La cosa che più colpisce chi, come me, ha sempre ascoltato tutto il musical
nella sua versione francese, è senza dubbio la stranezza nel ritrovare le
stesse musiche riempite da parole che, al primo ascolto, non sembrano
sposarsi troppo bene con la melodia, a volte sembrano un po' forzate e si
sente che il tutto non scorre altrettanto fluidamente come nella versione
originale.
Ma questa sensazione, pian piano passa e si scopre anche il gran lavoro
fatto da Will Jennings nell'adattare le liriche inglesi...
E comunque, più si va' avanti nell'ascolto, più ci si immerge nell'atmosfera
eterea della Parigi del '400, più questa sensazione iniziale è destinata a
scomparire definitivamente.
Io, che questo musical sono andato a vederlo ben tre volte in due mesi (in
mezzo alla settimana, col biglietto da 10£ si può assistere allo show anche
dalla quinta fila, dato che il teatro non è mai esaurito come nei fine
settimana!), ascolto dopo ascolto ho molto apprezzato anche la versione
inglese.
La scenografia è splendida nella sua semplicità e direi anche vagamente
geniale.
Composta da quattro pannelli ascendenti e da un gioco di luci straordinario,
rende sempre l'idea del luogo dell'azione.
Si passa in un attimo dalla prigione della Sanctè alla cattedrale di
Notre-Dame, al cabaret Val d'Amour per tornare di nuovo all'esterno della
cattedrale.
Tutti i luoghi dell'azione sono molto stilizzati, ma le luci e le parole
riempiono quei dettagli che mancano alla vista.
Discorso un po' a parte meritano i costumi, forse l'unica cosa che non mi ha
pienamente convinto.
Alcuni sono molto belli e comunque semplici, quali quelli del comandante
delle guardie Phoebus e dell'arcivescovo di Notre-Dame Claude Frollo (uno
splendido e davvero instancabile Daniel Lavoie), altri, invece non hanno
entusiasmato, come ad esempio il costume della gitana Esmeralda, di un
improbabile verde acceso che poco si addice (a mio modestissimo parere) ad
una zingara gitana.
Se poi c'è davvero un costume che proprio non mi capacito di come abbia
fatto a passare in una rappresentazione del genere, beh, quello è il costume
delle guardie comandate da Phoebus.
Tutti vestiti in completo nero imbottito, passamontagna ed in mano un
manganello di quelli che si vedono in dotazione ai "bobbies" di Londra
(praticamente a metà tra i NOCS e i celerini dello stadio).
Il tutto condito da un balletto acrobatico nel quale usavano delle vere e
proprie transenne di ferro, montate su rotelle.
Credo che, almeno in questi casi, si potesse fare facilmente qualcosa di
meglio.
I balletti dell'opera, sono stati tutti all'altezza della situazione, alcuni
splendidi ed acrobatici (quando Quasimodo presenta le sue amiche campane, si
vedono ballerini scendere e danzare appesi con una sola mano a delle enormi
campane, a qualche metro da terra!), altri più semplici ma mai scontati e
sempre in armonia con la storia, coi luoghi, con l'azione.
I cantanti son sempre stati tutti bravissimi (anche se la differenza tra le
prime voci del musical e le seconde voci un po' si sente nelle
rappresentazioni infrasettimanali, alle quali non partecipano tutti i
"titolari") e se piuttosto che le basi preregistrate, ci fosse stata una
orchestra dal vivo, penso proprio che sarebbe stato un vero capolavoro,
almeno dal punto di vista musicale.
La voce di Quasimodo-Garou spicca su tutte e la sua mancanza nel mezzo della
settimana è forse tra quelle che si notano di più, anche se comunque il suo
sostituto è ugualmente molto bravo.
La voce di Tina Arena non la scopro certo io, perfetta nella pare di
Esmeralda e poi, Daniel Lavoie difficilmente si scrollerà di dosso quella
aure di solennità che gli impone il personaggio dell'arcivescovo di
Notre-Dame, per il quale sembra davvero essere fatto apposta.
Steve Balsamo è anch'egli molto bravo nella parte di Phoebus, ma l'unica
voce paragonabile a quella di Garou è senza dubbio la voce dell'interprete
del poeta Gringoire (in questo momento mi sfugge il nome, non
crocefiggetemi!), a tratti quasi lirica e bellissima nel raccontare le
vicende della storia, insomma una gran bella voce per il "principe delle
strade di Parigi".
Lo so che il mio può sembrare un giudizio poco obbiettivo e favorevolmente
prevenuto in partenza, ma l'espressione all'uscita del
teatro, dei due miei amici che mi hanno accompagnato alla visione, non
lascia dubbi o incertezze sul fatto che rimane comunque un musical
splendido!
E poi era la mia "prima volta" ad un musical e non avrei pensato che
assistere dal vivo fosse un'esperienza cosi' coinvolgente, che non
dimenticherò facilmente.
Se ripenso alle ultime battute del musical, con Quasimodo piegato su
Esmeralda morta che urla e canta "...dance my Esmeralda, sing my
Esmeralda...", seguite da una standing ovation di quasi 10 minuti, ancora mi
sento i brividi addosso...ed in quel momento c'è scappata pure la
lacrimuccia, che vergogna! [;-))
Ho passato comunque il più bel sabato che mi ricordi da un bel po' di tempo
a questa parte...
Scusate la lunghezza di questo messaggio e grazie a chi ha avuto la pazienza
di arrivare fino a qui per leggere la "recensione" fatta da uno che, in
fondo, non è che ci capisca poi un granché! [;-)))
A presto,
Daniele.
> Scusate la lunghezza di questo messaggio e grazie a chi ha avuto la
pazienza
> di arrivare fino a qui per leggere la "recensione" fatta da uno che, in
> fondo, non è che ci capisca poi un granché! [;-)))
Ma no! Che dici! :-)
Anzi, complimenti per la recensione!
Anche io sono stato al Dominion in Marzo, quando pero' c'era
Beauty and the Beast :-) A chi dovesse capitare di andarci
e di trovare pochi posti un consiglio: preferite l'ultima fila
alla penultima! Avrete molto piu' posto per le gambe!!! :-)))
A parte questo, volevo chiederti una cosa. E' proprio vero che
la musica non e' suonata dal vivo? Se si, non ti sembra manchi
qualcosa?
Dico subito che non sono affatto un esperto, pero' quei pochi
musical che ho visto mi sono piaciuti anche proprio per il
piacere di sentire musica suonata dal vivo. :-)
Beh, non voglio criticare la tua critica, cerco solo
un'opinione... :-)
Un saluto,
Stets Javert :-)
ben ritrovato anche a te Marshall!!! è davvero un piacere!
> > Scusate la lunghezza di questo messaggio e grazie a chi ha avuto la
> pazienza
> > di arrivare fino a qui per leggere la "recensione" fatta da uno che, in
> > fondo, non è che ci capisca poi un granché! [;-)))
>
> Ma no! Che dici! :-)
la verità [;-))) Notre-Dame è il primo ed unico musical al quale io abbia
mai assistito, ma spero di poter ripetere l'esperienza. A Londra la cultura
dei musicals è davvero qualcosa di indescrivibile, una tradizione che non mi
sarei mai aspettato...forse solo Broadway può superare quel che ho visto a
Londra: pubblicità dovunque, e nove teatri su dieci hanno in cartellone
musicals, magari in performance da anni!!! e continuano i "tutto esaurito"
ogni fine settimana!!!
Tutto ciò, ora che sono tornato in Italia, davvero mi manca...
> Anzi, complimenti per la recensione!
> Anche io sono stato al Dominion in Marzo, quando pero' c'era
> Beauty and the Beast :-) A chi dovesse capitare di andarci
> e di trovare pochi posti un consiglio: preferite l'ultima fila
> alla penultima! Avrete molto piu' posto per le gambe!!! :-)))
e soprattutto avrete speso 10£ di meno per vedere il palco esattamente nella
medesima maniera! [;-)))
> A parte questo, volevo chiederti una cosa. E' proprio vero che
> la musica non e' suonata dal vivo? Se si, non ti sembra manchi
> qualcosa?
purtroppo è vero, infatti nel mio messaggio che apre il thread avevo
scritto:
"...e se piuttosto che le basi preregistrate, ci fosse stata una
orchestra dal vivo, penso proprio che sarebbe stato un vero capolavoro".
Non conosco i motivi di una scelta del genere (e preferirei non pensare
fossero motivi di budget, perchè sarebbe triste), ma questa pecca pesa
enormemente sull'intera rappresentazione e sull'emozione musicale che si
sarebbe potuta dare al pubblico con una performance "live" e che si è scelto
di non dare.
E se c'è un'altra cosa che non ho proprio sopportato, questa è stata il
fatto che, per via delle basi preregistrate, anche gli applausi del pubblico
vengono costretti in tempi precisi (si rischia di non sentire la canzone
successiva) e questo è piuttosto "castrante" per chi, come me e come il
resto del pubblico, avrebbe voluto poter applaudire talune voci più a lungo,
come segno di apprezzamento nonchè come gratificazione degli artisti, tutti
davvero bravissimi.
> Beh, non voglio criticare la tua critica, cerco solo
> un'opinione... :-)
scherzi!, t'assicuro che è un piacere per me poterne discutere e condividere
le opinioni [;-))
> Un saluto,
> Stets Javert :-)
A presto,
Quasimodo.