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Referendum procreazione assistita

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Bruno Gambardella

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May 4, 2004, 3:53:03 PM5/4/04
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REFERENDUM: PERCHE' VOGLIAMO "SPORCARCI LE MANI"

La Chiesa Cristiana Libera Battista di Avellino ha aderito al comitato
provinciale che promuove ad Avellino e in Irpinia il referendum per l'
abolizione della legge sulla procreazione medicalmente assistita.

Tra i soggetti coinvolti in questa iniziativa i Radicali Italiani, il
Partito Radicale transnazionale, l'Associazione Luca Coscioni per la libertà
della ricerca scientifica, la rivista "Il Dialogo" (periodico di dialogo
interreligioso), l'ex calciatore e "bandiera" della squadra locale Adriano
Lombardi (malato di sindrome laterale amiotrofica), il Nuovo PSI ed altre
associazioni laiche locali.

La decisione di partecipare attivamente alla promozione del referendum è
stata presa dalla nostra comunità nella convinzione che questa volta sia
davvero necessario "sporcarsi le mani" con la politica.

Il grande lombardo, Alessandro Manzoni, ha scritto riferendosi a don
Abbondio (ma, forse, ai tanti don Abbondio che popolano le nostre città e le
nostre contrade) che il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare.

Le chiese evangeliche italiane il coraggio lo hanno sempre avuto, anche per
il semplice fatto che in Italia se sei un cristiano non cattolico per gli
organi di informazione, nella scuola, nei "salotti culturali" praticamente
non esisti.

Il "caso Italia" non si concreta solo nell'ostracismo nei confronti di
alcuni soggetti politici, ma anche verso quelle realtà religiose che
agiscono senza la benedizione curiale e il beneplacito di certa "società
civile".

Forse per la prima volta in Italia una comunità protestante è entrata a far
parte di un comitato promotore di un referendum, un comitato "politico" che
vuole operare delle scelte che i partiti laici e di sinistra non hanno avuto
ancora il coraggio di compiere. Di questo - immodestamente - siamo fieri!

Venendo ai contenuti della legge n. 40 del 19/02/2004, ciò che più colpisce
è l'impianto ideologico, autoritario e confessionale delle norme approvate.

Materie del genere dovrebbero essere affidate alla scienza e alla coscienza
del medico, alla determinazione delle coppie, alla libera ricerca. Perché il
Ministero della Salute, guidato dal "talebano" Sirchia, non si è limitato ad
emanare circolari volte ad in impedire una presunta anarchia, un presunto
"far west" che in altri campi dell'azione medica non è stato denunciato?

Le scelte delle singole persone, delle coppie, dei medici e degli scienziati
appartengono ad una sfera "spirituale" talmente personale che riteniamo
offensivo il tentativo di ricondurle alle determinazioni di uno Stato.

E' assurdo sacralizzare ammassi di cellule che, nella migliore delle
ipotesi, saranno conservati per anni ed anni in megafrigoriferi e impedire
che possano essere utilizzati per ridare speranza (speranza - dico -
speranza!) a tanti ammalati di gravissime patologie. Ci siamo posti questa
domanda: i nostri parlamentari sono rappresentanti di uno Stato laico o
fautori del modello iraniano, ottima sintesi delle tesi dello "stato etico"?

La chiesa di Cristo è la chiesa degli ultimi o non è.

L'idea che i ricchi possano recarsi all'estero per avere il loro bimbo in
provetta mentre i poveri debbano soffrire per quella che per alcuni è una
menomazione nel rapporto familiare e di coppia ci ripugna. Ricordiamo i
tempi in cui le signore dell'alta borghesia e della nobiltà si recavano in
Francia per archiviare un "incidente di percorso" con la stessa faciltà con
cui oggi ci si reca nelle cliniche svizzere per un lifting o per una cura
dimagrante, mentre le mammane, nell'Italia del cattolicesimo imperante,
uccidevano ragazze, donne, speranze, civiltà...

Ricordiamo i tempi del divorzio, quando le coppie erano costrette a una
terribile convivenza o quando la parte più debole soccombeva all'arroganza
del partner più forte, libero di allontanarsi e di abbandonare i familiari
grazie al suo denaro e alla franchigia riconosciutagli da una legge "etica",
ma immorale.

I benpensanti di ogni confessione e credo politico non ci rispondano che
bisognerebbe incoraggiare l'adozione piuttosto che le tecniche di
fecondazione. Anche quella sarebbe "una scelta di classe". In Italia abbiamo
idea del fatto che conviene spendere una decina di migliaia di euro per
corrompere funzionari compiacenti nei Paesi dell'Est europeo piuttosto che
attendere i tempi della "giustizia minorile" italiana? Queste anime buone e
solidali hanno idea del giro di affari che sovvenziona chi si occupa di
orfanotrofi, di infanzia abbandonata, di affidi e adozioni? Tutto ciò è,
cristianamente parlando, vera bestemmia!

E' questo che si vuole riproporre in Italia? Noi in quell'Italia non ci
riconosciamo, e non vogliamo che ritorni: su questo non molliamo!

Nel corso di una conferenza-stampa che ha visto la partecipazione di quasi
tutte le testate giornalistiche locali, delle emittenti televisive e di
Radio Radicale, Michele Minieri dei Radicali Italiani, chi scrive per la
Chiesa Cristiana Libera Battista di Avellino e alcuni esponenti del mondo
politico ed associativo locale hanno meglio chiarito le motivazioni di una
battaglia che vuole essere, innanzitutto, un impegno per la libertà di
coscienza e per la laicità dello Stato.

Non vogliamo che le donne ritornino sotto la tutela di un compagno o di un
marito che eserciti per loro la "patria potestà"; non vogliamo sacrificare
tanti ammalati al feticcio dell'embrione sacralizzato; non vogliamo che l'
Italia diventi, ancora una volta, sempre di più una provincia della Città
del Vaticano.

Bruno Gambardella

Presidente del Consiglio della Chiesa Cristiana Libera Battista di Avellino


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