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Coscienza & res

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Solania

unread,
Jan 20, 2010, 6:58:16 AM1/20/10
to
Potremmo dire, perci�, che coltivare l'antropologia filosofica significhi
conoscere l'uomo dal punto di vista dell'istanza di trascendenza , in cui
consiste la sua essenza di essere che non si accontenta di conoscere, ma si
interroga sul senso di s� e di tutto quanto lo circonda .

L'intenzionalit�

E' una parola che proviene dal latino medioevale (intentio )

e significa il �tendere a �

- I filosofi medioevali usavano l'espressione intentio per indicare il
riferimento di qualsiasi atto umano a un oggetto diverso da s� ; p. es.: di
una rappresentazione alla cosa rappresentata, di un atto di volont� alla
cosa voluta, ecc.

- La nozione fu usata dapprima nell'ambito pratico : da cui anche l'odierno
significato prevalente della parola �intenzione�, che designa il riferirsi
di un'attivit� pratica al suo oggetto.

- Successivamente subentr� anche l'uso in ambito conoscitivo , a indicare i
concetti , suddivisi in intentiones primae quando si riferivano alle cose
reali, e intentiones secundae quando si riferivano ad altri concetti.

- Secondo S. Tommaso (XIII sec.), nell'intenzione si esprime �la
similitudine pensata della cosa� (C. Gent. ,IV, 11, 11)

L'intenzionalit� � della coscienza

la coscienza non � �res� (Cartesio), ma struttura intenzionale d'atto

=

Con-formazione del flusso energetico mentale,

in polarit� soggettiva e oggettiva, connesse da tensione intenzionale

Solo in tali conformazioni intenzionali, ogni concreta esperienza pu� essere
coscienzialmente ospitata

ovvero

Solo perch� la coscienza � tale struttura intenzionale d'atto prefigurante
ogni concreta esperienza ,

noi possiamo avere coscienza delle nostre esperienze

L'atto di coscienza

S I PO

Ego cogito cogitata

Ego sentio sentimentum

Ego volo volitum

polo soggettivo tendere a polo oggettivo

intenzionalit�

Nuova concezione della coscienza

Per ogni concreto atto umano d'esperienza

c'�

per quanto impercettibile alla sensibilit�

e portato ad evidenza solo dalla riflessivit� intuitiva

della descrizione fenomenologica ,

un'attivit� intenzionale della coscienza,

che appronta la forma coscienziale (=inesistente )

per il darsi in essa , come riempimento ,

di ciascun concreto atto di coscienza

(percezione, pensiero, sentimento, desiderio, attesa, volizione..).

Il metodo fenomenologico d'indagine

La scoperta della coscienza come struttura intenzionale d'atto � stata resa
possibile dall'introduzione nel XX sec., da parte di Edmund Husserl, del
metodo fenomenologico d'indagine .

A differenza dei metodi psicologici e scientifici, che cercano le cause dei
vissuti, esso prende in considerazione ogni fenomeno vissuto

�per come in se stesso si manifesta�.

Praticando la riduzione fenomenologica (=epoch�) , che esclude dal campo d'indagine
tutto ci� di cui si pu� dubitare (risultati scientifici, esperienza
naturale, mondo psico-fisico e persona psicofisica di chi indaga), concentra
l'osservazione solo sulla personale

�esperienza vissuta della cosa, afferrata nella percezione, nel ricordo o in
qualsiasi altro modo �.

L'esperienza vissuta

L'esperienza vissuta di ciascun fenomeno rappresenta ci� che non pu� essere
messa fuori circuito.

Che significa?

Si pu� dubitare che Io, questo Io empirico al quale � assegnato un nome, una
posizione sociale e che � fornito di particolari qualit�, esista veramente.

Tutto il mio passato potrebbe essere un sogno e il suo ricordo un inganno,
per cui pu� essere messo fuori circuito, rimanendo l'oggetto della mia
considerazione solo come fenomeno.

Ma �IO�, il soggetto dell'esperienza vissuta, che considero il mondo e la
mia persona come fenomeni, io sono nell'esperienza vissuta e soltanto in
essa permango, per cui non � possibile che siano cancellati sia l'Io che la
stessa esperienza vissuta

Solania

unread,
Jan 20, 2010, 7:10:56 AM1/20/10
to

> Potremmo dire, perci�, che coltivare l'antropologia filosofica significhi
> conoscere l'uomo dal punto di vista dell'istanza di trascendenza , in cui
> consiste la sua essenza di essere che non si accontenta di conoscere, ma
> si interroga sul senso di s� e di tutto quanto lo circonda .
>
>
>
> L'intenzionalit�
> E' una parola che proviene dal latino medioevale (intentio )
> e significa il �tendere a �
>
> - I filosofi medioevali usavano l'espressione intentio per indicare il
> riferimento di qualsiasi atto umano a un oggetto diverso da s� ; p. es.:
> di una rappresentazione alla cosa rappresentata, di un atto di volont�
> alla cosa voluta, ecc.
>
> - La nozione fu usata dapprima nell'ambito pratico : da cui anche
> l'odierno significato prevalente della parola �intenzione�, che designa il
> riferirsi di un'attivit� pratica al suo oggetto.
>
> - Successivamente subentr� anche l'uso in ambito conoscitivo , a indicare
> i concetti , suddivisi in intentiones primae quando si riferivano alle
> cose reali, e intentiones secundae quando si riferivano ad altri concetti.
>
> - Secondo S. Tommaso (XIII sec.), nell'intenzione si esprime �la
> similitudine pensata della cosa� (C. Gent. ,IV, 11, 11)

> L'intenzionalit� � della coscienza

> la coscienza non � �res� (Cartesio), ma struttura intenzionale d'atto
>

Con-formazione del flusso energetico mentale,
in polarit� soggettiva e oggettiva, connesse da tensione intenzionale
>
> Solo in tali conformazioni intenzionali, ogni concreta esperienza pu�
> essere coscienzialmente ospitata
>
> ovvero
>
> Solo perch� la coscienza � tale struttura intenzionale d'atto prefigurante
> ogni concreta esperienza ,
> noi possiamo avere coscienza delle nostre esperienze

L'atto di coscienza
>
> S I PO
>
> Ego cogito cogitata
>
> Ego sentio sentimentum
>
> Ego volo volitum
>
> polo soggettivo tendere a polo oggettivo
>

> - intenzionalit�-

Solania

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Jan 20, 2010, 7:58:20 PM1/20/10
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