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FOOTLOOSE al Sistina di Roma

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Marco Daverio

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Oct 27, 2004, 4:48:30 AM10/27/04
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Domenica scorsa ho assistito all'anteprima di Footloose al Teatro Sistina.
La prima di Footloose era prevista per lunedì 25 ottobre ma è stata
anticipata a venerdì 22 con un'anteprima con pubblico pagante, giornalisti,
vip e ospiti vari. Non poteva passare inosservato che lo stesso giorno
debuttava Fame-Saranno Famosi il musical sempre a Roma al Teatro Olimpico.
Il nostro debutto era stato programmato da tempo ed era evidente come
l'anteprima di Fotloose fosse stata anticipata per togliere spazio mediatico
al nostro debutto. Già questo la dice lunga sulla serietà teatrale di questa
produzione. Nel mondo del teatro vige infatti un tacito rispetto e spirito
di solidarietà tra la compagnie: non si fanno mai due debutti importanti lo
stesso giorno ! Il gruppo di Footloose ha agito in modo molto scorretto ed
ha applicato una mentalità televisiva da auditel vivendo l'altro spettacolo
come un rivale da battere. Non è così che si fà teatro. In ogni caso Fame è
andato in scena benissimo anche se con un parterre di ospiti e critici
dimezzato perchè ha preferito andare a vedere lo spettacolo al Sistina. Lo
spirito di servilismo ed opportunismo romano verso la coppia Costanzo - De
Filippi ha portato molto ospiti ad annullare all'ultimo minuto i posti di
Fame. Peggio per loro, mi sono detto, ed ho avuto pienamente ragione. La
serata al Sistina è stata infatti un vero boomerang per la produzione di
Footloose. Nella fretta di debuttare anticipatamente per fregare la prima a
Fame sono andati in scena con uno spettacolo non ancora tarato a
sufficienza. Risultato: dopo 5 minuti lo spettacolo è stato sospeso per
motivi tecnici e gli spettatori mandati a casa con rimborso dei biglietti
per quelli paganti. Una misera figura che è diventata una barzelletta che
sta facendo il giro del mondo dello spettacolo (se ne parlava anche ieri
alla prima di Cantando sotto la pioggia). Il nostro Fame invece ha debuttato
benissimo e sta tenendo una media di 800 spettatori a sera.
Di solito evito di commentare le produzioni concorrenti ma visto lo sgarbo
nei nostri confronti farò un'eccezione.
Domenica 24 ho assistito personalmente all'anteprima aperta al pubblico. Un
pubblico squalificante per un Teatro come il Sistina: un'orda di ragazzetti
e ragazzette con l'ombelico in bella mostra accompagnato da madri di borgata
e nonne rimbambite che strepitavano senza ritegno all'apparire di uno dei
loro divi televisivi. L'atmosfera era quella del circo. Insomma era il
pubblico della De Filippi.
Quanto allo spettacolo era fatto con professionalità per appagare questo
pubblico. Di questo non c'è dubbio e va riconosciuta allo staff artistico la
capacità di intrattenere una massa di adolescenti scalmanati.
Per un vero appassionato di teatro però l'impressione è diversa: un
guazzabuglio di dubbia qualità. A cominciare dagli arrangiamenti di
Vessicchio, melensi e troppo "sanremesi" che poco hanno a che fare con lo
stile rock originale e sembrano portarci allo stile casalingo e un pò
nostrano di "Aggiungi un posto a tavola". La regia non ha un guizzo di
originalità proponendo una recitazione a tratti dilettantistica e sempre
aprossimata (me lo sarei aspettato dai ragazzi ma non dagli adulti che
recitano anche peggio). Le scene sono... non saprei cosa dire. Non c'era
l'idea di un disegno scenico, limitiamoci a dire che erano brutte e troppo
scure rendendo l'atmosfera spettrale e banale. I protagonisti si aprezzano
per la loro freschezza ma avendo visto l'originale nessuno di loro si
avvicina ad una lettura accettabile del personaggio che interpreta. Leon è
l'unico a dimostrare una marcia in più ed un reale talento. Ma è pilotato
male e affonda miseramente nella recitazione dei momenti più drammatici dove
l'accento albanese è raggelante. Resta il balletto l'unico punto meritevole
dello spettacolo. Steve la Chance sembra l'unico a capire qualcosa di
musical. Le sue coreografie sono belle, emozionanti e valgono da sole il
biglietto dello spettacolo. I ragazzi poi nel balletto danno il meglio e non
ho difficoltà ad ammattere che le due coreografie che chiudono gli atti sono
tra le più belle che ho visto in scena tra i musical che ci sono in giro (e
includo il mio Fame !). Se il livello della regia, scene e arrangiamenti
fosse stato quello i risultati sarebbero stati diversi e lo spettacolo
all'altezza del teatro in cui è stato ospitato.
Marco Daverio


** Dick Marno **

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Oct 27, 2004, 8:05:08 PM10/27/04
to
dal Corriere della Sera - Spettacoli - Mercoledì 27 ottobre 2004

di Emilia Costantini

FOOTLOOSE", TRIONFO IN TEATRO PER GLI ALLIEVI DELLA DE FILIPPI
Tifo da stadio al Sistina di Roma: il musical segna il debutto di Maria come produttrice.

ROMA
- Gocce di sudore e lacrime di gioia. Sul palcoscenico del Sistina è esplosione di energia positiva. Va in scena 'Footloose'' ed è tifo da stadio per i 25 attori-ballerini-cantanti, tutti 'figli putativi della tv pedagogica (nel senso che, oltre al semplice apparire insegna anche a saper fare qualcosa nella vita) di Maria De Filippi, produttrice per la prima volta di un musical teatrale.
L'altra sera il debutto nel tempio della commedia musicale all'italiana (al Nazionale di Milano dal 23 novembre): via Sîstina, praticamente bloccata dai fans' in platea, un mare di vip; in galleria soprattutto i parenti dei giovanissimi protagonisti, tutti reduci dal programma ,"Amici" e messi alla dura prova del confronto con il pubblico dal vivo. Una prova riuscita, a giudicare dal fiume dï applausi a scena aperta, e la riflessîone più immediata è che, una volta tanto, anche la televisione, spesso crocifissa sull'altare della volgarità e del voyeurismo, riesce a produrre qualcosa di buono.
Lo spunto è 11 film di Déan Pitchford del 1984, campione di incassi (più di certo milioni di dollari) e campione di vendite dei dischi tratti dalla colonna sonora (più di sedicimilioni). Si racconta reinventandola, una storia vera: Ren un ragazzo che in seguito alla separazione dei genitori è costretto a cambiare città si ritrova in un piccolo centro, dove il rigido reverendo Moore, d'accordo con altri saggi del paese, ha instaurato un regime di divieti. A Bomont, cosi si chiama la cittadina, è soprattutto vietato ballare e suonare musica rock. Figlia del reverendo è la biondissima e ribelle Ariel, che ben presto si unirà a Ren in una generosa campagna a favore della danza e della musica.

Questo lo spunto che nello spettacolo, prima versione italiana del successo cinematografîco con la doppia regia di Christopher Malcolm e Patrick Rossi Gastaldi, si arricchisce con la caratterizzazïone dei personaggi. Ren e l'atletico Leon Cino, il ventiduenne albanese sfrenato ballerino sulla ribalta televisïva di "Amici" che qui sfodera anche doti canore, ma soprattutto recitative nel canore scapigliato del suo personaggio. Ariel e Samantha Fantauzzi, ventiduenne romana, che se dalla De Filippi si era presentata col sogno di somigliare alla Cuccarini, qui sa assumere i vezzi maliziosi e anarchici di Olivia Newton-John in "Grease".
Veri portenti di ironia sono Giorgia Galassi (20 anni di Cesena), nel ruolo di Rusty, che nonostante qualche chilo di troppo si muove come una libellula e scatena una voce alla Aretha Franklin; e Valerio Di Rocco (26 anni di Pescara), che fa del suo Willard un disarmante Forrest Gump, sempre appeso ai consigli della mamma, travestito da John Travolta.
"Ballare non è un crimine" urlano in coro questi indemoniati ragazzacci della febbre del sabato sera, coniugando amore e ginnastica a ritmi frenetici. Insomma, gli ex dilettantï di Maria sono cresciuti artisticamente e lo dimostrano, il loro sogno vi è avverato.
Applauditi anche lo scenografo Aldo De Lorenzo e il coreografo Steve Lachance.

Ray

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Oct 28, 2004, 10:41:33 AM10/28/04
to

"Marco Daverio" <dav...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:whJfd.27510$1q2....@tornado.fastwebnet.it...

> Di solito evito di commentare le produzioni concorrenti ma visto lo sgarbo
> nei nostri confronti farò un'eccezione.
(cut)

Daverio, mi stupisci! :))

A parte gli scherzi, capisco perfettamente il tuo stato d'animo e lo
condivido, pestarsi i piedi tra organizzatori di eventi è proprio meschino;
mi fa piacere che la "concorrenza" abbia dimostrato platealmente che il
musical trattato come "articolo commerciale" si ritorce contro i produttori,
non si può anticipare all'improvviso come se fosse una compravendita da
concludere in fretta per spiazzare l'avversario.
E mi fa anche piacere che ognuno abbia avuto quello che si meritava: Fame il
suo successo, e la De Filippi il suo pubblico di bassa cultura... si saranno
accorti che dopo i primi 5 minuti lo spettacolo non era finito? ;)

Ciao!
RAY


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