Lo spettacolo non prevede parti recitate ma espone tutta la storia con
chiarezza e spunti curiosi attraverso 30 brani che ho scritto ed arrangiato
personalmente.
Sarà realizzato prima di tutto con la mia compagnia, probabilmente nella
primavera 2006, ma successivamente, visto che mi è "costato" 5 anni di
lavoro, mi piacerebbe affidarlo anche ad altre compagnie, magari di
professionisti, previa correzione da parte mia per qualsiasi "mancanza"
emerga durante la prima serie di rappresentazioni, e fare sì che lo
spettacolo cresca ed il suo messaggio continui a diffondersi.
Non vorrei peccare di presunzione ma credo che la cura che ho riposto nei
dettagli in questi anni di lavoro, mi abbia ripagato con un musical davvero
interessante, con il giusto ritmo, ricco di collegamenti ai nostri giorni,
forte di alcuni messaggi importanti e capace di lasciare negli spettatori
degli utili interrogativi; naturalmente gran parte del merito va alla stessa
storia che offre numerosi spunti.
Visto che le compagnie in Italia sono sempre più e gli spettacoli che si
possono realizzare sempre meno... sto anche prendendo in considerazione di
rendere disponibile il mio attraverso una sorta di "kit" per la
realizzazione, quindi state in orecchio perchè tra un anno potremmo tornare
a parlarne.
Intanto chiedo qualche parere ai più esperti, primo fra tutti il buon
Daverio (ci sei ancora?) sulla possibilità di proporlo a registi o compagnie
di professionisti (o semi-pro) interessate a potare in tour qualcosa di
fresco;
Sto concludendo le registrazioni in studio di alcuni brani per cui a breve
dovrei avere una demo a disposizione per gli eventuali interessati.
Intanto grazie per l'attenzione, ciao!
Il buon Daverio purtroppo non può che augurarti buona fortuna. La tendeza
oggi è di produrre soprattutto musical stranieri per svariati motivi
soprattutto legati ai rientri economici dai diritti. La cosa scandalosa è
che queste compagnie prendono soldi,e molti anche, dallo Stato nel nome
della cultura italiana. Sarebbe opportuno obbligare le produzioni per avere
i fondi dal FUS di produrre almeno per il 50% lavori di nostri autori. Ma
così purtroppo non è. Le uniche produzioni che conosco che utilizzano per le
musiche e testi autori italiani sono: garinei (ovvero la Promnibus di Maia),
Sanni, Bellomo e Tato Russo. Puoi provare anche con Claudio Insegno che è
come un Jolly e arriva un pò dappertutto. Noi dell'Artistica produciamo
autori italiani (vedi Rota con Gian Burrasca) ma abbiamo una convenzione con
la Ricordi che ci segnala autori da loro editi.
Questo è quanto, saluti e in bocca al lupo.
Marco Daverio
> Il buon Daverio purtroppo non può che augurarti buona fortuna.
Qusto è già qualcosa, grazie :-)
> La cosa scandalosa è che queste compagnie prendono soldi,e molti anche,
> dallo Stato nel nome della cultura italiana.
Attraverso quali canali? Esiste un fondo per il quale chiunque può
presentare domanda, oppure resta una cosa riservata ai "soliti noti" che di
soldi ne hanno già?
> Sarebbe opportuno obbligare le produzioni per avere i fondi dal FUS di
> produrre almeno per il 50% lavori di nostri autori.
Pienamente daccordo, altrimenti tutti questi fondi vanno a finanziare opere
riciclate, non creano nulla di utile, ed anche i diritti finiscono
all'estero in tasca ai rispettivi autori, che di certo non li reinvestono
nel teatro italiano.
> Le uniche produzioni che conosco che utilizzano per le musiche e testi
> autori italiani sono: garinei (ovvero la Promnibus di Maia), Sanni,
> Bellomo e Tato Russo. Puoi provare anche con Claudio Insegno che è come un
> Jolly e arriva un pò dappertutto. Noi dell'Artistica produciamo autori
> italiani (vedi Rota con Gian Burrasca) ma abbiamo una convenzione con la
> Ricordi che ci segnala autori da loro editi.
> Questo è quanto, saluti e in bocca al lupo.
> Marco Daverio
Crepi il lupo e grazie mille, solo un'ultima curiosità: che tu sappia è mai
capitato che negli ultimi anni si mettessero in scena spettacoli di autori
sconosciuti? Insomma, le produzioni sono ben disposte a esaminare anche un
lavoro di "gente comune", oppure danno udienza soltanto ai nomi che portano
garanzie?
Grazie ancora, ciao!
RAY
E' capitato e capita. Personalmente però credo che la scelta avvenga non per
qualità artistica ma per altri motivi. Spesso gli autori portano degli
sponsor o anticipano alla produzione dei soldi che poi riprendono coi
diritti.
Il denaro ha sempre una grande potere nel mondo dello spettacolo. Comunque
un autore per farsi conoscere deve preventivare un investimento su di sè e
la propria immagine. Oggi è illusorio aspettare che un produttore ti chiami
e finanzi una tua creazione. Così come gli attori investono migliaia di euro
su di un book, una showreel e lavorano spesso gratis per i primi spettacoli,
così un autore dovrebbe preventivare di diposrre di un capitale per
finanziare la propria promozione.
Saluti
Marco Daverio
Messaggio ricevuto, preparo il salvadanaio :-)
Beh, non sono fama e successo che inseguo, per cui non credo che pagherò mai
per averli, anche se l'idea di un mio spettacolo realizzato "in grande" mi
attira molto; ma seguirò l'altra strada, come dicevo, di rendere disponibile
lo spettacolo ad altre compagnie, almeno diffonderò il messaggio in cui
credo e magari se mi arriva anche qualche diritto dalle rappresentazioni
coprirò le spese che ho sostenuto per la realizzazione.
Grazie, ciao.
RAY