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Pasqua interreligiosa ad Avellino

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Bruno Gambardella

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Apr 2, 2004, 10:12:55 AM4/2/04
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Chiesa Cristiana Libera

Via Padre Paolo Manna, 16

83100 Avellino

Tel/Fax : 0825780927 - 3337043384

Email: chiesa...@ildialogo.org

Sito Internet: http://www.ildialogo.org/chiesaliberaav

Avellino, 22 Marzo 2004

Cari Fratelli, Care Sorelle,

vi scrivo in occasione della prossima Pasqua per sollecitare il vostro
impegno e partecipazione alle iniziative ed alla preghiera che per tale
appuntamento stiamo organizzando.

La Pasqua è un momento molto importante per tutti i cristiani. In questa
occasione ricordiamo due momenti fondamentali della nostra fede, quello
della morte e quello della risurrezione di Gesù di Nazareth, il nostro
amatissimo fratello nel quale Dio si è pienamente manifestato.

E chiamo Gesù nostro fratello, oltre che nostro maestro nella fede, perché
egli stesso durante la sua predicazione si è dichiarato tale ed ha
conseguentemente vissuto. Fratello degli ultimi, dei disere­dati, degli
oppressi dalle ingiustizie e dai rigori di un modo di intendere la legge di
Mosè formalista ed ipocrita. E lo chiamo fratello perché Egli ed il suo
Spirito sono tuttora in mezzo a noi, quando preghiamo e quando operiamo
seguendo i suoi insegnamenti. E lo chiamo fratello perché Egli ha dedicato
tutta la sua vita all'umanità anche se l'umanità lo ha ripagato con la
derisione, gli insulti, la morte.

Per noi cristiani la Pasqua è innanzitutto la proclamazione della
resurrezione di Gesù, l'annuncio della vittoria sulla morte per chi sceglie
di mettersi sulla sua via che è la via di Dio, una via fatta di amore e
giustizia, di aiuto e di speranza per chi soffre e per chi si impegna a
lottare contro le ingiu­stizie.

Anche la natura in questo periodo ci parla di vita e di amore, di nuova vita
che continuamente rima-sec dopo il sonno invernale. Ed il significato più
profondo della parola Pasqua è proprio quello di "passaggio", cambiamento da
una condizione di oppressione ad una di libertà, dalla morte alla vita. La
Pasqua è così la festa della vita, del trionfo della vita sulla morte. Ed
essere cristiani significa es­sere costruttori attivi del regno di Dio, quel
regno dove l'amore, la pace e la giustizia regnano so­vrani.

Ma la Pasqua non è una festa solo cristiana. Essa è anche la festa più
importante dell'ebraismo du­rante la quale esso celebra l'uscita dall'Egitto
ed appunto il passaggio dalla schiavitù alla libertà ed il patto di alleanza
con Dio. Ma ci sono anche altre religioni che all'inizio della primavera
celebrano un momento di passaggio e purificazione o l'inizio del nuovo anno.

La Pasqua è dunque un momento importante per riflettere sulla nostra vita di
cristiani, di persone che hanno scelto di mettersi nella sequela di Gesù e
di vivere una vita di comunione insieme agli altri cristiani costituendo una
comunità al cui centro c'è l'amore reciproco insieme all'amore per tutti gli
uomini e le donne che incontriamo nella nostra vita.

Ed è proprio per rendere concreta questa nostra vocazione all'amore che
quest'anno il Consiglio di Chiesa ha voluto vivere la Pasqua in modo
diverso, più aperto al rapporto con tutti i cristiani e con le nostre radici
ebraiche. Abbiamo così voluto organizzare una celebrazione ecumenica della
Pa­squa insieme ad una Parrocchia Cattolica con la quale abbiamo già avuto
un incontro durante la re­cente settimana di preghiera per l'unità dei
cristiani. E' questa una esperienza non nuova, che già abbiamo fatto due
anni fa, ed anche allora il parroco cattolico con il quale promuovemmo la
"Pasqua Ecumenica" era lo stesso di oggi. La Parrocchia è quella di S.
Egidio Abate di Grottolella ed il parroco e padre Antonio Pupo. Il programma
della settimana lo trovate allegato a questa lette­ra.

Insieme vogliamo condividere la comune riflessione sui testi biblici,
insieme vogliamo celebrare la "Cena Pasquale ebraica" con le stesse parole e
gli stessi gesti usati dagli ebrei da alcuni millenni. Vogliamo ripetere
quello stesso rito che Gesù celebrò in quella che fu la sua ultima cena e
che noi ricordiamo tutte le domeniche nel nostro culto durante la "Cena del
Signore".

Si tratta, per la nostra comunità, di una esperienza nuova che ci porterà a
vivere ciò che Gesù stesso ha vissuto nella sua ultima cena. Si tratta di
una esperienza che ci consentirà di andare alla radice della "Cena del
Signore" che da sacramento dell'unità dei cristiani è, purtroppo, diventata
nel tempo "sacramento della divisione" fra i cristiani e con il mondo.
Vogliamo fare di questa celebrazione, che terremo nella nostra chiesa nella
serata del mercoledì della settimana santa, un momento di ap­profondimento
della nostra comune fede in Gesù Cristo.

Voglio infine esprimere a tutti/e voi insieme alle vostre famiglie i più
sinceri auguri di "buona Pa­squa". Che questa Pasqua possa essere per
tutti/e un momento di gioia e di rafforzamento della no­stra fede in Gesù e
nella sua via che porta al regno di Dio.

Che la pace di Dio sia con tutti noi.


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