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Ghezzani

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Solania

unread,
Feb 1, 2010, 8:09:25 PM2/1/10
to
Ciao Tiziano, ti ricordi di me?
Ho scritto un nuovo libro. Spero vivamente possa interessarti. La mia teoria
procede. Sto cercando di comporre un "gruppo" sparso in tutta Italia..
Ciao


Un nuovo libro...

Nicola Ghezzani

A viso aperto

Editore Franco Angeli
anno 2009, Euro 15

L'argomento

Chi di noi non ha mai avvertito un nodo alla gola alla sensazione d'essere
osservato da qualcuno un istante di troppo? L'essenza della timidezza
consiste appunto in questo: nella paura di un giudizio negativo riguardo a
un tratto caratteriale soggettivo o riguardo all'intero essere personale,
quindi nel bisogno incoercibile di velare parti del proprio mondo
psicologico allo sguardo altrui. Il timido � colui che avverte la vergogna
come un'emozione pi� forte e pi� lacerante di qualsiasi senso di colpa. Vive
la sua identit� come qualcosa che � sempre esposto a un giudizio sociale,
incapace di difenderla nel segreto di s� o in atti di affermazione
personale. La vergogna pervade tutti i suoi atti. Ai livelli pi� estremi, la
timidezza � "fobia sociale" e "disturbo evitante della personalit�":
patologie nelle quali l'incontro con gli altri si colora di tinte sempre pi�
fosche, il timore di andare incontro a un crollo diviene sempre pi�
massiccio, fino a costringere il timido a una sorta di isolamento coatto e
di reclusione domiciliare.
Dietro la timidezza c'� sempre un'immagine di s� negativa, maturata nel
corso dello sviluppo - il pi� delle volte nell'adolescenza - e consolidata
nell'et� adulta. Se per� si analizza a fondo questa immagine interna si pu�
scoprire che essa � costituita da qualit� potenziali che l'ambiente
affettivo non � stato in grado di individuare e far maturare. Spesso il
timido � pieno di pensieri sensibili e critici verso un mondo rozzo e
insensibile; spesso ha idee controcorrente; non di rado ha una spiccata
sensibilit� sociale e un'altrettanto ricca creativit� culturale. Ma - come
argomento nel mio ultimo libro: A viso aperto, Franco Angeli, 2009 - queste
qualit�, percepite nell'infanzia come oppressive zavorre affettive e nell'adolescenza
come anormalit� psichiche, non hanno potuto prendere la via del largo e
manifestare a viso aperto la propria intrinseca ricchezza.
Grazie all'attuale crisi finanziaria mondiale, che � anche crisi di valori,
l'epoca dell'individualismo esibitivo se non � del tutto alle nostre spalle,
quanto meno � oggetto di pi� ponderata riflessione. Dal punto di vista della
riflessione psicologica e etica, � passato il tempo in cui il timido era
costretto a sentirsi un "malato" (con l'avallo di "scienze" ambigue che
trovavano la malattia genetica ovunque). Oggi il timido, il fobico, l'introverso
dovranno apprendere a considerarsi come dei "ricchi" che non sanno ancora di
essere tali.


Quarta di copertina


La timidezza, detta anche, al suo grado massimo di manifestazione, fobia
sociale, � un tratto caratteriale sempre pi� epidemico e diffuso, in netta
controtendenza rispetto ai correnti valori sociali di brillantezza e
estroversione. Molti sono i sintomi che la caratterizzano: la paura di
trovarsi in situazioni sociali e di essere osservati mentre si sta facendo
qualcosa di impegnativo, come parlare in pubblico, sostenere un esame,
esprimere una competenza professionale; ma anche di innocuo, come
argomentare in un gruppo di amici o anche con una singola persona.
In essenza, nella fobia sociale siamo preoccupati di apparire confusi e
imbarazzati e allo stesso tempo insidiati dalla possibilit� di una perdita
di controllo tale da rivelare la nostra "verit�" nascosta, quella d'essere
individui negativi: cio� ansiosi, inetti, stupidi e dunque deboli o magari
anche strani, bizzarri, pazzi, disonesti, anormali... E' come se la
pressione sociale implicasse il terrore del giudizio e allo stesso tempo l'impulso
incontrollato allo svelamento di aspetti della nostra identit� tenuti
altrimenti celati non solo agli altri ma anche a noi stessi.
In questo libro, Nicola Ghezzani, psicoterapeuta e scrittore, d� della
timidezza e della fobia sociale la descrizione pi� viva e profonda che ne
sia stata data negli ultimi anni; e mostra in che modo essa possa essere
capita, gestita e, dove sia il caso, superata.


Nicola Ghezzani vive e lavora a Roma. E' membro del comitato scientifico
della LIDAP (Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia, di Agorafobia e da
attacchi di Panico) e fondatore dell'ASIP (Associazione per lo Studio delle
Iperdotazioni psichiche e delle Psicopatologie correlate). Con Franco Angeli
ha pubblicato numerosi libri fra cui Uscire dal panico (2000), Volersi male
(2002), Autoterapia (2005), La logica dell'ansia (2008). Scrive e risponde
sul sito Psicoterapia dialettica all'indirizzo www.psyche.altervista.org

Puoi acquistare il libro in libreria o sul WEB:
http://www.ibs.it/libri/Ghezzani+Nicola/libri.html
http://www.francoangeli.it/ricerca/risultati_autori.asp?codiceAutore=28355


Solania

unread,
Feb 2, 2010, 7:46:12 AM2/2/10
to
Magari! Mi farebbe davvero piacere se tu ti unissi a noi! Il gruppo � di
Psicoterapia dialettica, e per ora pubblica solo sul sito ASIP
www.asip.wikidot.com
dagli un'occhiata e partecipa con uno scritto anche piccolo, oppure anche
solo con la tua scheda personale (leggi alla voce "collaboratori") giusto
per segnalare che sei un simpatizzante e un futuro collaboratore.
Quanto alla timidezza, leggi il libro e fammi sapere che ne pensi. Non �
solo una teoria � anche un metodo di passaggio tra estro ed introversione e
viceversa allo scopo di maturare diversi aspetti del s�. Amo scrivere queste
cose che possono dare "subito" un'indicazione di massima.
Aspetto un tuo riscontro. ciao. Nicola


Il giorno 02/feb/10, alle ore 02:08, Solania ha scritto:


Ciao Nicola, certo che mi ricordo, ci mancherebbe !!
Bellissima questa sintesi del tuo libro che condivido totalmente
Vabb�, sai bene che prima di essere dottore sono stato un malato e quindi
non posso certo non condividere un pensiero cos� lusinghiero su noi
"impanicati"
Mi veniva da pensare alle tue osservazioni sulla crisi sociale in atto
quasi come occasione per noi timidi.....perch� sai bene che un po' si resta
comunque.
Effettivamente si pu� leggere questa crisi come la fine di
un'estroversione esasperata...l'immagine ecc.....e quindi ci st� eccome che
per un'introverso sia un'occasione per sentirsi meno inadeguato.
Sai, io ora la st� buttando molto su Emanuel L�vinas, Martin Buber, Jean
Luc Marion...insomma su quel "concetto" dell'ALTRO che forse �
particolarmente nelle corde di noi "impanicati" o ex tali.
Te lo dico solo perch� magari pu� essere uno spunto per te che sei cos�
creativo sull'argomento.
Comunque, per il tuo gruppo, se ti interessa la mia collaborazione,
sappiami dire.
Ciao, a presto
Mi ha fatto piacere risentirti :)

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