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bulimia

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babu

unread,
Mar 17, 2008, 2:29:05 PM3/17/08
to
.....bulimia....che fare consigli pratici???
Babu

Spider-Man

unread,
May 3, 2008, 6:01:35 PM5/3/08
to
LA NUTRIZIONE COSCIENTE PREVIENE LE MALATTIE

Quanto sopra fu convinzione di Ippocrate di Cos (460-370 a.C) e poi di
Epicuro di Samo (341- 270 a.C), il primo si rese conto di quanto la salute
dipenda in via fondamentale dal cervello regolatore degli stimoli della fame
e di sazietà e sentenziò: «Il nostro cibo dovrebbe essere la nostra
medicina. La nostra medicina dovrebbe essere il nostro cibo», mentre il
secondo, dicendo «l’uomo é quel che mangia», iniziò a pensare che gli atomi
e le loro aggregazioni delle quali é composto l’essere umano sono i
responsabili della dinamica della vita.
Durante tutto il corso della storia l’alimentazione ha assunto un ruolo di
primo piano nelle attività umane: sono state combattute guerre, sono nati
mestieri e professioni, intere culture si sono sviluppate intorno al cibo,
molti rituali religiosi si basano proprio sull’assunzione del cibo e il
rapporto madre-figlio inizialmente si basa in gran parte sull’allattamento e
quindi sulla nutrizione. Inoltre, l’assunzione di cibo è una via con cui
alcune informazioni ambientali arrivano al nostro cervello in modalità
multisensoriale.
La conservazione del cibo e soprattutto la sua carenza sono stati cause di
malattie gravissime e di vere e proprie epidemie durante tutta la storia
dell’uomo. Ancora oggi 800 milioni di persone soffrono per iponutrizione ed
altri 600 milioni presentano carenze alimentari di vario genere.
Le abitudini alimentari che sono invalse nell’uso negli ultimi 50 anni hanno
determinato il cambiamento dell’espressione statistica delle malattie nel
mondo occidentale, passando da malattie causate da iponutrizione a malattie
da eccesso di nutrizione.
L’eccesso nutrizionale o il disordine alimentare incidono in modo
significativo nella maggior parte delle malattie: si può dire che non ci sia
malattia che non richieda una correzione del regime alimentare. Si è passati
dunque da un eccesso all’altro. In realtà, mentre l’iponutrizione dipende da
situazioni contingenti, indipendenti dalla volontà di ognuno , l’iperaliment
azione riconosce come cause problemi di tipo psicologico legate ai
condizionamenti culturali, familiari e sociali oltre alla difficoltà di
saper gestire le proprie pulsioni.
Da molto tempo è noto che nel cervello umano vi sono dei centri che regolano
la sete e la fame. Sono centri situati nell’ipotalamo. In particolare, la
fame è regolata da due centri distinti; quello della fame e quello della
sazietà.
Vecchi esperimenti hanno dimostrato che se si stimola con un elettrodo il
centro della fame l’animale sente il bisogno di ingerire cibo. Al contrario
la lesione di questo centro porta a dimagramento. Una lesione del centro
della sazietà porta l’animale a mangiare molto e spesso, diviene obeso e
conserva indefinitamente il suo sovrappeso.
I due nuclei (della fame e della sazietà) potrebbero inibirsi
reciprocamente.
Il meccanismo proposto è il seguente: il centro della fame è normalmente
attivo. Quando sale la percentuale di glucosio nel sangue ,e questo avviene
dopo aver mangiato, appositi recettori attivano il nucleo della sazietà, che
a sua volta inibisce quello della fame; anche altri nuclei del cervello
portano ad un aumento della fame. È stato ad esempio osservato che si ha un
moderato aumento di fame anche negli animali resi insonni agendo sul tronco
cerebrale.
La maggior parte dei fisiologi mette tuttavia in guardia dal considerare la
fame eccessiva dell’uomo o la sua sazietà (con conseguente perdita di
appetito) come il risultato di incrementi o diminuzioni del funzionamento di
determinati centri cerebrali. In altre parole, si può ottenere il
dimagramento grave (fino alla morte) o l’obesità di un animale da
esperimento agendo sui suoi centri cerebrali, ma se un uomo mangia troppo o
troppo poco questo è dovuto a fenomeni psicologici e fisiologici molto più
complessi di quanto questi meccanismi lascerebbero supporre.
È fuor di dubbio che presso molte persone ingerire molto cibo significa che
si ha bisogno di soddisfazioni. Sono parecchie le persone che tendono a
mangiare molto quando si sentono insoddisfatte. Mangiare o digiunare troppo
spesso sono dipendenti da condizionamenti di varie origini: familiari,
sociali, pubblicitarie etc. e non si tiene conto delle esigenze fisiologiche
nutrizionali legate all’età ed alle proprie esigenze metaboliche.
I costituenti fondamentali della nutrizione sono: l’acqua, i carboidrati, i
lipidi, i protidi, i sali minerali e le vitamine.

ACQUA
L’acqua è il costituente fondamentale di tutti gli esseri viventi, ed è
presente nell’organismo umano adulto in quantità pari al 60% circa del peso
corporeo con variazioni a seconda del sesso e dell’età. Alla nascita
raggiunge il 75% circa. La sua mancanza porta a morte in tempi più brevi del
digiuno. Perdite di acqua pari al 10% di quella costitutiva dell’organismo
portano all’ incapacità di attività fisiche organizzative. L’acqua presente
nell’organismo si può suddividere in due grandi compartimenti:
intracellulare che costituisce all’incirca il 50% del peso corporeo ed
extracellulare che corrisponde al 20% circa del peso del corpo, di cui il 5%
è l’acqua del sangue e il 15% è l’acqua interstiziale.
Libera o legata con altre molecole, l’acqua svolge diverse funzioni
biologiche:

• Partecipa ai fenomeni digestivi facilitando il transito e la
fluidificazione del chimo attraverso il tubo gastroenterico finché i
nutrienti, in soluzione, passano attraverso la parete intestinale e vengono
convogliati al sangue e alla linfa.
• É il mezzo in cui hanno luogo le reazioni metaboliche. Il sangue ad
esempio contiene circa il 92% di acqua e trasporta i prodotti residui
catabolici dalle cellule agli organismi deputati all’escrezione: reni,
polmoni, pelle.
• Consente il passaggio di sostanze dalle cellule agli spazi intracellulari
e ai vasi e viceversa. Aiuta a regolare la temperatura corporea mediante la
sudorazione e il vapore acqueo che viene eliminato attraverso i polmoni.

Quando l’acqua introdotta e quella che si forma nell’organismo equivale in
quantità a quella eliminata (urine, sudore, polmoni e pelle), l’individuo è
in equilibrio idrico.
Il fabbisogno di acqua non è costante ma varia con l’età; infatti il
lattante deve assumere più acqua rispetto all’adulto, in rapporto al peso
corporeo, perchè le attività metaboliche e la superficie corporea sono
relativamente più elevate
Per l’adulto è consigliabile un’assunzione di acqua proporzionata all’
apporto calorico del cibo assunto con l’alimentazione e pari a circa 1
millilitro di acqua per Kcaloria in età adulta. Un bambino richiede invece
una quantità pari a circa 1,5 millilitri di acqua per Kcaloria.


GLUCIDIIl nome deriva da una radice greca “glucos” che significa dolce.
I glucidi o zuccheri sono assai diffusi in natura specialmente nel regno
vegetale, dove costituiscono o materiale di sostegno (cellulosa) o materiale
di riserva (amido). Si trovano anche negli organismi animali (sotto forma di
glucosio-glicogeno) sia in forma libera, sia in combinazioni con protidi,
glucidi, lipidi e altri composti di interesse biologico.
I glucidi occupano un posto preminente nella dieta dell’uomo. Sono presenti
nei cereali, legumi, nella frutta oltre che nel latte, nella carne e nel
pesce.
Coprono circa la metà del fabbisogno energetico 50-60% e forniscono energia
di rapido utilizzo: 1 g di zucchero fornisce 4 Kcalorie.
Quando i bisogni di energia dell’organismo sono soddisfatti, i glucidi
ingeriti in eccedenza in parte vengono immagazzinati dall’organismo come
materiale energetico di riserva nel fegato e nei muscoli (glicogeno) e in
parte si trasformano in grassi quale energia da usare in caso di bisogno
ulteriore.
Hanno anche una funzione plastica in quanto entrano nella costituzione di
strutture essenziali per gli organismi viventi (acidi nucleici, lipidi
cerebrali).

LIPIDI
I grassi hanno un basso peso specifico, sono idrofobi e hanno una bassa
tensione superficiale per cui tendono a formare delle emulsioni (la maionese
da tavola è una emulsione, un sistema formato cioè da acqua e da olio,
sostanze non miscibili tra loro). Le proprietà biologiche dei lipidi sono in
gran parte riconducibili alla struttura ed al tipo di legame chimico
presente nelle molecole degli acidi grassi, ed alla forma spaziale della
molecola.
L’apporto lipidico ritenuto ottimale è quantitativamente a prevalenza
vegetale e deve caloricamente essere pari al 30% delle calorie totali
assunte per l’uomo, tale valore, per l’infante e l’adolescente, è invece
compreso tra il 20-25% del totale.
É importante che i grassi siano presenti in quantità sufficiente nella dieta
in quanto apportano sostanze indispensabili all’organismo, quali acidi
grassi essenziali e vitamine liposolubili.
Rappresentano l’alimento energetico per eccellenza: 1 grammo di lipidi
fornisce circa 9 Kcalorie.
Un notevole problema nutrizionale è legato ai lipidi di origine animale che
se assunti in quantità eccessive comportano l’aumento delle quantità di un
composto chimico chiamato colesterolo
I livelli ematici di colesterolo e di trigliceridi dipendono da fattori
genetici, ambientali e soprattutto dietetici. Allo scopo quindi di prevenire
l’ipercolesterolemia e la conseguente aterosclerosi sarebbe opportuno
diminuire l’assunzione del colesterolo nella dieta preferendo alimenti di
origine vegetale; diminuire l’apporto di acidi grassi saturi cioè i grassi
di origine animale, aumentare l’apporto di acidi grassi polinsaturi cioè dei
grassi di origine vegetale, soprattutto gli oli.

PROTEINE
Le proteine sono costituenti fondamentali degli organismi viventi e occupano
una posizione primaria nell’architettura e nelle funzioni della materia
vivente.
Rappresentano oltre il 50% dei componenti organici e circa il 14-18% (a
seconda dell’età) del peso corporeo totale.
Gli aminoacidi che le costituiscono sono numerosi, ma solamente 23 si
trovano frequentemente nelle proteine più utilizzate come alimenti e per
questo sono detti “aminoacidi ordinari” altri invece che ricorrono
saltuariamente sono detti “aminoacidi occasionali”.
Solo otto di questi non sono sintetizzabili dall’organismo e per tanto
vengono detti “essenziali” e devono essere assunti esclusivamente con gli
alimenti.
Il valore biologico di una proteina è espresso dalla quantità di azoto in
essa contenuto, che viene trattenuto dall’organismo per la crescita
cellulare, per la riparazione dei tessuti e per il mantenimento delle
funzioni vitali e non viene eliminato con le feci, le urine o attraverso la
pelle.
Il valore biologico è definito come:
BV = quantità azoto introdotto / quantità azoto assorbito = 100
Una proteina che possiede un perfetto equilibrio di aminoacidi assorbiti per
il 100% e trattenuti per le funzioni dell’organismo ha un valore biologico
di 100.
Alla proteina dell’uovo è stato assegnato questo valore ed è stata presa
come proteina standard di riferimento.

MINERALII minerali sono indispensabili per l’organismo e le sue funzioni
vitali, ognuno di essi ha un compito molto specifico anche se ne sono
richieste piccole quantità, spesso soltanto tracce, per le funzioni vitali
dell’organismo. Si trovano generalmente presenti negli alimenti sotto forma
di composti chimici chiamati sali e nell’acqua sotto forma di ioni solubili
nell’acqua stessa. Il Ferro (simbolo chimico Fe) ad esempio è un elemento
molto significativo, il cui fabbisogno aumenta con lo sviluppo e passa da
una quantità pari a circa 5 o 6 milligrammi al giorno nel primo anno di età
fino a circa 12 milligrammi al giorno durante l’adolescenza. Questo elemento
è indispensabile per la formazione dell’emoglobina una molecola che ha la
funzione di trasportare l’ossigeno ai tessuti, e serve inoltre a prevenire e
combattere le anemie. Il Ferro è contenuto specialmente nel rosso d’uovo,
nel fegato, nelle carni, nei legumi e nei cereali integrali.
L’uomo occidentale commette a tavola almeno tre tipi di errori: mangia
troppo, mangia male, mangia cibi adulterati e comunque ‘non naturali ‘. Si
calcola che, nei paesi civilizzati, l’uomo mangi in media da due a quattro
volte più del necessario; inoltre non rispetta le proporzioni ottimali tra i
vari gruppi di alimenti, eccedendo soprattutto nel consumo di proteine e
grassi animali saturi. Infine, gli alimenti di cui si nutre sono impoveriti,
devitalizzati dai metodi di coltivazione e dai processi di raffinazione,
trasformazione e conservazione industriali.
Il risultato è spesso un’alimentazione assai poco equilibrata, in cui all’
eccesso di calorie prodotto dal consumo di carboidrati raffinati e grassi
animali saturi, non sempre corrisponde un adeguato apporto di principi
vitali: vitamine, sali minerali, enzimi e oligoelementi.
Dagli anni ‘60 sono cominciate ad emergere serie problematiche non
riguardanti più il solo tradizionale capitolo della malnutrizione. Fra
queste, si segnalano le cardiopatie, una delle maggiori cause di morte in
molti paesi europei. Un altro problema è costituito dal sovrappeso e dall’
obesità che, proprio a partire da quel periodo, divennero così frequenti da
divenire uno dei più importanti problemi di salute pubblica.
Da allora, grazie a numerose ricerche compiute da medici, biologi ed
epidemiologi, si è scoperto che molte componenti nutrizionali hanno un ruolo
protettivo o, viceversa, intervengono come fattori di rischio per la
comparsa di cardiopatie, di ipertensione, di malattie digestive o
dismetaboliche e di molti tipi di cancro. Si è giunti quindi alla
conclusione che anche l’eccesso alimentare, oltre alle carenze, può essere
causa di gravi malattie.
Recentemente, sono emersi problemi legati a squilibri alimentari, specie
negli adolescenti, un tempo pressoché sconosciuti. Tra questi l’anoressia e
la bulimia.
Nutrirsi come ogni altra decisione dovrebbe seguire un atto volitivo ed
essere la conseguenza di una progettazione che tenga conto delle necessità
fisiologiche dell’individuo. Dovremmo “ascoltare” maggiormente il nostro
corpo e non dare retta a tutte quelle informazioni disfisiologiche che
arrivano al nostro cervello, informazioni che ci prospettano “delizie
meravigliose” che in realtà non sono altro che surplus proteocalorici che
vanno a minare il nostro fisico, o di contro prodotti con contenuti calorici
irrisori ma in realtà ricchi di conservanti, coloranti e additivi che non
sono certo richiesti dal nostro organismo. Non è certo mangiando a dismisura
che si placano le nostre ansie e men che meno le depressioni. Ogni cosa
dovrebbe essere vista nella sua oggettività ed obiettività. Mangiare serve a
nutrirsi e quindi un giusto apporto alimentare deve essere l’obiettivo da
perseguire. Quindi non vivere per mangiare, al contrario mangiare per vivere
e vivere al meglio con un organismo nutrito fisiologicamente con la corretta
quantità di tutti i componenti necessari: acqua, lipidi, protidi, glicidi,
sali minerali e vitamine ed in grado quindi di svolgere al meglio le
funzioni per cui è stato creato.

"babu" <bab...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
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