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Articolo rivista scientifica "The Lancet" su NDE e OBE.

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Clara

unread,
Sep 7, 2002, 4:24:18 AM9/7/02
to
Ecco il sunto, effettuato da Fabio, di uno studio pubblicato l'anno scorso
sulla rivista scientifica The Lancet.

Tanti saluti a tutti, Clara
______________________________________________

ULTIMI SVILUPPI SULLE NEAR-TO-DEATH EXPERIENCES
(NDE)

Studi sulle NDE sono stati pubblicati su riviste di anestesiologia
e rianimazione (come Resuscitation) o su riviste di psicologia.
Per la prima volta una ricerca su questo fenomeno è pubblicata
dal Lancet (2001; 358: 2039).

Lo studio
Effettuato da Pin Van Lommel e collaboratori, cardiologi
dell'ospedale di Arnhem in Olanda.
Gli autori hanno organizzato lo studio incuriositi dal fatto che
nella letteratura specifica i fenomeni NDE sono molto simili a
prescindere dalla provenienza geografica e dalle credenze
religiose dei soggetti coinvolti. Lo studio olandese è però il
primo studio prospettico (e non retrospettivo) sull'argomento.
Tutti i pazienti che venivano rianimati dopo arresto cardiaco
venivano intervistati per sapere se avevano avuto una NDE. In
totale sono stati arruolati 344 pazienti. Solo 62 pazienti (il 18 per
cento) ha avuto una NDE, 41 hanno avuto una "core" experience
cioè una esperienza di intensità particolarmente forte. Tutti
erano stati trattati allo stesso modo.
All'interno dei pazienti che hanno avuto una NDE sono stati
descritti alcuni elementi tipici della NDE:

Consapevolezza di essere morti: nel 50 per cento dei casi di
NDE
Emozioni positive (no paura della morte): 56%
Out-of-body experience (OBE): 24%
Sensazioni di muoversi all'interno di un tunnel: 31%
Luce intensa ma non dolorosa: 23%
Osservazione di colori: 23%
Osservazione di un paesaggio celestiale: 29%
Incontro con persone decedute: 32%
Rivisitazione di tutta la vita: 13%
Presenza di un limite da oltrepassare: 8%

Gli elementi delle NDE corrispondono con quelli descritti in
letteratura.
Gli autori fanno notare che siccome le NDE si verificano solo in
una minoranza di casi non è probabile che siano la
conseguenza di uno stato di ipossia cerebrale, una delle più
comuni spiegazioni del fenomeno. Non è nemmeno probabile
che si tratti di un effetto dei farmaci utilizzati per la rianimazione
perché a tutti i pazienti è stata data la stessa terapia.
Alcuni elementi delle NDE (OBE, visione di luci, ricordo di
episodi della vita) si riscontrano in alcuni tipi di fenomeni
neurofisiologici: stimolazione del lobo temporale durante
neurochirurgia, ipossia cerebrale dovuta a forti accelerazioni
(addestramento di piloti d'aereo), iperventilazione da manovra di
Valsalva, uso di sostanze allucinogene (LSD, psilocarpina,
mescalina). Ma, dice Van Lommel, con le NDE siamo di fronte a
una fenomenologia differente: gli episodi della vita non si
presentano slegati tra di loro ma appaiono come una
"panoramica" di tutta la vita. Inoltre, negli altri fenomeni
neurofisiologici non viene percepito quel senso di felicità e di
assenza di paura della morte.

L'Ipotesi della trascendenza
Van Lommel avanza un'ipotesi, detta appunto della
"trascendenza". La NDE potrebbe essere un particolare stato di
coscienza nel corso del quale il senso di identità, la cognizione
e l'emotività funzionano indipendentemente dal corpo. Sono per
così dire staccate dal corpo e disposte su un piano
trascendente. Sarebbe inoltre in funzione una forma di
percezione extra-sensoriale. Quest'ultimo fenomeno, da
verificare con ulteriori studi, è particolarmente significativo nei
casi di OBE. In letteratura esiste un'aneddotica di pazienti ciechi,
che dopo rianimazione, hanno descritto le caratteristiche della
sala in cui si trovavano quando non erano coscienti. Van
Lommel riporta il caso di un uomo che ha descritto una OBE,
dichiarando di aver visto dall'esterno un infermiere togliergli la
dentiera (era incosciente quando è accaduto) e di essersi
impegnato per far sapere ai medici che non era ancora morto (i
medici all'inizio erano pessimisti e discutevano sulla scelta di
continuare la rianimazione). L'autore scrive: «Come può essere
sperimentata una chiara coscienza extra-corporea quando
abbiamo le prove elettroencefalografiche che il cervello non sta
funzionando?» Van Lommel conclude dicendo che le ricerche in
quest'ambito devono concentrarsi sugli elementi verificabili
delle NDE, come le OBE.

La critica dell'editorialista
L'editoriale di accompagnamento è firmato da Cristopher
French, della Anomalistic psychology research unit
dell'università di Londra. French prende in esame la tesi di
fondo di Van Lommel, secondo la quale i risultati dell'indagine
richiedono una profonda revisione di alcuni assunti relativi ai
rapporti tra coscienza e funzione cerebrale. In particolare, Van
Lommel non si spiega come un soggetto possa percepire
alcune cose mentre il suo Eeg è piatto. French fa però notare
che esiste una spiegazione alternativa: non si può escludere
che quelle esperienze di NDE siano dei falsi ricordi. Dopo la
rianimazione il cervello è tornato a lavorare e ha costruito un
passato prossimo che in realtà non è mai esistito. Il cervello
cerca di coprire le lacune ("fill the gap") dovute a un periodo di
inattività corticale. Anche le OBE potrebbero essere una
costruzione a posteriori del cervello.

Come proseguiranno le ricerche
French ritiene la ricerca di Val Lommel particolarmente
importante anche se sostiene che è ancora presto per poter
sostenere l'ipotesi della "trascendenza". Concorda con Van
Lommel che bisogna concentrarsi sulla raccolta di informazioni
verificabili e in particolare sulle OBE. Poco prima dell'indagine
degli olandesi è stata pubblicato uno studio analogo firmato da
Parnia e Fenwick su Resuscitation. I risultati sono
sovrapponibili. In più, Parnia e Fenwick hanno introdotto un
nuovo metodo. Mentre il paziente è incosciente e l'Eeg è piatto
tirano fuori un oggetto che in sala di rianimazione non dovrebbe
esserci (per esempio un pallone di calcio). Se il paziente
sopravvive gli chiedono che cosa ha visto. Questa sarebbe una
prova che la OBE è un'esperienza reale, che avviene mentre il
cervello del paziente non è in funzione: l'ipotesi della
trascendenza potrebbe trarne grande giovamento.
Sfortunatamente, Parnia e Fenwick hanno eseguito l'operazione
solo su quattro pazienti e nessuno dei quattro ha riferito una
OBE.
Tutti, anche French, concordano sul fatto che i prossimi
esperimenti devono essere di questo tipo.
_______________________________________

Lord Knight

unread,
Sep 14, 2002, 8:24:58 PM9/14/02
to
On Sat, 07 Sep 2002 08:24:18 GMT, "Clara" <xclara...@NOSPAMyahoo.it>
wrote:

> Sfortunatamente, Parnia e Fenwick hanno eseguito l'operazione
> solo su quattro pazienti e nessuno dei quattro ha riferito una
> OBE.

Degna conclusione di una rivista scientifica su un film di fantascienza.
Sarei rimasto perplesso se non avessi trovato una frase del genere! :)
Solo una cosa...

> In letteratura esiste un'aneddotica di pazienti ciechi,
> che dopo rianimazione, hanno descritto le caratteristiche della
> sala in cui si trovavano quando non erano coscienti.

In che senso "In letteratura" ?

Comunque l'out-of-body mi diverte... forse sottoscrivo fi.o-o-b... :D

Saluti,
Lord Knight

--
" Quelli che attaccano il cartello 'Chi tocca muore', muoiono tutti ? "

Lord Knight

unread,
Oct 5, 2002, 8:47:28 PM10/5/02
to
On Thu, 03 Oct 2002 07:53:51 GMT, "peter" <pet...@libero.it> wrote:

> > > In letteratura esiste un'aneddotica di pazienti ciechi,

> > In che senso "In letteratura" ?

> ...nel senso di tutta la bibliografia inerente l'argomento o che fa
> riferimento: si dice proprio così: letteratura. Es. Nel soufflè di
> cioccolato va messa la vaniglia? In letteratura si consiglia etc...etc...

Quindi senza alcun fondamento scientifico?

> > Comunque l'out-of-body mi diverte... forse sottoscrivo fi.o-o-b... :D

> ...beh, il tuo forte si sa, è l'out of mind o meglio il freaking
> out....eheheh lord knigth, sei sempre il solito: fatti un acido.
> tuo amico peter

fan-cool ! :D

> nb scusami per il ritardo

chi te l'ha scritta sta frase?

> etc..etc...

salut, salut ...

ok, mi spengo. anche se le duracell stasera sembrano non scaricasi ...
:)

baibau

peter

unread,
Oct 9, 2002, 7:13:14 AM10/9/02
to

Lord Knight <lordk...@KILLMElibero.it> wrote in message
b52vpug0eaecb0k39...@4ax.com...

> On Thu, 03 Oct 2002 07:53:51 GMT, "peter" <pet...@libero.it> wrote:
>
> > > > In letteratura esiste un'aneddotica di pazienti ciechi,
> > > In che senso "In letteratura" ?
> > ...nel senso di tutta la bibliografia inerente l'argomento o che fa
> > riferimento: si dice proprio cosě: letteratura. Es. Nel soufflč di

> > cioccolato va messa la vaniglia? In letteratura si consiglia
etc...etc...
>
> Quindi senza alcun fondamento scientifico?

...ti strangolerei.

>
> ok, mi spengo. anche se le duracell stasera sembrano non scaricasi ...
> :)

....fai la battuta e ridi da solo?

> baibau
> Lord Knight
>
> --
> " Quelli che attaccano il cartello 'Chi tocca muore', muoiono tutti ? "

....certamente. Appena ti becco tu sei uno di quelli e ti metto al posto del
cartello e il cartello te lo lego al collo: si fa proprio cosě.
p.


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