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Stupenda mandola di tipo portoghese

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Sci090

unread,
Sep 24, 2003, 2:51:12 PM9/24/03
to
Vorrei segnalarvi questo sito, di un liutaio tedesco, dove ho trovato
la foto di una stupenda mandola modello portoghese basata su uno
strumento costruito da un certo Hums nella metą degli anni '70. Per la
cronaca la mandola che potete vedere č stata venduta a 2350 euro!!!!
Qualcuno conosce questo liutaio, forse portoghese, chiamato Hums?

http://www.lutes-strings.de/mandola.html

Nicola.

Sepas

unread,
Sep 24, 2003, 3:57:55 PM9/24/03
to
Vado un pò fuoritema.
Qual'è la differenza tra mandola e mandolino? Ho noato che ha il ponte molto
più inclinato rispetto al mandolino, ma per il resto non vedo molte
differenze.

Paolo

"Sci090" <sci...@interfree.it> ha scritto nel messaggio
news:35dcc203.03092...@posting.google.com...


> Vorrei segnalarvi questo sito, di un liutaio tedesco, dove ho trovato
> la foto di una stupenda mandola modello portoghese basata su uno

> strumento costruito da un certo Hums nella metà degli anni '70. Per la
> cronaca la mandola che potete vedere è stata venduta a 2350 euro!!!!

Sci090

unread,
Sep 25, 2003, 7:58:17 AM9/25/03
to
"Sepas" <paolo...@libero.it> wrote in message news:<7Hmcb.344577$Ny5.10...@twister2.libero.it>...
> Vado un pò fuoritema.
> Qual'è la differenza tra mandola e mandolino? Ho notato che ha il ponte molto

> più inclinato rispetto al mandolino, ma per il resto non vedo molte
> differenze.
> Paolo

Caro Paolo, come la famiglia degli archi comprende il violino, la
viola, il violoncello e il contrabbasso, strumenti di diverse
dimensione e, di conseguenza, con diversa accordatura, così nella
famiglia a plettro ci sono varie &#8220;misure&#8221; e accordature.
Il più conosciuto è il mandolino (sto parlando del classico mandolino
napoletano), accordato esattamente come il violino: SOL RE LA MI dalla
corda (sarebbe meglio dire coro) più grave alla più acuta. La mandola
è solo un po&#8217; più grande di dimensioni e può essere accordata in
due maniere: o SOL RE LA MI un&#8217;ottava più bassa rispetto al
mandolino oppure con un&#8217;intonazione intermedia: DO SOL RE LA con
le tre corde più acute esattamente coincidenti alle tre più basse del
mandolino. A seconda dell&#8217;accordatura la mandola viene chiamata
&#8220;tenore&#8221; o &#8220;contralto&#8221; e sarebbe logico
pensare che la mandola tenore sia la più bassa (la cosiddetta mandola
in SOL) e la contralto quella più acuta (mandola in DO) ma una volta
mi è capitato di acquistare due diverse mute di corde Galli sulla cui
busta si definiva &#8220;tenore&#8221; quella in DO e
&#8220;contralto&#8221; quella in SOL, cioè tutto il contrario di
quanto detto sopra &#8230; e il dubbio ancora mi rimane. La mandola
del quartetto classico a plettro è comunque quella in SOL, ma poiché
spesso il repertorio a plettro è stato mutuato da quello per archi, la
mandola in DO (accordata esattamente come la viola) spesso ne prende
il posto.
Il mandoloncello è lo strumento più grande della famiglia ed ha la
stessa accordatura del violoncello (DO SOL RE LA un&#8217;ottava sotto
la mandola in DO e quindi con le con le tre corde più acute
esattamente coincidenti alle tre più basse della mandola in SOL). Ci
sono in verità anche dei mandoloncelli a cinque cori, chiamati anche
&#8220;liuti cantabili&#8221; accordati DO SOL RE LA MI dove il MI in
più corrisponde alla corda più acuta della mandola in SOL.
La misura del diapason (lunghezza della corda vibrante) nei mandolini
è di circa 34 centimetri che salgono a circa 43 nelle mandole
contralto e tenore (le due diverse accordature dipendono unicamente
dal diverso calibro delle corde) per arrivare ai 58-62 centimetri dei
mandoloncelli. Nei modelli anglosassoni a fondo piatto c&#8217;è una
maggiore varietà di dimensioni e la mandola in SOL viene chiamata
anche &#8220;octave mandolin&#8221;, cioè mandolino ottavo e può avere
un diapason che può arrivare anche a 53 centimetri. Pertanto quando
uno si reca in un negozio di musica per acquistare una muta di corde
per mandola, se il negoziante è bravo e preparato non gli rifilerà la
prima muta Galli o Dogal che trova in un cassetto ma gli chiederà per
prima cosa se la vuole accordare in SOL o in DO e poi quale è la
misura del diapason. Solo a quel punto sceglierà le corde una per una
(anzi due per due) selezionando i calibri tra quelli disponibili per
le corde di chitarra acustica. Naturalmente un commerciante così io
non l&#8217;ho mai trovato e quando vado in cerca di corde mi elaboro
a casa mia un teorico set ideale e poi chiedo direttamente i calibri
che mi servono.
L'inclinazione del ponte in liuteria si chiama compensazione e serve a
correggere l'intonazione della tastiera. Non dipende affatto dal tipo
di strumento ma da una serie di fattori (action delle corde, materiale
con cui sono costruite, diapason dello strumento etc.) di cui sarebbe
troppo lungo parlare. In pratica si inclina il ponte (di solito
allungando la misura dalla parte dei bassi) affinché l'accordatura
delle note ottenute premendo il dodicesimo tasto sia esattamente
un'ottava rispetto alla corda a vuoto. Non c'è una regola precisa ma è
l'orecchio che ti dice quanto inclinare. Se cambi la marca o tensione
delle corde devi trovare di nuovo la giusta compensazione.

Riepilogando (dallo strumento più basso al più acuto):

Liuto cantabile (diap. cm. 58-62):DO SOL RE LA MI
Mandoloncello (diap. cm. 58-62): DO SOL RE LA (come il
violoncello)
Mandola in SOL (diap. cm. 42-43): SOL RE LA MI ("octave
mandolin")
Mandola in DO (diap. cm. 42-43): DO SOL RE LA (come la viola)
Mandolino (diap. cm. 33-35): SOL RE LA MI (come il
violino)

Sperando di essere stato utile.
Nicola &#8220;il non mandolinista&#8221;

Sci090

unread,
Sep 25, 2003, 2:48:38 PM9/25/03
to
sci...@interfree.it (Sci090) wrote in message news:<35dcc203.03092...@posting.google.com>...

"Sepas" <paolo...@libero.it> wrote in message news:<7Hmcb.344577$Ny5.10...@twister2.libero.it>...
> Vado un pò fuoritema.
> Qual'è la differenza tra mandola e mandolino? Ho notato che ha il ponte molto
> più inclinato rispetto al mandolino, ma per il resto non vedo molte
> differenze.
> Paolo

Oooops! Rimando il file perché mi ci sono venuti dei segni strani...

Caro Paolo, come la famiglia degli archi comprende il violino, la
viola, il violoncello e il contrabbasso, strumenti di diverse
dimensione e, di conseguenza, con diversa accordatura, così nella

famiglia a plettro ci sono varie "misure" e accordature.


Il più conosciuto è il mandolino (sto parlando del classico mandolino
napoletano), accordato esattamente come il violino: SOL RE LA MI dalla
corda (sarebbe meglio dire coro) più grave alla più acuta. La mandola

è solo un po' più grande di dimensioni e può essere accordata in due
maniere:
o SOL RE LA MI un'ottava più bassa rispetto al mandolino oppure con
un'intonazione intermedia: DO SOL RE LA con le tre corde più acute


esattamente coincidenti alle tre più basse del mandolino. A seconda

dell'accordatura la mandola viene chiamata "tenore" o "contralto" e


sarebbe logico pensare che la mandola tenore sia la più bassa (la
cosiddetta mandola in SOL) e la contralto quella più acuta (mandola in
DO) ma una volta mi è capitato di acquistare due diverse mute di corde

Galli sulla cui busta si definiva "tenore" quella in DO e "contralto"
quella in SOL, cioè tutto il contrario di quanto detto sopra ...e il


dubbio ancora mi rimane. La mandola del quartetto classico a plettro è
comunque quella in SOL, ma poiché spesso il repertorio a plettro è
stato mutuato da quello per archi, la mandola in DO (accordata
esattamente come la viola) spesso ne prende il posto.
Il mandoloncello è lo strumento più grande della famiglia ed ha la

stessa accordatura del violoncello (DO SOL RE LA un'ottava sotto la


mandola in DO e quindi con le con le tre corde più acute esattamente
coincidenti alle tre più basse della mandola in SOL). Ci sono in

verità anche dei mandoloncelli a cinque cori, chiamati anche "liuti
cantabili" accordati DO SOL RE LA MI dove il MI in


più corrisponde alla corda più acuta della mandola in SOL.
La misura del diapason (lunghezza della corda vibrante) nei mandolini
è di circa 34 centimetri che salgono a circa 43 nelle mandole
contralto e tenore (le due diverse accordature dipendono unicamente
dal diverso calibro delle corde) per arrivare ai 58-62 centimetri dei

mandoloncelli. Nei modelli anglosassoni a fondo piatto c'è una


maggiore varietà di dimensioni e la mandola in SOL viene chiamata

anche "octave mandolin", cioè mandolino ottavo e può avere un diapason


che può arrivare anche a 53 centimetri. Pertanto quando uno si reca in
un negozio di musica per acquistare una muta di corde per mandola, se
il negoziante è bravo e preparato non gli rifilerà la prima muta Galli
o Dogal che trova in un cassetto ma gli chiederà per prima cosa se la
vuole accordare in SOL o in DO e poi quale è la misura del diapason.
Solo a quel punto sceglierà le corde una per una
(anzi due per due) selezionando i calibri tra quelli disponibili per
le corde di chitarra acustica. Naturalmente un commerciante così io

non l'ho mai trovato e quando vado in cerca di corde mi elaboro a casa


mia un teorico set ideale e poi chiedo direttamente i calibri che mi
servono.
L'inclinazione del ponte in liuteria si chiama compensazione e serve a
correggere l'intonazione della tastiera. Non dipende affatto dal tipo
di strumento ma da una serie di fattori (action delle corde, materiale
con cui sono costruite, diapason dello strumento etc.) di cui sarebbe
troppo lungo parlare. In pratica si inclina il ponte (di solito
allungando la misura dalla parte dei bassi) affinché l'accordatura
delle note ottenute premendo il dodicesimo tasto sia esattamente
un'ottava rispetto alla corda a vuoto. Non c'è una regola precisa ma è
l'orecchio che ti dice quanto inclinare. Se cambi la marca o tensione
delle corde devi trovare di nuovo la giusta compensazione.

Riepilogando (dallo strumento più basso al più acuto):

Mandoloncello (diap. cm. 58-62): DO SOL RE LA (come il


violoncello)
Liuto cantabile (diap. cm. 58-62): DO SOL RE LA MI
Mandola in SOL (diap. cm. 42-43): SOL RE LA MI ("octave
mandolin")
Mandola in DO (diap. cm. 42-43): DO SOL RE LA (come la
viola)
Mandolino (diap. cm. 33-35): SOL RE LA MI (come il
violino)

Sperando di essere stato utile.

Nicola (il non mandolinista)

Magellano

unread,
Sep 25, 2003, 6:02:57 PM9/25/03
to
..per la precisione la mandola (tenore) secondo Embergher
ammonta a circa 48 cm di tesa proprio per dare maggior senso alla
mandola contralto (43 cm) detta anche "mandoliola".
In verità Embergher (e la conseguente scuola liutaia) calibra i suoi
strumenti sulla famiglia del violino.

potremmo aprire una discussione sulla compensazione (ponticello
alla greca)
personalmente sono contrario (forse solo sul SOL penso abbia
senso)

Magellano


Sci090 <sci...@interfree.it> ha scritto:


Inviato da www.mynewsgate.net

Sci090

unread,
Sep 26, 2003, 8:09:46 AM9/26/03
to
"Magellano" <NGC...@libero.it> wrote in message news:<20030925...@mynewsgate.net>...

> ..per la precisione la mandola (tenore) secondo Embergher
> ammonta a circa 48 cm di tesa proprio per dare maggior senso alla
> mandola contralto (43 cm) detta anche "mandoliola".

E io sono pienamente d'accordo con Embergher; avevo una mandola
modello romano con un diapason di cm. 42,5 e avevo già notato una
notevole differenza di rendimento tra l'accordatura in SOL con calibri
di corde più spessi, che mi dava un suono più "sordo" e quella in DO
con corde più sottili, con la quale lo strumento squillava di più, si
addolciva nel timbro ed era molto più comodo da suonare. Ho una foto
di una mandola Embergher da 48 centimetri e devo vergognarmi nel dire
che probabilmente ne avevo trovata una originale e perfettamente
funzionante in un negozio di antiquariato a solo 300.000 delle vecchie
lire, ma non l'ho acquistata semplicemente perché ne avevo già una e
putroppo allora non sapevo chi fosse Luigi Embergher.... E ancora mi
sto disperando!

> In verità Embergher (e la conseguente scuola liutaia) calibra i suoi
> strumenti sulla famiglia del violino.

Questa è una notizia interessante, perché mi sono sempre chiesto se ci
fossero o meno delle misure standard per gli strumenti ad arco.

> potremmo aprire una discussione sulla compensazione (ponticello
> alla greca)
> personalmente sono contrario (forse solo sul SOL penso abbia
> senso)

Io non credo che si possa scegliere. In qualsiasi strumento a corde
pizzicate provvisto di tastiera, se non c'è anche un minimo di
compensazione si ottengono solo note stonate nelle posizioni alte.
Caso mai ci si può chiedere se non ci siano dei metodi meno "grezzi"
della semplice inclinazione del ponticello dalla parte dei bassi e su
questo sì he si potrebbe discutere a lungo! In teoria se tutte le
corde avessero la stessa tensione, la stessa ampiezza di oscillazionea
e lo stessa differenza di tensione quando vengono premute sopra un
determinato tasto, allora basterebbe semplicemente allontanare il
ponticello di qualche decimo di millimetro per avere un'intonazione
precisa per tutte. Ma nella realtà i vari cori non tirano tutti alla
stessa maniera e inoltre le corde rivestite hanno un'oscillazione più
amia rispetto ai cantini. E' per questo che i ponti sono generalmente
più alti dalla parte dei bassi (guardate quello di una chitarra
classica) e che si fa in modo che le corde più basse abbiano in realtà
uuna lunghezza maggiore quelle acute. E questa si ottiene piegando il
ponticello o costruendo ponti con le sellette smussate più avanti o
più indietro a seconda delle necessità. I giapponesi sono maestri in
questo...
Nicola.

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