La Ruota gira per il Tibet
Il Dalai Lama visita l’estremo nord est dell’India, un tempo Tibet e
nel 1962 terreno di guerra fra Cina e India. Ma è ancora attuale la
questione tibetana?
La visita del Dalai Lama all’antico Gompa di Tawang nel nord-est
dell’India (Arunachal Pradesh) ha risvegliato un po’ di tensioni, fra
Cina e India, e rimesso all’attenzione la questione, quasi spenta,
tibetana.
Tanto, il posto è suggestivo. Tawang un tempo era territorio
tibetano,
grandi vallate e alte colline con dietro l’Himalaya, abitate dai
Monpa
(gruppo tribale d’origine tibetana). Per gli indiani riporta alla
memoria il conflitto del 1962 quando truppe cinesi scesero fin qua
sotto. Fra colline piene di orchidee, si combattè duramente e gli
indiani (fra cui i gurkha nepalesi) riuscirono, finalmente, a
bloccare
i cinesi prima che scivolassero nelle piane dell’Assam.
Un armistizio e successivi accordi rimisero tutto come prima, ma la
questione dei confini rimane aperta. L’India vorrebbe indietro 43.180
Kmq in Jammu e Kashmir, più altri 5.180 ceduti al Pakistan nel 1963.
La Cina reclama 90.000 chilometri quadrati, cioè gran parte
dell’Arunachal Pradesh.
Ancora prima, il grande Gompa bianco di Tawang, sdraiato ai piedi di
una collina, ospitava 600 monaci della scuola dei Berretti Gialli
Geluk Pa (a cui appartiene il Dalai Lama); la leggenda vuole che il
luogo in cui fu costruito il monastro-fortezza fu scelto dal V Dalai
Lama (siamo intorno al 1680), grande politico e creatore del Tibet
moderno, a cui l’attuale sua emanazione Tenzin Gyatso s’ispira.
Un sacco di gente è venuta a salutare il Dalai Lama, bandiere
tibetane
(subito rimosse dalla polizia) e della preghiera riempivano le strade
di montagna che salivano nel remoto West Kameng (il distretto)
rimpiazzando i turisti indiani (qui numerosi) e le troupe
cinematografiche di Bollywood, che amano queste colline, cascate,
ruscelli per ambientare i loro polpettoni.
(continua)