no
non m’appartiene questa terra
dal sagrestano al papa consacrata
fango fottuto degli avi miei
miracoli inventati stronzate celestiali
cieli trapuntati ricamati decerebrati
voluti da menti celebrate
indossanti vesti sgargianti al par
di squallide puttane et politici ruffiani
nell’eden inventato
sacri sono i pascoli confusi scoglionati
esaltati con nelle chiese mille madonne
incolonnate coi bimbi belli al seno
quante menzogne inflitte all’innocente
raccontate a muso duro all’infinito
dolce tenero amabile il figlio in grembo
inerme ancor da maritare
di grazia tormenti insani abbeverate
incisi sventrate da benedizioni vaticane
et in doppio petto inquisizioni nell’orto
degli ulivi
prego esultate consegnateci l’otto per mille
(Sal Messina)