Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

da L'Espresso chiesa

3 views
Skip to first unread message

Bruno Gambardella

unread,
May 17, 2004, 8:40:46 AM5/17/04
to
Ecumenismo selettivo. Pollice verso per pentecostali ed evangelicals
E con loro finisce al rogo il presidente Bush. Ma il pastore valdese Giorgio
Bouchard, esponente autorevole del campo progressista, reagisce: "Sono essi
il futuro del cristianesimo"
di Sandro Magister

ROMA - Un'inchiesta commissionata dalla Chiesa valdese e resa pubblica lo
scorso 6 maggio ha accertato che gli italiani apprezzano il protestantesimo
per "impegno sociale", "solidarietà" e "rigore morale", oltre che per una
"maggiore conoscenza dei testi sacri" e un "comportamento più coerente con
la loro fede".

Ma quanto a informazione, ne sanno poco o niente. Richiesti di dire di che
religione è George W. Bush, il 31 per cento hanno risposto "cattolica" e
solo il 24 per cento "protestante". Anche tra i più istruiti le risposte
sono state di questo tenore.

L'inchiesta commissionata dalla Chiesa valdese è indizio di una più generale
tendenza delle classi intellettuali, cattoliche e no, nel giudicare
selettivamente il protestantesimo d'oggi.

Da parte dei ceti istruiti, l'ignoranza e il discredito colpiscono
soprattutto un'area del mondo protestante, quella definita fondamentalista:
tanto più se americana e tanto più se identificata con la fede professata
dal presidente Bush. È un discredito che influenza anche il dialogo
ecumenico perseguito dai circoli cattolici più impegnati: ben disposti verso
luterani, valdesi, calvinisti e anglicani, ma molto chiusi od ostili nei
confronti di pentecostali ed evangelicals.

Ebbene, proprio da parte di un autorevolissimo esponente della Chiesa
valdese e del campo progressista, il pastore Giorgio Bouchard, è venuta una
vigorosa critica a questo doppio standard.

Bouchard l'ha fatto in due libri pubblicati dalla Claudiana, l'editrice
ufficiale dei valdesi in Italia, entrambi dedicati ai nuovi risvegli
religiosi e alla presenza protestante nel mondo.

Per cominciare, Bouchard critica il "paradigma progressista" che fino a ieri
"regnava senza rivali all'interno delle Chiese cristiane o perlomeno tra le
loro élite intellettuali". Secondo questo paradigma, "un inarrestabile
progresso laicizzante sembrava essere il destino della specie umana".

Contemporaneamente, tuttavia, "importanti movimenti di risveglio
percorrevano tutte le grandi religioni, trasformavano le anime,
raggiungevano le masse: non raggiungevano, però, gli intellettuali di
Harvard, della Sorbona e di Francoforte".

Uno di questi grandi risvegli religiosi è quello pentecostale: il "Fire from
Heaven", il fuoco dal cielo oggetto nel 1995 di un famoso saggio di un
teologo secolarista pentito, Harvey Cox.

Scrive Bouchard: "I pentecostali e con loro altri evangelicals sono in
assoluto il movimento religioso che si diffonde più rapidamente in tutto il
mondo: più delle Chiese storiche protestanti e cattoliche, più dei musulmani
che pure si trovano in una fase di vigorosa espansione. [...] In un'epoca
infestata dal peggior relativismo morale e da un materialismo soffocante, i
pentecostali rappresentano una nuova e legittima interpretazione della
pietas cristiana, fondata su una grande certezza: la presenta dello Spirito,
la tanto trascurata terza persona della Trinità".

Bouchard rovescia "l'antica opinione secondo cui la crescita del movimento
pestecostale nell'America Latina altro non fosse se non una manovra dell'
imperialismo americano". Fa notare, piuttosto, che "predicatore laico della
pentecostale Church of God è stato per vari anni Charles Schultz, l'
inventore di Charlie Brown, questa garbata e incisiva autocritica dell'homo
americanus".

Quanto al fondamentalismo, dopo averne descritto l'origine come ritorno ai
"fondamentali" della fede "contro il relativismo etico e culturale che
corrode la civiltà americana", Bouchard scrive:

"Naturalmente questo movimento non è molto gradito agli intellettuali
secolarizzati di Boston e di New York. Essi hanno cominciato a usare la
parola fondamentalista come sinonimo di oscurantista: si tratta però di un
abuso lessicale che va fermamente combattuto. [...] Il fondamentalismo ha un
grande merito: ripropone la Bibbia come grande codice della società
americana e anche come libro di preghiera. Ma non è solo americano. Metà dei
700 milioni di evangelicals che vivono nel mondo di oggi sono
fondamentalisti: sono stati nel Gulag sovietico, oggi sono nei campi di
prigionia cinesi. Più d'una volta affrontano il martirio per la loro fede,
in taluni paesi islamici. Certo, noi li possiamo criticare dal nostro punto
di vista di europei un po' disincantati, e a volte è anche giusto
criticarli; ma non credo che ci sia lecito farli oggetto di una sommaria
squalifica. Come mai tra di loro il cancro al polmone è praticamente
assente, e l'AIDS è quasi sconosciuto? Come mai i loro giovani si astengono
dalla droga e dall'alcool? Potrebbe darsi che proprio i tanto disprezzati
fondamentalisti costituiscano l'ultima manifestazione di quello spirito
puritano che tanta importanza ha avuto nella storia della democrazia
moderna".

E ancora, dopo aver ricordato anche Avventisti, Testimoni di Geova, Mormoni:

"Per molti intellettuali europei, dire che qualcosa è d'origine americana
equivale a squalificarla. Sarebbe tuttavia bene riflettere sul fatto che
questi movimenti hanno bensì avuto origine negli Stati Uniti, ma hanno poi
dimostrato una straordinaria capacità di diffusione a livello mondiale. Che
cosa c'è dietro ai pentecostali che vanno nei Gulag cinesi di oggi? Soltanto
la CIA, come si diveva un tempo? Mi pare che sarebbe ora di abbandonare
queste semplificazioni, figlie naturali ma non legittime del grande
razionalismo moderno".


0 new messages