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Da Allarme Scientology: un'altra relazione tra Narconon e Scientology

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erni

unread,
Mar 1, 2018, 2:19:05 PM3/1/18
to
Ho appena letto l'articolo <<Narconon: da persona a oggetto in nome di
Scientology>>, presente su Allarme Scientology, e vi ho trovato alcuni
passi importanti che riguardano la relazione tra Narconon e Scientology.
---
http://www.allarmescientology.it/txt/narconon-gianluca.htm
---

Ringrazio Gianluca per aver reso pubblica questa sua testimonianza, ed anche
Allarme Scientology.

Nel libro ufficiale di Scientology <<Che cos'è Scientology>>, nel capitolo
31 <<Le soluzioni per un mondo travagliato>>, a pag.503 il Narconon viene
definito come un'organizzazione laica.

DOMANDA:
In generale, un'organizzazione può definirsi veramente laica se poi cerca di
indirizzare alcuni o molti dei suoi clienti verso determinati centri che
si auto-definiscono religiosi?


Cito dall'articolo (le mie note sono fra doppie parentesi quadre [[ ]] ):
---------------------------------------------------------------------------
<<Febbraio 2018

Sono Gianluca, ho 38 anni e sono un alcolista.

[[...]]

E' così che inizia la mia avventura con il Narconon di Pesaro, una comunità che credo laica perché in questo modo mi è stata presentata.

Ci arrivo pochi giorni dopo e basta un'occhiata per capire che ci hanno fatto dei ponti un po' troppo alti. L'edificio ben curato che ci avevano descritto è in realtà abbastanza fatiscente, la palestra è raffazzonata, la piscina è poco più di un gommone pieno d'acqua. La sorpresa più grande, però, è il film di "orientamento" che mi fanno vedere. Quella che mi è stata presentata come una comunità laica è di fatto una comunità legata a filo doppio a una religione, la religione di Scientology.

[[ Il film "orientamento" potrebbe essere simile a quello che io ho visto in
un'organizzazione di Scientology ]]

[[...]]

Al Narconon sento dire che loro sono degli "specialisti della mente", che detestano psicologia e psichiatria, che solo loro sanno come risolvere tutti i problemi. Mi parlano male del SERT, dei loro psicologi e dei loro psicofarmaci. Quel che è peggio, queste cose le dicono anche a mio padre - che ci crede.

[[ Ritengo che: 1) anche alcuni scientologist possono considerarsi "specialisti
della mente", e 2) che quasi tutti o tutti gli scientoligist hanno una cattiva
opinione della psicologia e psichiatria. ]]

Nei miei quattro mesi di permanenza al Narconon di Pesaro (mi "diplomerò" nei tempi prescritti...) ho fatto 5 ore quotidiane di sauna, degli "esercizi terapeutici" che altro non sono che "esercizi religiosi" di Scientology, quelli che altrove vengono presentati e venduti come "corsi introduttivi alla religione di Scientology."

[[...]]

Alla fine, per "diplomarti" (cioè per decretare il successo del percorso riabilitativo Narconon) devi obbligatoriamente mettere per iscritto tutti gli errori che hai commesso nella vita, tutti gli sbagli; devi dire di aver raggiunto una nuova consapevolezza e che troncherai tutti i rapporti con le persone che ti hanno influenzato.

[[ Sopra potrebbero esserci due azioni o procedure di Scientology:
1) La *stesura degli overt/whithold* (a grandi linee, una scrittura delle
proprie azioni negative secondo il metodo di Scientology, e
2) La disconnessione.
Entrambe queste azioni o procedure sono descritte nel libro <<INTRODUZIONE
ALL'ETICA DI SCIENTOLOGY>>, di Scientology. ]]

[[...]]

Torno a casa e le cose per un po' vanno bene, ma addetti di Scientology continuano a chiamare me e i miei familiari. Non un follow-up del Narconon di Pesaro che avevo frequentato, ma personale della Chiesa di Scientology di Senigallia che insiste perché faccia dei "servizi" presso di loro. Cioè che mi iscriva a dei corsi a pagamento della religione Scientology. Mi promettono anche un lavoro, ma alla fine si tratta solo di arruolarmi nel loro staff.

[[ Come avrebbe ottenuto il nominativo di Gianluca il centro di Senigallia?
Chi o cosa glieli avrebbe dati? ]]

Comunque sia, decido di fare i "Procedimenti Oggettivi" alla "Missione della Chiesa di Scientology" di Senigallia, quelli che per tutto il tempo avevano continuato a telefonare a casa dicendo di essere esperti nella dipendenza, quelli che mi avevano promesso di trovarmi un lavoro. Ma ricado nel vizio del bere e mi rendo conto che star lì a toccare due muri non serve a nulla.

[[ Qui sopra, Gianluca va a finire... in una Missione di Scientology. ]]


I responsabili della Mission decidono che devo tornare al Narconon per una revisione (a pagamento) del programma, poi restarvi come staff. Convincono i miei che vi lavorerò come operatore sociale (per 300 euro al mese). Faccio anche questa con l'idea di tornare a casa il prima possibile, ma al Narconon di Pesaro si accorgono che di Scientology non ne voglio proprio sapere e, forse per togliersi di torno un problema e mantenere la promessa fatta a mio padre, mi mandano al Narconon di Fabriano. Dopo due mesi non ne posso più, anche se non mi fanno alcuna pressione. Ho l'impressione che abbiano ottenuto quello che hanno sempre voluto: soldi facili - della "disperazione" - dai miei e manodopera a basso costo da me.

[[ Qui sopra, si potrebbe intravedere una pressione su Gianluca per
accettare Scientology. ]]

Vorrei andarmene, mi rendo conto di essere finito in una setta e provo a dirlo a casa, ma non mi credono. Narconon continua a tenersi in contatto con mio padre e gli dicono che la questione della "setta" è solo una mia fantasia. A casa si sentono molto delusi da me, dal fatto che, dopo aver avuto l'opportunità di un lavoro onorevole, voglia lasciarlo dopo appena qualche settimana.

Ho davanti due sole alternative: restare come staff o provare ad arrangiarmi fuori da lì. Ma a Fabriano sto così male che scelgo la seconda. Nel lasciare Narconon Astore, i responsabili mi raccomandano di tornare alla Mission Scientology di Senigallia per finire ciò che avevo iniziato, quei procedimenti che mi avrebbero reso migliore.

[[ Qui sopra, Gianluca viene consigliato di tornare alla Missione di
Scientology. ]]

Lascio Narconon Astore con 300 euro in tasca che finiscono in una settimana, poi mi ritrovo a dormire in strada. E' a quel punto che ricevo la telefonata della direttrice della Mission di Senigallia, mi dice che manca poco alla fine del corso che ho già pagato, promette ancora di trovarmi un lavoro esterno a Scientology. Non ci credo, ma il corso è già stato pagato e non ho nulla da perdere. Torno in Scientology per la seconda volta, ma adesso la situazione è pesante.

Non ho soldi, mi danno loro vitto e alloggio in un appartamento con due staff. Faccio Oggettivi, Oggettivi, solo Oggettivi, mi propongono altri corsi, ma rifiuto e li faccio indispettire.

[[ Qui sopra, a Gianluca vengono offerti altri corsi di Scientology. ]]

La sera qualche volta esco con altri staff e mi accorgo che dentro l'organizzazione recitano una parte, fuori sono tutt'altra cosa. Una sera uno staff di Narconon si ubriaca e torna a casa alticcio. E finiamo entrambi in etica. Vorrebbero che raccontassi cose su di lui, che facessi un rapporto scritto, ma mi rifiuto. Dico che è stato lui a ubriacarsi, non io. Ribattono che lui è il mio "twin", sono responsabile per lui per cui devo farlo. Ma non voglio. A quel punto vengo allontanato.

Ai miei viene detto che sono un poco di buono, un disonesto, che sono immeritevole di fiducia, un bugiardo, un ubriacone. Non perché sia tornato a bere - e non l'ho fatto -, ma perché rifiuto di allinearmi e di accettare la religione Scientology. Mi sento mortificato, annientato, quasi che la mia esistenza, la mia essenza, il mio essere intrinseco esistesse solo in virtù dell'accettazione di Scientology e della sua dottrina. Che io mi ostino a rifiutare.

[[ Qui sopra, Gianluca parla ancora di pressioni per fargli accettare
Scientology. ]]

[[...]]

Poi, sorpresa, ricevo una telefonata da Narconon Falco, in Calabria, con cui non ho mai avuto rapporti. Mi dicono di andare da loro. Quindi cacciarmi era stato tutto un piano preordinato per farmi toccare il fondo? Per farmi pagare ulteriori "revisioni" del programma, lontano dai due Narconon dove ero già stato?

Rifiuto. Intanto le cose cominciano ad allinearsi nel verso giusto. Mi documento su Scientology, leggo tante testimonianze e i racconti di Federico, in cui mi riconosco in pieno. Contatto Simonetta, che gestisce "Allarme Scientology".

Con la documentazione acquisita e l'aiuto degli operatori del SERT riesco a far capire a casa che non ero nelle mani giuste, che si è giocato sul mio rifiuto di aderire a Scientology ed è stato fatto leva sui miei sensi di colpa.

Oggi sto bene.

Ho riallacciato i rapporti con i miei, ho trovato un lavoro, vivo da solo e sono tornato al SERT, che mi sta seguendo. Le cose iniziano a girare per il verso giusto.

[[ La documentazione di Allarme Scientology può aiutare parecchie persone. ]]

[[...]]

Sono certo che il tempo mi permetterà di dimenticare questa brutta parentesi della mia vita, sono certo che potrò riconquistare la mia serenità.

[[...]]

Ora vivo e non è poco.

Gianluca

[[ Quello che voglio sottolineare è che Gianluca, nel suo racconto, dice che
lui ha iniziato con il Narconon e poi va a frequentare... Scientology. ]] >>
---------------------------------------------------------------------------


erni.

L. Ron Hubbard è il fondatore di Scientology.

gianluca...@gmail.com

unread,
Mar 2, 2018, 1:05:41 PM3/2/18
to
Sono Gianluca,la tua anlisi è perfetta,ma manca un piccolo dettaglio che tu chiaramente non avendo vissuto in prima persona la mia vicenda non puoi sapere.
Io non ho mai creduto in scientology,quindi il dopo "Narconon"non solo è stato un chiaro tentativo di indotrinamento ma una violenza vera e propria.
La promessa era un lavoro che esulasse dalla religione,cosa a cui io non ho mai creduto,ma la loro pressione a casa mia è stata talmente forte da fare credere ai miei cari che fosse vero.
A quel punto è successa una cosa a che a mio vedere si può identificare come una violenza vera e propria,hanno cercato di farmi entrare dentro a forza cavandomi tutte le alternative.Chi gestiva la mision ha commentato il mio test d'ingresso in questa maniera"devi ASSOLUTAMENTE fare gli oggettivi".voglio ripetere di mio la parola ASSOLUTAMENTE perchè credo che sia il loro format verso chi tentenna,e loro lo hanno espresso davanti ai miei parenti.
Ora facciamo una piccola equazione -ASSOLUTAMENTE(per la tua salute)+LAVORO(non lo avevo)=DEVI FARLO.Alternativa?nessuna se hai speso i tuoi soldi per farti "curare" al Narconon ed i familiari gli danno retta.(ti rimane la strada)
Cosa ha provocato tutto ciò?altri abusi chiaramente,ad esempio mi facevano fare corsi senza neppure chiederlo,mi davano un libro da leggere dicendomi che mi serviva poi al contempo mandavano a mia insaputa il conto a casa.(ho letto una miriade di luoghi comuni spacciati come genialate di hubbard).
Posso citarne un'altro,che forse è quello che mi ha dato + fastidio,portare volantini in giro.
Non potevo dire di no se non collaboravo poi sarei stato in mezzo una strada,spero che nessuno che abbia letto la promo che ho portato in giro sia andato poi in mission,me lo auguro di cuore.
Infine,dulcis in fundo mi hanno usato per fare il trasloco dalla vecchia mission di Senigallia alla nuova(gratuitamente).So per certo che quello che hanno fatto a me è successo anche ad altri,ma di ciò non voglio parlare la faccia l'ho messa io e va bene così.
Vorrei anche sottolineare che dopo la mia prima lettera qualcuno ha scritto il mio nome e cognome ,credo per cercare di intimorirmi.
Quindi riepilogando inizialmente sono stato addescato con bugie,reclutato con la violenza(psicologica,pressioni a casa),gettato via perchè non idoneo(a cambiare religine),strumentalizzato ed anche derubato(quando mi hanno allontanato i soldi del corso che stavo svolgendo se li sono tenuti).
Quindi Narconon è Scientolgy ed il non dichiararlo è immorale,e peggior cosa non ti propongono una nuova filosofia,se possono te la impongono.

Alessia Guidi

unread,
Mar 3, 2018, 1:38:34 PM3/3/18
to
Il giorno venerdì 2 marzo 2018 19:05:41 UTC+1, gianluca...@gmail.com ha scritto:
[...]
> Sono Gianluca,la tua anlisi è perfetta,ma manca un piccolo dettaglio che tu chiaramente non avendo vissuto in prima persona la mia vicenda non puoi sapere.
> Io non ho mai creduto in scientology,quindi il dopo "Narconon"non solo è stato un chiaro tentativo di indotrinamento ma una violenza vera e propria.
> La promessa era un lavoro che esulasse dalla religione,cosa a cui io non ho mai creduto,ma la loro pressione a casa mia è stata talmente forte da fare credere ai miei cari che fosse vero.
> A quel punto è successa una cosa a che a mio vedere si può identificare come una violenza vera e propria,hanno cercato di farmi entrare dentro a forza cavandomi tutte le alternative.
[...]
> Quindi Narconon è Scientolgy ed il non dichiararlo è immorale,e peggior cosa non ti propongono una nuova filosofia,se possono te la impongono.

Ciao Gianluca, grazie per questa tua ulteriore testimonianza.

Anni fa scrissi un articolo di replica a Camillo Maffia di Agenzia Radicale (http://www.allarmescientology.it/txt/maffia-replica.htm) in cui sottolineavo - tra l'altro - proprio questo aspetto: i diritti umani e la libertà di religione.

Secondo Maffia, Scientology verrebbe perseguitata in quanto religione minoritaria e per certi versi "scomoda". Presentava Narconon come una realtà idilliaca solo vagamente legata a Scientology (e per questo stigmatizzata), mentre io dicevo che Narconon non è "vagamente legata" a, ma sua parte integrante. Perciò, in un'ottica di difesa dei diritti umani e della libertà religiosa, non si può dimenticare che questa libertà si estrinseca anche nella:

<< libertà di non doversi sottoporre a rituali e pratiche religiose per riabilitarsi dalla droga;
<<libertà di non dover sposare credenze religiose;
<<libertà di non dover finanziare a propria insaputa un movimento religioso di cui si potrebbero ignorare e/o non condividere ideologie, credenze, pratiche.
<<Sottacere, minimizzare o addirittura negare i rapporti fideistici e operativo-direttivi tra Narconon e Chiesa di Scientology significa negare questa libertà, questo diritto.>>

Maffia non ha voluto pubblicare la mia replica al suo articolo (nonostante mi citasse e addirittura mi riconoscesse competenze sull'argomento), né ha voluto discutere con me le critiche che avevo mosso al suo articolo.

Io invece credo che quanto hai scritto sia solo una ulteriore conferma del fatto che di certe cose bisogna discutere apertamente e che la propaganda è propaganda da qualsiasi parte provenga, vuoi dal movimento stesso e dai suoi "giornalisti megafoni", vuoi dagli ambienti "antisette" e dai loro "giornalisti megafoni".

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