Salve a tutti, sono nuova in questo NG, intervengo appositamente per rispondere alle "argomentazioni" decontestualizzate e a mio parere piuttosto fallaci portate da Kumbaz, dal momento che vengo in qualche modo chiamata in causa.
Dal momento che sono solita presentarmi con nome e cognome, lo faccio anche stavolta.
Mi chiamo Alessandra Pilloni, sono dichiaratamente satanista nonché autrice della traduzione del primo brano di LaVey riportato nel post di Kumbaz (questo:
http://www.satanismorazionalista.it/un-estratto-da-letters-from-the-devil-sulla-magia/) e dell'ultimo (questo:
http://www.satanismorazionalista.it/scelta-non-porgere-laltra-guancia/), che invece è un articolo scritto di mio pugno, eccezione fatta per la citazione iniziale, sempre di LaVey, riportata da Kumbaz.
Cominciamo col dire che presentare una disamina basata su contenuti artatamente tagliati ed estrapolati dal proprio contesto è in genere indice non solo di evidente scarsezza argomentativa, ma anche della velleità di attaccare briga.
Sarebbe un po' come se aprissi una discussione finalizzata a dimostrare che la Bibbia istiga all'omicidio basandomi su una frase estrapolata da Esodo 22:18 che dice testualmente "Non lascerai vivere la strega", e saltando a piè pari tutto ciò che precede e segue: e con "tutto ciò che precede e segue" non intendo unicamente ciò che può essere letto in altri punti delle Sacre Scritture cristiane, ma anche i fatti.
Fatti: cose che a Kumbaz, sembra interessino poco.
Ad esempio per Kumbaz sembra non avere importanza il fatto che negli USA la Chiesa di Satana basata sui testi di Anton LaVey esista dal 1966 come realtà pienamente legale (e mai stata al centro di accuse legate a crimini di qualsiasi tipo).
Per Kumbaz sembra non avere importanza neanche inserire le frasi che legge e solertemente riporta all'interno del proprio contesto: o, per meglio dire, le frasi erano già inserite in un contesto, ma Kumbaz ha ritenuto opportuno decontestualizzarle.
Dal primo testo di LaVey da lui citato ha tratto la frase: "Ora mi si consenta di delineare alcuni dei requisiti per la persona che vuol praticare la vera arte magica della MANIPOLAZIONE degli esseri umani, la naturale pratica della stregoneria."
Vedi, Kumbaz, il punto è che prima di levare in alto le forche non appena si legge la parola "manipolazione" il pensiero di LaVey dovrebbe essere conosciuto e studiato nella propria globalità, perlomeno per evitare figuracce.
Nella Bibbia Satanica Anton LaVey distingue tra Alta e Bassa Magia.
Partendo da una definizione fondamentalmente di ascendenza crowleyana che vede la magia come cambiamento di situazioni/eventi, che sarebbero immodificabili attraverso metodi normalmente accettati, tramite la propria Volontà, la distinzione in breve è che la Bassa Magia si configura come una magia non-rituale di stampo MANIPOLATIVO(ossia, per dirla ancora con le parole di LaVey consistente in "illusioni e astuzie ottenute tramite vari espedienti... che quando messe in atto possono produrre cambiamenti secondo il proprio volere"), mentre l'Alta Magia, ossia magia cerimoniale, prevede l'esecuzione di un rituale formale la cui funzione è di dirigere la propria volontà verso un determinato scopo, convertendo le energie emozionali indotte dalla rappresentazione cerimoniale psicodrammatica in una forza "dinamica e trasmettibile".
Ciò che ha attirato l'attenzione di Kumbaz è dunque la Bassa Magia.
Sì, la Bassa Magia si basa su una forma di "fascino" esercitato su terzi: e allora?
Se Kumbaz si fosse preso la briga di leggere il testo laveyano per eccellenza dedicato alla spiegazione della Bassa Magia (ossia "The Satanic Witch") prima di levare in alto la forca, avrebbe notato con suo grande scoramento che questa forma di "manipolazione" non ha nulla a che vedere con la presunta "manipolazione mentale delle sette".
Il testo The Satanic Witch è infatti incentrato (ecco il testo integrale:
http://www.e-reading.ws/bookreader.php/130868/LaVey_-_The_Satanic_Witch.pdf) sulla pericolosa manipolazione settaria... ehm... sì, esercitata dalla Strega Satanica (donna) nel curare la propria estetica ed i propri atteggiamenti in modo tale da ottenere dei vantaggi grazie al proprio fascino femminile!
Wow, che clamoroso esempio di setta plagiante! Se non è manipolazione mentale settaria questa!
Conosco i libri di LaVey da anni, ma senza Kumbaz non sarei mai arrivata a fare un raffronto tra Bassa Magia e DDL 190: un plauso per la fantasia!
Certo, non escludo che tra le tante fantastiche ed impareggiabili conseguenze che potremmo avere qualora il DDL190 divenisse legge potrebbe verificarsi anche il caso di qualche uomo che, per evitare la separazione con addebito dopo aver messo le corna alla moglie, pensi bene di citare in giudizio l'amante adducendo di essere stato "plagiato" dal suo fascino, ma converrai Kumbaz che si tratterebbe di un vero e proprio "effetto collaterale" della legge in questione (anche se i pro-plagio in genere amano chiudere gli occhi dinnanzi ai possibili effetti collaterali).
Andiamo avanti, riferimento ai principi enunciati da Peter Gilmore.
Il Satanismo si basa su una concezione egoistica: ancora, non capisco quale sia il problema.
Se anche in questo caso Kumbaz avesse studiato il pensiero laveyano prima di estrapolarne delle parti, di cui mostra di non conoscere minimamente il significato ed il contesto, allo scopo di cercare maldestramente di confermare le proprie "tesi" (?) avrebbe scoperto, tra le altre cose, che l'etica satanica (e mi riferisco al satanismo laveyano, visto che è quello chiamato in causa) è riconducibile a dei principi che chiarificano molto bene il ruolo e la portata dell'egoismo.
LaVey disse che la sua forma di Satanismo poteva essere considerata come "la filosofia di Ayn Rand con l'aggiunta dei rituali".
Ayn Rand, come spiega wikipedia, è stata una scrittrice e filosofa "sostenitrice dell'individualismo e dell'egoismo razionale,da lei inteso come la più naturale e importante delle virtù, in quanto consiste nel cercare il proprio bene senza arrecare danno agli altri." (Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ayn_Rand)
Ayn Rand è stata anche una grande sostenitrice delle teorie economiche liberali-capitaliste.
Chi ha una qualche dimestichezza con il pensiero economico capitalista sa che la teoria economica della "mano invisibile" si basa proprio su una concezione egoistica: ciascun attore delle vicende economiche cerca di massimizzare il proprio profitto, e ne consegue il risultato più conveniente per tutti.
Inoltre, il Satanismo non esclude tout court l'altruismo:
http://www.satanismorazionalista.it/altruismo-ed-egoismo-vexen-crabtre/.
Atti altruistici possono infatti dare benessere e gratificazione anche a chi li compie, e quindi possono rientrare perfino in una concezione di tipo egoistico: semplicemente, il Satanismo evita di fare proclami ipocriti di "amore universale": per noi l'amore si rivolge a chi lo merita, non agli ingrati o agli indegni.
Ciò che è ancora più interessante però è che nella lettura dei punti elencati da Gilmore a Kumbaz sfugga il 15esimo: "Il simbolo che meglio esemplifica la mia natura di bestia consapevole è Satana , il simbolo di carnalità , di giustizia e di AUTODETERMINAZIONE", laddove il riferimento all'autodeterminazione avrebbe potuto metterlo in allerta sull'erroneità di quanto precedentemente inteso a proposito di "manipolazione".
Allo stesso modo a Kumbaz sono "sfuggiti" altri importanti articoli: ad esempio questo
http://www.satanismorazionalista.it/s-r-raggiunge-quota-1000/, in cui tra l'altro è riportata, nella parte scritta da me, una celebre frase di LaVey secondo la quale "Satanisti si nasce, non si diventa": una convinzione che per noi costituisce un ottimo motivo per evitare proselitismo e presunte "manipolazioni mentali" interne- e questo anche alla luce di un altro principio, quello di élitarismo.
Arriviamo alla terza ed ultima citazione: l'articolo preso di mira si intitola "Sulla scelta di non porgere l'altra guancia", si apre con una citazione di LaVey che viene ripresa da Kumbaz, ma è seguita da un lungo articolo esplicativo.
Articolo che Kumbaz evidentemente ritiene superfluo riportare, ma che altro non è che la spiegazione ai suoi dubbi.
Qualche citazione a caso: "La nostra scelta di non porgere l'altra guancia non si configura dunque come velleità di prevaricazione, ma come affermazione del più naturale principio di giustizia, che presuppone una conseguenza per ogni azione ed il farsi carico delle proprie responsabilità."; "Ciò che deve essere chiaro, anzitutto, è che il satanismo laveyano, che si presenta come una realtà storicamente legalitaria, non invita in alcun modo a violare la legislazione vigente.
Questo per una vasta serie di ragioni, e non da ultimo perché il satanismo si occupa anzitutto dell'affermazione e dello sviluppo dell'Individuo, rifuggendo qualsivoglia apologia del martirio. (...)Vale inoltre la pena di sottolineare come il principio della Lex Talionis non sia affatto, in linea di principio, contrastante con lo spirito che anima la legge stessa.
Le origini della Lex Talionis si perdono nella notte dei tempi, e non sono certo appannaggio del pensiero biblico veterotestamentario, che di fatto ha semplicemente ripreso un principio già ampiamente in uso, come attestato tra l'altro dal Codice di Hammurabi.
Ciò non significa, naturalmente, che questo principio sia caratteristico di sole società arcaiche: infatti, nonostante si sia sviluppato in contesti antichi, continua a permanere, sia pure in forme ammorbidite, nel diritto attuale.
Ancora oggi infatti, una delle più note teorie di giustificazione del diritto penale si basa sul cosiddetto principio "retributivo", che nella sua forma più antica -ma anche più pura- altro non è che la legge del taglione."
In ogni caso, chiuso il capitolo sulle "spiegazioni", Kumbaz ha lanciato un'esca senza alcun dubbio rivolta alla sottoscritta e per questo non posso che accontentarlo ed intervenire.
Perché l'esca è rivolta indubbiamente alla mia persona?
Vediamo un po': Kumbaz dice di essere "arrivato a scrivere questo post" dopo essersi accorto "di alcuni "collegamenti" più o meno palesi tra coloro che si battono contro il DDL 190 ed alcuni esponenti del mondo satanista."
L'espressione "alcuni esponenti", in Italiano, indica una pluralità di persone.
Pluralità di persone che però, a meno che Kumbaz non voglia elencare una serie di nomi e cognomi accompagnati da evidenze comprovanti il collegamento di cui parla, mi permetto di ritenere inesistente.
L'esca è poi senza dubbio rivolta a me perché, guarda caso, viene citato il sito del progetto Satanismo Razionalista -di cui faccio parte dell'amministrazione- nonostante sia piuttosto recente e stia cominciando a raggiungere or ora una certa stabilità nei motori di ricerca.
Mi risulta comunque di essere l'unica persona, all'interno del panorama satanista italiano, ad essersi pubblicamente esposta e dichiarata contraria al DDL 190 nonché ad alcuni tentativi di disinformazione operati dai media finalizzati a creare destabilizzazione ed allarme sociale sul fenomeno "sette".
Cercando il mio nome su google (e saltando a piè pari i risultati relativi alla mia omonima economista con la quale non ho nulla a che vedere)si può senz'altro avere una riprova della mia esposizione relativa a tematiche quali libertà religiosa e manipolazione mentale.
Esposizione che invece non mi è mai capitato di riscontrare in relazione ad altri satanisti: tuttavia, se Kumbaz ha nomi e cognomi da fare sono tutt'orecchi.
Mi premerebbe poi sapere cosa e quali sarebbero i "collegamenti tra coloro che si battono contro il DDL 190 ed alcuni esponenti del mondo satanista."
Collegamenti di che tipo, esattamente?
Se io, cittadina italiana dotata (visto il clima forse ancora per poco) di diritti civili e politici mi permetto di esprimermi contro l'introduzione di un'ipotesi di reato che ritengo pericolosa, inutile, lesiva dei diritti umani e incostituzionale, per quale motivo la mia opinione dovrebbe essere bollata come "collegamento tra coloro che si battono contro il DDL 190 ed alcuni esponenti del mondo satanista"?
Dal modo in cui è formulata la frase sembrerebbe che la contestazione si basi sull'argomento ad hominem (o meglio, se mi si passa la battuta, ad religionem), o per dirla in parole più semplici che la presenza di "alcuni esponenti(dei quali continuo ad attendere i nomi)del mondo satanista" sia ritenuta da Kumbaz un elemento degno di biasimo.
C'è solo un piccolo particolare: vedi, Kumbaz, le persone non si caratterizzano unicamente per il loro essere sataniste, damanhuriane, cristiane o appartenenti alla Chiesa del Sub-Genio.
Sarà che sono stata educata a considerare e trattare le persone anzitutto come persone, ma il succo del tuo sproloquio mi sfugge.
Oltre ad essere una deprecabile e plagiantissima appartenente all'ambiente satanista italiano, infatti, ho anche tante altre qualità e nella vita mi occupo di diverse cose, tra le quali il diritto (sono una giurista).
Avrò quindi i requisiti per poter parlare con cognizione di causa del DDL190 o il fatto di essere satanista mi pone un veto?
Vediamo poi la frase: "Molto probabilmente oggi esistono molti più satanisti, più o meno dichiarati, che scientologists."
Una affermazione che appare infondata sin dal principio, posto che Scientology è una realtà diffusa e conosciuta da decenni, mentre gli esponenti del satanismo organizzato in Italia si contano nell'ordine delle due centinaia di persone secondo i dati che leggo nel sito del CESNUR (
http://www.cesnur.org/religioni_italia/s/satanismo_01.htm).
Per correttezza vale la pena di sottolineare che non tutti i satanisti, specie in Italia, si muovono all'interno di gruppi "organizzati", come pure non si può saltare a piè pari l'esistenza del cosiddetto "satanismo giovanile" (anche se in quel caso il satanismo è più un paravento per atti trasgressivi di fatto svincolati da qualsivoglia base dottrinale): in considerazione di questo, comunque, il satanismo nella sua globalità in Italia può contare forse qualche migliaio di esponenti (4 o 5mila), di cui circa 200 appartententi ad un panorama "organizzato".
Cifre ben diverse rispetto a quelle che può vantare Scientology come realtà organizzata: prendendo infatti come riferimento lo stesso sito del CESNUR leggo che "Il 24 ottobre 2009, alla presenza di oltre seimila scientologist provenienti da tutta Italia, è stata inaugurata la nuova sede della Chiesa di Scientology di Roma e Mediterraneo. Sulla base delle ultime statistiche interne disponibili, aggiornate al 2007, Scientology valuta i "frequentatori" italiani delle Chiese e missioni in circa cinquantamila persone, ridotti a circa ventimila se si considerano i soli partecipanti ad almeno i servizi ecclesiastici minori, che diventano circa diecimila - di cui un migliaio di membri dello staff delle Chiese o delle missioni - se li consideriamo sulla base della partecipazione a servizi ecclesiastici maggiori. Sulla base dei criteri indicati nell'Introduzione, la nostra stima è appunto che le persone che considerano Scientology come loro identità religiosa primaria siano in Italia circa diecimila: un dato, come si vede, difficile da precisare a fronte delle citate incertezze su che cosa si possa o si debba intendere per "membro" di una realtà come Scientology." (fonte:
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/potenz_umano_02.htm)
A meno che, naturalmente, Kumbaz non volesse riferirsi, come sospetto, a dati di matrice complottista.
Una tesi, la mia, che sembrerebbe un'illazione priva di qualsivoglia fondamento, se non fosse lo stesso Kumbaz, con la sua affermazione successiva, a gettare nel panico anche il lettore più imparziale:
"Secondo certi autori più o meno noti legati al cosiddetto variegato mondo del complottismo, molti satanisti occuperebbero addirittura i posti chiave del comando socio/economico/religioso planetario."
Trovo alquanto imbarazzante un riferimento al mondo del complottismo in una discussione presumibilmente seria, ma tant'è.
In realtà la questione "complottismo" ultimamente è davvero ambigua.
Ad esempio, mi è difficile inquadrare cosa pensino i favorevoli al DDL 190 delle teorie del complotto:
da un lato ho notato che vengono criticate (e su questo, per una volta, concordo con loro):
https://favisonlus.wordpress.com/2013/04/03/teorie-del-complotto-i-credenti-nei-rettiliani-nel-sondaggio-dellatlantic/ , dall'altro però ogniqualvolta mi trovo a discutere con un pro-plagio spunta fuori il complottismo: si tratta sempre di complotti satanici, o complotti riguardanti le "lobbies settarie".
Per la serie: complottismo no, a meno che non ci sia utile per dimostrare qualcosa.
E' questo, ad esempio, che ho notato di recente anche in relazione al rigetto in sede COE della Raccomandazione di Rudy Salles.
Il nocciolo della questione è che è troppo facile gridare "al complotto!" o "alla lobby settaria!" per paventare pericoli inesistenti o in assurdi tentativi di auto-vittimizzazione.
Il complottismo si basa sul cercare con insistenza/trovare/fare collegamenti tra cose scollegate basandosi su pseudo-sillogismi e nozioni fallaci.
Ad esempio, siccome Alessandra Pilloni ha scritto qua e là su internet pronunciandosi contro il DDL190 e siccome Alessandra Pilloni è satanista, dietro la protesta contro il DDL190 vi sono "collegamenti con alcuni esponenti del satanismo italiano".
A questo punto si cercano maldestramente degli agganci fuori luogo su un sito, ovviamente estrapolati dal contesto e citati senza porre attenzione alcuna alle loro basi culturali e dottrinali, ed ecco il complotto bell'e servito!
Più facile di così!
Secondo esempio -solo apparentemente scollegato, ma il meccanismo è il medesimo- gridare al complotto dinnanzi al rigetto della raccomandazione di Rudy Salles.
Come si può leggere qui
http://www.dimarzio.info/it/articoli/liberta-religiosa/386-la-francia-ci-difende-dalle-sette-grazie-tante-preferiamo-di-no.html ,Salles ha affermato addirittura che "La giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in materia di "sette" potrebbe essere descritta come molto liberale. Come prima cosa, la Corte si trattiene dal fornire una definizione di "sette" e riconosce l'esistenza delle minoranze religiose in generale. Secondo, la Corte non ha mai emesso sentenze sulla questione della proibizione di un qualsiasi movimento religioso. Anche quando vengono sottoposte alla Corte prove relative alle pratiche delle sette che sarebbero punibili in base alla legge penale, essa si limita (non potendo fare altro a causa del suo ruolo molto specifico) ad analizzare la liceità, la necessità e proporzionalità delle misure prese dalle autorità nazionali."
Un vero peccato che, anche in questo caso, l'affermazione (per giunta molto grave) appaia completamente fuorviante in quanto estranea ad un contesto che permetta di capire obiettivamente la giurisprudenza della Corte di Strasburgo: la stessa Corte di Strasburgo che, proprio per non entrare eccessivamente nel merito delle legislazioni dei singoli Stati, ha "salvato" l'art.13 della Costituzione greca che vieta il proselitismo (ma questa dovrebbe musica per chi "combatte le sette") con la sentenza Kokkinakis (sent. 25 maggio 1993), affermando testualmente (un fatto evidentemente sfuggito a Rudy Salles e ai suoi amici) che "agli Stati membri occorre lasciare un certo margine di discrezionalità nello stabilire l'esistenza e l'estensione della necessità di "interferire" con la libertà religiosa."
Detto ciò, Kumbaz concludeva il suo discorso con un post scriptum, e ne approfitto per concludere anche io con una riflessione sul tema:
"P.S. Per par condicio sarebbe opportuno se qualcuno, oltre a ricordare in ogni occasione i torti INGIUSTAMENTE subiti dal Dimitri dei "bambini di Satana", ricordasse anche gli omicidi e le follie compiute dalle "bestie di Satana"....altrimenti si potrebbe pensare che esistano delle preferenze!;-) "
Concordo con Kumbaz sul fatto che sarebbe opportuno che qualcuno "ricordasse anche gli omicidi e le follie compiute dalle "bestie di Satana".
Omicidi e follie che mi pare però siano ampiamente ricordate, ed anche con una certa insistenza, da tutti i media- a differenza dei casi di inchieste errate conclusesi con assoluzione degli imputati, che invece devono passare in sordina e che è meglio dimenticare: un po' come quando qualcuno contestò il diritto di Marco Dimitri di parlare pubblicamente su Bo-Noir di quanto ingiustamente subito.
Non mi risulta, per contro, che qualcuno abbia mai posto ostacoli alla trattazione del caso delle Bestie di Satana, del quale si continua a parlare sempre con una certa intensità nonostante gli anni trascorsi.
E dal momento che se ne deve parlare, sarebbe interessante parlare anche della configurabilità o meno del caso in questione all'interno del fenomeno delle "sette", posto che le sentenze hanno smentito il supposto profilo associativo del "gruppo" in questione ritenendo non provato il capo di imputazione relativo alla "associazione per delinquere".
Oppure vedasi in proposito quanto scritto dal noto criminologo Amedeo Longobardi, esperto di satanismo e nuovi culti:
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=21440 , che evidenzia come:
"Nella realtà dei fatti, forse meno romantica ma non meno angosciante, le Bestie di Satana non sono altro che un manipolo di debosciati con diverse esperienze di soggiorno in cliniche psichiatriche, fieri consumatori di droghe e alcool, il tutto ben mescolato a un livello culturale che definire basso è eufemistico. Se poi aggiungiamo qualche simbolo esoterico con cui un ego fragile può identificare la sua idea di ribellione e mescoliamo tutto nel calderone della noia giovanile, il risultato sarà un cocktail esplosivo di violenza e autosuggestione ben più onorifico della bevanda a base di sangue,vino e sperma che riempie i calici dei satanisti tradizionalisti durante le "loro" messe nere. Sbandati insomma, inquadrabili socialmente più nella struttura del branco che in quella della setta, adolescenti borderline che hanno trasformato un satanismo subculturale mutuato dai testi di alcuni gruppi musicali metal e da veloci ricerche su Internet rituali a base di birra e spinelli. Il satanismo "fai da te" diventa così il vettore della devianza per il gruppo, ma questo vettore poteva essere di qualsiasi genere in un altro ambito: una squadra di calcio o l'estremismo politico solo per fare due esempi. Tuttavia esperti di tematiche esoteriche più o meno improvvisati e difensori della morale pubblica si affannano a pubblicizzare agli organi di informazione i fatti di Somma Lombardo come la prova di una cospirazione satanica globale. Un vero e proprio tripudio di luoghi comuni e fantasie a briglia sciolta vengono scambiati tra sociologi, preti esorcisti, criminologi e psicologi in una sorta di festa mediatica dove tutti possono dire la loro senza timore di essere smentiti. Si sacrifica cosi in dibattiti televisivi un vero e proprio vitello grasso, rappresentato ironicamente dal satanismo vero o presunto. Alla fine tutti si sentono più leggeri e appagati, anche il pubblico da casa; forse perché la colpa questa volta non è né della famiglia, né della televisione e neanche della società, questa volta la colpa è del Diavolo un entità astratta che per di più siamo abituati a immaginare da sempre sul banco degli imputati.
Gli omicidi delle Bestie di Satana non hanno nulla di rituale, mancano cioè di ogni elemento che può ricondurre tali azione criminose a essere funzionali allo svolgersi di un rito. Oltre tutto le modalità, la scelta delle armi, dei luoghi e dei tempi sono riconducibili esclusivamente ad uno schema atto all'eliminazione di elementi di pericolo o semplicemente di disturbo, per quella che si profila a tutti gli effetti come una banda criminale composta da soggetti sociopatici e disturbati. In definitiva gli omicidi delle Bestie di Satana si configurano come uno squallido regolamento di conti tra persone che vivono un forte disagio sociale e interiore."
O ancora, per concludere, si potrebbe parlare del perché nella lettera inviata qualche tempo fa al COE a favore del Rapporto Salles si citasse ancora una volta l'esempio delle Bestie di Satana; esempio che mi venne fatto anche sulla testata giornalistica Terre Marsicane dove ero intervenuta chiedendo cortesemente che mi si citassero dei casi, confermati da sentenze passate in giudicato, di abusi rituali satanici, un fenomeno smentito da ricerche internazionali ma che veniva presentato come vero dall'articolo (vedasi qui:
http://www.terremarsicane.it/content/il-rituale-della-messa-satanicala-descrizione-del-prof-gabriele-gaudieri ).
Insomma, nulla quaestio sul caso di devianza in questione (che di certo non aveva nulla a che vedere con il satanismo laveyano, e si è fatto rientrare pacificamente nel satanismo fai-da-te giovanile), mi chiedo però come mai ogniqualvolta viene chiesta la citazione di un caso di criminalità confermato dai tribunali, magari anche legato ad accuse completamente diverse (come gli abusi rituali satanici, notoriamente non rientranti tra gli addebiti a carico delle Bestie di Satana), si sia in grado di citare solo questo esempio: forse perché è l'unico?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Buona giornata a tutti!