Torino, 18/11/2009 (informazione.it - comunicati stampa) I contenuti
del documento sono coperti dal segreto istruttorio, ma Giuseppe
Cicogna, portavoce della Chiesa di Scientology di Torino, fa sapere in
una nota che la sede torinese ha chiesto all’Autorità Giudiziaria,
agli organi di controllo dell’Ordine e al Garante di competenza, di
accertare la sussistenza di reati e/o di violazioni deontologiche a
carico dei tre dipendenti del quotidiano a seguito di un articolo
altamente discriminatorio a danno della Chiesa di Scientology
pubblicato lo scorso 4 novembre nella cronaca cittadina a firma dello
stesso Massimo Numa.
“In Italia le cause per diffamazione portano raramente ad esiti per
chi viene danneggiato da propaganda denigratoria. – spiega Giuseppe
Cicogna – Il risultato lo vediamo tutti i giorni nell’informazione
urlata e scandalistica che cerca a tutti costi lo scoop nei confronti
di chiunque esca dall’anonimato. Ma i Diritti Umani vengono
costantemente calpestati da un certo modo di fare giornalismo e non si
può continuare ad accettare questa situazione. Articoli del genere non
fanno altro che alimentare l'odio. Tutto ciò in cui crediamo e per cui
ci adoperiamo – prosegue Cicogna -così come ciò che L. Ron Hubbard,
fondatore della religione di Scientology ha scritto, somiglia molto a
ciò in cui crede e per cui si adopera qualsiasi persona di buon senso.
La sola ed unica cosa che le nostre sedi cercano di fare è di
contribuire a migliorare una società nella quale si creano
deliberatamente contrasti e separazioni tra persone che potrebbero
invece lavorare assieme per scopi costruttivi simili e comuni. Siamo a
disposizione per fornire documentazione in merito e informazioni sulla
nostra religione, un movimento nuovo e giovane, libero da
condizionamenti politici ed ideologici, attivo e utile nel sociale e
culturalmente vivace. Ma non pretediamo che si parli bene di noi o che
si creda in ciò che affermiamo: chiediamo solo che vengano rispettati
le leggi ed i Diritti Umani che tutelano i cittadini e le associazioni
da tentativi di creare ulteriore odio.”
> Fonte:http://www.informazione.it/c/44E08BDB-4EBC-4020-BE28-012D6DF604F3/ESP...
Cita la fonte per onestà intellettuale..........................
ESPOSTO UNA DONNA DI 31 ANNI RACCONTA IL SUO CALVARIO CON DUE ADERENTI
ALLA SETTA. E' STATA «LIBERATA« DAI GENITORI ''Schiavizzata da
Scientology'' ''Obbligata a consegnare i miei beni, se mi ribellavo mi
picchiavano
MASSIMO NUMA Segregata, privata dei soldi e di tutti i suoi averi,
costretta a lavorare per mesi senza stipendio e indotta a diventare
una seguace di SCIENTOLOGY. La storia - triste ed angosciante - di
Marina (nome di fantasia), professionista torinese di 31 anni, sara'
al centro di un'indagine giudiziaria della procura. In un lungo
esposto, presentato dal suo legale di fiducia, Loredana Gemelli,
racconta di un lungo «calvario», organizzato, in ogni dettaglio, da
due presunti fedeli della Chiesa di SCIENTOLOGY: un uomo e una donna.
Lui imprenditore, lei segretaria. Il primo rivestirebbe un ruolo di
rilievo all'interno di una delle sedi del Nord-Est; la seconda sarebbe
una «fanatica discepola» di L. Ron Hubbard, fondatore di SCIENTOLOGY,
complice ed anche esecutrice di violenze psicologiche e vessazioni di
ogni tipo. «Nel maggio 2009, X ha cominciato a parlarmi
dell'organizzazione di SCIENTOLOGY, della quale era diventato devoto
seguace, consigliandomi l'adesione visti i grandi benefici che diceva
di avere ricevuto... diceva di essere un ''clear'', spesso in viaggio,
diretto nella sede di Copenhagen... ». «Dopo il primo mese, i due
iniziavano a propormi continuamente la lettura di libri riguardanti la
filosofia dell'organizzazione...> >. E ancora: «In particolare, dopo
il primo mese di lavoro (in una societa' gestita dall'adepto) i due
cominciavano un ossessivo trattamento, volto ad indottrinarmi; la
lettura dei libri era diventata obbligatoria e dopo ero costretta a
scrivere delle relazioni su cio' che avevo fatto di sbagliato nella
vita. Dovevo farlo dopo il lavoro, tra le 18 e le 24, alla presenza
dell'adepta» . Un incubo. A Marina hanno tolto tutto: carte di
credito, assegni, gioielli, custoditi nella cassaforte dell'azienda.
Le danno 50 euro alla settimana, per il cibo. Privata di ogni
autonomia, sorvegliata 24 su 24 ore. Alla fine, ridotta a uno
scheletro: «Pesavo 39 chili, dormivo solo quattro ore per notte,
sempre sotto accusa per gli scarsi risultati lavorativi...». «...In
seguito, siccome cercavo di ribellarmi, l'indottrinamento si fece piu'
pressante, adesso ero costretta a leggere i libri di SCIENTOLOGY in
presenza dei due soggetti, i quali mi chiedevano poi la spiegazione di
quanto letto e in caso di non comprensione, mi toccava di rileggere
gli stessi passi piu' e piu' volte... Mi dicevano che la ragazza che
aveva lavorato undici anni in quell'ufficio, era stata licenziata
perche' si rifiutava di seguire le teorie di SCIENTOLOGY... ». Accuse
pesanti. Alle fine, dopo mesi di pressing, mentre l'orario di lavoro
si fa sempre piu' massacrante e il diktat di studiare i libri di
Hubbard sempre piu' imperioso, il presunto «clear» passa all'attacco.
Vuole soldi: esattamente un assegno da 30 mila euro, a titolo di
garanzia per le spese che «stava sostenendo». Marina riesce a
resistere. E loro la costringono a telefonare ai genitori, per farsi
inviare un nuovo libretto degli assegni e la carta di credito, poiche'
quella che le avevano sottratto era nel frattempo scaduta. La
professionista tenta di ribellarsi, non vuole piu' sottostare al
regime di schiavitu' e di violenza psicologica; la donna che la
sorveglia, mentre lei «ormai stremata» le aveva detto piangendo di
volersene andare, perde ogni controllo: «Dopo un litigio mi afferrava
per il collo e mi sbatteva contro il muro, e subito dopo affermava che
lo faceva per il mio bene e anche lei aveva vissuto la stessa
esperienza». La salvezza arriva la notte del 31 luglio. I genitori di
Marina, insospettiti dalla telefonata della figlia, si sono
precipitati in quella citta' del Nord Est e l'hanno liberata dai suoi
presunti persecutori. Che avrebbero preteso ancora altri soldi. «Una
volta rientrata a Torino, feci bloccare il bancomat e le carte di
credito. Scoprii che, in tutto quel tempo, mi avevano accreditato,
come stipendio per il mio lavoro, solo 700 euro». Il danno e la beffa.
Solita fuffa.
Non essendoci EVIDENTEMENTE gli estremi per una azione legale di
qualunque tipo, tentano la strada traversa.
Proprio vero. la disperazione fa fare le cose pi� strane.
Ribelle60
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"Non ho paura degli urli dei violenti, ma del silenzio degli onesti"
Martin Luther King.
Ah ah, bel modo di migliorare la società, di mostrarsi vivacemente
culturali nonchè di sanare e migliorare i rapporti fra le persone e
promuovere i diritti umani: inprigionare e torturare psicologicamente
e fisicamente persone. I miei complimenti a scientology ed in
particolare al signor Cicogna per non aver risposto a nulla di quanto
l'articolo denunciava. Mi auguro vivamente che si accerti se la
diffamazione è o meno fondata, poi voglio vedere che dirà il Cicogna...