
state commesse le peggiori nefandezze) credo che sarebbe sufficiente
un po' di onestà.

Shen

PS @Rib

oltre che più alto sei anche più...svelto:-)))))

Ribelle60

da leggere,
8 gen 2009, 17:59:1208/01/09
a
shen144 ha scritto:
> .........
>
> PS @Rib
>
> oltre che piů alto sei anche piů...svelto:-)))))

E' che sono a casa con una pallosissima influenza ... tosse e
raffreddore a gogo ..... cavoli!! ;)


Mi servirebbe una bella dose di superpoteri clear!!!

Pietro Bono

da leggere,
8 gen 2009, 21:31:1408/01/09
a
Desidero fare una piccola premessa su quanto ho da dire, questo perchè
ho intenzione di essere esplicito.
Come ho avuto modo di dire anche altrove (forum Cesap compreso), nella
mia vita ho fatto un mare di errori. Molti dei quali sulla pelle delle
persone.
Così ora, l’ultima delle mie intenzioni, è proprio quella di fare il
bacchettone.
Credo però che ci sia errore ed errore.
Perché ritengo che se mi rendo conto, in qualche modo, di aver fatto
un errore e continuo imperterrito a proseguire su quella strada,
allora c’è qualcosa che non va’.

Qualche mese fa’ ho aperto un NG sul Cesap.
http://groups.google.com/group/parliamo-del-cesap-bari/browse_thread/thread/8a9cddf0a137a26e
Dopo qualche giorno però, mi sono preso una pausa di riflessione,
avendo la sensazione che c’era dell’altro. E così mi sono messo
nuovamente a studiare e leggere per cercare di comprendere.

Quando oggi qualcuno ha parlato qui di “panni sporchi”, mi si è accesa
una lampadina.
Caspita, quello di portare i panni sporchi (e anche puliti) fuori da
uno stretto ambito “privato”, era proprio ciò che mi era accaduto
nella mia esperienza in arkeon. Centinaia, se non migliaia di
persone, hanno ascoltato nel corso di tanti anni dalla mia voce i
fatti miei, le mie sensazioni, i miei progetti, i miei difetti,
contraddizioni, forse qualche merito. Perché sostanzialmente il
percorso, per chi se la sentiva, consisteva sostanzialmente in questo:
ascoltare pubblicamente le esperienze di altri e raccontare, se lo
riteneva, le proprie. Ciascuno decideva se e quando farlo.
Naturalmente poteva anche non farlo mai.
E nemmeno ora francamente, con tutto il trambusto che c’è stato, ho
sinceramente alcun timore per me, che qualcuno vada raccontando quei
fatti. Perché sono un libro aperto. E devo dire che mi sento sereno.
E soprattutto sono felice di aver scelto allora, come ora, di
rinunciare ad una parte della mia “privacy”, perché è stato grazie a
questa forma di coraggio di altri prima di me, che io ho trovato il
coraggio di farlo a mia volta, permettendo forse così anche ad altri
di fare altrettanto uscendo da quella solitudine che tanti ben
conoscono, che non è forse il sentirsi soli, ma invece forse la paura
di essere semplicemente ciò che si è. Permettendo così a me stesso
soprattutto di chiamare le cose, nella mia vita, col loro nome. In
privato così come in pubblico, senza inutili e faticose distinzioni o
ipocrisie.

Ho fatto questa lunga premessa perché ritengo che i comportamenti a
cui Cosimo sopra faceva riferimento, non sono casuali, ma hanno una
radice. Molto spesso.

> ...come la Tinelli, che dietro le spalle “sparge veleno”


> contro una collega (la DiMarzio) presso tutti gli altri colleghi, che
> la “segnala” all’autorità giudiziaria e che fa lo stesso con un’altra
> collega (Martini) che interviene a difesa della prima: se tutto era
> morale e nobile perché non farlo pubblicamente? perché non intervenire
> mai in un dibattito a cui non l’hanno sollecitata i “settaroli” di
> Arkeon, ma dei colleghi?
> Ma quello che mi chiedo è cosa si debba pensare di chi, di fronte a
> queste modalità, non ha ritenuto di convocare un dibattito trasparente
> almeno tra pari; non ha ritenuto fare chiarezza e mettere ordine in
> questo guazzabuglio; non ha compreso - e qui è il punto che credo più
> importante – che in gioco non c’era un conflitto tra esponenti del
> mondo antisette, bensì la capacità dello stesso di cogliere le lacune
> al proprio interno, la mancanza di un “codice deontologico” su come
> gestire la valutazione dei “gruppi a rischio” e l’aiuto agli ex, le
> relazioni con l’autorità giudiziaria, l’incapacità di darsi delle
> regole per gestire conflitti interni a tutela delle persone e – in
> ultima analisi – della credibilità del mondo antisette.

Tramite un articolo di Martinez, infatti, sono risalito ad una lettera
del 2000 di Amitrani.
http://groups.google.com/group/it.cultura.religioni/browse_thread/thread/cc2e8e01d9fe1d8c/e87728124253d2d9?lnk=gst&q=cossu+amitrani#e87728124253d2d9
Lettera esplicitamente riservata al direttivo del GRIS, che qualcuno
fece successivamente circolare. Per fortuna, aggiungo io.
Sinceramente non sono in grado di sapere se a quella lettera sono
seguiti dei commenti da parte degli interessati. E personalmente
sarei ben interessato a conoscerli, soprattutto per sentire la
posizione del Segretario del GRIS Giuseppe Ferrari. Certo è che le
questioni che solleva Amitrani sono articolate, precise e anche
inquietanti.
Ogni persona, ogni famiglia, ogni gruppo può celare nel proprio
armadio, qualche cosa di poco chiaro. Qualche volta anche di peggio.
E questo può anche accadere.
Quello che personalmente non comprendo, e ormai non tollero più, è che
davanti all’evidenza, quando si tratta di casi che coinvolgono
situazioni delicate e pubbliche, si rimanga in silenzio e si faccia
finta di niente.

Quando ho letto il libro di Antonella Beccaria sul caso Dimitri (1996)
sono raggelato.
http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2008/11/tasselli-di-esperienza-sesto-tassello.html
Raggelato perché di fronte a tali errori e leggerezze, nessuno neanche
all’interno del GRIS non abbia preteso di operare una sana e doverosa
autocritica. Invece, se i panni sono stati lavati, tutto è accaduto
in silenzio. Tutto è rimasto come prima. Solo il nome del gruppo è
cambiato.
La sigla quella però è rimasta la stessa, così come anche il suo
Segretario, che tanto si era adoperato in quella vicenda, Giuseppe
Ferrari.

Così Ferrari, ha attraversato indenne come Segretario del GRIS molte
stagioni, critiche di Amitrani comprese e, immagino, altro ancora,
fino a oggi che ricopre indenne come sempre quella carica.
Confermando, se ce ne fosse stato bisogno, le parole di Amitrani
scritte nel dicembre 2000: “…Mi sembra che nel GRIS Nazionale il
senso delle cariche statutarie si sia invertito e si chiami e si
firmi (a volte ostentatamente e imprudentemente) segretario chi in
realtà fa il Presidente…”.

Questo stile di conduzione, quello di Ferrari, credo sia divenuto poi
purtroppo in qualche caso, un modello passato a coloro che nel GRIS,
come la Dott.ssa Tinelli sono transitati in quegli anni.
http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf
Volendo fare un volo pindarico, ma forse neanche troppo, questo fatto
spiega anche in parte il coinvolgimento legale del GRIS (nella persona
dell’Avv. Nacci) al fianco dello staff legale coordinato dal Cesap.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1210&Itemid=47

Il fatto è che Ferrari, nell’estate 2006, sembrava possibilista nel
coinvolgimento del GRIS in uno studio neutrale su Arkeon, richiesto da
Vito Moccia. E così era parso fino al 2007.
http://www2.chiesacattolica.it/gris/forum/allegati/2007-02/01-68/tinelli.doc

Pare strano che solo dopo l’entrata in campo della Dott.ssa Di Marzio
nel 2008, anche lei a suo tempo fortemente critica verso quelle
modalità di conduzione del GRIS, allora il GRIS, senza farsi scrupolo
di effettuare sul caso le dovute ricerche o studi, a dispetto delle
parole pronunciate proprio da Ferrari nel 2006 “…Se decideremo di
avviare questa indagine lo faremo consapevolmente e seriamente, con
rigore scientifico e onestà intellettuale…”, sia poi sceso
esplicitamente nell’arena, unendosi al Cesap.

Detto francamente, osservando queste modalità, capisco bene Cosimo
quando sostiene:

> ...Attualmente questo mondo sembra una specie di quartiere di periferia,


> abitato da quattro gatti, sconosciuto dal resto del mondo che vi si
> tiene alla larga, regolato al proprio interno dalla legge dell’omertà
> e del più forte. E’ un mondo incapace di dialogare con studiosi e
> ricercatori, percepiti come un pericolo da evitare perché hanno idee
> che non si condividono, come se solo chi ha “le ferite sulla pelle”
> avesse i gradi per parlare. Ma tant’è questo mondo è comunque il solo
> referente disponibile sia per le persone in cerca di aiuto sia per le
> istituzioni.

Così mi viene da pensare a Federico, un bambino di tre anni, messo in
mezzo nel 1996, non da spregevoli malfattori, ma da stimati
professionisti, psicologi, avvocati, magistrati. Messo in mezzo a
perizie che gli fanno dire di tutto e di più, e se non bastasse anche
coinvolto in riti per scacciare da lui, il maligno. (pag. 72)
http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=177
E mi chiedo, dal profondo del cuore, cosa ne è stato di quel bimbo.
Qualcuno gli ha poi raccontato la verità. Qualcuno ha chiesto scusa a
quella famiglia? Posso sbagliarmi, ma non credo.

E poi penso alle famiglie di arkeon ed ai loro bimbi.
Penso a ciò che è stato scritto sui giornali, in televisione, nei
forum: abusi su minori, riti satanici, ecc.
http://pietrobono.blogspot.com/
Penso a quei Magistrati che hanno sostenuto che tutto ciò non è da
considerarsi diffamazione, perché “…Di rilievo fondamentale deve poi
ritenersi la circostanza che sia nel sito internet, che nel corso di
almeno una delle trasmissioni si è dato ampio spazio anche a “voci
contrarie”, stante la presenza nel sito in questione (forum Cesap sic!
ndr) e la partecipazione alle trasmissioni ( Costanzo, gennaio 2006
ndr) di due soggetti, convinti fautori del metodo in questione ai
quali è stata data ampia possibilità di controbattere ogni
affermazione…”. Sentenza Ancona del 5-11-2008.

E penso alle carte degli inquirenti in cui risulta in sostanza, che
tutta questa “violenza subita” riguarda in realtà due adolescenti che
avrebbero assistito, durante un seminario pubblico di arkeon, uno a
una scenata tra il padre e la madre, l’altro ad una condivisione della
madre che gli avrebbe raccontato la verità su fatti di famiglia che
riguardavano entrambi.

Questa, secondo me, è la vera follia. Questa è la vera perversione:
lo stravolgimento dei fatti e, cosa ben più grave, del loro
significato.

Cosimo dice:

> Voi potreste dire “e che mi riguarda? Io voglio solo occuparmi di fare
> informazione corretta su Scientology. Del mondo antisette non mi può
> fregar di meno”.
> Figuratevi cosa poteva fregare a me del mondo antisette, io volevo
> solo fare i miei 4 seminari all’anno (quattro!) per guardare meglio
> certi aspetti della mia vita e per dare ad altri la possibilità che
> avevo ricevuto io di potermi specchiare e conoscere attraverso un
> altro.

Concordo, col particolare che avendo famiglia, io mi sarei anche
accontentato di due di seminari all’anno.

Battute a parte, sono certo che se il movimento anti-sette fosse
coeso, termine da non intendersi in senso mafioso, ma nel senso di
autorevole e responsabile, sono certo che anche questo macello, non
sarebbe accaduto.

Oggi qualcuno su queste pagine, si poneva la domanda legittima: “ma
io, che posso fare?”
Io non ho una risposta.
So’ solo che se non ci diamo un modo per imparare dal passato,
rifaremo gli stessi errori. E qualcuno pagherà un prezzo ancora più
alto.
Così, se mi è permesso, ben venga il casino di questi giorni, se
stimolerà qualcuno ad approfondire di persona la ricerca e lo studio
degli argomenti. E se stimolerà anche le Associazioni a portare allo
scoperto i propri panni sporchi. Questo non per essere lapidate da
nessuno, ma per darsi un’opportunità di crescita e prendere il ruolo
di tutela per cui si sono strutturate. Oppure potranno continuare a
tutelarsi, nella loro auto-referenzialità e sarà poi la storia a darne
il responso. E questa sarà certo ben più esplicita di me.

Un saluto a tutti.

Pietro Bono


fabia

da leggere,
9 gen 2009, 07:51:5709/01/09
a
Ciao,
Personalmente non so che cosa mi fa piangere in questo momento, è
forse quello che Martini o Cosimo o altri riescono in parole a
descrivere meglio di me e con chi concordo in grande linee, qualche
sentimento già sentito in passato ed in altre circonstanze .

Ora mai ho aderito nei mie 47 anni a un qualunque partito o movimento,
per avere imparato molto giovane, in Perù, che sia da un lato che da'
l'altro, i attegiamenti di gente con idee estremiste, risultava lo
stesso per me, visto che i "metodi" usati
si assomigliavano; intimidire, piutosto che incontrarsi e dialogare.

Nel 1973, quando i miei genitori decisero anni fa' e come altre
famiglie, c'era da qualche tempo un regime militare che fecce un colpo
di stato, l'ennesimo in Sud America (destra o sinistra che sia) come
altrove. Io solo capivo che certe persone radicali avevano un certo
"potere" di dare fastidio o far taccere in modo poco rispettoso dei
diritti umani le persone giudicate "fastidiose". In quel tempo erano
fastidiose chiunque fosse europeo o americano.
Per quello che ho capito a l'epoca, mio padre dissi a mia sorella e a
me di stare atente di parlare o dire che partivammo per l'Europa. Per
quello che so, hanno detto alle autorità dell'epoca che partivammo per
delle "vacanze", visto che eravammo noi due bambine nate in Perù e
potevano, creare qualche noia ai miei genitori e ritardare la nostra
partenza con scuse inventate o chi sa che; eravammo forse considerate
"proprietà" di quel governo e dunque utilisabili.....????

In Svizzera, dove ho vissuto, ho avuto la fortuna di conoscere a
scuola e nel lavoro, tante persone e di tutto il mondo, persone che
hanno vissuto sulla loro pelle delle storie strazzianti e per me
orribili; sempre condotte da persone estremiste
e che nel loro stato decidevano di vita, morte e miraccolo, sulla
pelle delle persone; ho persino vomitato a l'ascolto di certi
raconti, tanto erano impensabili e disumani. Tutti noi, eravamo
giovani e ci rifacevammo una vita più serena in uno Stato che
rapresenta il rispeto dell'individuo, come tanti altri in Europa o
altrove.
Tante di queste persone, si ono fatti una vita in Europa, altri sono
ritornati nel loro Stato, altri no, per il dolore che li procura
ancora (i ricordi), altri ancora non possono ritornarci ancora (Tibet,
Iran, Libano,Eritrea......).

Sapete che cosa vuol dire per certe persone come me sentire e leggere
che per avere frequentato Arkeon e giudicato da cere persone una
"setta" o "psicosetta" o avere deciso di avisare la Digos, Bari, su di
me,come la Sign. Martini o la Sign. R.D. Marzio e come tutte le
persone che hanno qualche cosa da dire e le famiglie e tutti quelli
messi in una lista, perchè
giudicati persone infamanti o quant'altro da una Signora o due (?).

Allora sono andata a rissentire delle emozioni forti e mi sono
chiesta, a che cosa è servito tutto quanto quello visto, quello
sentito, tante persone, da tanti Stati ?

Vedo ancora persone, come allora, che mettono la testa sotto la sabbia
e si tapano le orecchie e si tapano la bocca.

E' vero Cosimo, il settarismo è dentro di noi; hai espresso un
sentimento che anch'io concordo.
Grazie,
Fabia

articolo21

da leggere,
9 gen 2009, 10:57:2809/01/09
a
On 8 Gen, 22:28, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:

CUT

> In questo senso, la
> “razionalità” che vedo spesso invocata assomiglia tanto a “una tech
> superiore” :-).
> Con tutta questa razionalità, vedo i rappresentanti di una stessa
> “fazione” dividersi e confliggere su tutto. Vedere che gli anticult
> italiani del 2000 commettono gli stessi errori degli anticult
> americani dei ’90, che commettevano gli stessi errori degli
> inquisitori cattolici del 1200, mi conferma che la razionalità è un
> metodo che non cambia le persone che lo usano.

Sinceramente, come hanno detto altri, non sono d'accordo. Non credo
che la razionalità sia una divinità, ma che sia un buon terreno
d'incontro tra esseri umani. Ho riscontrato, nella vita come qui, che
quando c'è un impegno di onestà intellettuale, si può fare molta - non
moltissima - ma molta strada insieme. Da qui l'abisso che c'è con il
forum del Cesap, per esempio.

Ho pensato anche io alle analogie tra inquisizione, anti-sette USA e
di oggi.
A me sembra che non sia la razionalità il denominatore comune - semmai
il voler far passare un proprio partito preso, un proprio obiettivo
come razionalità. Mi sembra per esempio che l'ignoranza e il
pregiudizio, il rifiuto del dialogo da una posizione di superiorità
acquisita, la mancanza di rispetto della libertà e dell'altro siano
fattori più comuni. Singer compresa :-O

CUT


>
> Non ci sono panni sporchi. Ci sono panni costosi da lavare. Dolorosi.
> Panni che a volte ci paiono mostruosi, inconfessabili. Ma non è così.
> I panni miei di solito sono molto simili ai tuoi, e quando anche sono
> diversi non sono per me più puliti di quanto i tuoi lo siano per te.
> Portiamo dentro lo stesso cruccio.
> Lavare i panni sporchi in famiglia, custodire con chi già lo conosce
> il mio segreto, lo rende ancora più inconfessabile, mi separa dagli
> altri che non lo condividono, mi fa arrossire ogni volta che il
> discorso sfiora quel tasto anche se gli altri non lo sanno.
> L’alternativa non è avare i panni sporchi in piazza: il dolore e la
> vergogna richiedono amore.
> L’alternativa è lavare i panni sporchi INSIEME.

A me sembra che qui si vada un po'sul filosofico-personalistico.

Io ritengo che, in alcune funzioni pubbliche (ovvero non personali),
il dibattito deve essere trasparente, senza pretesa che l'altro
capisca o la cosa abbia una funzione benefica. Se alcune associazioni
antisette fanno cose moralmente esecrabili ed inaccettabili se
conosciute dalla società civile, è giusto che vengano pubblicamente
discusse anche per evitare che persone e movimenti (es. Codivis) si
affidino ad associazioni/strategie inaccettabili o perdenti, senza
neanche sapere. Si tratta, se vogliamo, del dovere etico di infomrmare
e discutere.

CUT

> Perché ho fatto qui tutto sto pippone? Perchè da quel che vedo, il
> mondo antisette è un mondo di ex (ex scientology, ex tdg, ex ….), che
> si fanno da sé, a volte con titoli a volte senza, ma che operano in un
> mondo delicatissimo al di fuori di “una scuola”. E in questo tipo di
> mondo, chi non ha un forte percorso personale alle spalle rischia
> facilmente di far danni. Tanti hanno detto di Arkeon che “a occuparsi
> dei vissuti personali si rischia di far danno”. Perché a occuparsi di
> sette no? Ma voi di Akeon non eravate psicoterapeuti. Perché gli
> antisette di solito lo sono? Se guardo al mondo antisette nel suo
> complesso, non posso non notare come l’intransigenza, la ricerca della
> lotta e l’apriorismo intellettuale che manifesta all’esterno verso i
> “gruppi strani” sono gli stessi che manifesta all’interno verso i
> propri membri.
> Quale che sia il giudizio di ciascuno, è un fatto che la Tinelli è
> entrata in conflitto con la Radoani, la Caparesi, la Santovecchi, la
> DiMarzio e Martini; ma è un fatto che ci sono conflitti anche tra la
> Gardini e Matini, tra Sotgia e Martini. Con Introvigne non si parla,
> la Di Marzio ha cambiato idea, Martini è un’apostata. Per forza che
> poi con quelli di Arkeon non ci parla né l’ARIS né il GRIS né nessun
> altro.

Su questo sono totalmente d'accordo. Direi poi che non c'è neanche
accordo sulla necessità di fare ricerca, di definire un metodo, una
professione. Dove ci sono ricercatori accademici (per es. in
Inghilterra) mi sembra che anche questi sono al centro delle polemiche
- in fondo, sempre per lo stesso motivo, che non sono abbastanza
coinvolti. Anche perché chi passa dalla passione allo studio (Di
Marzio, Martini) prende nel tempo un distacco che migliora le ricerca
ma dispiace agli ex. E presta il fianco ad essere "scavalcato a
sinistra". Con tutte le sue riserve intatte, non mi stupirei che
prima o poi Martini lavorasse con Introvigne. Cosa logica, perché non
so chi altri faccia ricerca in Italia. C'è stata già la reazione
preventiva.

Che ci siano conflitti, direi, è inevitabile e anche positivo.

Quello che è evitabile, e strano, è il ricorso a magistrati, al
pettegolezzo per silenziare i pareri diversi. In altri ambiti, la
persona responsabile di questi atteggiamenti sarebbe stata messa alla
porta dai colleghi, espulsa a gran voce dalla federazione di
appartenza. Qui non c'è maturità professionale del settore. Basta
aprire un sito, un forum, fare un paio di comunicati stampa per
entrare nel giro.

La cosa sconvolgente è che poi queste associazioni venute su a
funghetto vanno ad incidere drammaticamente sulla vita reale delle
persone.

CUT

> Io credo che in questo ambito ci sia tanta improvvisazione, tanta
> presunzione e a volte anche un po’ di cattiva fede.

Indubbiamente.

CUT

>Ma mi chiedo perché - e lo dico molto
> sommessamente e con grande rispetto - chi è in buona fede non apra una
> discussione pubblica. Io sogno un bel dibattito in una stanza comunale
> con le persone di cui sopra, Introvigne, Aletti, Risè etc..etc..

CUT

Non credo che Risé c'entri molto.

Detto questo, credo anche che Introvigne, come Aletti (ma pure Di
Marzio, Martini e le altre persone serie), non sarebbero molto
interessati a parlare con certi personaggi per mancanza di un livello
minimo di conoscenza, apertura mentale, capacità intellettuale che
manca del tutto su certi lidi. Detta brutale brutale, non vedo perché
queste persone dovrebbero perdere il loro tempo.

Poi i convegni ci sono - non so di quale livello, ma ci sono, e le
persone capaci ci vanno, leggo, dagli anni '90.

Secondo me, c'è solo da buttare fuori dal movimento anti-sette le
persone poco serie - sulla base non di regole strane, ma di quelle
della società civile -, iniziare ad accettare che salvo alcuni casi
estremi e alcuni casi complessi (Scientology) questa emergenza sette
non c'è. E poi rimboccarsi le maniche, studiare, e discutere.

Ma finché la FECRIS non batte ciglio davanti a certi comportamenti -
da espulsione immediata- finché certi comportamenti non sono
sanzionati, finché non si prendono alcune posizioni minime e conformi
al mondo civile, è aria fritta.

shen144

da leggere,
9 gen 2009, 15:30:0509/01/09
a
On 9 Gen, 03:31, Pietro Bono <bono.pie...@gmail.com> wrote:
> Desidero fare una piccola premessa su quanto ho da dire, questo perchè
> ho intenzione di essere esplicito.

CUT

Sarà forse "non richiesto", ma a Lei, (che suppongo un addetto ai
lavori) ripeto un piccolo invito.

C'è in circolazione un libriccino, a pochi euro.

Il titolo è: "il Pudore, spazio di libertà" della Sainz (se non vado
errato) psicanalista.

Mi è stato molto utile per comprendere alcuni "meccanismi", purtroppo
già abbondantemente usati, e non solo ieri.

Shen

shen144

da leggere,
9 gen 2009, 15:37:5209/01/09
a
On 9 Gen, 13:51, fabia <fabiafoppi...@yahoo.it> wrote:

CUT


>
> E' vero Cosimo, il settarismo è dentro di noi; hai espresso un
> sentimento che anch'io concordo.
> Grazie,
> Fabia

Ciao Fabia,
io la vedrei in maniera diversa:
non è che il settarismo sia ancora dentro di noi, è più semplicemente
che dentro di noi non è ancora "radicato" il senso dell'uguaglianza
degli esseri umani.

Shen

articolo21

da leggere,
9 gen 2009, 17:57:0109/01/09
a
On 9 Gen, 03:31, Pietro Bono <bono.pie...@gmail.com> wrote:

CUT

> Quello che personalmente non comprendo, e ormai non tollero più, è che
> davanti all’evidenza, quando si tratta di casi che coinvolgono
> situazioni delicate e pubbliche, si rimanga in silenzio e si faccia
> finta di niente.

Condivido. Il comportamento del GRIS, anche in questa vicenda, è
veramente inaccettabile e direi dettato dalla convenienza. Più che il
GRIS in generale, direi, c'è una responsabilità precisa di Ferrari e
di Don Antonio Contri. Secondo logiche che mi sfuggono ma che
sicuramente non sono positive, almeno fino ad oggi. Del resto non mi
stupisco, leggendo altre vicende del GRIS.

> nessuno neanche
> all’interno del GRIS non abbia preteso di operare una sana e doverosa
> autocritica.  

Io non ho una conoscenza precisa, sarebbe interessante sentire dalla
Di Marzio, ma credo che tanti mali degli antisette italiani siano di
natura "genetica" e siano ereditati dal GRIS che, e questa volta
concordo con Iilaiel, nasce con la mentalità e i modi dello strumento
cattolico contro i gruppi religiosi non riconsciuti da loro.

CUT

> Pare strano che solo dopo l’entrata in campo della Dott.ssa Di Marzio
> nel 2008, anche lei a suo tempo fortemente critica verso quelle
> modalità di conduzione del GRIS, allora il GRIS, senza farsi scrupolo
> di effettuare sul caso le dovute ricerche o studi, a dispetto delle
> parole pronunciate proprio da Ferrari nel 2006  “…Se decideremo di
> avviare questa indagine lo faremo consapevolmente e seriamente, con
> rigore scientifico e onestà intellettuale…”,   sia poi sceso
> esplicitamente nell’arena, unendosi al Cesap.

Secondo me è solo questione che il fronte antisette non si spezza.
Troppo golose le occasioni di stampa, troppo pericoloso dire che non
tutte le sette sono sette. E poi forse ci saranno faide interne visto
che nè il GRIS nè Famiglia Cristiana (che pure è uscita con un
articolo sulle sette citando anche il caso Arkeon) hanno speso una
parola a favore dei religiosi coinvolti anche se, almeno uno di loro,
molto conosciuto.

Ma, per curiosità ed ignoranza, il GRIS lavora anche su Scientology?
Mi sembra di aver letto di un evento recente insieme forse al CODIVIS,
ma non se c'è un'attività organica su Scientology.

> CUT


> Così mi viene da pensare a Federico, un bambino di tre anni, messo in
> mezzo nel 1996, non da spregevoli malfattori, ma da stimati
> professionisti, psicologi, avvocati, magistrati. Messo in mezzo a
> perizie che gli fanno dire di tutto e di più, e se non bastasse anche

> coinvolto in riti per scacciare da lui, il maligno.  (pag. 72)http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=177


> E mi chiedo, dal profondo del cuore, cosa ne è stato di quel bimbo.
> Qualcuno gli ha poi raccontato la verità. Qualcuno ha chiesto scusa a
> quella famiglia?  Posso sbagliarmi, ma non credo.

Spero che lo abbiano fatto. Quello che mi fa credere che non sia così
è che, nonostante il cambiamento di nome, il GRIS da allora non sembra
aver cambiato atteggiamento o aver imparato qualcosa se non forse ad
esporsi meno.

>
> E poi penso alle famiglie di arkeon ed ai loro bimbi.
> Penso a ciò che è stato scritto sui giornali, in televisione, nei
> forum:  abusi su minori, riti satanici, ecc.http://pietrobono.blogspot.com/

Le vicende non sono paragonabili nei fatti e nel dolore, ma lo sono
nelle modalità mediatiche e investigative. Anche io penso alle
famiglie che hanno sofferto, soprattutto inutilmente e per un errore
clamoroso.

CUT

> Questa, secondo me, è la vera follia.  Questa è la vera perversione:
> lo stravolgimento dei fatti e, cosa ben più grave, del loro
> significato.

E' di questo che si nutre, moralmente e materialmente, un certo
sottobosco che però è quello che riesce a condurre le danze.

CUT

> Battute a parte, sono certo che se il movimento anti-sette fosse
> coeso, termine da non intendersi in senso mafioso, ma nel senso di
> autorevole e responsabile, sono certo che anche questo macello, non
> sarebbe accaduto.

O quantomeno avremmo assistito a prese di posizione nette e
disconoscimento pubblico di una certa modalità di operare.

>
> Oppure potranno continuare a
> tutelarsi, nella loro auto-referenzialità e sarà poi la storia a darne
> il responso. E questa sarà certo ben più esplicita di me.

Perchè Arkeon sarà pure stata formata da persone semplici e molto
ingenue, ma Scientology sembra essere fatta di altra pasta e rischiano
che se li mangi a colazione.

CUT

shen144

da leggere,
9 gen 2009, 18:05:0309/01/09
a
On 9 Gen, 23:57, articolo21 <spaghett...@mail.com> wrote:

CUT

..... ma Scientology sembra essere fatta di altra pasta e rischiano


> che se li mangi a colazione.
>

Mmmmm......la colazione, a volte, può ......restare indigesta :-)))


Shen

Pietro Bono

da leggere,
12 gen 2009, 01:19:3512/01/09
a
C’è un argomento che ho cercato di evitare in questi mesi.
L’ho fatto perché è un argomento terribilmente delicato e spinoso e,
detto francamente, speravo che prima o poi qualcun altro avesse voglia
di scottarsi le mani.
Per ora, che io sappai, neanche Raffaella Di Marzio, ne ha ancora
scritto. E se non lo ha fatto una intellettualmente libera e
coraggiosa come lei, vuol dire che più di un motivo c’è, per evitarlo.

In questi ultimi giorni però ho una sensazione particolare, come se la
bastonata data “pedagogicamente” da Simonetta, abbia forse mosso
qualcosa in questo senso.
E siccome sono sempre più convinto che ognuno deve fare la sua parte,
a costo di attirarmi ulteriori strali, o certo passare per un
arrogante, mi arrischio io.

L’altro giorno Shen, mi ha costretto a riflettere su un fatto che
tutto sommato io davo per scontato.

On 9 Gen, 03:31, Pietro Bono <bono.pie...@gmail.com> wrote:

>> Desidero fare una piccola premessa su quanto ho da dire, questo perchè
>> ho intenzione di essere esplicito.

CUT
> Sarà forse "non richiesto", ma a Lei, (che suppongo un addetto ai
> lavori) ripeto un piccolo invito.
> C'è in circolazione un libriccino, a pochi euro.
> Il titolo è: "il Pudore, spazio di libertà" della Sainz (se non vado
> errato) psicanalista.

In fondo chi me lo fa fare di mettere in piazza la mia vita, tutta
quanta senza pudori?
Non è che dietro a questa modalità possa celarsi forse qualche
problema? Qualche meccanismo perverso?
Può ben essere, certo che può essere.

Il fatto è che io ho scelto di operare in uno spazio di insegnamento,
lavorando con delle persone. Intendiamoci, non “sulle” persone. Ma a
contatto comunque con persone.
E evidente che è uno spazio di estrema delicatezza e responsabilità.
Così, o scelgo una condizione di supervisione a cui sottostare, e
potrebbe essere una possibilità.
Oppure scelgo un altro tipo di fattore che è quello di rendermi
totalmente trasparente nei confronti dei miei clienti-allievi. Ma
insieme di trasparenza anche col mondo, di cui i miei clienti-allievi
sono anche testimoni.

Il problema relativo alla prima possibilità, posso anche sbagliarmi, è
quello della discrezione.
Cioè io decido come e cosa raccontare al mio supervisore. Questo in
base alla mia professionalità, all’esperienza, alla delicatezza
dell’incarico, al vissuto personale, e così via.
Chi volesse approfondire la letteratura in questo settore, non ha che
l’imbarazzo della scelta.
Certamente questa modalità ha molti aspetti positivi e può offrire
standard e garanzie notevoli alla clientela.
Purtroppo però ha anche diverse falle.
E se qualcuno ha dei dubbi in merito, può sempre farsi una
chiacchierata, se ne ha la possibilità, con qualche persona addentro
agli albi professionali. Medici e Psicologi compresi naturalmente.

La seconda possibilità, cioè quella della trasparenza, della “gla-
snost”, ha anche lei certo i suoi pro e i suoi contro. Soprattutto
forse, può avere una sua utilità in ambiti assai più ristretti.
In entrambi i casi queste due modalità, che forse possono essere anche
tra loro combinate, riguardano sia le relazioni individuali che le
situazioni collettive e istituzionali.

Ho fatto questa lunga premessa perché Cosimo e altri in questi giorni,
parlando dei movimenti anti-cult italiani, rilevavano una delicata e,
purtroppo palese mancanza di auto regolamentazione. Facendo tra
l’altro notare come questo settore, pur con tutta la buona volontà di
tanti, si presti a essere da anni, terreno di improvvisazione e, in
qualche caso, anche di conquista.

Questo fatto, unito alla forte connotazione emozionale, ma forse prima
ancora, sociale e culturale che il parlare di “setta” sottende, può
produrre una miscela esplosiva.

Pietro
- Continua -


Pietro Bono

da leggere,
12 gen 2009, 01:22:3112/01/09
a
Ma il fattore che francamente mi ha spinto a scrivere oggi di queste
cose è un altro.
E stata una frase di Maria Pia Gardini, di cui la ringrazio
profondamente: “…Ora che non faccio più parte di nulla, per me è come
essere di nuovo orfana…”.

Io non ho titoli. Ma all’importanza delle parole ci credo.
E so’ quanta ricchezza di significato, e a volte quale travaglio, si
possa celare dietro una parola, dietro una semplice frase.
E intendo rispettare questo spazio.

Articolo21, ha rinfacciato sia a me che a Cosimo, di andare forse
sull’astratto o sul metaforico.
Può essere.

Ho riletto in questi giorni un libro stimolante, di Daniel Gutmann e
Oscar Iarussi, “Psicanalisi, desiderio e management nelle
organizzazioni”, che tratta sostanzialmente di come le istituzioni e i
gruppi, abbiano come una vita emozionale propria e una propria
sensibilità così come ogni singolo individuo.
E di come, tra le altre cose, spesso il destino di un gruppo, di una
società, di una istituzione possa essere segnato pesantemente dalla
storia personale di personaggi di spicco di quella organizzazione.
Credo che anche in questo senso la letteratura dedicata abbondi.

Ora è vero che alle Scienze, Psicologia compresa, nel tempo è stato
fatto dire tutto e il contrario di tutto.
In questo caso però, ritengo personalmente, che come ipotesi di
lavoro, possa anche non essere malvagia.
Soprattutto può essere utile per esplorare un ambito, quello dei Cult
e degli anti-cult, per loro natura restii a mettersi in discussione.
Ma dove però, la storia personale, le inclinazioni, le modalità, così
come anche la fonte dell’azione, coinvolgono la vita di tante persone,
oltre che delle organizzazioni stesse.

A questo riguardo sono stato esplicitamente critico nei confronti, ad
esempio del comportamento della Dott.ssa Tinelli. http://pietrobono.blogspot.com/
Questo perché giudico irresponsabile oltre che non etico, la modalità
di dare in pasto l’informazione di un gruppo come “setta” ai mezzi di
comunicazione, nelle modalità in cui è stata operata in quel caso.
Gli anti-cult appellerebbero forse questo comportamento come
“distruttivo”, ciò con l’intrinseca intenzione di “distruggere”.
Cosa che in effetti è accaduta.

Certo ci sono molti modi per contrastare qualcosa.
Se si passa alle misure “distruttive”, ci sarà pure un motivo.
E questo motivo può essere oggettivo, soggettivo o anche entrambi.

Scrivo di queste cose perché reputo che i comportamenti, nel bene e
nel male, dei gruppi anti-cult, siano segnati da emergenze individuali
che ne hanno segnato il percorso.
E scrivo nella speranza che un percorso di coscienza, che non può a
mio giudizio che essere collettivo, possa salvare quanto di buono è
stato fatto, e insieme riconoscere i limiti per costruire degli
strumenti condivisi di tutela.

In ultimo, ognuno è libero di avere le proprie convinzioni.
Ma definire, come è stato fatto, il dibattito di questi giorni come
sterile, mi sembra, questo sì, “distruttivo”.
Personalmente lo ritengo una giustificazione di chi non ha reali
strumenti per dare spiegazioni a comportamenti delicati e rilevanti,
come ad esempio quelli contestati da più parti e con dovizia di
particolari alla Dott.ssa Tinelli.

Pietro
- Continua -

cosimo

da leggere,
12 gen 2009, 15:19:3912/01/09
a
Mi aspettavo che post come il mio ultimo o quelli di Pietro potessero
apparire “fuori contesto”. Personalmente, tuttavia, ritengo che quanto
sto cercando di sollevare sia molto meno astratto di quanto appaia ad
alcuni. Per cui mi prenderò la libertà di insistere, cercando di
essere più chiaro e meno “metaforico” se ci riesco.

Martini ha aperto questo thread per parlare delle ragioni della
chiusura di AS.
Specificando che non hanno a che vedere con Scientology.
Che non hanno a che vedere con Gardini, Psiche, Sotgia, o altri
Chiarendo che il problema ha a che vedere con il mondo antisette
italiano.

La soluzione a questo problema proposta da Articolo 21, in estrema
sintesi, è:


> c'è solo da buttare fuori dal movimento anti-sette le
>persone poco serie - sulla base non di regole strane, ma di quelle
>della società civile -, iniziare ad accettare che salvo alcuni casi
>estremi e alcuni casi complessi (Scientology) questa emergenza sette
>non c'è. E poi rimboccarsi le maniche, studiare, e discutere.
>Ma finché la FECRIS non batte ciglio davanti a certi comportamenti -
>da espulsione immediata- finché certi comportamenti non sono
>sanzionati, finché non si prendono alcune posizioni minime e conformi
>al mondo civile, è aria fritta.

In linea di principio sono d’accordo. E’ la soluzione istituzionale,
quella dell’etica pubblica, della responsabilità. Ricordo che fu
Pietro per primo a scrivere alla Fecris tentando questa via e
chiedendo una sorta di arbitrato.
Purtroppo questa sì, allo stato dell’arte, mi sembra una soluzione
piuttosto “metaforica”. Chi butta fuori chi? Il movimento antisette si
è già espresso a maggioranza attraverso lo strumento del silenzio
pubblico, isolando la DiMarzio e Martini fino a favorirne l’auto-
allontanamento. Questo peraltro non è affatto un risultato imprevisto:
già la famosa lettera di dimissioni inviata a suo tempo da Amitrani al
GRIS (riportata da Martinez http://groups.google.com/group/it.cultura.religioni/browse_thread/thr...)
indicava come le modalità di gestione interna adottate allora in
quell’associazione avrebbero portato nel tempo ad un progressivo
allontanamento delle figure più libere e valide, come in effetti è
stato, segnando un modello poi ripetuto nello stesso Cesap, come già
ricordato da Bono (http://groups.google.com/group/
free.it.religioni.scientology/browse_thread/thread/7f17d10cf4c3a52a/
eccdfb10a5274158 ). Non stiamo quindi assistendo ad altro che al
fruttificare di un seme posto anni fa, che cresce in un humus ben
preciso e con una “scuola” ben precisa.

Ecco perché il mio interesse è nell'affiancare a questa via
istituzionale un’altra via, che io chiamo individuale e che è
l’oggetto di quanto sto provando a scrivere in questo NG.

Quando Ribelle mi chiede:


>Davvero non vedi quanto cozzano le visioni personali di queste persone?
>Davvero non ti rendi conto di quanta influenza hanno le personali motivazioni esistenziali?

>E secondo te il casino su questo NG da COSA è saltato fuori?

rispondo che è proprio perché lo vedo e lo capisco che scrivo ciò che
scrivo.
Com’è possibile che motivazioni e visioni personali blocchino UN
INTERO AMBIENTE, incapace di darsi un’azione collettiva per riunire le
forze e una rappresentanza collettiva non autoconflittuale? Com’è
possibile che situazioni personali non trovino alcun argine
collettivo, che non ci si sappia dare una soluzione istituzionale
simile a quella di tanti altri (ordine, titoli, associazioni, etc..)?
Davvero si crede che il problema sia la Tinelli e che basti “sbatterla
fuori” per risolvere? E allora perché non avviene e invece ne nasce
una lotta tra antisette dove “volano gli stracci”?
Secondo il mio modesto parere, il limite è in un approccio e una
mentalità molto radicati in questo mondo, che – a dispetto del
razionalismo spesso invocato - impedisce il dialogo e il cambiamento.
E che consiste nel mettere sempre in discussione l’altro e mai se
stesso. E’ il punto che tocca Ribelle60 quando dice che “lavare i
panni sporchi insieme è praticamente impossibile. Questo richiede una
disponibilità quasi totale a mettersi in discussione”.

Il racconto della DiMarzio è molto chiaro su come lei provò a porre
delle domande all’interno del GRIS per comprendere e confrontarsi su
cose che non condivideva, senza poi averne risposte (http://
raffaelladimarzio.blogspot.com/ , sesto tassello). L’esperienza di
Martini sembra molto simile. Il Cesap è ai ferri corti con l’Asaap e
con il Cesap Friuli. La stessa Odivelli nei sui interventi commenti
riportati sul blog della DiMarzio, pur mostrando una grande generosità
nell’esporsi chiaramente e nel rompere un gelido muro di silenzio
(cosa per la quale la stimo molto), mostra a mio modo di vedere un
grande imbarazzo nel tenere il punto, rifugiandosi in risposte di
metodo per non entrare nel merito.
La sensazione è che in questo mondo, come diceva bene Articolo21, si
vive col terrore di essere “scavalcati a sinistra”. Il rischio di
apparire un “settarolo” in un mondo di tanti ex “settaroli” è così
alto che diventa pericolosissimo mostrare dubbi, quasi impossibile
cambiare idea e dialogare con chi è generalmente considerato il
nemico. Chi lo fa viene ripagato con l’isolamento e l’accusa di
apostatsia.
E’ un mondo chiuso.

La Di Marzio ha pagato con l’isolamento l’aver posto dei dubbi,
l’essersi mostrata possibilista in alcuni casi e come tale debole
verso il male da abbattere. Ma credo che attraverso quell’isolamento
abbia scoperto una via da uscita da quel mondo chiuso, si sia liberata
di tanti pesi morti e abbia cominciato a lavorare ad un altro livello,
con un altro spessore e anche con altre responsabilità. Quando parli
con persone ad alto livello non puoi portare i fax della Digos, gli
articoli di giornale o le trasmissioni tv scandalistiche, ma devi
portare studio, approfondimento, risultati tangibili, validati da una
comunità scientifica.

Personalmente, da quel che leggo (e mi perdoni se la tiro in ballo
facendone una esegesi del pensiero non richiesta né autorizzata né
probabilmente gradita), credo che Martini stia “dialogando” con questo
silenzio, col costo e il dolore di lasciare quello che è stato il suo
mondo per tanti anni e che oggi scopre averle chiesto tutto senza
darle nulla, addirittura “tradendone lo spirito”, e stia cercando di
capire se aldilà c’è altro, se fuori dal mondo chiuso c’è vita, se
Introvigne è davvero il diavolo e (se anche fosse) se a volte non sia
meglio parlare col diavolo e magari crescere sfidandolo piuttosto che
rimanere piccoli ignorandolo e dialogando con la “perpetua”. E credo
che non sia la sola a chiederselo.

E’ chiaro che affrontare queste domande vuol dire rivedere tutta la
strada che ho fatto, riscoprendo errori commessi, aiuti maldati,
pregiudizi gratuiti e proiezioni irrisolte, quello che Martini stessa
ha chiamato “girare i cannoni i di 180 gradi senza aver smesso di
sparare le stesse munizioni”.

Credo che i tasselli della DiMarzio, che certo non vogliono essere un
contributo scientifico, siano invece un aiuto prezioso per chi – come
forse Martini – si sta trovando a esplorare quel vuoto. Prezioso
perché non spiega il giusto o lo sbagliato degli altri, ma espone le
domande e le risposte che lei ha dovuto e saputo trovare per sé,
rendendo accessibile a chi la cerchi una strada possibile e facendo
sentire chi ha deciso di “diventare adulto” meno solo in questo
passaggio. In Arkeon lo chiamavamo “mostrare la strada
percorrendola”.

Io non credo che, con alcune eccezioni, le tante parti in causa in
questa querelle siano in mala fede e da sbattere fuori da qualcosa.
Credo che ci sia un livello molto alto di arroccamento su se stessi,
di paura di cambiare, e un senso molto forte di isolamento ed
abbandono che viene dall’ambiente per coloro che mostrano di cambiare.
Come mostra, mi sia permesso, il diffuso fraintendimento della propria
decisione che Martini ha lamentato da parte di questo forum che pure
la conosce la ospita e la rispetta da anni.

Allora, per non essere metaforico: sto scrivendo a chi nel mondo
antisette sente la carica distruttiva e autodistruttiva che tale mondo
sta coltivando e gli equilibrismi vuoti che custodisce; che sente che
forse non è per questo che ha lavorato e rischiato; li sto invitando a
un atto di coraggio, a fare un passo avanti nel condividere il proprio
dubbio, il proprio cambiamento, come ha fatto la DiMarzio, rischiando
l’ostracismo; a provare a dialogare con i propri pari che abbiano una
ricerca “integra”, anche se diversa e magari contrastante. Non in nome
di arkeon o di alcun altro gruppo, ma della propria scelta personale;
a mettersi insieme; a creare la propria Fecris se quella attuale non
ha la schiena dritta per assumersi il duro compito di curare se
stessa; a non perdere tempo a sbattere fuori qualcuno, ma a prendere
la propria strada facendo un lavoro pulito con chi lo vuol fare,
lasciando le beghe di potere e visibilità a chi non ha di meglio.
Le persone e le istituzioni valuteranno da sole dov’è la qualità.

Cosimo

carto...@hotmail.it

da leggere,
13 gen 2009, 03:17:2413/01/09
a

Grazie Shen , credo proprio che di tutto sto casino di lunghi post
che a mio avviso , sono completamente OT , l'unica affermazione degna
di nota è proprio la tua.

La colazione , a volte , può...restare indigesta .

Figurarsi poi se a poche ore di distanza , Scientology dovrebbe anche
mangiansi un bel pranzo e successivamente, nello stesso giorno , anche
la cena.

Non ti nascondo che proprio leggendo con calma ( e ancora non ho
finito ) , tutti i post apparsi in questo Ng recentemente , ho come
l'impressione che , bene fà il Codivis a non interessarsi e
soprattutto a non muoversi come si sono mosse fino ad oggi le
associazioni anti sette.

E bene fà il Codivis a non allearsi con nessuno , restando comunque
interessato alla collaborazione fattiva con chi saprà essere utile e
pragmatico , nell'aiuto fattivo alla sua causa.

Perchè , come vedi , basta che qualcuno come Articolo 21 dica : mi
sembra di aver letto di un evento recente dove il Gris abbia operato
insieme al Codivis..... e già mi cadono le noccioline capisci.

Ma non perchè il Gris sia visto male dal Codivis.

Semplicemente perchè, nonostante il fatto che il Codivis sia nato da
poco più di un mese , si è già "meritato" a mio avviso ingiustamente e
scorrettamente , il tentativo di alcuni , di tirarlo un pò di quà e un
pò di la , dentro le beghe altrui.


Beghe che di fatto sono di chi le ha create ed alimentate in
precedenza , e dalle quali il Codivis , ha detto più volte apertamente
di volerne restare fuori.

E non vorrei più volte ritrovarmi a ripeterlo , perchè penso che sia
ormai chiaro !

Fermo restando , che mi sono semplicemente sentito offeso , quando ho
ricevuto critiche assurde ed ingiuste su questo Ng , sentendo parlare
di "volantinaggio selvaggio" ed iniziative inconcludenti e, peggio
ancora , "terrorismo psicologico".

Mi dispiace di non aver trovato ancora il tempo di "argomentare"
queste accuse , lo farò sicuramente nei prossimi giorni.

Tuttavia , anche un bambino piccolo capirebbe che criticare le
iniziative di un Comitato costituito da poco più di un mese , sia una
azione quantomeno inappropriata ed innopportuna.

Forse nel mondo del settarismo e dell'antisettarismo Italiano, la
critica a prescindere è lo "sport indoor" più praticato , ma noi del
Codivis fortunatamente , non ne facciamo parte e nemmeno ne faremo
parte in futuro.

Le nostre azioni e le nostre iniziative vogliono e devono , essere
mirate e finalizate alla concretezza.

La nostra non è ne una faccenda politica e nemmeno una questione
religiosa.

Siamo semplicemente dei cittadini che sono stati truffati ed
ingannati da una associazione che ormai , non solo è allo sbando,
tanto da essere sull'orlo di una bacarotta colossale , ma che proprio
in questo momento , che piaccia o meno a qualcuno e, che ci crediate o
meno , stà venendo denunciata alle autorità competenti da moltissime
persone credibili , sane di mente , professionalmente attive e che
hanno prove a sufficienza per far valere le loro ragioni nelle sedi
opportune.

Tutto il resto.... è noia... Giacomo Sotgia.

Mariapia Gardini

da leggere,
13 gen 2009, 09:06:2713/01/09
a

Giacomo ti capisco benissimo,le critiche,senza poi suggerimenti
costrttuvi sono
noiose,e inconcludenti.Ti assicuro comunque che quelle Associazioni
che io
conosco bene e sono 4 o5 lavorano MOLTO bene e soprattutto in silenzio
senza
fare proclami ma aiutando le persone fattivamente e in strettissma
collaborazione
con le istutizioni.So che stai costruendo un archivio CODIVIS,sappi
che il mio
materiale è a tua disposizione e se lo chiedi anche le Ass.ti aranno
un gande
aiuto quanto a materiali.un abbraccio Maria pia

Pietro Bono

da leggere,
13 gen 2009, 10:06:1913/01/09
a
Condivido quanto sostenuto da Cosimo nel suo ultimo intervento.
Mi permetto soltanto di aggiungere e integrare, se possibile,
qualcosa.

> In linea di principio sono d’accordo. E’ la soluzione istituzionale,
> quella dell’etica pubblica, della responsabilità. Ricordo che fu
> Pietro per primo a scrivere alla Fecris tentando questa via e
> chiedendo una sorta di arbitrato.
> Purtroppo questa sì, allo stato dell’arte, mi sembra una soluzione
> piuttosto “metaforica”. Chi butta fuori chi? Il movimento antisette si
> è già espresso a maggioranza attraverso lo strumento del silenzio
> pubblico, isolando la DiMarzio e Martini fino a favorirne l’auto-
> allontanamento.

Neanche io credo che il buttare fuori qualcuno sia in questo caso una
soluzione sensata. E, nonostante tutto, conservo la fiducia che,
all’interno della Fecris ci sia qualcuno sensibile e intenzionato ad
approfondire. Il fatto che, riguardo alla mia comunicazione alla
Fecris http://pietrobono.blogspot.com/ , ci sia stato inizialmente un
silenzio raggelante è chiaramente spiegabile con le “qualità
diplomatiche” della Dott.ssa Tinelli, qualità che ormai tutti
conoscono nelle più varie sfumature.
E tanto meno credo che il movimento antisette abbia isolato Raffaella
Di Marzio e Simonetta Po’.
Anzi credo che molto stia accadendo in senso opposto. Le persone non
sono stupide. E credo che, anche qui, le strategie mosse dalla
Dott.ssa Tinelli nei confronti delle due Studiose e di altri ancora,
abbia “destato” l’attenzione di tutti coloro che, addetti ai lavori,
in un primo tempo l’avevano creduta solo “sulla sua parola”.
La Fecris, ha già dato, a mio avviso, prova di serietà tenendo in
sospeso l’adesione del Cesap.
Semmai il compito delicato ora ricade sull’ARIS, che ha avuto dalla
Fecris il mandato di approfondire la mia, e credo diverse altre,
segnalazioni.
Stiamo a vedere.

> Questo peraltro non è affatto un risultato imprevisto:
> già la famosa lettera di dimissioni inviata a suo tempo da Amitrani al

> GRIS (riportata Martinez http://groups.google.com/group/it.cultura.religioni/browse_thread/thr...)


> indicava come le modalità di gestione interna adottate allora in
> quell’associazione avrebbero portato nel tempo ad un progressivo
> allontanamento delle figure più libere e valide, come in effetti è
> stato, segnando un modello poi ripetuto nello stesso Cesap, come già
> ricordato da Bono (http://groups.google.com/group/
> free.it.religioni.scientology/browse_thread/thread/7f17d10cf4c3a52a/
> eccdfb10a5274158 ). Non stiamo quindi assistendo ad altro che al
> fruttificare di un seme posto anni fa, che cresce in un humus ben
> preciso e con una “scuola” ben precisa.

Io credo che il GRIS sia una organizzazione complessa e anche
dinamica.
Non lo conosco affatto, se non per ciò che è reperibile in rete.
Dall’idea che mi sono fatto, e se ho imparato a conoscere un po’ le
persone, credo che nel GRIS le persone valide e oneste continuino a
esserci. E anche molte. L’importante è che non violino il tabù
dell’autorità del suo Segretario.

> La sensazione è che in questo mondo, come diceva bene Articolo21, si
> vive col terrore di essere “scavalcati a sinistra”. Il rischio di
> apparire un “settarolo” in un mondo di tanti ex “settaroli” è così
> alto che diventa pericolosissimo mostrare dubbi, quasi impossibile
> cambiare idea e dialogare con chi è generalmente considerato il
> nemico. Chi lo fa viene ripagato con l’isolamento e l’accusa di
> apostatsia.
> E’ un mondo chiuso.

E’ anche un mondo che, per emergere, deve generare “allarme sociale”.
Su questo, il sesto e il quinto tassello della Di Marzio mi sembrano
illuminanti.
http://raffaelladimarzio.blogspot.com/

> E’ chiaro che affrontare queste domande vuol dire rivedere tutta la
> strada che ho fatto, riscoprendo errori commessi, aiuti maldati,
> pregiudizi gratuiti e proiezioni irrisolte, quello che Martini stessa
> ha chiamato “girare i cannoni i di 180 gradi senza aver smesso di
> sparare le stesse munizioni”.

Questo è, secondo me, un argomento importante e delicatissimo.
Purtroppo la capacità di rivedere criticamente il proprio percorso, ma
soprattutto il proprio operato, implica una grande libertà da se
stessi.
Implica anche un grosso rischio, tra gli altri.
Quello di vedersi sommergere di denunce dagli ex aderenti
all’associazione anti-cult.
Il detto “solo chi non fa non sbaglia”, rende l’idea.
Così poniamo in linea totalmente ipotetica, che io mi sia rivolto in
passato ad un centro anti-cult, per questioni mie. Poniamo anche che,
magari a distanza di tempo, per qualche motivo io riveda la mia
posizione. E poniamo che un giorno io ritenga mio diritto denunciare
quel centro per il disagio e il danno che mi ha creato.
Secondo voi, come andrebbe a finire?

> Io non credo che, con alcune eccezioni, le tante parti in causa in
> questa querelle siano in mala fede e da sbattere fuori da qualcosa.
> Credo che ci sia un livello molto alto di arroccamento su se stessi,
> di paura di cambiare, e un senso molto forte di isolamento ed
> abbandono che viene dall’ambiente per coloro che mostrano di cambiare.

Su questo mi piacerebbe continuare a discutere più in dettaglio, un
po’ più avanti.

> Allora, per non essere metaforico: sto scrivendo a chi nel mondo
> antisette sente la carica distruttiva e autodistruttiva che tale mondo
> sta coltivando e gli equilibrismi vuoti che custodisce; che sente che
> forse non è per questo che ha lavorato e rischiato; li sto invitando a
> un atto di coraggio, a fare un passo avanti nel condividere il proprio
> dubbio, il proprio cambiamento, come ha fatto la DiMarzio, rischiando
> l’ostracismo; a provare a dialogare con i propri pari che abbiano una
> ricerca “integra”, anche se diversa e magari contrastante. Non in nome
> di arkeon o di alcun altro gruppo, ma della propria scelta personale;
> a mettersi insieme; a creare la propria Fecris se quella attuale non
> ha la schiena dritta per assumersi il duro compito di curare se
> stessa; a non perdere tempo a sbattere fuori qualcuno, ma a prendere
> la propria strada facendo un lavoro pulito con chi lo vuol fare,

Su questo punto sono un po’ perplesso, pur condividendolo.
Dico perplesso perché, pur estremamente variegato e complesso, parte
del mondo anti-cult è per sua natura etimologicamente “narcisista”.
Al centro dell’attenzione della mia vita c’è costantemente “la mia
ferita” (o comunque quella di una persona cara o conosciuta).
Non a caso la Dott.ssa Tinelli si occupa, se non sbaglio, di
“Vittimologia”.
La domanda che mi sale, è come starebbero le cose, se invece si fosse
occupata, per esempio, della Logoterapia di Viktor Frankl?
http://it.wikipedia.org/wiki/Logoterapia

Una celebre frase infatti di questo umanissimo studioso e clinico,
reduce dei campi nazisti di sterminio, è questa: "Ho trovato il
significato della mia vita nell'aiutare gli altri a trovare nella loro
vita un significato".
Cito non a caso Frankl, perché sostiene che “la mancanza di
significato della propria esistenza può manifestarsi in crisi
esistenziali”.

> lasciando le beghe di potere e visibilità a chi non ha di meglio.
> Le persone e le istituzioni valuteranno da sole dov’è la qualità.
>
> Cosimo

Credo che a questa domanda, abbia risposto esplicitamente il Sig.
Sotgia, oggi in due occasioni:
http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_thread/thread/d4aa1dce63c72319/6a955d292238e8ce#6a955d292238e8ce

> Le nostre azioni e le nostre iniziative vogliono e devono , essere
> mirate e finalizate alla concretezza.
>
> La nostra non è ne una faccenda politica e nemmeno una questione
> religiosa.
> Siamo semplicemente dei cittadini che sono stati truffati ed
> ingannati da una associazione che ormai , non solo è allo sbando,
> tanto da essere sull'orlo di una bacarotta colossale , ma che proprio
> in questo momento , che piaccia o meno a qualcuno e, che ci crediate o
> meno , stà venendo denunciata alle autorità competenti da moltissime
> persone credibili , sane di mente , professionalmente attive e che
> hanno prove a sufficienza per far valere le loro ragioni nelle sedi
> opportune.

Se il mio obiettivo, la mia battaglia necessità di consenso, di
adesioni e soprattutto di visibilità, cosa me ne può fregare di meno
se per averli mi capita, volontariamente o meno, di partecipare al
calpestamento dei diritti altrui (quelli delle famiglie di arkeon per
intenderci).
http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/23/Italia_delle_sette_Ora_rischiano_co_9_080523149.shtml

E’ ovvio che da queste premesse, ne consegue naturalmente che:

> Tutto il resto.... è noia... Giacomo Sotgia.

Contento lui…

Pietro

Mariapia Gardini

da leggere,
13 gen 2009, 10:31:5713/01/09
a
On 13 Gen, 16:06, Pietro Bono <bono.pie...@gmail.com> wrote:
> Condivido quanto sostenuto da Cosimo nel suo ultimo intervento.
> Mi permetto soltanto di aggiungere e integrare, se possibile,
> qualcosa.
>
> > In linea di principio sono d’accordo. E’ la soluzione istituzionale,
> > quella dell’etica pubblica, della responsabilità. Ricordo che fu
> > Pietro per primo a scrivere alla Fecris tentando questa via e
> > chiedendo una sorta di arbitrato.
> > Purtroppo questa sì, allo stato dell’arte, mi sembra una soluzione
> > piuttosto “metaforica”. Chi butta fuori chi? Il movimento antisette si
> > è già espresso a maggioranza attraverso lo strumento del silenzio
> > pubblico, isolando la DiMarzio e Martini fino a favorirne l’auto-
> > allontanamento.
>
> Neanche io credo che il buttare fuori qualcuno sia in questo caso una
> soluzione sensata. E, nonostante tutto, conservo la fiducia che,
> all’interno della Fecris ci sia qualcuno sensibile e intenzionato ad
> approfondire.  Il fatto che, riguardo alla mia comunicazione alla
> Fecrishttp://pietrobono.blogspot.com/, ci sia stato inizialmente un

> silenzio raggelante è chiaramente spiegabile con le “qualità
> diplomatiche” della Dott.ssa Tinelli, qualità che ormai tutti
> conoscono nelle più varie sfumature.
> E tanto meno credo che il movimento antisette abbia isolato Raffaella
> Di Marzio e Simonetta Po’.
> Anzi credo che molto stia accadendo in senso opposto.  Le persone non
> sono stupide.  E credo che, anche qui, le strategie mosse dalla
> Dott.ssa Tinelli nei confronti delle due Studiose e di altri ancora,
> abbia “destato”  l’attenzione di tutti coloro che, addetti ai lavori,
> in un primo tempo l’avevano creduta solo “sulla sua parola”.
> La Fecris, ha già dato, a mio avviso, prova di serietà tenendo in
> sospeso l’adesione del Cesap.
> Semmai il compito delicato ora ricade sull’ARIS, che ha avuto dalla
> Fecris il mandato di approfondire la mia, e credo diverse altre,
> segnalazioni.
> Stiamo a vedere.
>
> >                 Questo peraltro non è affatto un risultato imprevisto:
> > già la famosa lettera di dimissioni inviata a suo tempo da Amitrani al
> > GRIS (riportata Martinezhttp://groups.google.com/group/it.cultura.religioni/browse_thread/thr...)
> illuminanti.http://raffaelladimarzio.blogspot.com/
> occupata, per esempio, della Logoterapia di Viktor Frankl?http://it.wikipedia.org/wiki/Logoterapia

>
> Una celebre frase infatti di questo umanissimo studioso e clinico,
> reduce dei campi nazisti di sterminio, è questa:  "Ho trovato il
> significato della mia vita nell'aiutare gli altri a trovare nella loro
> vita un significato".
> Cito non a caso Frankl, perché sostiene che “la mancanza di
> significato della propria esistenza può manifestarsi in crisi
> esistenziali”.
>
> > lasciando le beghe di potere e visibilità a chi non ha di meglio.
> > Le persone e le istituzioni valuteranno da sole dov’è la qualità.
>
> > Cosimo
>
> Credo che a questa domanda, abbia risposto esplicitamente il Sig.
> Sotgia, oggi in due occasioni:http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_t...

>
> > Le nostre azioni e le nostre iniziative vogliono e devono , essere
> > mirate e finalizate alla concretezza.
>
> > La nostra non è ne una faccenda politica e nemmeno una questione
> > religiosa.
> > Siamo semplicemente dei cittadini che sono stati truffati ed
> > ingannati  da una associazione che ormai , non solo è allo sbando,
> > tanto da essere sull'orlo di una bacarotta colossale , ma che proprio
> > in questo momento , che piaccia o meno a qualcuno e, che ci crediate o
> > meno , stà venendo denunciata alle autorità competenti da moltissime
> > persone credibili , sane di mente , professionalmente attive e che
> > hanno prove a sufficienza  per far valere le loro ragioni nelle sedi
> > opportune.
>
> Se il mio obiettivo, la mia battaglia necessità di consenso, di
> adesioni e soprattutto di visibilità, cosa me ne può fregare di meno
> se per averli mi capita, volontariamente o meno, di partecipare al
> calpestamento dei diritti altrui (quelli delle famiglie di arkeon per
> intenderci).http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/23/Italia_delle_sette_...

>
> E’ ovvio che da queste premesse, ne consegue naturalmente che:
>
> > Tutto il resto.... è noia...  Giacomo Sotgia.
>
> Contento lui…
>
> Pietro

Signor Bono questo è un NG in cui sin civrebbe parlare di
scientology,non crede di essersi
dilungato un tantino troppo????Poi lei disquisisce sui regolamenti
interni delle Associazioni
ma li conosce davvero?m.p.

carto...@hotmail.it

da leggere,
13 gen 2009, 11:15:5113/01/09
a
On 13 Gen, 16:06, Pietro Bono <bono.pie...@gmail.com> wrote:
> Condivido quanto sostenuto da Cosimo nel suo ultimo intervento.
> Mi permetto soltanto di aggiungere e integrare, se possibile,
> qualcosa.
>
> > In linea di principio sono d’accordo. E’ la soluzione istituzionale,
> > quella dell’etica pubblica, della responsabilità. Ricordo che fu
> > Pietro per primo a scrivere alla Fecris tentando questa via e
> > chiedendo una sorta di arbitrato.
> > Purtroppo questa sì, allo stato dell’arte, mi sembra una soluzione
> > piuttosto “metaforica”. Chi butta fuori chi? Il movimento antisette si
> > è già espresso a maggioranza attraverso lo strumento del silenzio
> > pubblico, isolando la DiMarzio e Martini fino a favorirne l’auto-
> > allontanamento.
>
> Neanche io credo che il buttare fuori qualcuno sia in questo caso una
> soluzione sensata. E, nonostante tutto, conservo la fiducia che,
> all’interno della Fecris ci sia qualcuno sensibile e intenzionato ad
> approfondire.  Il fatto che, riguardo alla mia comunicazione alla
> Fecrishttp://pietrobono.blogspot.com/, ci sia stato inizialmente un

> silenzio raggelante è chiaramente spiegabile con le “qualità
> diplomatiche” della Dott.ssa Tinelli, qualità che ormai tutti
> conoscono nelle più varie sfumature.
> E tanto meno credo che il movimento antisette abbia isolato Raffaella
> Di Marzio e Simonetta Po’.
> Anzi credo che molto stia accadendo in senso opposto.  Le persone non
> sono stupide.  E credo che, anche qui, le strategie mosse dalla
> Dott.ssa Tinelli nei confronti delle due Studiose e di altri ancora,
> abbia “destato”  l’attenzione di tutti coloro che, addetti ai lavori,
> in un primo tempo l’avevano creduta solo “sulla sua parola”.
> La Fecris, ha già dato, a mio avviso, prova di serietà tenendo in
> sospeso l’adesione del Cesap.
> Semmai il compito delicato ora ricade sull’ARIS, che ha avuto dalla
> Fecris il mandato di approfondire la mia, e credo diverse altre,
> segnalazioni.
> Stiamo a vedere.
>
> >                 Questo peraltro non è affatto un risultato imprevisto:
> > già la famosa lettera di dimissioni inviata a suo tempo da Amitrani al
> > GRIS (riportata Martinezhttp://groups.google.com/group/it.cultura.religioni/browse_thread/thr...)
> illuminanti.http://raffaelladimarzio.blogspot.com/
> occupata, per esempio, della Logoterapia di Viktor Frankl?http://it.wikipedia.org/wiki/Logoterapia

>
> Una celebre frase infatti di questo umanissimo studioso e clinico,
> reduce dei campi nazisti di sterminio, è questa:  "Ho trovato il
> significato della mia vita nell'aiutare gli altri a trovare nella loro
> vita un significato".
> Cito non a caso Frankl, perché sostiene che “la mancanza di
> significato della propria esistenza può manifestarsi in crisi
> esistenziali”.
>
> > lasciando le beghe di potere e visibilità a chi non ha di meglio.
> > Le persone e le istituzioni valuteranno da sole dov’è la qualità.
>
> > Cosimo
>
> Credo che a questa domanda, abbia risposto esplicitamente il Sig.
> Sotgia, oggi in due occasioni:http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_t...

>
> > Le nostre azioni e le nostre iniziative vogliono e devono , essere
> > mirate e finalizate alla concretezza.
>
> > La nostra non è ne una faccenda politica e nemmeno una questione
> > religiosa.
> > Siamo semplicemente dei cittadini che sono stati truffati ed
> > ingannati  da una associazione che ormai , non solo è allo sbando,
> > tanto da essere sull'orlo di una bacarotta colossale , ma che proprio
> > in questo momento , che piaccia o meno a qualcuno e, che ci crediate o
> > meno , stà venendo denunciata alle autorità competenti da moltissime
> > persone credibili , sane di mente , professionalmente attive e che
> > hanno prove a sufficienza  per far valere le loro ragioni nelle sedi
> > opportune.
>
> Se il mio obiettivo, la mia battaglia necessità di consenso, di
> adesioni e soprattutto di visibilità, cosa me ne può fregare di meno
> se per averli mi capita, volontariamente o meno, di partecipare al
> calpestamento dei diritti altrui (quelli delle famiglie di arkeon per
> intenderci).http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/23/Italia_delle_sette_...

>
> E’ ovvio che da queste premesse, ne consegue naturalmente che:
>
> > Tutto il resto.... è noia...  Giacomo Sotgia.
>
> Contento lui…
>
> Pietro

Gentile Sig Pietro Bono , la pregherei di non mettermi in bocca cose
che non ho mai detto.

Quando mai avrei calpestato , volontariamente o meno i diritti
altrui ?

Il mio non è menefreghismo. Semplicemente non mi occupo di Sette. Non
sono uno studioso o un ricercatore.

Vede , la unica mia policy è questa : Tu non fare niente a me , e io
non farò niente a te.

E questo implica il non intromettermi in cose di cui non sono a
conoscenza. E le ripeto chiaramente che non è menefreghismo , ma
delicatezza e buon senso.

Perchè se andiamo avanti di questo passo , prima o poi verranno qui
anche i palestinesi e gli israeliani a lamentarsi del fatto che il
Codivis non si stia preoccupando di difendere le vittime delle due
frange contrapposte.

Mi faccia un favore... sia serio...

Pietro Bono

da leggere,
13 gen 2009, 14:48:5513/01/09
a
Gentile Signora Gardini,

con tutto il dovuto rispetto, ho appena cominciato.
Qui si sta parlando del motivo per cui Simonetta ha deciso, per il
momento, di oscurare Allarme Scientology.
Questa cosa mi interessa molto e mi riguarda, eccome.
Ho letto che Lei ha ricevuto minacce, che Le hanno tagliato le gomme
dell'auto. Mi dispiace molto, mi creda.
Mi aiuti a capire però, se lo ritiene, perchè anche Lei continua a
fregarsene delle gomme tagliate alle persone di arkeon, alle lettere
anonime di minaccia, alle telefonate anonime di morte. Ai posti di
lavoro persi, per telefonate anonime. Famiglie rovinate. Le pare
normale che qualcuno Le punti un'arma in strada minacciandola?
Ma mi aiuti a capire, quelli di arkeon, sono i figli della serva, che
non gliene fotte niente a nessuno?

Se poi aggiungiamo che la Sua leggerezza, nell'approcciarsi a questa
tematica, ha agevolato e coperto questa situazione, allora capirà che
sono io quello paziente, non Lei.

http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_thread/thread/e0af2bbdeae776d1/24df2eff267e5a2c#24df2eff267e5a2c

On 22 Feb 2008, 14:17, Mariapia Gardini <mariapia.gard...@alice.it>
wrote:

> La signora Di Marzio è stat anni fa consigliera del GRIS che ha
> lasciato per passare con INTROVIGNE.Si sta schierando pare dalla parte
> di ARKEON definita SETTA dalla Polizia che ha chiuso le sedi e
> oscurato i siti internet dopo una quantità enorme di denunce.Infatti
> quando ci fu il blitz della Digos nella sede di Roma di Arkeon la
> signora era presente.Oer maggiori informazioni vi rimando al sito del
> CESAP Bari della dottoressa Lorita Tinelli. Saluti m.p.

http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_thread/thread/7b18bb7b25b38844/d43b34df95ef4817

On 14 Nov 2008, 14:05, Mariapia Gardini <mariapia.gard...@alice.it>
wrote:

> Ciao,seguo tutte le vicende e gli scritti su Arkein perchè come
> associazione sto seguendo due fuoriusciti dal gruppo e ti assicuro
> che quello che hanno scritto su deposizione giurata davanti alla SAS
> (squadra ANtisette)dove li ho portati ,fa accapponare la pelle…

Poi se Lei insiste a negare o non voler capire la gravità di questa
persecuzione, io non posso farci niente.
A Sua disposizione.

Pietro


Pietro Bono

da leggere,
13 gen 2009, 16:49:4713/01/09
a
On 13 Gen, 17:15, cartonco...@hotmail.it wrote:
>

Gentile Signor Sotgia,

giustamente Lei ha diritto ad una risposta più dettagliata.

> Quando mai avrei calpestato , volontariamente o meno i diritti
> altrui ?

Se nel pezzo di cronaca in cui Lei, legittimamente porta la Sua
testimonianza personale, viene inserito l’ennesimo spot pubblicitario
nei confronti della Dott.ssa Tinelli che porta in dote le teste di
arkeon, “Lorita Tinelli, presidente del Centro ricerche abusi
psicologici (Cesap), è la psicologa che l'anno scorso ha aiutato la
Digos di Bari a sgominare Arkeon, psicosetta con oltre 10 mila adepti
in tutta Italia…”, allora, che Lei se ne renda conto o meno, così
come le altre persone coinvolte in quell’articolo, Lei si rende
complice di un inganno. E glielo dico chiaramente, quell’inganno
gronda letteralmente sangue e lacrime di tante famiglie.
http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/23/Italia_delle_sette_Ora_rischiano_co_9_080523149.shtml

> Il mio non è menefreghismo.

Guardi che credo alla Sua buona fede, e di certo non deve
giustificarsi con me per ciò in cui crede o non crede.

> Semplicemente non mi occupo di Sette. Non
> sono uno studioso o un ricercatore.

Se non si occupa di sette allora che ci fa in quell’articolo del
Corriere intitolato “l’Italia delle Sette…” ?

> Vede , la unica mia policy è questa : Tu non fare niente a me , e io
> non farò niente a te.

Con tutto il rispetto, Signor Sotgia, che io sappia, anche la malavita
applica in genere questa policy.

> E questo implica il non intromettermi in cose di cui non sono a
> conoscenza. E le ripeto chiaramente che non è menefreghismo , ma
> delicatezza e buon senso.

Spero di averLe fatto sufficientemente notare sopra che purtroppo,
volente o nolente, Lei è già “stato intromesso”.

> Mi faccia un favore... sia serio...

Lei, se ho ben capito, sta lottando per riavere i Suoi soldi.
Benissimo.
Mi permetta, secondo Lei io che sono stremato, che sto lottando per
vedere riconosciuta la libertà di pensiero, la libertà di vivere senza
essere insultati, additati, minacciati; che sto chiedendo a chi è
preposto di essere almeno ascoltato prima di essere trattato come un
lebbroso; che sto chiedendo giustizia per famiglie perseguitate nel
lavoro, nelle scuole dei figli, nelle comunità parrocchiali;
secondo Lei, io avrei voglia di scherzare?
Lei al posto mio, cosa sarebbe disposto a mettere in gioco?

Quello che sto anche cercando di dirLe, anche se posso ben sbagliarmi,
è che Lei, lo desideri o no,
non può non occuparsi anche di tutto questo.
Così come quando per i Suoi impegni si sposta in auto, Lei è obbligato
a seguire il flusso del traffico, a seconda dell’intensità. E quando
l’autostrada è bloccata, anche Lei ne deve prendere atto e adeguarsi
alle regole.

Anche in questo ambiente c’è, piaccia o no un flusso e qualche regola.
Poi c’è anche chi se ne fotte delle regole e sorpassa a destra sulla
corsia di emergenza, credendosi più in diritto o più furbo degli
altri.
Veda Lei che fare.

Intanto buon lavoro e auguri per la vostra iniziativa.

Pietro

Stefano74

da leggere,
14 gen 2009, 02:56:5014/01/09
a
francamente ritengo che tu Pietro stia esagerando:
i tuoi post stanno deviando dal motivo per cui Allarme è stato chiuso
alla rivendicazione dei motivi di Arkeon.
sono due battaglie separate, e che devono restare separate.
inoltre pur essendo chiare le responsabilità della Tinelli il tuo sta
diventando un attacco personale ( e non sul caso oggettivo della
chiusura di Allarme) sulle sue responsabilità e sulla sua carriera
(addirittura arrivi ad ipotizzare la mancanza di controllo su di lei
ed eventuali problemi del suo vissuto irrisolti...)
potresti creare un nuovo argomento (mettendo OT prima), o postare in
altri luoghi (uno lo hai creato tu ed anche se non molti rispondono,
molti lo leggono).
capisco inoltre che tu coinvolga nella discussione la Gardini, che
oltretutto si è intromessa da sola nell'argomento sposando subito una
parte in causa senza informarsi dell'altra parte (in questo IMHO in
modo improprio perchè ha giudicato Arkeon sulle basi delle sue
precedenti esperienze viste e vissute senza informarsi), ma che tu
coinvolga Sotgia solo perchè è stato citato nello stesso articolo
della Tinelli?????
e che oltretutto Sotgia sia responsabile per non essersi dissociato
perchè in quell'articolo il giornalista scrive che la Tinelli "ha
sgominato la setta arkeon", siamo al ridicolo.
ormai la Tinelli si è "guadagnata" (in modo eticamente corretto o
scorretto, ognuno giudica) quell'epiteto. penso che i giornalisti
potrebbero evitare "dott" davanti al nome ma inseriscono quella frase
(che poi guarda un pò è sempre molto simile da un giornale
all'altro).
e se fosse stato citato un avvocato che poi si scopre non essere
avvocato, Sotgia è responsabile di complicità in frode o deve
risponderne di fronte all'ordine degli avvocati?
e perchè non prendersela con tutti quei lettori del Corriere (quanti
sono? tre milioni?), che non hanno mandato un'adeguata protesta contro
il giornale per aver scritto cose inesatte.

inoltre Sotgia aveva appena dichiarato che più leggeva i post qui
presenti sul mondo antisette e più ringraziava il cielo di non farne
parte.
che poi la sua battaglia sia condivisibile o meno, che sia utile o
meno, che nasca dalla concezione che Scn sia tutta una truffa, questo
sta a lui, e può essere oggetto di dialogo o di critica o di
contraddittorio, ma mischiarlo in questa faccenda è un pò esagerato.
sennò diventa Tutti colpevoli= nessun colpevole.
qui le responsabilità sono invece molto chiare e devono restare
separate o si creano due schieramenti non omogenei ma uniti solo dal
principio IO vs TU.
esempio: che MPG sia amica di LT mi sembra leggittimo. che creda a lei
(visto che è amica) piuttosto che alla Radoani ci stà pure. che
intervenga in un dibattito pubblico sulla base di amicizie è già
maggiormente criticabile. da li in poi lei entra di diritto in un
contraddittorio.
altro esempio: che GS ha dimostrato la sua simpatia e la sua stima per
MGP è chiaro e leggittimo. che ha dichiarato motivi di contrasto con
Martini è altrettanto chiaro. ma lui non si è mai intromesso (almeno
pubblicamente) nella diatriba tra Martini e MPG commentando i post o
prendendo le difese di una contro l'altra. Quindi NON PUO' essere
messo in mezzo, sennò chi lo fa fa la stessa figura di