Da tempo, in ambiente protestante, la "voce" circolava con insistenza.
Poco prima di Natale, dopo anni di difficile convivenza e rendendo concreta
una "minaccia" spesso utilizzata nelle riunioni ufficiali, la Convenzione
Battista del Sud degli Stati Uniti (SBC) ha deciso che, a partire da ottobre
2004, cesserà ogni contributo economico ed ogni forma di partecipazione all'
Alleanza Battista Mondiale (BWA), la comunione di chiese che raggruppa i
battisti dei cinque continenti.
La notizia, anche se non inaspettata, ha comunque provocato emozione e
reazioni critiche in tutto il mondo protestante.
Da circa vent'anni la SBC ha intrapreso un percorso che, oggi, può dirsi
certamente conservatore, centralista, fondamentalista.
Mentre il battismo (e buona parte del protestantesimo mondiale) apriva al
pastorato femminile, all'ecumenismo cristiano, al dialogo interreligioso, al
dibattito sull'omosessualità, sull'eutanasia e sulla libertà di ricerca
scientifica le posizioni dei 16 milioni dei battisti del sud si
caratterizzavano sempre più in senso contrario. Non sono mancati appoggi al
conservatorismo sociale, al regressismo politico repubblicano, a quelle
missioni in Europa e nel mondo che hanno sostenuto le posizioni religiose e
sociali più integraliste.
Nessuno aveva negato queste profonde differenze. Al proprio interno, però,
il battismo mondiale era riuscito, grazie ai legami fraterni esistenti tra
le varie organizzazioni e comunità, a mantenere un'unità fondata sul comune
riconoscimento della divinità di Cristo, della Trinità, della resurrezione,
del perdono dei peccati, della seconda venuta di Cristo e del Regno di Dio.
Il dibattito in questi anni è stato anche aspro, ma mai erano venuti meno i
sentimenti di amore, di unità e di collaborazione con gli altri 32 milioni
di battisti in tutto il mondo.
Le accuse di "liberalismo teologico" e di "promuovere dottrine aberranti e
pericolose" hanno accompagnato e motivato la decisione.
Il segretario generale dell'Alleanza (BWA), Denton Lotz, in risposta al
documento che ha sancito la rottura, ha affermato che questo scisma è un
peccato contro l'amore. Il battismo mondiale non ha rinnegato i princìpi
della Riforma Protestante e la sua caratteristica principale è, in un'ottica
congregazionista, la fedeltà alla Scrittura.
Theo Angelov, segretario generale della Federazione Battista Europea, ha
commentato con dolore la decisione della SBC. Negli anni passati quelle
chiese hanno collaborato per la difesa della libertà religiosa in Europa.
Quando gli esuli dell'est europeo giungevano in occidente, mai i battisti
del sud hanno fatto mancare il loro sostegno economico e spirituale. Negli
anni più bui del comunismo sovietico e cinese, missionari europei e della
SBC partivano per i Paesi "oltre cortina di ferro" per testimoniare l'
Evangelo e per tentare di liberare i fratelli in fede imprigionati da quei
regimi. Nulla, secondo Angelov, può giustificare il ripudio di una comunione
fraterna che, al di là delle diverse posizioni culturali e forse teologiche,
univa tutti i battisti del mondo.
Il presidente dell'UCEBI (Unione delle Chiese Evangeliche Battiste in
Italia) Aldo Casonato ha criticato la decisione dei dirigenti della SBC, i
quali, sulla base di motivazioni false e pretestuose, hanno intenzione di
fungere da polo di attrazione per formare un nuovo agglomerato mondiale di
stampo ultraconservatore. Questa scelta di intolleranza e di settarismo
addolora ancora di più perché il battismo italiano deve tanto a quei
missionari americani che, subito dopo l'unità, giunsero nel nostro Paese per
testimoniare un'Evangelo che, forse per la prima volta nella nazione del
cattolicesimo più intransigente, parlava di libertà, di rifiuto del
controllo centralizzato delle coscienze e di rispetto delle diversità.
Al di là delle diverse posizioni, è innegabile che la SBC, ormai guidata da
un gruppo di leaders ultraconservatori, ha respinto la storica forma di
organizzazione democratica e congregazionista, concentrando il "potere"
politico (fondamentale in un sistema elettorale come quello statunitense) ed
economico in poche mani, pronte a sottoscrivere accordi con le
organizzazioni più beceramente oltranziste dell'integralismo cristiano.
Chi scrive si riconosce nelle posizioni del battismo italiano ed esprime
rammarico per una decisione che priva la comunione mondiale di un terzo dei
suoi membri, ma intende sottolineare il fatto che sia stato raggiunto -
finalmente - un punto di chiarezza.
Il fondamentalismo religioso (protestante o cattolico) negli Stati Uniti sta
sostenendo le battaglie più regressiste del presidente Bush e del Partito
Repubblicano. Il sostegno alla "guerra preventiva", la lotta contro la
libertà di coscienza delle donne, il sostegno a politiche economiche che
aumentano la disuguaglianza è, per molti di noi, incompatibile con il
messaggio di liberazione contenuto nell'Evangelo.
Quando le divisioni diventano profonde e gli obiettivi comuni praticamente
non esistono più è forse dolorosamente necessario separare le proprie
strade.
Bruno Gambardella