Gentile Sig. Daverio,
ho letto il suo spassoso commento a Footloose. Tra le altre cose il
suo scritto contiene una buona dose di fantasia che dimostra forse
una sua vena da scrittore fantastico più che da recensore di musical.
O forse - cosa più probabile,temo - si basa su informazioni errate
che qualche "concorrente" (parla lei di concorrenza) le ha passato
solo per seminare discordia... sempre molto utile - pare - in questo
nostro spesso insalubre ambientino di teatranti. In questo caso, mi
perdoni l'appunto, il suo unico errore è stato quello di non
verificare le fonti.
Naturalmente non entro nel merito del suo giudizio artistico sullo
spettacolo, sugli interpreti ecc.... Ognuno è libero - e deve essere
libero - di giudicare come meglio crede. Ci mancherebbe altro. A
volte - in certe occasioni - farlo non è di buon gusto, ma questo è
un altro discorso.....
Mi permetto invece di confutare - fermamente e categoricamente - una
sua affermazione che è poi quella che fa scaturire la sua critica...
Il debutto di footloose era previsto - ed è stato - lunedì 25
ottobre. E' stata un'anteprima ad inviti con ospiti, stampa e
quant'altro. Il 22, venerdì, si trattava semplicemente (cosa che
avviene abbastanza spesso in molti teatri italiani) di una anteprima
con pubblico. In sala ci saranno state 3/400 persone e soprattutto
non c'erano giornalisti, vip, ospiti e persone "servili" come le ha
definite lei.
C'era solo pubblico. E' vero, lo spettacolo è stato sospeso per la
rottura di un motore della scenografia ma questa è una cosa che può
capitare.... al Sistina già capitò durante "I sette re di Roma" con
Proietti e la regia di Garinei e furono rimandate a casa 1500
persone.... forse anche quella di Proietti era una compagnia
arraffazonata....
Inoltre forse Lei con conosce bene il Teatro Sistina e chi lo
dirige. Il sistina non è solito fare giochetti del genere "contro"
altre compagnie, chiunque lo possa chiedere. Anzi siamo tra i pochi
teatri che spesso spostiamo prime stampa, conferenze ecc... per non
accavallarci.... e questo è verificabile facilmente contattando i
Teatri di Roma. Ripeto, la nostra prima era ed è stata il 25 ottobre.
Scopro poi dal suo scritto che anche Cantando sotto la pioggia è un
brutto spettacolo. Se alla loro prima invece di parlare di chi sta
in scena avete parlato di Footloose vuol dire che quello che avete
visto era veramente poco interessante... credo.
Infine mi permetta un semplice appunto di ordine "estetico", ma
direi quasi morale (e qui parlo personalmente). Trovo veramente
sconveniente questo suo classismo dei più deteriori. Criticare le
persone per dove vivono o per le loro qualità mentali lo trovo
offensivo, ingiusto e - mi permetta - criminale. Lei scrive "
un'orda di ragazzetti e ragazzette con l'omberlico in bella mostra
accompagnati da madri di borgata o nonne rimbambite...".
Forse lei ha solo amici e frequentazioni altolocate, ricche e di
nobile lignaggio e gli ospiti del suo spettacolo vengono tutti
dall'Accademia della Crusca, Dal Circolo della Caccia e dalla
Sorbona... La informo - credo forse non lo sappia - che il pubblico
è composto dalla gente normale, anche da chi non ci piace come si
veste o da chi non condividiamo le scelte. Ma è il pubblico e va
rispettato, sempre e comunque. Se proprio non le piace la genta la
ignori, non la offenda.
Infine un'ultima riflessione.... se il suo coreografo ha letto il
suo scritto sarà veramente felice. Pensi che di Fame ho sentito
dire che le coreografie sono splendide. Ma sa, il giudizio assoluto
non esiste, è sempre soggettivo.
Massimo Natale
Ufficio Stampa Teatro Sistina
"Andrea Colonna" <andrea....@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ef0c05ec.04102...@posting.google.com...
Prima di tutto bisogna iscriversi a Yahoo se non lo si è già. Dopo di che
bisogna accedere con le proprie user-id e password; da qui entrare nella
sezione "gruppi" e cercare il gruppo "amicidelmusical".
Gentile Sig. Massimo Natale,
rispondo alla sua lettera postata
sulla mailing list Amici del musical.
Premetto anzitutto che il mio scritto era rivolto a una cerchia ristretta di
persone ed è stato copiato ed inviato senza mia autorizzazione e consenso
alla vostra mailing list di cui ignoravo sinora l'esistenza. Non avevo
alcuna intenzione di creare una polemica pubblica e i toni pesanti erano
espressamenti rivolti alle persone a cui tale corrispondenza era diretta in
forma volutamente provocatoria. Mi vedo ora costretto a prendere atto che un
mio scritto è stato inviato a un gruppo di persone a cui non era rivolto.
Ciò premesso devo tuttavia ribadire i contenuti del mio intervento.
Le "preview" di Footloose ha effettivamente creato un danno alla prima di
Fame al Teatro Olimpico. La sua collega Muni, nostro ufficio stampa, le
potrà fornire l'elenco delle invitati che hanno dato forfait adducendo come
scusa la partecipazione all'anteprima di Footloose. Amettendo anche la
vostra buona fede è indiscutibile che il venerdì in questione Footloose è
andato in scena per la prima volta con regolare borderò SIAE e pubblico in
sala. Non era difficile immaginare che il pubblico si sarebbe precipitato a
vedere anche per sola curiosità uno degli spettacoli più attesi della
stagione. Considerarla una "semplice anteprima con pubblico" mi sembra
estremamente riduttivo. Avevamo espressamente studiato quella data proprio
perchè non volevamo che il nostro debutto coincidesse con quello di
Footloose (avevamo anche invitato il vostro direttore artistico e il
direttore di produzione della Fascino tra l'altro). Se poi devo essere
sincero non credo alla vostra buona fede. Siete troppo professionali per
essere caduti in una simile ingenuità. Comunque il mondo è fatto anche di
opinioni e la mia è una delle tante.
Criticare pubblicamente il lavoro di altri colleghi è un atto presuntuoso e
sbagliato. Le impressioni che ho scritto sullo spettacolo erano rivolte a un
gruppo ristretto di persone e non dovevano girare su una mailing list. Però
onestamente è quello che pensavo.
Vorrei invece continuare la polemica su un altro aspetto. Lo faccio con
grande serenità e nella convinzione che le polemiche sono utili e necessarie
per la crescita del teatro. L'aver messo in cartellone uno spettacolo con i
ragazzi della trasmissione televisiva Amici è un scelta che non può passare
inosservata e dovete aspettarvi qualche polemica in merito.
Questa trasmissione televisiva è stata al centro di molte discussioni e
critiche. Ha dato un'immagine falsa e deviante della carriera artistica
(attore, cantante, ballerino) presentata come un facile percorso dove
l'importante è apparire e competere. Un programma che ha danneggiato molti
giovani illudendoli che basta avere facile successo per trasformarsi in un
professionista dello spettacolo. Un carosello di assurdità e luoghi comuni
sull'arte scenica. Di più, un programma privo di etica e cultura che sembra
confermare drammaticamente la profezia popperiana di "Cattiva maestra
televisione". Un grave danno all'immagine delle autentiche Accademie di
Recitazione a Arte Scenica che da anni formano professionisti all'insegna
del duro lavoro, della rinuncia e dei sacrifici. Ora che tutta questa
spazzatura fosse in televisione è cosa triste ma che ci finisse in teatro è
ancora più grave. Come è possibile che un teatro serio, vero, che nel nome
dell'Arte e della Cultura esercita la propria attività abbia aperto le
proprie porte a questa brancaleonica armata di guitti improvvisati ? A
quanti artisti veri stanno rubando il lavoro ? Parlo di professionisti
autentici, che si sono diplomati dopo anni di studio nelle varie scuole
riconosciute quali per esempio la Silvio Dmico o lo IALS nella vostra
città. Forse ha proprio ragione quanto sostiene il programma in questione:
perchè mai studiare anni in un'accademia quando bastano pochi mesi in TV per
poter calcare le scene del Sistina ? Basta essere telegenici, piacere alla
massa di adolescenti scatenate o alle mamme casalinghe che versano una
lacrimuccia quando ascoltano una canzone stonacchiata....ecco, basta piacere
all'audience, competere e soprattutto vincere. Basta questo e in sei mesi
arrivi sui palcoscenici dei teatri più importanti d'Italia. E gli altri ?
Quelli che studiano, che si fanno il mazzo per tre anni con il sistema
Stanislavsky, che spesso patiscono una vita di privazioni per mantenere fede
alla purezza della scelta di una vita artistica ? Quelli evidentemente sono
dei cretini, dei perdenti, gente che non ha capito come funziona il
mondo....
Ecco sinceramente perchè levo un grido di protesta per quello che sta
accadendo anche se rischio di essere il solo in questo. Nessuno sembra
accorgersi della gravità. Pazienza. Sarò come Cassandra o Giovanni: una voce
che grida nel deserto. Mi spiace polemizzare con voi ma è il vostro teatro
che ha tenuto a battesimo e questa operazione. Cosa ci aspetteremo per la
prossima stagione ? Un musical con quelli del Grande Fratello ? E poi ? Un
altro con quelli dell'Isola dei famosi ? A mio avviso è una strada molto
pericolosa e occorre riflettere molto attentamente su quello che si stà
facendo.
Marco Daverio
Premetto che non voglio intromettermi nella discussione ma solo fare una
riflessione aperta al NG.
La situazione, in effetti, la vedo grave anche io: il mercato del musical in
Italia è appena agli albori, fino ad un'anno fa su questo NG ci chiedevamo
quale potesse essere il modo più efficace per fare conoscere un mondo
meraviglioso al grande pubblico senza che si facesse un'idea sbagliata, ed
ora... eccoci qua.
Se per guidare l'auto serve una patente ed i controlli sono severi, per
recitare non esiste nessun "brevetto", nulla che distingua il vero attore da
quello improvvisato, verrebbe quindi da affidarsi proprio ai teatri che da
sempre hanno fatto la differenza tra dilettanti e professionisti, ma se
scopriamo che anche questi sono interessati solo a fare il pieno, qualunque
sia la levatura del loro pubblico, si troveranno inevitabilmente ad essere
complici delle moderne trovate per il facile successo televisivo-mediatico.
A questo punto, appurato che anche il prestigioso Sistina dimostra di non
volersi distinguere, sta al pubblico l'ultima scelta.
Un pò come è accaduto in tanti famosi locali, abbandonati dalla clientela
adulta quando questa si accorgeva che venivano male gestiti ed iniziavano ad
essere frequentati prevalentemente da ragazzini, anche un teatro con un
passato glorioso può perdere il proprio prestigio; come dice Daverio, il
ruolo di un teatro è quello di diffusione della cultura, non tanto come
semplice atto del mettere in scena una rappresentazione, ma soprattutto come
importante guida nelle proposte culturali a cui gli spettatori si affidano,
anche ciecamente, sapendo di trovarsi di fronte ad una istituzione che ha
sempre messo in calendario eventi degni della loro attenzione.
Se questa fiducia viene a mancare, se il locale perde credibilità, il
pubblico che ha abbastanza cultura per distinguere il valore di uno
spettacolo non tarderà ad etichettare negativamente l'intero locale e
ripiegare per altre strade, salvo quei casi in cui i nomi in locandina non
saranno abbastanza significanti per dare la certezza di professionalità, ma
come ben sappiamo, per riguadagnare la fiducia costruita nei decenni non
basta un solo spettacolo di Dario Fo.
Saluti a tutti
RAY