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Per questo, se, a propositodella fenomenologia, si vuole parlare di
idealismo, allora bisogna aggiungereche .la fenomenologia � il paradosso di
un idealismo senza ragione e ci� significa che quando diciamo che
l'intenzionalit� ha un carattererivelativo, vogliamo dire che l'apparire del
mondo, il suo uscire dalla latenza, non � .pensiero., non � il prodotto
della spontaneit�. Non vi � un soggettoche organizzi la nostra esperienza
rendendola significante. Vi � invece unmondo, al cui interno il soggetto
stesso si muove, e questo mondo ha essomolti pensieri, una rete di
significati. Nulla entra nella sfera dell.esperienza senon in quanto �
dotata di significati.
In questo modo, Husserl prende le distanze dalla nozione di spontaneit�,e
questo � il punto decisivo che differenzia l'idealismo fenomenologico
trascendentaleda qualsiasi altra forma di idealismo.
Gli atti intenzionalinon sono atti che conferiscono forma e senso a una
materia informe, ma ci�che rivela al soggetto il senso d.essere delle cose.
Una peculiare interpretazionedella nozione di recettivit� sta alla base di
questa impostazione. Il punto decisivo � che l'apparire del mondo non
coincide con l'esplicito avere coscienza del soggetto, con il che si fessura
il dominio del cogito.
Vi � cio� una affezione che .� anteriore al cogito.
Ci� che chiamiamo cogito, cio� l'essere desti, presenti, coscienti,
rappresentaper Husserl soltanto la presa d.atto che qualcosa, che si �
costituito in maniera pre-egologica, si � imposto all'io.