Un programma molto ricco e interessante, aperto al contributo della città e
delle altre realtà evangeliche della Campania.
Segnaliamo, tra gli altri, due convegni di notevole livello culturale e
scientifico che si sono svolti sabato 18.
Il primo, presieduto dal prof. Domenico Maselli, ha tracciato la storia
delle varie esperienze evangeliche in Campania.
Le presenze battiste, quelle delle chiese libere, dei valdesi e dei
metodisti sono state una testimonianza sempre viva dell'Evangelo, dagli anni
immediatamente seguenti l'unità d'Italia a quelli duri e difficili del
fascismo, dal periodo del nuovo Concordato e delle intese con lo Stato a
quello dell'ecumenismo e della crescente secolarizzazione.
Il pastore Carmine Napolitano, animatore dell'iniziativa, ha tracciato la
storia del movimento pentecostale campano, mettendo in luce gli elementi che
rendono quell'esperienza tra le più vive e maggiormente in crescita nell'
ambito dell'evangelismo italiano. Il fatto che le chiese pentecostali
incontrino le chiese "storiche", si confrontino con esse e cerchino di
tracciare un cammino comune di testimonianza cristiana è sicuramente
elemento di gran valore.
Il convegno, seguito da un pubblico folto ed attento, è stato concluso dal
pastore Maselli, il quale ha sottolineato come gli evangelici italiani siano
chiamati oggi ad una nuova sfida, quella della difesa della laicità dello
Stato.
Non si tratta di difendere i piccoli privilegi che le confessioni
minoritarie hanno conquistato, ma di salvaguardare un'idea di Repubblica
italiana aperta a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro credo. Uno
stato davvero laico e indipendente non avrebbe bisogno di rinverdire vecchie
intese o di sottoscriverne di nuove.
Il secondo convegno della giornata è stato incentrato sul recente lavoro del
prof. Maselli, Storia dei battisti italiani. I pastori Massimo Aprile, Anna
Maffei ed Emanuele Paschetto, partendo da alcune pagine del libro, si sono
interrogati sul valore storico, ma soprattutto spirituale, di un'esperienza
originale come quella del battismo italiano.
Sono stati ripercorsi gli anni in cui i primi missionari inglesi ed
americani arrivavano in Italia per portare una nuova lettura del
Cristianesimo, quel protestantesimo che a molti apparve "straniero", alieno
rispetto alla confessione maggioritaria dei nostri concittadini.
Significativi i momenti in cui la collaborazione con le altre chiese
storiche era ben lungi dal diventare la realtà viva ed operante di oggi o
quelli in cui l'ecumenismo appariva una lontana chimera o uno sterile
esercizio intellettuale.
Oggi il battismo italiano ed europeo (ma si potrebbe dire il protestantesimo
tutto), lontano dalle posizioni fondamentaliste di parte del movimento
americano, sta affrontando una nuova, grande sfida: quella dell'integrazione
dei fratelli africani ed est europei che, con la loro presenza nel nostro
Paese e nell'Unione Europea, stanno cambiando la fisionomia tradizionale
delle nostre chiese.
Molti stranieri provengono da chiese con teologia molto conservatrice e non
riescono subito ad inserirsi in una società estremamente complessa e
secolarizzata, dove la presenza evangelica è del tutto ignorata o
sottovalutata.
Chiunque abbia avuto modo di partecipare alle manifestazioni organizzate
dalla comunità pentecostale di Cicciano non può che essere grato a questi
fratelli per l'impegno profuso, per i momenti di riflessione che hanno
offerto ad un vasto uditorio e per la loro testimonianza cristiana.
Bruno Gambardella
Chiesa Cristiana Libera di Avellino
articolo pubblicato su Riforma, settimanale delle Chiese Battiste, Metodiste
e Valdesi