Caro Fabio,
per aiutare la tua ricerca e per offrirti un possibile spunto di riflessione, ti
invio una risposta che ho dato ad un mio interlocutore e che è stata pubblicata
anche sull'Espresso
(http://www.espressoedit.kataweb.it/cgi-bin/spd-forum4.sh?ft_cid=19351&listnum=1&l
iste=8&rowcount=142&forumname=chiesa).
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by Aetos (02.01.2001)
Tu mi parli di Dio... Ma chi è Dio?
Tu mi parli di 'Dio'. Ma di Dio non se ne può parlare perché è al di là di ogni
immaginazione, di ogni sforzo di comprensione. Ogni congettura che noi costruiamo
intorno a Lui è solo il parto di personalissime raffigurazioni, figlie di un
condizionamento e di pseudo-convinzioni di cui spesso non riusciamo ad essere
minimamente consapevoli.
Non parlare di 'Dio' non è sinonimo di offesa o di fuga, bensì di infinito
rispetto per la Verità incondizionata. Non fare ipotesi su 'Dio' significa evitare
di costringerLo in spazi in cui la sua immensità non può trovare giustizia. Né la
tua 'cognizione' né quella di Agostino, o di qualsiasi altro Dottore della Chiesa,
potrà mai soddisfare l'inedia che deriva dai limiti dell'umana condizione, è mera
superbia...
Parliamo di ciò che abbiamo appreso, di prima mano però, evitiamo di restituire il
pensiero che abbiamo assorbito da altri in quantità abnormi, come fossimo aride
spugne gettate in una pozzanghera e poi nuovamente strizzate addosso ad altri
esseri inconsapevoli quanto noi.
Forse dovresti lasciar morire il tuo S. Agostino nella vecchiezza e nei limiti dei
tempi che lo forgiarono. S.Agostino fu 'retore di professione', uomo senz'altro
molto scaltro e forse avveduto, ma stretto fatalmente nelle ristrettezze della sua
'gabbia contestuale'.
Abbiamo bisogno di 'toccare la realtà del nuovo', di affrancarci dal vecchio, di
evolverci autenticamente, di liberarci dai condizionamenti che ottenebrano le
nostre povere risibili menti. Un sincero cercatore di Verità deve lasciar 'cadere
la maschera', liberare la propria mente, uscire dalla gabbia, essere consapevole
del plagio e procedere in direzione del nuovo. Il credo, il sacro, la fede sono
una droga, un sedativo, che ostacolano la libera ricerca e ti incatenano
saldamente allo steccato del tuo recinto. Il recinto non è il mondo, esso è
separato dal mondo, e il dualismo della nostra visione è l'artefice di questa
rovinosa persuasione.
Non dobbiamo solo 'riempire i nostri vuoti', ma sanare le ferite che la
pseudo-conoscenza ci ha procurato in quantità notevoli. Nessun prete potrà mai
consegnarti la Verità, e le nostre *percezioni filosofiche* non sono sufficienti a
sfamare il nostro famelico eros conoscitivo, dobbiamo prima liberarci del velo che
offusca la nostra realtà e 'abbandonare la memoria' che risiede nel vecchio,
altrimenti saremo sempre come ciechi in uno splendido mondo di colori, convinti
che esista solo un immenso, inconoscibile e insuperabile, muro nero.... allora
quella diverrà inevitabilmente la nostra sola, misera e ingannevole realtà.
Parlate ancora di 'Dio'....
Ma cos'è 'Dio'? Chi è 'Dio'?
Cos'è e chi è, per te, 'Dio'?
Perché ci sforziamo di penetrare l'impenetrabile?
Vogliamo davvero procedere in direzione del Vero o semplicemente rafforzare il
nostro personale credo?
Perché ci sforziamo di andare oltre le possibilità di comprensione? Perché
cerchiamo di guardare al di là di ciò che È, inventando significati?
Perché lasciamo che altri (per te ad es. S. Agostino) pensino e decidano per noi
come e cosa pensare?
Tu credi che la Realtà possa essere trasmessa o mostrata a un altro?
Si può brillare della luce di un altro? È Luce?
L'uomo ha creato un'immagine, l'ha chiamata 'Dio', 'Allah', 'Brahma', 'Manitù',
'Zeus', adorando questa immagine in realtà adora una proiezione di se stesso.
Abbiamo creato un'infinità di piccoli idoli: la religione, la politica, la
nazione, l'economia, il sesso, la moda, lo stato, la tecnologia, la fede, la
famiglia, la razza, la scienza, la psicologia, la new-age, la classe sociale...
ognuno ha i propri. Noi tutti siamo il risultato di un complesso intreccio di
miti, paure, religioni, credenze, culture; il nostro pensiero nasce da questo
intreccio, ma tutto ciò non è La Realtà. Con la nostra mente possiamo dare un
significato ad ogni cosa, ma quel significato non è La Realtà. Tutto ruota sul
principio di causa ed effetto: la causa genera l'effetto, è vero, ma quello stesso
effetto spesso rappresenta la sua stessa causa, poiché viene prodotto
artificiosamente nel tentativo di acquietare la mente e soddisfare l'obiettivo
imposto in partenza. Allora restiamo intrappolati nella rete del nostro
'conosciuto', della nostra memoria, e traduciamo il presente sull'impronta di quel
'passato' che ora, per noi, è divenuto realtà. Andiamo tutti continuamente in
cerca di sicurezze e di risposte che forse non potremo mai avere, ma non
comprenderemo e non otterremo mai nulla se non abbandoniamo il 'passato'. Quel
passato che ha forgiato il nostro pensiero, che ha condizionato le nostre
reazioni, che ha ancorato la nostra mente alla 'gabbia'. La nostra è una
dipendenza semi-ipnotica che deriva da suggestioni e persuasioni che hanno
profonde radici nei nostri ieri, siamo anestetizzati da un processo di pensiero
millenario che è entrato rovinosamente nel nostro DNA. Ci siamo conformati ad un
ideale, ad un credo, ad un mito, senza averne 'toccato' la profondità, l'essenza,
la fonte che lo ha prodotto. Siamo come una cipolla: ricoperta da numerosissimi
sottili strati sovrapposti l'uno all'altro. Dobbiamo prendere coscienza del nostro
processo formativo, affrancarci, illuminati da una luce che non passa da filtri,
né da altre menti. Quella luce è là, e non può essere presa in prestito, né
racchiusa in un dogma o insegnata, nel momento in cui tenti di farlo entra anche
lei nel 'processo' e non è più Luce, si spegne. Quella Luce può permearci soltanto
se eliminiamo tutti gli strati e ci armonizziamo con il moto universale di
interdipendenza.
Innocenza, pensiero incondizionato, 'Consapevolezza senza scelta'... forse questo
è l'unico suggerimento che mi sento di poter offrire...
con sentimento
Aetos
http://www.aetos.cjb.net
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un caro saluto
> > Grazie
>
> Caro Fabio, per aiutare la tua ricerca e per offrirti un possibile
> spunto di riflessione, ti invio una risposta che ho dato ad un
> mio interlocutore e che è stata pubblicata anche sull'Espresso
Malgrado l'autorevolezza della fonte (L'Espresso) in materie
filosofico-religiose, mi permetto un commento, anche se con ritardo per
problemi al server da cui dipendo.
>
> by Aetos (02.01.2001)
> Tu mi parli di Dio... Ma chi è Dio?
>
> Tu mi parli di 'Dio'. Ma di Dio non se ne può parlare perché è al di là
> di ogni immaginazione, di ogni sforzo di comprensione.
> Ogni congettura che noi costruiamo intorno a Lui è solo il parto
> di personalissime raffigurazioni, figlie di un condizionamento
> e di pseudo-convinzioni di cui spesso non riusciamo ad
> essere minimamente consapevoli.
Ma tu consapevole lo sei, evidentemente. E poi anche quella che tu esponi è
una tua personalissima convinzione. Vale più delle altre? Perché?
> Non parlare di 'Dio' non è sinonimo di offesa o di fuga,
Qualcuno ti ha accusato di questo? O è forse una tua disputa interiore?
> bensì di infinito rispetto per la Verità incondizionata.
Parlare di qualcosa o qualcuno è mancanza di rispetto? E c'è qualcuno che
non ha rispetto della verità incondizionata, dal momento che è tale??? E
poi, se anche uno mancasse di rispetto per la verità incondizionata
(come?!?), la intaccherebbe in qualche modo?
> Non fare ipotesi su 'Dio' significa
> evitare di costringerLo in spazi in cui la sua immensità non può trovare
> giustizia.
Se fosse un oggetto, allora avresti ragione. Ma lo è? E ha bisogno della
nostra giustizia per sentirsi a posto, e di spazi adeguati? Ed è così
malleabile, ammesso che sia un oggetto, da farsi costringere in spazi
angusti? Se poi gli spazi
non sono adeguati, significa semplicemente che non ci starà e traslocheremo
:-))
Non vedo il problema. Io capisco invece il rispetto per chi ne parla con
rispetto e con spirito di ricerca, senza cercare di imporre né la propria né
la tua opinione al riguardo (eventualmente sull'autorevole Espresso)
disprezzando quella altrui.
> Né la tua 'cognizione' né quella di Agostino, o di qualsiasi
> altro Dottore della Chiesa, potrà mai soddisfare l'inedia che deriva
> dai limiti dell'umana condizione, è mera superbia...
Quali sono i limiti dell'umana condizione, se ammetti che l'uomo in qualche
modo provenga dal Dio di cui non vuoi parlare? Occorre disprezzare l'uomo
per convincerlo a tacere di Dio?
Se l'umana condizione soffre d'inedia, significa che abbiamo fame di
conoscenza, ma questa è la nostra ricchezza, non la nostra miseria e
tantomeno la nostra superbia. Lascia ai cattolici medievali accusare di
superbia tutti gli altri. La fame di conoscenza, lo spirito di ricerca,
possono essere superbi o umili. Sono superbi quando dicono: no, non cercare,
ti dico io qual è la verità, proprio come fai tu.
> Parliamo di ciò che abbiamo appreso, di prima mano però, evitiamo di
> restituire il pensiero che abbiamo assorbito da altri in quantità abnormi,
Da Nietzsche, per esempio (scusami, ma tu me lo ricordi molto, anche se il
tuo pensiero è un po' più semplicistico e frettoloso). E poi quando dici
"appreso" non è già più di prima mano.
> come fossimo aride spugne gettate in una pozzanghera
> e poi nuovamente strizzate addosso ad altri
> esseri inconsapevoli quanto noi.
Davvero sei un giudice severo! Tutti inconsapevoli quelli che ci hanno
parlato dal passato! "Pozzanghere". E noi "spugne". E poi parli di superbia
altrui!
Ma ti rendi conto che è stato detto tutto e il contrario di tutto? Allora,
di che cosa ci siamo imbevuti? Qualcuno di qualcosa e qualcuno di
qualcos'altro. Tu di che cosa? A me pare che tu abbia bevuto la tua
abbondante parte, oltre al sopracitato FN e a quello che predicano tutti i
guru negli ashram nostrani.
> Forse dovresti lasciar morire il tuo S. Agostino nella vecchiezza
> e nei limiti dei tempi che lo forgiarono. S.Agostino fu 'retore di
> professione', uomo senz'altro molto scaltro e forse avveduto,
> ma stretto fatalmente nelle ristrettezze della sua
> 'gabbia contestuale'.
Lui sì. Tu no. Niente gabbia contestuale. Il nostro tempo non è un
contesto, e non è più complesso e indecifrabile e fortemente suggestivo di
quello di Agostino. Capisco.
>
> Abbiamo bisogno di 'toccare la realtà del nuovo', di affrancarci dal
> vecchio, di evolverci autenticamente, di liberarci dai
> condizionamenti che ottenebrano le nostre povere risibili menti.
Beh, questa tua autoflagellazione ti fa onore, ma dovresti usare il
singolare per rispetto del prossimo. Anche il nuovo, credo, ammette il
rispetto per il prossimo come valore. E se tu consideri la tua mente
risibile, io rispetto la tua opinione senza condizioni. Tu però non dire
niente della mia mente, altrettanto senza condizioni. Ok? Neppure da
L'Espresso.
> Un sincero cercatore di Verità deve lasciar 'cadere
> la maschera', liberare la propria mente, uscire dalla gabbia, essere
> consapevole del plagio e procedere in direzione del nuovo.
Un sincero cercatore della verità non si fa insegnare né da te né da altri
come si fa la ricerca, a meno di non contraddirsi. E poi, con la tua
risibile mente (l'hai detto tu), tu ti contraddici cercando di insegnare la
consapevolezza a tutti dalle pagine dell'autorevole Espresso. Circa la
maschera, ti invito formalmente a gettarla, dato che stai parlando, fra gli
altri, con me che non ne ho nessuna. Se affermi il contrario devi darmene la
prova. E' ancora una questione di rispetto.
> Il credo, il sacro, la fede sono
> una droga, un sedativo, che ostacolano la libera ricerca e ti incatenano
> saldamente allo steccato del tuo recinto. Il recinto non è il mondo, esso
> è separato dal mondo, e il dualismo della nostra visione è l'artefice di
> questa rovinosa persuasione.
E' una polemica un po' datata. Davvero l'Espresso l'ha presa in
considerazione? FN in "Hecce Homo" e altrove era stato un po' - anzi molto -
meno grezzo. E l' "oppio dei popoli" dell'introduzione al "Capitale" ha poi
dato l'inevitabile effetto boomerang, perché proprio il "Capitale" è
diventato oppio per interi popoli.
E che senso ha, spiegami, affermare che al mondo c'è qualcosa che non è il
mondo? Il pensiero altrui può non piacerci, ma nondimeno fa parte del mondo,
non di un altrove. Se no dimmi quale altrove, dato che parli ancora di
dualismo come gli anticartesiani di tre secoli fa.
>
> Non dobbiamo solo 'riempire i nostri vuoti', ma sanare le ferite che la
> pseudo-conoscenza ci ha procurato in quantità notevoli. Nessun prete potrà
> mai consegnarti la Verità,
ma tu invece ce la stai servendo, la verità, via mail (mi correggo: via
Espresso). Ah! Però tu non sei un prete, e allora puoi consegnarci quanta
verità vuoi. Anzi tutta la verità e soltanto la verità (se no che verità
è?).
> e le nostre *percezioni filosofiche* non sono sufficienti a
> sfamare il nostro famelico eros conoscitivo,
Forse non hai colto il significato di "filosofia". Non esistono
"percezioni" filosofiche. La filosofia, madre della logica e della
matematica e della teknè, è ratio, non altro. Filo-sofia = amore per la
conoscenza. Eros è un'altra cosa, a meno che non si voglia fottere la
conoscenza, per esempio dichiarando misere le nostre menti.
> dobbiamo prima liberarci del velo che offusca la nostra
> realtà e 'abbandonare la memoria' che risiede nel vecchio,
senza la memoria noi non esistiamo, buona o cattiva che sia. Senza la
memoria noi non possiamo imparare nulla.
L'evoluzione è fatta di elaborazione della memoria. Tu non potresti dire
neppure quello che stai dicendo senza la tua memoria. Circa i veli, forse tu
hai in mente Salomè, cioè di nuovo l'eros, che effettivamente obnubila un
po', in certi momenti hard.
> altrimenti saremo sempre come ciechi in uno splendido
> mondo di colori, convinti che esista solo un immenso,
> inconoscibile e insuperabile, muro nero.... allora
> quella diverrà inevitabilmente la nostra sola, misera
> e ingannevole realtà.
Allora dobbiamo proprio cercare Dio, altrimenti lì rimane l'inconoscibile e
insuperabile muro nero! Vedi che scherzi gioca il non servirsi della
memoria, anche solo di quello che si è scritto cinque minuti prima?
>
> Parlate ancora di 'Dio'....
> Ma cos'è 'Dio'? Chi è 'Dio'?
> Cos'è e chi è, per te, 'Dio'?
> Perché ci sforziamo di penetrare l'impenetrabile?
A rieccoti. Ti sei dimenticato di nuovo che non ci devono essere muri neri?
L'hai detto tre secondi fa.
> Vogliamo davvero procedere in direzione del Vero o semplicemente
> rafforzare il nostro personale credo?
Che è quello, mi pare, che tu stai facendo: perorare il tuo personale credo,
rafforzato dall'autorevole L'Espresso.
> Perché ci sforziamo di andare oltre le possibilità di comprensione?
Chi lo ha stabilito quali sono le possibilità di comprensione? Tu?
L'Espresso?
> Perché cerchiamo di guardare al di là di ciò che È,
> inventando significati?
Anche io "sono", ti assicuro (cogito ergo sum). E proibisco a te e a tutti
di inventare significati sulla questione!
Ma ti ribalto la domanda: perché lo facciamo? E dobbiamo proibircelo per
seguire la tua dottrina a testa bassa, anzi misera-mente?
> Perché lasciamo che altri (per te ad es. S. Agostino) pensino e decidano
> per noi come e cosa pensare?
Io leggo Agostino e i suoi detrattori, anche e proprio qui sul NG. E
come me moltissimi altri. Devo per forza, invece, pensare come te? Se mi
sento in sintonia con Pinco Pallino anziché con te, perché dovrei pensare
come te, che ti contraddici ogni tre parole con i tuoi buchi di memoria del
passato ma anche del presente?
> Tu credi che la Realtà possa essere trasmessa o mostrata a un altro?
La tua vita può essere mostrata a tutti quelli con cui vivi, e quella, ti
assicuro, è proprio realtà. Ebbene, l'educazione consiste proprio in questo:
nell'esempio. Quindi vedi che la realtà può essere trasmessa? Certo a
chiacchiere non si trasmette nessuna realtà, anche se ci metti la maiuscola.
> Si può brillare della luce di un altro? È Luce?
Chiedilo all'Enel. A parte la battuta che ti sei proprio cercato, quando un
bambino comincia a parlare sta brillando della luce di sua madre che glielo
ha insegnato; poi potrà dire quello che gli pare, ma quella parola e la sua
luce (i suoi significati) gli vengono da lontano, da molto lontano.
> L'uomo ha creato un'immagine, l'ha chiamata 'Dio', 'Allah', 'Brahma',
> 'Manitù', 'Zeus', adorando questa immagine in realtà adora una
> proiezione di se stesso.
Hai dimenticato Berlusconi e Rutelli, ma tu dovresti parlare solo per te.
Chi ti dice che gli altri, nella cui mente e nel cui cuore tu non puoi in
alcun modo entrare, siano tutti così imbecilli? Ah, è vero: le nostre misere
menti...
> Abbiamo creato un'infinità di piccoli idoli: la religione, la politica, la
> nazione, l'economia, il sesso, la moda, lo stato, la tecnologia, la fede,
> la famiglia, la razza, la scienza, la psicologia, la new-age, la classe
> sociale... ognuno ha i propri. Noi tutti siamo il risultato di un
> complesso intreccio di miti, paure, religioni, credenze, culture;
> il nostro pensiero nasce da questo intreccio, ma tutto ciò non è
> La Realtà. Con la nostra mente possiamo dare un
> significato ad ogni cosa, ma quel significato non è La Realtà.
Pendiamo dalle tue labbra (e del solito FN: "Goetzerdaemmerung"). Io ho
sempre creduto che la realtà (senza inutili
maiuscole) fosse fatta anche di questo, insieme a tutte le altre cose,
errori inclusi. Se le cancello, che cosa resta? Dio! Ma tu non vuoi che se
ne parli! Allora tutti zitti su tutto. Parli solo tu.
Tu confondi evidentemente i simboli con i loro significati e con il loro uso
più o meno improprio, proprio come FN. Ma quello è un problema che ti devi
sbrogliare tu, senza presumere che sia il problema di tutti.
> Tutto ruota sul principio di causa ed effetto: la causa genera l'effetto,
> è vero, ma quello stesso effetto spesso rappresenta la sua stessa
> causa, poiché viene prodotto artificiosamente nel tentativo di
> acquietare la mente e soddisfare l'obiettivo
> imposto in partenza.
Di nuovo l'eco di FN ("Also sprach Zarathustra" ecc.). Per alcuni è
certamente così, per ingenuità o per scelta (peraltro entrambe rispettabili)
e talvolta per malafede. Ma di nuovo potresti evitare di generalizzare. Ho
sentito molti guru dire queste cose, e li ho cortesemente pregati di parlare
in prima persona singolare, oppure di fare nomi e cognomi. Sempre per
rispetto e coerenza, che non sono passati di moda.
> Allora restiamo intrappolati nella rete del nostro 'conosciuto',
> della nostra memoria, e traduciamo il presente sull'impronta
> di quel 'passato' che ora, per noi, è divenuto realtà.
Io ho grande stima della mia memoria, come ti dicevo. E' un formidabile
strumento di lavoro. E non vado mai a sputare sulla tomba di mio nonno.
Cerco di capirlo per non commettere gli stessi errori: quelli che ha
commesso, perchè non ha sbagliato proprio tutto; e poi quelli che per me
sono errori, al suo tempo potevano non essere affatto tali. Troppo facile
fare i conti senza l'oste.
> Andiamo tutti continuamente in cerca di sicurezze e di
> risposte che forse non potremo mai avere, ma non
> comprenderemo e non otterremo mai nulla se non abbandoniamo il 'passato'.
Il passato non ha affatto bisogno di essere abbandonato, perchè non c'è più
per definizione. Mi sembra che solo tu ci sia terribilmente attaccato,
altrimenti non capirei tanto accanimento nell'additarlo al pubblico
ludibrio. E poi anche ieri è il passato. Allora, per essere coerenti,
dovremmo fare 60 RPM (revolutions per minute).
> Quel passato che ha forgiato il nostro pensiero, che ha
> condizionato le nostre reazioni, che ha ancorato la nostra mente alla
> 'gabbia'.
Noi non siamo la nostra mente, l'evevi già detto. La mente è "altro". Allora
possiamo sbarazzarcene; di che ti preoccupi? Però, tu che evidentemente te
ne sei già liberato, con che cosa scrivi? E su che cosa scrivi? Su un
computer progettato nel passato sulle radici di una cultura che risale ad
Aristotele, a Pitagora e ad altri inconsapevoli e ciechi trapassati.
> La nostra è una
> dipendenza semi-ipnotica che deriva da suggestioni e persuasioni che hanno
> profonde radici nei nostri ieri, siamo anestetizzati da un processo di
> pensiero millenario che è entrato rovinosamente nel nostro DNA.
Se sai di che parli nominando il DNA, sai anche che non si modifica con la
predica, neppure papale, ma con processi che per verificarsi richiedono ben
altra dose di tempo che i millenni (a parte le radiazioni, che però non sono
ipnosi!). Se il nostro DNA è così rovinosamente degenerato come tu sostieni,
può solo essere distrutto in un suicidio di massa degno
dei santoni texani, oppure con vagoni di droga (o di radiazioni). Però anche
il morbo di Alzeimer fa fuori la memoria; c'è da pensarci seriamente.
E se sai in che cosa consiste la suggestione sai anche che non è possibile
realmente capire o apprendere qualcosa se non tramite di essa. Penso che
dovresti studiarti qualcosa anche sui meccanismi dell'ipnosi; verresti a
sapere che nulla accetta l'ipnotizzato che non trovi qualche riscontro in
lui stesso: anche nella più profonda delle trance il paziente rifiuta i
comandi che sono contro le sue emozioni. Informati.
> Ci siamo conformati ad un ideale, ad un credo, ad un mito,
> senza averne 'toccato' la profondità, l'essenza,
> la fonte che lo ha prodotto.
Che tu invece hai a portata di mano. Ma non chiamarlo "Dio", se no si
sente alle strette e trasloca.
> Siamo come una cipolla: ricoperta da numerosissimi
> sottili strati sovrapposti l'uno all'altro.
Personalmente sono allergico alle cipolle. Non solo mi fanno piangere, ma
ingerite di sera mi causano poi sogni da apocalisse (causa-effetto,
purtroppo). A parte questo mio problema personale, se togli uno a uno gli
strati di una cipolla, che cosa resta? Niente, o, se vuoi, lo spirito della
cipolla, la sua essenza lacrimosa e generatrice di sogni. Tu ne mangi molte
la sera?
> Dobbiamo prendere coscienza del nostro processo formativo,
Mediante che cosa? Mediante quello con cui siamo stati formati! Con che
altro, se no? Tu stai proclamando: "Per poter comunicare, liberatevi delle
lingue che conoscete." Oltre che un cortocircuito logico, è una
contraddizione formato magnum. E aggiungi "Imparate la mia lingua!" per
completare la contraddizione.
> affrancarci, illuminati da una luce che non passa da filtri,
> né da altre menti.
Ma non hai detto che la mente non è la "realtà"? Allora che razza di filtro
è?
E' virtuale? Oppure dobbiamo affrancarci dalla mente e dal corpo (dalle
cipolle), che appunto non sono la "realtà"? Dunque bisogna morire per essere
a posto? Sarai mica cattolico per caso? Dicono che chi muore vede una grande
luce (processo peraltro neurologicamente del tutto comprensibile a causa
della decontrazione di tutti i centri nervosi e del totale cortocircuito che
vi si verifica). Alludi a quella luce? D'altra parte se fai fuori sia il
corpo sia la mente, siamo lì. Oppure alludi alla grande luce che le
telecomunicazioni ci stanno portando a casa con le fibre ottiche? (A
proposito: sai che in questi giorni hanno inventato la memoria ottica? Sono
riusciti a "fermare" la luce! Vedrai che rivoluzione, anche se le conoscenze
che sono state usate risalgono ad almeno tre secoli fa. [Il nostro computer
è ormai un dinosauro, porca miseria!])
> Quella luce è là, e non può essere presa in
> prestito, né racchiusa in un dogma
Ma quello che stai dicendo è proprio un dogma a tutto campo. Se non lo fosse
ce ne daresti una prova o una dimostrazione logica.
> o insegnata,
non si può davvero, se non ci dici che cos'è. Se invece ce lo dici, se fai
capire a noi, evidentemente è possibile anche insegnarla. E facci capire,
allora! A parte gli scherzi, chi è dotato di trasparenza - più che di luce -
interiore, o l'ha raggiunta, non ha alcuna difficoltà a trasmetterla. Poi si
è liberi di condividerla oppure no. O vuoi creare altri roghi? No,
perfavore, abbiamo già dato.
> nel momento in cui tenti di farlo entra anche
> lei nel 'processo' e non è più Luce, si spegne.
Da provetto elettricista, questo fatto mi mette in serio imbarazzo. Per ora,
evidentemente, la vedi solo tu, e sei certo di vederla senza filtri. Attento
alla retina!
> Quella Luce può permearci soltanto
> se eliminiamo tutti gli strati e ci armonizziamo con il moto universale di
> interdipendenza.
Guarda che nessuno si può esonerare dall'interdipendenza, neppure al buio. E
poi l'interdipendenza implica i legami con il passato, dato che negli altri
non puoi cancellarlo se non lo vogliono cancellare per le loro buone
ragioni. Quindi la tua contraddizione da magnum sta diventando extralarge.
> Innocenza, pensiero incondizionato, 'Consapevolezza senza scelta'... forse
> questo è l'unico suggerimento che mi sento di poter offrire...
> con sentimento
Innocenza non è estraniamento dalla mente con la scusa che non è "realtà":
estraniamento dalla mente non è innocenza ma demenza per definizione. Il tuo
suggerimento viene dal lontano e dal passato, come dice il tuo stesso
nick. Saresti almeno un pochino coerente se te ne liberassi smettendo di
prendere per oro colato le fantasie causate dalla rarefazione dell'ossigeno
ad alta quota. Ma della tua coerenza sei responsabile solo tu. A me basta
che tu non dia dei miseri di mente a tutti quelli che arrivano qui e leggono
per comunicare, non per essere ospedalizzati.
L'unico "sentimento" che vedo in questo scritto autorevolmente Espresso, è
una volontà di imporre un punto di vista, scusami, piuttosto semplicistico,
vecchio e profondamente contraddittorio, non quindi mediante logica ma
mediante il semplice disprezzo di tutti gli altri punti di vista. E' una
tecnica cara ai nostri politici. Non solo del passato. E non è così
trasparente da far
passare molta luce per le nostre menti, anche se non sono misere come tu
affermi.
Ciao,
Maurizio
Maurizio Bonfanti <maurizio...@tin.it> wrote in message
5Yza6.12932$lV5.2...@twister1.tin.it...
> devi sapere che Tibetano è uno gnostico.
> Loro credono che Dio sia non conoscibile (.....)
perche' tu Lo conosci ?
ci hai mai parlato ?
in tal caso presentaceLo.
invitaLo a postare qui su ICR.
:-)
ciao,
Mauro
>Fabry ha scritto:
>
>> devi sapere che Tibetano č uno gnostico.
>> Loro credono che Dio sia non conoscibile (.....)
>
>perche' tu Lo conosci ?
>ci hai mai parlato ?
>in tal caso presentaceLo.
>invitaLo a postare qui su ICR.
>
>:-)
>
>
LOL davvero, quando passa mi fate un fischio che ho un paio di cose da
reclamare!
:-)
--
Neuro- ICQ 72176425- mysite.ciaoweb.it/neuro76
> "Tibetano" scrive:
> > Tu mi parli di Dio... Ma chi è Dio?
> > Tu mi parli di 'Dio'. Ma di Dio non se ne può parlare perché è al di là
> > di ogni immaginazione, di ogni sforzo di comprensione.
> > Ogni congettura che noi costruiamo intorno a Lui è solo il parto
> > di personalissime raffigurazioni, figlie di un condizionamento
> > e di pseudo-convinzioni di cui spesso non riusciamo ad
> > essere minimamente consapevoli.
> Ma tu consapevole lo sei, evidentemente. E poi anche quella che tu esponi è
> una tua personalissima convinzione.
certo che lo è, c'è proprio bisogno di sottolinearlo?
Il mio vuole essere semplicemente uno spunto per semplici riflessioni.
Tu lo percepisci come una promulgazione, un dogma?
Forse un'inclinazione meccanica?
> Vale più delle altre? Perché?
"Vale più delle altre"... mumble mumble...
E chi lo ha detto? Tu? Spiegalo tu, allora, il perché,
visto che lo hai "percepito" in tal senso.
Adduci pure le ragioni che ti portano a tale convinzione.
Per me non c'è nessun perché, poiché non mai detto
che le mie riflessioni valgono più di altre.
Qualche problemuccio di "automatismi"?
> > Non parlare di 'Dio' non è sinonimo di offesa o di fuga,
> Qualcuno ti ha accusato di questo? O è forse una tua disputa interiore?
Era una precisazione che seguiva una determinata posizione del mio interlocutore
(che non sei tu), tanto difficile da capire? Sì, ora lo ammetto, forse per alcuni
è difficile...
> > bensì di infinito rispetto per la Verità incondizionata.
> Parlare di qualcosa o qualcuno è mancanza di rispetto?
"Qualcosa, qualcuno"... Qualcuno parlava di "Dio".
Hai ancora ben presente l'oggetto di questo thread?
Quasi tutti i tentativi di definire l'indefinibile (in questo caso "Dio") ed il
successivo arrogarsi "diritti di definizione ufficiale" si sono tradotti in
violenze, persecuzioni, sopraffazioni, processi inquisitori, limitazioni di
libertà, creazioni di falsi miti e false convinzioni.
Come lo qualifichi, tu, questo processo, questa "corrente di pensiero"?
Positivo? Negativo? Necessario? Essenziale? Umano? Demenziale?
Conflittuale? Avveduto? Tollerabile? o cosa?
> E c'è qualcuno che
> non ha rispetto della verità incondizionata, dal momento che è tale??? E
> poi, se anche uno mancasse di rispetto per la verità incondizionata
> (come?!?), la intaccherebbe in qualche modo?
nessuno può intaccare la verità incondizionata, soltanto un pensatore molto
temerario potrebbe formulare simile assurdità. Il problema risiede semmai
nell'introdurre miti che col passare del tempo e delle generazioni divengono, per
alcuni, per molti, dogmatiche certezze. Tu la vedi come una cosa positiva? Che
opera a beneficio dell'uomo, dell'autenticità dell'essere, della coerenza, della
sana evoluzione, della sapienza, della crescita armonica? OK! Vedila pure così.
Alcuni sostengono che il mondo è bello perché è vario. Hanno ragione.
Noi rappresentiamo due facce di quell'immenso caleidoscopio che è
la visione della vita... affascinante varietà, non trovi?
> > Non fare ipotesi su 'Dio' significa
> > evitare di costringerLo in spazi in cui la sua immensità non può trovare
> > giustizia.
> Se fosse un oggetto, allora avresti ragione. Ma lo è?
Ho appena detto che non ho intenzione di definire l'indefinibile.
Lo vuoi fare tu? Vuoi dire tu, finalmente, alle ansiose masse, chi è "Dio"?
Dai, tutti attendono con trepidazione il tuo audace annuncio. ;)
> > Parliamo di ciò che abbiamo appreso, di prima mano però, evitiamo di
> > restituire il pensiero che abbiamo assorbito da altri in quantità abnormi,
> ... Da Nietzsche, per esempio (scusami, ma tu me lo ricordi molto, ...
fai pure, non la ritengo un'offesa.
Friedrich è stato un grande, grandissimo, del suo tempo, ne convieni?
Equivocato, frainteso, imperituro, osannato da alcuni, condannato da molti altri,
ma pur sempre una grande mente.
> > e le nostre *percezioni filosofiche* non sono sufficienti a
> > sfamare il nostro famelico eros conoscitivo,
> Forse non hai colto il significato di "filosofia".
ma tu ce lo insegnerai. Nevvero? ( ^ o * )
Grazie di esistere . . . . . ¯¯¯
> Non esistono "percezioni" filosofiche.
notasti gli asterischi? Bene! Sappi che non erano casuali...
> Eros è un'altra cosa, a meno che non si voglia fottere la
> conoscenza ....
Caro amico, "Eros" è amore, libido, passione... era quello il senso,
bisogna spiegarti proprio tutto? Mi esprimo così male?
> > dobbiamo prima liberarci del velo che offusca la nostra
> > realtà e 'abbandonare la memoria' che risiede nel vecchio,
> ... senza la memoria noi non esistiamo, buona o cattiva che sia.
> Senza la memoria noi non possiamo imparare nulla.
Sì, bella scoperta! Lavori al BancoPoste? ;)
> L'evoluzione è fatta di elaborazione della memoria. Tu non potresti dire
> neppure quello che stai dicendo senza la tua memoria. ...
fai finta di non capire o cosa? Mah!
> > Perché cerchiamo di guardare al di là di ciò che È,
> > inventando significati?
> Anche io "sono", ti assicuro (cogito ergo sum).
cogito ergo sum oppure sum ergo cogito?
> E proibisco a te e a tutti
> di inventare significati sulla questione!
> Ma ti ribalto la domanda: perché lo facciamo?
non hai ribaltato nulla, la domanda è ancora quella, sbaglio forse?
> E dobbiamo proibircelo per
> seguire la tua dottrina a testa bassa, anzi misera-mente?
la mia dottrina? Mah! Ripeto: i miei sono meri spunti di riflessione.
Sono abbastanza contrario a "dottrine e indottrinamenti", pertanto...
> > L'uomo ha creato un'immagine, l'ha chiamata 'Dio', 'Allah', 'Brahma',
> > 'Manitù', 'Zeus', adorando questa immagine in realtà adora una
> > proiezione di se stesso.
> Hai dimenticato Berlusconi e Rutelli, ma tu dovresti parlare solo per te.
è quello che faccio. Sto forse parlando a tuo nome?
Mi sembra fin troppo chiaro che sono considerazioni
personalissime, debbo proprio specificarlo ad ogni riga?
E' necessario che lo faccia?
> Chi ti dice che gli altri, nella cui mente e nel cui cuore tu non puoi in
> alcun modo entrare, siano tutti così imbecilli?
questo è cio' che leggi "fra le righe"? Ti sei sentito ferire in tal senso?
> Ah, è vero: le nostre misere menti...
Eh sì, sembri ferito...
> > Abbiamo creato un'infinità di piccoli idoli: la religione, la politica, la
> > nazione, l'economia, il sesso, la moda, lo stato, la tecnologia, la fede,
> > la famiglia, la razza, la scienza, la psicologia, la new-age, la classe
> > sociale, la squadra di calcio... ognuno ha i propri.
> > Noi tutti siamo il risultato di un
> > complesso intreccio di miti, paure, religioni, credenze, culture;
> > il nostro pensiero nasce da questo intreccio, ma tutto ciò non è
> > La Realtà. Con la nostra mente possiamo dare un
> > significato ad ogni cosa, ma quel significato non è La Realtà.
> Pendiamo dalle tue labbra [...]
ribadisco
> > Tutto ruota sul principio di causa ed effetto: la causa genera l'effetto,
> > è vero, ma quello stesso effetto spesso rappresenta la sua stessa
> > causa, poiché viene prodotto artificiosamente nel tentativo di
> > acquietare la mente e soddisfare l'obiettivo imposto in partenza.
> Di nuovo l'eco di FN ("Also sprach Zarathustra" ecc.). Per alcuni è
> certamente così, per ingenuità o per scelta (peraltro entrambe rispettabili)
> e talvolta per malafede. Ma di nuovo potresti evitare di generalizzare.
Sembri eccessivamente suscettibile, qual è il problema? Ne hai?
> > Ci siamo conformati ad un ideale, ad un credo, ad un mito,
> > senza averne 'toccato' la profondità, l'essenza,
> > la fonte che lo ha prodotto.
> Che tu invece hai a portata di mano. Ma non chiamarlo "Dio", se no si
> sente alle strette e trasloca.
Apprendista umorista?
> > Siamo come una cipolla: ricoperta da numerosissimi
> > sottili strati sovrapposti l'uno all'altro.
> Personalmente sono allergico alle cipolle. Non solo mi fanno piangere, ma
> ingerite di sera mi causano poi sogni da apocalisse (causa-effetto,
> purtroppo). A parte questo mio problema personale, se togli uno a uno gli
> strati di una cipolla, che cosa resta? Niente, o, se vuoi, lo spirito della
> cipolla, la sua essenza lacrimosa e generatrice di sogni. Tu ne mangi molte
>
> la sera?
Temo che quello che stai frequentando non sia un buon corso di umorismo, cambialo!
> > Dobbiamo prendere coscienza del nostro processo formativo,
> Mediante che cosa? Mediante quello con cui siamo stati formati! Con che
> altro, se no? Tu stai proclamando: "Per poter comunicare, liberatevi delle
> lingue che conoscete." Oltre che un cortocircuito logico, è una
> contraddizione formato magnum.
Questo è ciò che leggi tu.
> E aggiungi "Imparate la mia lingua!" per completare la contraddizione.
ribadisco
> > Innocenza, pensiero incondizionato, 'Consapevolezza senza scelta'... forse
> > questo è l'unico suggerimento che mi sento di poter offrire...
> > con sentimento
> Innocenza non è estraniamento dalla mente con la scusa che non è "realtà":
> estraniamento dalla mente non è innocenza ma demenza per definizione. Il tuo
> suggerimento viene dal lontano e dal passato, come dice il tuo stesso
> nick. Saresti almeno un pochino coerente se te ne liberassi smettendo di
> prendere per oro colato le fantasie causate dalla rarefazione dell'ossigeno
> ad alta quota.
bisognava ridere anche qui?
> Ma della tua coerenza sei responsabile solo tu. A me basta
> che tu non dia dei miseri di mente a tutti quelli che arrivano qui e leggono
> per comunicare, non per essere ospedalizzati.
ognuno ha il suo modo di comunicare. Dobbiamo tutti conformarci al tuo?
L'unico legittimo? L'unico che rispetta l'etica e la morale?
E qual è la giusta etica, la giusta morale? Ce n'è una? Chi l'ha stabilita? Forse
Tu?
Io partecipo a questo n.g. dal primo minuto successivo alla sua creazione e vi
partecipo come meglio credo, chiaramente nei limiti del rispetto, reciproco,
dell'individuo.
> L'unico "sentimento" che vedo in questo scritto autorevolmente Espresso, è
> una volontà di imporre un punto di vista, scusami, piuttosto semplicistico,
> vecchio e profondamente contraddittorio, non quindi mediante logica ma
> mediante il semplice disprezzo di tutti gli altri punti di vista.
Questa è la tua preziosa et provocatoria "lettura", che accetto comunque di buon
grado. Ve ne sono altre, proteiformi, variopinte, più o meno concordi, anche
quelle contribuiscono alla reciproca maturazione o comunque allo sviluppo di
interessanti spunti di riflessione.
Ritengo estremamente importante la libera discussione, di qualsiasi matrice,
purché lasci morire i dogmi e le certezze che di certo, a mio avviso, non
hanno proprio nulla....
Non sarà certo un dogma a rivelarci la Verità su "Dio" e sulla Realtà ultima,
ne convieni?
> E' una tecnica cara ai nostri politici. Non solo del passato. E non è così
> trasparente da far passare molta luce per le nostre menti, anche se non
> sono misere come tu affermi.
> Ciao,
> Maurizio
bye
www.tibetano.3000.it
_____________________
_____________________
Povero Tibetano. Senza citare parole altrui, non sà comunicare. ad ogni
modo, eccoti le mie parole, che valgono sicuramente più delle tue. Anche
perchè quelle parole si adattano perfettamente a persone del tuo calibro.
"Se potete fare il bene, e non lo fate, peccate" (Bibbia)
Se non avviso li altri che sei un cafone arrogante che crede, nella propria
presunzione, di essere un maestro illuminato di poveri ciechi, mentre sei
solo un apostata della vera fede cristiana, ed altro ancora, che sei un
gnostico intollerante, allora pecco. Devo gridare alle persone di
SVEGLIARSI, e di accorgersi come vengono presi in giro anche da te. E poi,
con le tue parole di danni ne fai già abbastanza. Dunque...TACI.
Cossu Fabrizio, Cristiano Libero (decisamente non gnostico) :o)
NB:. Le favole me le facevo leggere da piccolo. Oggi non ne ho più bisogno.
:o)
> Povero Tibetano. Senza citare parole altrui, non sà comunicare.
Ma se Tibetano non esiste ... come puo' usare parole sue ...? Se non esiste
colui che le possiede.
> ad ogni
> modo, eccoti le mie parole, che valgono sicuramente più delle tue. Anche
> perchè quelle parole si adattano perfettamente a persone del tuo calibro.
Temo che tu sia in contraddizione ... se hai negato a Tibetano l'esistenza
dicendo che tutto quello che percepisci di lui sono parole di altri ... come
fai poi a definirlo di un calibro o di un altro?! Non faresti altro che
definire di un calibro o di un altro l'autore delle parole che Tibetano ripete:
non Tibetano.
Con affetto,
Fabrizio
--
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Fabrizio Bartolomucci
mailto:fbar...@yahoo.com
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Martin Gradner ha scritto, fra le altre interessanti cose che possiamo
leggere alla pagina http://www.geocities.com/marianoantoniono/religion.htm
segnalataci da Mariano Tomatis:
"Secondo me, la speranza di trovare una giustificazione logica dell'
esistenza di Dio è futile quanto la speranza di trovare una giustificazione
logica dell'induzione. Con tutto il rispetto per le due questioni, credo che
possano essere date soltanto risposte pragmatiche."
Non credo di poter obiettare nulla a questa conclusione. Resta pur sempre un
po' di amarezza nel constatare, praticamente, l'inutilità della logica,
almeno rispetto ai due termini di quest'assunto. E ne deriva, almeno per me,
la convinzione che, spostando l'oggetto, i termini della questione rimangano
identici. Se, infatti, al posto dell'esistenza di Dio ponessimo sul tavolo
la questione di tutto ciò che trascende il dimostrabile induttivamente (vedi
fenomeni ESP, ecc.), ci troveremmo costretti a fermarci di fronte ad
un'impotenza esplicativa finale che indurrebbe inevitabilmente al
pragmatismo. Questo, sempre che ci si riferisca alla nostra "logica". Io,
però, resto anche convinto di "logiche diverse" alle quali, se non possiamo
giungere per altra via se non per fede, per fede concedo possibilità
d'esistenza.
Gradner prosegue:
"Non è forse l'apice dell'orgoglio e della follia umana supporre che i
nostri piccoli cervelli finiti possano giungere ad una prova che il mondo
avrebbe dovuto esser creato proprio nel modo in cui è effettivamente, o una
prova che deve esserci un Dio che lo abbia creato?"
La risposta è inoppugnabilmente SI'... Ed ancora una volta ci si trova su
due piatti perfettamente in equilbrio di una bilancia. Il dualismo
fede/ragione, dopo aver tentato la strada improduttiva dell'induzione, si
dimostra ancora una volta un vicolo cieco. Il pericolo, in termini sociali,
psicologici e culturali, si verifica quando uno dei due fattori vuole
codificare ed imporre gli unici ambiti che gli competono a qualcosa che,
grazie a Dio, è in grado tuttavia di trascenderli: le scelte ultime del
nostro spirito.
Ancora Gradner, citando Frederick R. Tennant:
"Nel suo articolo sulla fede nell'Enciclopedia Britannica (XIV ed.) il
filosofo di Cambridge Frederick Robert Tennant traccia lo stesso parallelo
tra la fede di un teista e la fede di uno scienziato. L'induzione, scrive,
si basa "sulla speranza umana, su una ottimistica attesa, su una fede in ciò
che non si vede. ritenere che il mondo sia razionale, come affermato dalla
scienza, è in definitiva una fede." Tennants riprende il concetto ancor più
ironicamente affermando in Philosophical Theology (1928): "L'elettrone e Dio
sono entrambi postulati avanzati da una fede, razionalmente indimostrabili
ed invisibili; le verifiche di una o dell'altra idea seguono le stesse
tappe."
Nient'altro che "fede", dunque, sia pur sotto colorazioni diverse? Parrebbe
proprio di sì. Ma, a questo punto, credo sarebbe interessante porsi
l'interrogativo di quanta pericolosità abbiano, queste fedi, allorquando si
cerca di farle passare come sistema reale e spiegazione finale
dell'Universo. La storia delle religioni, in apparenza, sembrerebbe proprio
questa: strutturare sistemi esplicativi dell'universo fatti di cosmogonie e
deità nei quali il fedele deve credere. Ma, a questo punto, il classico
serpente che si morde la coda è più che evidente: ancora una volta bisogna
"credere"; ancora una volta si ritorna alla "fede". Ma qui siamo "in casa!",
potrei aggiungere... Si ritorna alla fede, certo, ma come poteva essere
altrimenti, visto che si parla di religioni? Diverso, a mio parere, il
discorso a proposito della scienza cosiddetta "razionalista": qui la
responsabilità nel voler imporre un proprio schema, per quanto supportato
dalla "fede" razionalista, mi sembra un po' maggiore in quanto si vorrebbe
che tale schema escludesse ciò da cui, anch'esso si è generato, cioè,
appunto, "la fede". E, d'altra parte, cercare di sfuggire alla coclusione
che anche quella razionalistico-induttiva sia una fede, mi sembrerebbe
ingenuo se non presuntuoso.
Infine, stralcio quest'altro passaggio di Gradner:
"Sappiamo bene che cosa significhi affermare che l'induzione funziona. Ma
che cosa significa dire che credere in Dio "funziona"? Per i fideisti non
può che voler dire che la fede in Dio è così emozionalmente appagante, e il
credo contrario così desolante, che essi non possono non credere. Sotto il
"credo quia absurdum c'è il credo quia consolans", come scrive Unamuno.
Credo perché mi consola. La vera acqua della vita, dice il nostro fratello
spagnolo, è quella in grado di placare la nostra sete."
Qui mi permetto di non essere tanto d'accordo con questa conclusione. Si
tende a dire, da come capisco, che la fede in Dio, per il credente, è pur
sempre consolatoria. Però, così non si spiegherebbero i tanti casi di
scienziati e uomini che non si possono certo definire religiosi, i quali,
tuttavia, hanno fede in qualcosa di soprannaturale. Quale sete placa la fede
in Dio in un seguace del razionalismo, sia pure induttivo? Che tipo di
consolazione?... No, io credo che la fede in Dio o in altri sistemi di
trascendenza sia una sorta di "dote", di meta conquistata, senza voler con
questo far assumere alle mie parole alcun significato elitario. La fede in
Dio e nella Trascendenza, contemporanea a quella nelle mete del nostro
raziocinio, nella nostra logica, nella nostra induzione, non giunge all'uomo
per caso: c'è un evidente excursus interiore di cui alla maggior parte delle
persone sfuggono senso e significato. Qualcosa che fa parte dell'unica
profonda verità che, a mio parere, ci riguarda tutti, credenti in Dio o
nella scienza: l'evoluzione. Il paradosso potrebbe essere questo: chi crede
nell'evoluzione può credere sia a Dio che ad un universo razionale. Ma è poi
un paradosso?
Mi sembra, questo, uno stimolo meditativo molto importante e certamente di
non facile percorribilità....
Antonio Bruno
ass....@valsugana.com
http://members.xoom.it/Ass_Graal
http://web.tiscalinet.it/assmizar
http://guide.supereva.it/scienze/metafisica
and more....
----------------------------------------------------------------------------
L'intolleranza intellettuale nei confronti delle religioni, delle
superstizioni e dei vari credo irrazionali è notevole e interessante.
Secondo me quelli che sono più intolleranti nei confronti dell'irrazionalità
non sono i più razionali, ma quelli che reprimono le proprie irrazionalità
affermando con orgoglio la propria alta razionalità.
Raymond Smullyan
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ass....@valsugana.com
http://members.xoom.it/Ass_Graal
http://web.tiscalinet.it/assmizar
http://guide.supereva.it/scienze/metafisica
and more....
P.S.: Naturalmente, ricambieremo l'invito con una "magicapizza" in data da
stabilirsi.... :-)
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L'intolleranza intellettuale nei confronti delle religioni, delle
superstizioni e dei vari credo irrazionali è notevole e interessante.
Secondo me quelli che sono più intolleranti nei confronti dell'irrazionalità
non sono i più razionali, ma quelli che reprimono le proprie irrazionalità
affermando con orgoglio la propria alta razionalità.
Raymond Smullyan
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Vladislav III <blackg...@libero.it> wrote in message
3A6DE340...@libero.it...
"Le parole dello stolto trovano sorde le orecchie"
- (Proverbio Sassarese) -
ass....@valsugana.com
http://members.xoom.it/Ass_Graal
http://web.tiscalinet.it/assmizar
http://guide.supereva.it/scienze/metafisica
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---------------------------------------------------------------------------
>
> "Fai in modo che il tuo discorso sia
> migliore del tuo silenzio o taci"
> - ( Dionigi il Vecchio ) -
>
della serie:
"Meglio tacere e dare l'impressione
di essere stolti
che aprire bocca
e togliere
ogni dubbio"
che strano! eppure mi sembrava di aver scritto qualcosa di mio...
la solita illusione....
tuttavia ci proverò in futuro, intanto tu, mentre cresci e maturi (spero)
tanto per avere un assaggino, puoi dare un'occhiata ai links che seguono
successivamente proproni i tuoi, OK?
- http://users.iol.it/aetos/ego.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/Tommaso_11-20.html
- http://users.iol.it/aetos/saggi/Cristo.html
- http://users.iol.it/aetos/varie/meditazione.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/elenco_interventi.html
- http://users.iol.it/aetos/consumismo.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_testim.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/26499_critica.htm
- http://users.iol.it/aetos/indiani/genocid_indiani.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/29910_liberi_di_credere.htm
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/pathless.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/cieco_credo.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/18321_lettera.htm
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/krishnamurti.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/chiedere_perdono.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/22961_sulla_reincarnazione_5.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/24545_Cristo_e_mitologia.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/Vangelo_Giovanni.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/sul_natale.htm
- http://users.iol.it/aetos/index2.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/25815_monologo.htm
-
http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/20659_credere_o_conoscere.ht
m
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/chi_Dio.htm
- http://users.iol.it/aetos/tibet/date_tibet.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_meditation.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_books.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/genealogia_morale.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/27202_vuoto-credo.htm
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/ambiente.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/tibet_europa.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/31779_illusioni.htm
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/panchen.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_on_dying.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_thread.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_as_knew.html
- http://members.xoom.it/tibetano/tibet.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/28499
_pensiero-e-condizionamento.htm
- http://users.iol.it/aetos/autori_libri.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/nobel.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/testimonianza.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/20813_tutto_uno.htm
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/bibliosearch.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_links.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/help.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/prefaz_gere.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/25815_citaz-gita.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/buddhismo/17754_regole.htm
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/Tommaso_1-10.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/Tommaso_21-30.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/introd_Moraldi.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/introd_Craveri.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/introd_Pincherle.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/Tommaso_Marco.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/situazione.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/apocrifi_bibl.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso/tomaso_links.html
- http://guestbook.pax.nu/cgi-local/guest.cgi?book6722
- http://users.iol.it/aetos/aforismi/aforframe-index.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/bibliografia.html
- http://users.iol.it/aetos/attitudini.html
- http://users.iol.it/aetos/index.html
- http://users.iol.it/aetos/indiani/libri%20indiani%20d'America.html
- http://users.iol.it/aetos/indiani/saggezza_indiana.html
- http://users.iol.it/aetos/la%20morte.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/genocidio.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/insegnamento.html
- http://users.iol.it/aetos/link.html
- http://users.iol.it/aetos/musica.html
- http://users.iol.it/aetos/obe/obe.html
-
http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/22960_rimuovere_il_velo.htm
- http://users.iol.it/aetos/obe/oobe%20libri.html
- http://users.iol.it/aetos/obe/tecnica_OBE.html
- http://users.iol.it/aetos/Pagina_mistica.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/tibet/Lobsang.htm
- http://users.iol.it/aetos/pro_tibet.html
- http://users.iol.it/aetos/saggi/don%20Juan.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/relig/mix_1.htm
- http://users.iol.it/aetos/saggi/evoluzione.html
- http://users.iol.it/aetos/saggi/gibran1.html
- http://users.iol.it/aetos/saggi/link_saggi.html
- http://users.iol.it/aetos/saggi/pensiero%20Lui.html
- http://users.iol.it/aetos/solidarieta.html
- http://users.iol.it/aetos/tibet/biogr_tenzin.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/appello.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet/diritti_umani.html
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/k_dissolution.html
- http://users.iol.it/aetos/tibet/buddismo.html
- http://users.iol.it/aetos/varie/modulo.html
- http://users.iol.it/aetos/tibet/il_mondo.html
- http://users.iol.it/aetos/tibet/museo_Roma.html
- http://users.iol.it/aetos/saggi/alan_watts.html
- http://users.iol.it/aetos/tibet/panchen.html
- http://users.iol.it/aetos/tibet/quest_tibet.html
- http://users.iol.it/aetos/tomaso
- http://users.iol.it/aetos/varie/link_bambini.html
- http://users.iol.it/aetos/varie/statistiche.html
- http://utenti.tripod.it/tibetano/tibet.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/obe/3805_OBE_e_paura.htm
- http://users.iol.it/aetos/krishnamurti/krishnaji.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/buddhismo/28806_definiz_buddh.htm
- http://users.iol.it/aetos/il_senso.html
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/buddhismo/20925_Malunkyaputto.htm
- http://members.xoom.it/tibetano/confronti/buddhismo/Dio_e_Buddha.htm
- http://users.iol.it/aetos/saggi/la_mente.html
- http://users.iol.it/aetos/varie/essere.html
ciao
> che strano! eppure mi sembrava di aver scritto qualcosa di mio...
E' caduto nella trappola di fabry ... eppure era solo un buchetta con qualche frasca
buttata sopra alla meno peggio da un nemico in ritirata a guerra finita ... ma lui ci
e' cascato lo stesso!
( ^ o * )
ŻŻŻ
see you soon
Un asino vestito da leone, è pur sempre un asino. Dove sono le tue zanne?
MENE MENE TEKEL UPFARSIM
(Chi sà interpretare, interpreti, e ne tragga beneficio)
> see you soon
se proprio dobbiamo rivederci presto...
Cossu Fabrizio, Cristiano Libero.
Tib, ma quanti anni hai? (domanda seria)
--
Neuro- ICQ 72176425- mysite.ciaoweb.it/neuro76
> "Tibetano" scrive:
> > Il mio vuole essere semplicemente uno spunto per semplici riflessioni.
> > Tu lo percepisci come una promulgazione, un dogma?
> Io non leggo nelle tue intenzioni né "percepisco", ma leggo quello che c'è
> scritto: affermazioni senza riscontri. E i dogmi, guardacaso, sono proprio
> affermazioni senza riscontri. C'è quindi da chiedersi perché in qualche modo
> tutti, tranne forse gli elettricisti, si tenda ad arrivare lì.
sei un "esperto in altrui pagliuzze", vedo... :-) ma ricordati delle travi...
anche le tue, come quelle della maggior parte di noi, sono "affermazioni senza
riscontri", ed io non le considero dogmi, bensì opinioni, tentativi di
elaborazione di un pensiero, comunicazioni, velleità interpretative
tu invece... vedi dogmi dappertutto?
> > Forse un'inclinazione meccanica?
> No, logica.
logica di cosa?
> Io faccio l'elettricista, appunto. E l'elettricità non perdona
> se non usi la logica.
ho capito, la logica.... Tu credi che la logica sia una tua prerogativa.
Tutti gli altri, cioè tutti noi "poveri dementi", non abbiamo la capacità di
regolamentare sistematicamente il nostro pensiero, e così ci lasciamo
andare a continue elucubrazioni contrarie alla _tua_ logica.
Sei la reincarnazione di Kant per caso? :-)
Peraltro lo stesso Kant accettò ad un certo punto il principio del
carattere "trascendentale" della conoscenza, pur rimanendo entro
i limiti dell'esperienza possibile,
a distanza di due secoli ti sei ancor più irrigidito? (^__*)
> > > Vale più delle altre? Perché?
> > "Vale più delle altre"... mumble mumble...
> > E chi lo ha detto? Tu?
> "Ogni congettura che noi costruiamo intorno a Lui è solo il parto
> di personalissime raffigurazioni, figlie di un condizionamento
> e di pseudo-convinzioni di cui spesso non riusciamo ad
> essere minimamente consapevoli."
> Questo lo hai scritto tu, o sbaglio? C'è scritto "ogni... è solo...", o
> sbaglio?
Che inesorabile modello! Ma chi sei Austerix?
Con esempi di questo tipo non andiamo lontano sai?
Se dovessi leggere i tuoi interventi come tu leggi i miei passeremmo tutto il
nostro tempo a punzecchiarci vicendevolmente senza avanzare di un millimetro...
_austerus interlocutus_
> Io leggo quello che c'è scritto. Se tu scrivi questo, evidentemente
> stai dicendo che *tu* simili congetture non le fai, quindi *tu* non sei
> inconsapevole e non sbagli.
Assiomatizzi facilmente vedo....
Caro assiomatizzatore, questo è cio' che Tu leggi, non è la verità indiscutibile.
dovresti rammentare che "quot homines tot sententiae" { Terenzio }
> Allora sono gli altri a farle. E quindi *loro*
> sono inconsapevoli e sbagliano. Elementare, Watson.
Sentenza imprudente e temeraria, Sherlock.
> > Spiegalo tu, allora, il perché,
> > visto che lo hai "percepito" in tal senso.
> No, sir. Lo dovresti spiegare tu. Io, ripeto, leggo quello che c'è scritto,
errata corrige: tu non leggi, interpreti.
> non "percepisco".
qui forse hai ragione ;)
> Il percepire lo lascio alla filosofia, come tu dici più
> sotto (questa è cattiva :-))
dai che in equivoci vai forte... ;)
> > Adduci pure le ragioni che ti portano a tale convinzione.
> > Per me non c'è nessun perché, poiché non mai detto
> > che le mie riflessioni valgono più di altre.
> Vedi sopra.
anche tu
> > Qualche problemuccio di "automatismi"?
> La scienza dell'automazione è molto affascinante per un elettricista, lo
> devo ammettere, proprio perché è fondata sulla matematica, cioè sulla
> logica.
che è tua prerogativa... eh già, ora ricordo...
> > > > Non parlare di 'Dio' non è sinonimo di offesa o di fuga,
> > > Qualcuno ti ha accusato di questo? O è forse una tua disputa interiore?
> > Era una precisazione che seguiva una determinata posizione
> > del mio interlocutore (che non sei tu), tanto difficile da capire?
> > Sì, ora lo ammetto, forse per alcuni è difficile...
> *Tu* hai detto che il tuo scritto era stato pubblicato su L'Espresso (e ora
> su un NG), quindi ormai non era più rivolto a una persona in particolare, ma
> a un pubblico. Solo per questa ragione sono intervenuto: perché la tua
> proposizione era *dichiaratamente* pubblica - e chi pubblica si espone alla
> critica e la deve accettare.
vedi difficoltà? Pensi che non stia accettando le tue critiche?
Ritieni siano davvero costruttive?
> Replicando come suo diritto, ovviamente. Dovrei
> chiederti io, quindi, se era così difficile da capire. Ma sarebbe una
> domanda decisamente scortese e perciò preferisco evitarla ;-)
altre "scortesie" non l'hai evitate mi sembra, perciò vai pure avanti tranquillo
e concediti tutti i lussi che ritieni opportuni
> Vedi, infine, il tono di tutto il tuo scritto era proprio questo: "... per
> alcuni è difficile...". E non c'è bisogno di interpretazioni automatiche per
> capire che significa.
sei il portavoce dell'umanità? Credi davvero di poter parlare per tutti?
La "tua" infallibilità logica ti porta a pensare questo?
> > > > bensì di infinito rispetto per la Verità incondizionata.
> > > Parlare di qualcosa o qualcuno è mancanza di rispetto?
> > "Qualcosa, qualcuno"... Qualcuno parlava di "Dio".
> > Hai ancora ben presente l'oggetto di questo thread?
> Se nel tuo replicare fai degli snip ad hoc, tagliando quello che non ti
> piace, puoi persino dimostrare che ho bestemmiato e mandarmi al rogo.
senza i doverosi snip ci troveremmo in breve a postare interventi
di 50-60 kb, vuoi proprio accattivarti le esecrazioni di tutto il n.g.?
"...La vita è troppo breve per bere del vino cattivo..."
> L' *oggetto* è scritto qui sopra (per chi lo avesse dimenticato): "Tesi
> sull'esistenza di Dio". Dio e la sua esistenza, dunque, sono considerati
> *oggetti* di una discussione persino da Outlook. E proprio tu ne discuti,
> ossia li tratti come *oggetti* del tuo intervento-articolo. Ebbene, proprio
> nella logica delle tue affermazioni, nulla è più sconveniente che porre Dio
> e la sua esistenza come "oggetti", non potendo essere contenuti in alcuno
> spazio. Allora o fai una distinzione netta fra le necessità della lingua da
> una parte e ciò di cui essa tratta dall'altra, oppure sei il primo a essere
> blasfemo al riguardo. Quello che dicevo poco fa circa la metafora ha proprio
> questo significato: distinzione fra la parola con i suoi limiti e ciò di cui
> si parla.
avevo scritto:
«Non parlare di 'Dio' non è sinonimo di offesa o di fuga,
bensì di infinito rispetto per la Verità incondizionata.
Non fare ipotesi su 'Dio' significa evitare di costringerLo
in spazi in cui la sua immensità non può trovare giustizia.
Né la tua 'cognizione' né quella di Agostino, o di qualsiasi
altro Dottore della Chiesa, potrà mai soddisfare l'inedia
che deriva dai limiti dell'umana condizione,
è mera superbia...»
tu hai risposto scrivendo: "Parlare di qualcosa o qualcuno è mancanza di
rispetto?" alché ti ho replicato rammentandoti che non si parlava né di qualcosa
né di qualcuno, ma di "Dio". Tutto qui. Tutto il resto, lo sviluppo intendo, è
(forse) il parto che seguiva una gravidanza un po' tormentata.
> > Quasi tutti i tentativi di definire l'indefinibile (in questo caso "Dio")
> > ed il successivo arrogarsi "diritti di definizione ufficiale" si sono
> > tradotti in violenze, persecuzioni, sopraffazioni, processi
> > inquisitori, limitazioni di
> > libertà, creazioni di falsi miti e false convinzioni.
> I nomi sono e sono stati solo alibi da mettere su bandiere che nascondevano
> ben altro.
citando citando "...Anche se a una mucca dai da bere del cacao non ne mungerai
cioccolata..."
> Combattere i nomi è combattere i mulini a vento mentre le cause
> per cui battersi sono altrove.
e poi accusi gli altri di "dogmatismo" e di fornire «affermazioni
senza riscontri»!
Mah!
> Ma le cause sono più difficili e rischiose da
> combattere che non i nomi. Mi sembra quindi un po' evasivo addebitare a nomi
> di divinità la responsabilità che è invece delle persone con tanto di nome e
> anche di cognome.
sono quelle stesse persone che spesso, in nome delle divinità che esse stesse
hanno inventato, promuovono conflitti d'ogni tipo in ogni dove
> > Come lo qualifichi, tu, questo processo, questa "corrente di pensiero"?
> > Positivo? Negativo? Necessario? Essenziale? Umano? Demenziale?
> > Conflittuale? Avveduto? Tollerabile? o cosa?
> Dico che c'è stato e che c'è. Punto.
molto acuto, davvero.
> Perciò lo si deve analizzare sotto
> tutti i suoi aspetti. Dove troverò malafede dirò: qui c'è malafede.
hai dimenticato di specificare "secondo me"
> Dove troverò buonafede dirò: qui c'è buonafede.
anche qui hai omesso l'IMHO.
Adolf Hitler, con questo "modo di fare", ha scatenato una carneficina, ricordi?
> Non metto mai tutto nel mucchio
> solo perché ci sono dei segni comuni (o perché in ogni comunità ci sono dei
> malfattori). Il fatto che ci sono delle mucche pazze non significa che tutte
> le mucche sono pazze.
pleonasmo, imho (tu dirai: "senti chi parla")
> E se le religioni o i miti hanno prodotto anche solo
> L'Oratorio di Natale che sto ascoltando in questo momento, allora nella loro
> idea di Dio ci deve essere sicuramente qualcosa di buono.
"Il tempo bello genera il deserto" disse quakkroun'...
> > > [...]
> > nessuno può intaccare la verità incondizionata, soltanto un pensatore
> > molto temerario potrebbe formulare simile assurdità.
> Uno può pensare fino a far fumare le orecchie, ma, se è verità, è e resta
> verità.
tautologia, imho (dirai tu: "senti chi parla")
> E poi con le parole non ci vuole molta temerarietà. Inoltre, se
> arrivasse un tizio che, senza fare nomi, dicesse "Io parlo in nome della
> verità incondizionata: versate perciò il vostro sacrificio sul conto
> corrente xxx", non avrebbe usato alcun nome, ma avrebbe fatto lo stesso che
> fanno tutti quelli che sono proprio da accusare, ma che di fatto tu non
> accusi: quelli per i quali qualunque nome va bene (di Dio o del demonio) pur
> di aprire floridi conti correnti.
idem c.s.
> > Il problema risiede semmai
> > nell'introdurre miti che col passare del tempo e delle generazioni
> > divengono, per alcuni, per molti, dogmatiche certezze. Tu la
> > vedi come una cosa positiva? Che opera a beneficio dell'uomo,
> > dell'autenticità dell'essere, della coerenza, della sana
> > evoluzione, della sapienza, della crescita armonica?
> > OK! Vedila pure così.
> Domande deliberatamente retoriche. E il tuo placet è mal posto (è
> un'illazione gratuita).
ricordi la metafora evangelica pagliuzza-trave? ;)
> Ma non ti risponderò retoricamente: io vedo delle responsabilità, e non vedo
> che non siano anche di quelli che accettano acriticamente quei miti (e
> peraltro preferisco distinguere fra mito e totem). Il mondo, oggi più che
> mai, offre tutto e il contrario di tutto, inclusa la possibilità di
> critica - a rischio, come ovvio, se non è solo chiacchiera -, perciò
> rimanere in dogmatiche certezze è responsabilità di chi ci rimane. Non
> considero minus habens o condizionato o ipnotizzato chi ci crede: non ne ho
> il diritto. Fuori dall'infanzia e dalla malattia mentale conclamata
> (inconfutabile), è responsabile e basta.
tentare di colloquiare con i suddetti "condizionati" la ritieni
azione tanto malvagia?
> > Alcuni sostengono che il mondo è bello perché è vario. Hanno ragione.
> > Noi rappresentiamo due facce di quell'immenso caleidoscopio che è
> > la visione della vita... affascinante varietà, non trovi?
> La varietà è un fatto, e verosimilmente è una necessità dell'esistenza.
> Tutto qui, senza giudizi di merito. E ciascuno, non solo noi due, è una
> faccia della vita, non solo una faccia della visione della vita - che è solo
> una conseguenza.
il nostro dibattito poteva esaurirsi in quattro righe ma a noi piace allungare il
brodo vero?
> > > > Non fare ipotesi su 'Dio' significa
> > > > evitare di costringerLo in spazi in cui la sua immensità non può
> > > > trovare giustizia.
> > > Se fosse un oggetto, allora avresti ragione. Ma lo è?
> > Ho appena detto che non ho intenzione di definire l'indefinibile.
> Allora non hai ragione. Lapalissiano. (Però hai già formulato almeno tre
> attributi...)
chiedilo a chi di "Dio" fornisce ogni tipo di informazione e generalità
(anche che ha il 435x10³¹²²¹² di piede)
> > Lo vuoi fare tu? Vuoi dire tu, finalmente, alle ansiose masse,
> > chi è "Dio"?
> > Dai, tutti attendono con trepidazione il tuo audace annuncio. ;)
> Udite, udite, o rustici: *Dio è l'inimmaginabile, Dio è l'inconoscibile, Dio
> è immensità.*
e pensare che tentai pure un temerario abbozzo diverso tempo fa:
http://members.xoom.it/tibetano/confronti/riflessioni/chi_Dio.htm
> Oops! Ma questo l'avevi già detto pubblicamente tu, su L'Espresso e qui ora!
> Confesso di aver copiato a man bassa. Speriamo che la SIAE e il prof di
> italiano non se ne accorgano :-)
sì, quello di Religione è troppo occupato a fare il ruffiano col suo Vescovo
(il suo "donatore" di lavoro... :-))
> > > > [...] evitiamo di restituire il pensiero che abbiamo
> > > > assorbito da altri in quantità abnormi,
> > > ... Da Nietzsche, per esempio (scusami, ma tu me lo ricordi molto, ...
> > fai pure, non la ritengo un'offesa.
> > Friedrich è stato un grande, grandissimo, del suo tempo, ne convieni?
> > Equivocato, frainteso, imperituro, osannato da alcuni, condannato da molti
> > altri, ma pur sempre una grande mente.
> Su una cosa concordo: è stato spesso frainteso - deliberatamente. Se hai
> letto l'Hecce Homo" ricorderai che FN punta il dito contro l'ipocrisia, in
> particolare della borghesia tedesca del tempo, mai contro l'onestà
> intellettuale, di qualunque argomento si occupasse, religioso in
> particolare. Quando quell'uomo entra in una chiesa gridando "Dio è morto!",
> non parla di nomi o dello spirito religioso o della divinità in sé, ma dei
> totem e dei culti che vi sono stati costruiti intorno. Nietzsche non
> confonde fede e culto, mito e totem.
mi rallegra davvero "sentirti" parlare così;
per ciò che concerne Nietzsche l'opera che ho gradito maggiormente è,
sembrerà curioso, "Genealogia della morale"
ma ho avuto modo di apprezzare anche "Di là del bene e del male",
"Così parlò Zarathustra", "Umano troppo umano" e diverse altre,
pur senza averle terminate tutte.
"Anticristo" lo considero un po' pericoloso ma offre profondissimi
spunti per profondissime riflessioni, concordi?
> > > > e le nostre *percezioni filosofiche* non sono sufficienti a
> > > > sfamare il nostro famelico eros conoscitivo,
> > > Forse non hai colto il significato di "filosofia".
> > ma tu ce lo insegnerai. Nevvero? ( ^ o * )
> > Grazie di esistere . . . . . ¯¯¯
> Prego. Dovere. Posso fare altro per te o per gli altri, visto che parli al
> plurale?
> Sigaretta? No, tu probabilmente non fumi. Un tè d'alta montagna? Non fare
> complimenti ;-)
hai un po' di tsampa? Sai sono un tantino nostalgico... :-(
> > > Non esistono "percezioni" filosofiche.
> > notasti gli asterischi? Bene! Sappi che non erano casuali...
> Notasti, notasti, ma non capisti; forse eri di spalle. Asterisco significa
> sottolineatura.
no, perdonami, preferisco sottolineare ==> _così_ <==
> Dovevi usare le virgolette se volevi invece prendere le
> distanze o riferirlo ad altre eventuali fonti (quoting). Se però *tu*
> concordi che l'accostamento fra percezione e filosofia è un non-senso, sei
> perdonato (per questa volta :)
niente frustate?
> > > Eros è un'altra cosa, a meno che non si voglia fottere la
> > > conoscenza ....
> > Caro amico, "Eros" è amore, libido, passione... era quello il senso,
> > bisogna spiegarti proprio tutto? Mi esprimo così male?
> Non vorrei essere impertinente, ma hai usato termini tutti con infiniti
> significati persino in conflitto fra loro,
proprio perché si parlava di "Dio", ricordi?
chiedilo al tuo Outlook... (^__*)
> anziché essere esplicativi uno
> dell'altro. Circa le tue due domande, la risposta è articolata. Circa la
> prima la risposta è sì, perché se i termini sono troppo generici non ci
> trovo alcun senso (limiti di elettricista, che riconosco), se sono invece
> troppo connotati, il senso lo dànno da sé, e se non è quello che intendevi
> devi spiegarlo. Circa la seconda domanda il problema non è se ci si esprima
> male o no, ma perché ci si esprima come ci si esprime. Infine io volevo
> alludere a un'altra cosa - ma sicuramente l'hai capito -, ossia che
> cancellare ciò che è profondamente nella storia della specie (il mito e
> persino il totem), senza cercare di capirlo in profondità, è proprio fottere
> la conoscenza, o castrarla, se preferisci, che è proprio l'opposto
> dell'Eros.
ma non è pertinente con gli iniziali proponimenti
> > > > dobbiamo prima liberarci del velo che offusca la nostra
> > > > realtà e 'abbandonare la memoria' che risiede nel vecchio,
> > > ... senza la memoria noi non esistiamo, buona o cattiva che sia.
> > > Senza la memoria noi non possiamo imparare nulla.
> > Sì, bella scoperta! Lavori al BancoPoste? ;)
> Pubblicità! Un attimo di sosta ci voleva proprio. Adesso torniamo in
> diretta.
> A me pare di ricordare che *tu* hai parlato di memoria. E "memoria" non ha
> un significato equivoco: è l'insieme di tutto ciò che abbiamo percepito e
> derivato da tale percezione (e anche qualcos'altro). Ma tutto questo, per
> andare un po' più a fondo nella questione, non è un insieme discreto (di
> elementi sconnessi o ammucchiati alla rinfusa); la nostra memoria è un
> organismo unitario, perciò modificarne o abolirne anche solo una parte vuol
> dire mettere in dubbio l'intero organismo, far perdere significato a ogni
> cosa, a ogni percezione, a ogni pensiero, e persino influenzare l'intero
> organismo e tutte le nostre relazioni. Neppure la caduta di Paolo è riuscita
> veramente a cambiarlo. Nessuna memoria 'risiede nel vecchio', come tu dici -
> perchè il vecchio non esiste più per definizione -, ma è il nostro presente,
> il nostro essere. Noi siamo la nostra memoria. Quindi non c'è da liberarsi
> di niente: c'è da capire, fare ordine, reinquadrare, recuperare. La natura
> non butta via niente, e questo significa qualcosa.
dobbiamo anche imparare a "gettar via i rifiuti" però, ne convieni?
> > > L'evoluzione è fatta di elaborazione della memoria.
> > > Tu non potresti dire
> > > neppure quello che stai dicendo senza la tua memoria. ...
> > fai finta di non capire o cosa? Mah!
> Forse è bene che tu, prima, cerchi di tracciare (nel senso di seguire le
> tracce del) le implicazioni di quello che stai dicendo. Io mi limito a
> leggere, ripeto, quello che c'è scritto. Se poi le tue sono "percezioni
> filosofiche", io non posso immaginarmelo (gli elettricisti scarseggiano di
> fantasia :)
forse che resti impigliata nei campi elettromagnetici?
> > > > Perché cerchiamo di guardare al di là di ciò che È,
> > > > inventando significati?
> > > Anche io "sono", ti assicuro (cogito ergo sum).
> > cogito ergo sum oppure sum ergo cogito?
> Questa disputa ha 350 anni, ma solo perché Descartes [...]
> > > E proibisco a te e a tutti
> > > di inventare significati sulla questione!
> > > Ma ti ribalto la domanda: perché lo facciamo?
> > non hai ribaltato nulla, la domanda è ancora quella, sbaglio forse?
> Si, ma io ho chiesto a te di rispondere perché diavolo cerchiamo di guardare
> "al di là", e di dirmi perché, secondo te, non dovremmo farlo, a parte il
> fatto che nessuno vuole andare "al di là" ma vuole solo capire il
> significato dell'essere, del proprio essere.
è necessario farlo autenticamente però, evitando, per quanto possibile,
di fantasticare ed inventare astuti significati da vendere come verità
indiscutibili in nome di un "Dio mandante"
> E' la domanda primaria di ogni
> pensante, perché proprio dalla risposta discendono le sue scelte
> fondamentali. Domanda sbagliata? Lasciamoci vivere e basta? Non va cercato
> il senso della vita, anzi dell'esistere? E come mai in noi e verosimilmente
> in ogni essere c'è il principio di senso? E come mai in noi proprio il
> principio di senso ci porta sempre a quella domanda? Un caso? Uno scherzo
> della natura? Una stortura da rimuovere dalla "memoria"?
Qui parliamo la stessa lingua
> > > E dobbiamo proibircelo per
> > > seguire la tua dottrina a testa bassa, anzi misera-mente?
> > la mia dottrina? Mah! Ripeto: i miei sono meri spunti di riflessione.
> > Sono abbastanza contrario a "dottrine e indottrinamenti", pertanto...
> E le mie sono mere riflessioni sui tuoi meri spunti di riflessione.
quante cose mere.... mettiamo su il "Giornale di Merano"?
> Allora tu stai parlando non solo per me, ma anche per Oh Schu
> Chu che abita a Pechino. Spero che non ti risponda nella sua lingua - ne
> vedremmo delle belle! :-)
tipo? ¸ü¼¢¡¤æ¥¦§ ¨©ª®¯± ³µ·½ ¿ÆÇ ÐØÞ ßç÷øû ýþOoå²ð¾z
>[...]
> > e vi partecipo come meglio credo, chiaramente nei limiti del rispetto,
> > reciproco, dell'individuo.
> l' "uomo" è la totalità degli individui, quindi il rispetto si estende a
> tutti. Questa è l'unica mia morale, dato che me lo chiedi.
conosci Jiddu Krishnamurti?
> > Non sarà certo un dogma a rivelarci la Verità su "Dio" e sulla Realtà
> > ultima, ne convieni?
> A me interessa, ripeto, capire che cosa sta dietro a un dogma o alla sua
> origine, perché, per quanto astruso appaia, essendo nella Storia e nel mondo
> riguarda direttamente la mia vita e le mie scelte
anche a me interessa, è una fase necessaria e come tutte le fasi dovrebbe
essere recepita e superata
«Il significato del termine "religioso" è: riunire tutte le proprie energie per
comprendere la natura del pensiero, riconoscerne i limiti e andare oltre».
(J. Krishnamurti).
> - di qualunque dogma si tratti.
> Perché poi il dogma sia formulato o usato in malafede lo sappiamo
> benissimo tutti, perciò se sento il bisogno di argomentare su questo
> aspetto - che è tutt'altra cosa - è per la stessa ragione per cui sento il
> bisogno di riflettere sulla natura del male (o di ciò che è definito così).
stiamo convergendo vedo, che sia stata una lettura affrettata a generare
il gran numero di equivoci? O l' *Eros* critico? (^___*)
"...Se un uomo ha fame, non dargli del pesce, insegnagli a pescare..."
> Come conseguenza io considero anche un dogma come una possibile strada per
> capire. Niente di ciò che è del mondo è estraneo alla realtà. Per
> definizione. Incluse le maiuscole e il Tibet.
su questo nulla da obiettare
> Ciao,
> Maurizio
tashi delek
" Tibetano "
http://www.tibetano.3000.it
-
aforismando aforismando....
"Molti sono coloro che rimanendo paghi della lettera degli scritti e degli
insegnamenti spirituali, dei quali non riescono ad afferrare il vero spirito,
prendono grande diletto nelle controversie tecniche che riguardano i testi.
Le definizioni cavillose e le interpretazioni astruse sono i piaceri e i
divertimenti di tali uomini.
Essi sono affetti da brame mondane, e quindi sono inclini a credere in un cielo
pieno di oggetti e di occupazioni a seconda dei loro desideri e dei loro gusti,
anziché nella mèta spirituale di tutte le grandi anime. Parole fiorite e cerimonie
imponenti vengono inventate da questi tali, che parlano molto di premi per gli
osservanti e di punizioni per i non osservanti. A coloro il cui intelletto è
disposto ad accogliere simili insegnamenti, è sconosciuto l'uso della ragione
concentrata e determinata, e della più alta coscienza spirituale".
÷ Bhagavad Gita ÷
-
«La illusione degli uomini, di trovare spiegazioni nelle religioni artefatte
e gioia nelle cose materiali, somiglia a quella dei bambini che credono
di poppare il latte mentre si succhiano il pollice»
{ saggezza indiana }
__________________________
"Todo depende da donde vees las cosas"...
[Tutto dipende dal punto di vista da cui si guarda]
La logica non è un valore assoluto e dovrebbe essere declassata a livello di
un qualsiasi strumento, come un computer o una macchina...
L'abilità sta nel "manico" [ per gli stranieri: il pilota ]
--
Muzuke!
_________Animameeting__________
un luogo di incontro tra e con le anime
http://animameeting.3000.it
http://muzuke.3000.it
http://www.animameeting.com
> di che cosa ci siamo imbevuti? Qualcuno di qualcosa e qualcuno di
> qualcos'altro. Tu di che cosa? A me pare che tu abbia bevuto la tua
> abbondante parte, oltre al sopracitato FN e a quello che predicano tutti i
> guru negli ashram nostrani.
>
> > Forse dovresti lasciar morire il tuo S. Agostino nella vecchiezza
> > e nei limiti dei tempi che lo forgiarono. S.Agostino fu 'retore di
> > professione', uomo senz'altro molto scaltro e forse avveduto,
> > ma stretto fatalmente nelle ristrettezze della sua
> > 'gabbia contestuale'.
>
> Lui sì. Tu no. Niente gabbia contestuale. Il nostro tempo non è un
> contesto, e non è più complesso e indecifrabile e fortemente suggestivo di
> quello di Agostino. Capisco.
> >
> > Abbiamo bisogno di 'toccare la realtà del nuovo', di affrancarci dal
> > vecchio, di evolverci autenticamente, di liberarci dai
> > condizionamenti che ottenebrano le nostre povere risibili menti.
>
> Beh, questa tua autoflagellazione ti fa onore, ma dovresti usare il
> singolare per rispetto del prossimo. Anche il nuovo, credo, ammette il
> rispetto per il prossimo come valore. E se tu consideri la tua mente
> risibile, io rispetto la tua opinione senza condizioni. Tu però non dire
> niente della mia mente, altrettanto senza condizioni. Ok? Neppure da
> L'Espresso.
>
> > Un sincero cercatore di Verità deve lasciar 'cadere
> > la maschera', liberare la propria mente, uscire dalla gabbia, essere
> > consapevole del plagio e procedere in direzione del nuovo.
>
> Un sincero cercatore della verità non si fa insegnare né da te né da altri
> come si fa la ricerca, a meno di non contraddirsi. E poi, con la tua
> risibile mente (l'hai detto tu), tu ti contraddici cercando di insegnare
la
> consapevolezza a tutti dalle pagine dell'autorevole Espresso. Circa la
> maschera, ti invito formalmente a gettarla, dato che stai parlando, fra
gli
> altri, con me che non ne ho nessuna. Se affermi il contrario devi darmene
la
> prova. E' ancora una questione di rispetto.
>
> > Il credo, il sacro, la fede sono
> > una droga, un sedativo, che ostacolano la libera ricerca e ti incatenano
> > saldamente allo steccato del tuo recinto. Il recinto non è il mondo,
esso
> > è separato dal mondo, e il dualismo della nostra visione è l'artefice di
> > questa rovinosa persuasione.
>
> E' una polemica un po' datata. Davvero l'Espresso l'ha presa in
> considerazione? FN in "Hecce Homo" e altrove era stato un po' - anzi
molto -
> meno grezzo. E l' "oppio dei popoli" dell'introduzione al "Capitale" ha
poi
> dato l'inevitabile effetto boomerang, perché proprio il "Capitale" è
> diventato oppio per interi popoli.
> E che senso ha, spiegami, affermare che al mondo c'è qualcosa che non è il
> mondo? Il pensiero altrui può non piacerci, ma nondimeno fa parte del
mondo,
> non di un altrove. Se no dimmi quale altrove, dato che parli ancora di
> dualismo come gli anticartesiani di tre secoli fa.
> >
> > Non dobbiamo solo 'riempire i nostri vuoti', ma sanare le ferite che la
> > pseudo-conoscenza ci ha procurato in quantità notevoli. Nessun prete
potrà
> > mai consegnarti la Verità,
>
> ma tu invece ce la stai servendo, la verità, via mail (mi correggo: via
> Espresso). Ah! Però tu non sei un prete, e allora puoi consegnarci quanta
> verità vuoi. Anzi tutta la verità e soltanto la verità (se no che verità
> è?).
>
> > e le nostre *percezioni filosofiche* non sono sufficienti a
> > sfamare il nostro famelico eros conoscitivo,
>
> Forse non hai colto il significato di "filosofia". Non esistono
> "percezioni" filosofiche. La filosofia, madre della logica e della
> matematica e della teknè, è ratio, non altro. Filo-sofia = amore per la
> conoscenza. Eros è un'altra cosa, a meno che non si voglia fottere la
> conoscenza, per esempio dichiarando misere le nostre menti.
>
> > dobbiamo prima liberarci del velo che offusca la nostra
> > realtà e 'abbandonare la memoria' che risiede nel vecchio,
>
> senza la memoria noi non esistiamo, buona o cattiva che sia. Senza la
> memoria noi non possiamo imparare nulla.
> L'evoluzione è fatta di elaborazione della memoria. Tu non potresti dire
> neppure quello che stai dicendo senza la tua memoria. Circa i veli, forse
tu
> hai in mente Salomè, cioè di nuovo l'eros, che effettivamente obnubila un
> po', in certi momenti hard.
>
> > altrimenti saremo sempre come ciechi in uno splendido
> > mondo di colori, convinti che esista solo un immenso,
> > inconoscibile e insuperabile, muro nero.... allora
> > quella diverrà inevitabilmente la nostra sola, misera
> > e ingannevole realtà.
>
> Allora dobbiamo proprio cercare Dio, altrimenti lì rimane l'inconoscibile
e
> insuperabile muro nero! Vedi che scherzi gioca il non servirsi della
> memoria, anche solo di quello che si è scritto cinque minuti prima?
> >
> > Parlate ancora di 'Dio'....
> > Ma cos'è 'Dio'? Chi è 'Dio'?
> > Cos'è e chi è, per te, 'Dio'?
> > Perché ci sforziamo di penetrare l'impenetrabile?
>
> A rieccoti. Ti sei dimenticato di nuovo che non ci devono essere muri
neri?
> L'hai detto tre secondi fa.
>
> > Vogliamo davvero procedere in direzione del Vero o semplicemente
> > rafforzare il nostro personale credo?
>
> Che è quello, mi pare, che tu stai facendo: perorare il tuo personale
credo,
> rafforzato dall'autorevole L'Espresso.
>
> > Perché ci sforziamo di andare oltre le possibilità di comprensione?
>
> Chi lo ha stabilito quali sono le possibilità di comprensione? Tu?
> L'Espresso?
>
> > Perché cerchiamo di guardare al di là di ciò che È,
> > inventando significati?
>
> Anche io "sono", ti assicuro (cogito ergo sum). E proibisco a te e a tutti
> di inventare significati sulla questione!
> Ma ti ribalto la domanda: perché lo facciamo? E dobbiamo proibircelo per
> seguire la tua dottrina a testa bassa, anzi misera-mente?
>
> > Perché lasciamo che altri (per te ad es. S. Agostino) pensino e decidano
> > per noi come e cosa pensare?
>
> Io leggo Agostino e i suoi detrattori, anche e proprio qui sul NG. E
> come me moltissimi altri. Devo per forza, invece, pensare come te? Se mi
> sento in sintonia con Pinco Pallino anziché con te, perché dovrei pensare
> come te, che ti contraddici ogni tre parole con i tuoi buchi di memoria
del
> passato ma anche del presente?
>
> > Tu credi che la Realtà possa essere trasmessa o mostrata a un altro?
>
> La tua vita può essere mostrata a tutti quelli con cui vivi, e quella, ti
> assicuro, è proprio realtà. Ebbene, l'educazione consiste proprio in
questo:
> nell'esempio. Quindi vedi che la realtà può essere trasmessa? Certo a
> chiacchiere non si trasmette nessuna realtà, anche se ci metti la
maiuscola.
>
> > Si può brillare della luce di un altro? È Luce?
>
> Chiedilo all'Enel. A parte la battuta che ti sei proprio cercato, quando
un
> bambino comincia a parlare sta brillando della luce di sua madre che
glielo
> ha insegnato; poi potrà dire quello che gli pare, ma quella parola e la
sua
> luce (i suoi significati) gli vengono da lontano, da molto lontano.
>
> > L'uomo ha creato un'immagine, l'ha chiamata 'Dio', 'Allah', 'Brahma',
> > 'Manitù', 'Zeus', adorando questa immagine in realtà adora una
> > proiezione di se stesso.
>
> Hai dimenticato Berlusconi e Rutelli, ma tu dovresti parlare solo per te.
> Chi ti dice che gli altri, nella cui mente e nel cui cuore tu non puoi in
> alcun modo entrare, siano tutti così imbecilli? Ah, è vero: le nostre
misere
> menti...
>
> > Abbiamo creato un'infinità di piccoli idoli: la religione, la politica,
la
> > nazione, l'economia, il sesso, la moda, lo stato, la tecnologia, la
fede,
> > la famiglia, la razza, la scienza, la psicologia, la new-age, la classe
> > sociale... ognuno ha i propri. Noi tutti siamo il risultato di un
> > complesso intreccio di miti, paure, religioni, credenze, culture;
> > il nostro pensiero nasce da questo intreccio, ma tutto ciò non è
> > La Realtà. Con la nostra mente possiamo dare un
> > significato ad ogni cosa, ma quel significato non è La Realtà.
>
> Pendiamo dalle tue labbra (e del solito FN: "Goetzerdaemmerung"). Io ho
> sempre creduto che la realtà (senza inutili
> maiuscole) fosse fatta anche di questo, insieme a tutte le altre cose,
> errori inclusi. Se le cancello, che cosa resta? Dio! Ma tu non vuoi che se
> ne parli! Allora tutti zitti su tutto. Parli solo tu.
> Tu confondi evidentemente i simboli con i loro significati e con il loro
uso
> più o meno improprio, proprio come FN. Ma quello è un problema che ti devi
> sbrogliare tu, senza presumere che sia il problema di tutti.
>
> > Tutto ruota sul principio di causa ed effetto: la causa genera
l'effetto,
> > è vero, ma quello stesso effetto spesso rappresenta la sua stessa
> > causa, poiché viene prodotto artificiosamente nel tentativo di
> > acquietare la mente e soddisfare l'obiettivo
> > imposto in partenza.
>
> Di nuovo l'eco di FN ("Also sprach Zarathustra" ecc.). Per alcuni è
> certamente così, per ingenuità o per scelta (peraltro entrambe
rispettabili)
> e talvolta per malafede. Ma di nuovo potresti evitare di generalizzare. Ho
> sentito molti guru dire queste cose, e li ho cortesemente pregati di
parlare
> in prima persona singolare, oppure di fare nomi e cognomi. Sempre per
> rispetto e coerenza, che non sono passati di moda.
>
> > Allora restiamo intrappolati nella rete del nostro 'conosciuto',
> > della nostra memoria, e traduciamo il presente sull'impronta
> > di quel 'passato' che ora, per noi, è divenuto realtà.
>
> Io ho grande stima della mia memoria, come ti dicevo. E' un formidabile
> strumento di lavoro. E non vado mai a sputare sulla tomba di mio nonno.
> Cerco di capirlo per non commettere gli stessi errori: quelli che ha
> commesso, perchè non ha sbagliato proprio tutto; e poi quelli che per me
> sono errori, al suo tempo potevano non essere affatto tali. Troppo facile
> fare i conti senza l'oste.
>
> > Andiamo tutti continuamente in cerca di sicurezze e di
> > risposte che forse non potremo mai avere, ma non
> > comprenderemo e non otterremo mai nulla se non abbandoniamo il
'passato'.
>
> Il passato non ha affatto bisogno di essere abbandonato, perchè non c'è
più
> per definizione. Mi sembra che solo tu ci sia terribilmente attaccato,
> altrimenti non capirei tanto accanimento nell'additarlo al pubblico
> ludibrio. E poi anche ieri è il passato. Allora, per essere coerenti,
> dovremmo fare 60 RPM (revolutions per minute).
>
> > Quel passato che ha forgiato il nostro pensiero, che ha
> > condizionato le nostre reazioni, che ha ancorato la nostra mente alla
> > 'gabbia'.
>
> Noi non siamo la nostra mente, l'evevi già detto. La mente è "altro".
Allora
> possiamo sbarazzarcene; di che ti preoccupi? Però, tu che evidentemente te
> ne sei già liberato, con che cosa scrivi? E su che cosa scrivi? Su un
> computer progettato nel passato sulle radici di una cultura che risale ad
> Aristotele, a Pitagora e ad altri inconsapevoli e ciechi trapassati.
>
> > La nostra è una
> > dipendenza semi-ipnotica che deriva da suggestioni e persuasioni che
hanno
> > profonde radici nei nostri ieri, siamo anestetizzati da un processo di
> > pensiero millenario che è entrato rovinosamente nel nostro DNA.
>
> Se sai di che parli nominando il DNA, sai anche che non si modifica con la
> predica, neppure papale, ma con processi che per verificarsi richiedono
ben
> altra dose di tempo che i millenni (a parte le radiazioni, che però non
sono
> ipnosi!). Se il nostro DNA è così rovinosamente degenerato come tu
sostieni,
> può solo essere distrutto in un suicidio di massa degno
> dei santoni texani, oppure con vagoni di droga (o di radiazioni). Però
anche
> il morbo di Alzeimer fa fuori la memoria; c'è da pensarci seriamente.
> E se sai in che cosa consiste la suggestione sai anche che non è possibile
> realmente capire o apprendere qualcosa se non tramite di essa. Penso che
> dovresti studiarti qualcosa anche sui meccanismi dell'ipnosi; verresti a
> sapere che nulla accetta l'ipnotizzato che non trovi qualche riscontro in
> lui stesso: anche nella più profonda delle trance il paziente rifiuta i
> comandi che sono contro le sue emozioni. Informati.
>
> > Ci siamo conformati ad un ideale, ad un credo, ad un mito,
> > senza averne 'toccato' la profondità, l'essenza,
> > la fonte che lo ha prodotto.
>
> Che tu invece hai a portata di mano. Ma non chiamarlo "Dio", se no si
> sente alle strette e trasloca.
>
> > Siamo come una cipolla: ricoperta da numerosissimi
> > sottili strati sovrapposti l'uno all'altro.
>
> Personalmente sono allergico alle cipolle. Non solo mi fanno piangere, ma
> ingerite di sera mi causano poi sogni da apocalisse (causa-effetto,
> purtroppo). A parte questo mio problema personale, se togli uno a uno gli
> strati di una cipolla, che cosa resta? Niente, o, se vuoi, lo spirito
della
> cipolla, la sua essenza lacrimosa e generatrice di sogni. Tu ne mangi
molte
>
> la sera?
>
> > Dobbiamo prendere coscienza del nostro processo formativo,
>
> Mediante che cosa? Mediante quello con cui siamo stati formati! Con che
> altro, se no? Tu stai proclamando: "Per poter comunicare, liberatevi delle
> lingue che conoscete." Oltre che un cortocircuito logico, è una
> contraddizione formato magnum. E aggiungi "Imparate la mia lingua!" per
> completare la contraddizione.
>
> > affrancarci, illuminati da una luce che non passa da filtri,
> > né da altre menti.
>
> Ma non hai detto che la mente non è la "realtà"? Allora che razza di
filtro
> è?
> E' virtuale? Oppure dobbiamo affrancarci dalla mente e dal corpo (dalle
> cipolle), che appunto non sono la "realtà"? Dunque bisogna morire per
essere
> a posto? Sarai mica cattolico per caso? Dicono che chi muore vede una
grande
> luce (processo peraltro neurologicamente del tutto comprensibile a causa
> della decontrazione di tutti i centri nervosi e del totale cortocircuito
che
> vi si verifica). Alludi a quella luce? D'altra parte se fai fuori sia il
> corpo sia la mente, siamo lì. Oppure alludi alla grande luce che le
> telecomunicazioni ci stanno portando a casa con le fibre ottiche? (A
> proposito: sai che in questi giorni hanno inventato la memoria ottica?
Sono
> riusciti a "fermare" la luce! Vedrai che rivoluzione, anche se le
conoscenze
> che sono state usate risalgono ad almeno tre secoli fa. [Il nostro
computer
> è ormai un dinosauro, porca miseria!])
>
> > Quella luce è là, e non può essere presa in
> > prestito, né racchiusa in un dogma
>
> Ma quello che stai dicendo è proprio un dogma a tutto campo. Se non lo
fosse
> ce ne daresti una prova o una dimostrazione logica.
>
> > o insegnata,
>
> non si può davvero, se non ci dici che cos'è. Se invece ce lo dici, se fai
> capire a noi, evidentemente è possibile anche insegnarla. E facci capire,
> allora! A parte gli scherzi, chi è dotato di trasparenza - più che di
luce -
> interiore, o l'ha raggiunta, non ha alcuna difficoltà a trasmetterla. Poi
si
> è liberi di condividerla oppure no. O vuoi creare altri roghi? No,
> perfavore, abbiamo già dato.
>
> > nel momento in cui tenti di farlo entra anche
> > lei nel 'processo' e non è più Luce, si spegne.
>
> Da provetto elettricista, questo fatto mi mette in serio imbarazzo. Per
ora,
> evidentemente, la vedi solo tu, e sei certo di vederla senza filtri.
Attento
> alla retina!
>
> > Quella Luce può permearci soltanto
> > se eliminiamo tutti gli strati e ci armonizziamo con il moto universale
di
> > interdipendenza.
>
> Guarda che nessuno si può esonerare dall'interdipendenza, neppure al buio.
E
> poi l'interdipendenza implica i legami con il passato, dato che negli
altri
> non puoi cancellarlo se non lo vogliono cancellare per le loro buone
> ragioni. Quindi la tua contraddizione da magnum sta diventando extralarge.
>
> > Innocenza, pensiero incondizionato, 'Consapevolezza senza scelta'...
forse
> > questo è l'unico suggerimento che mi sento di poter offrire...
> > con sentimento
>
> Innocenza non è estraniamento dalla mente con la scusa che non è "realtà":
> estraniamento dalla mente non è innocenza ma demenza per definizione. Il
tuo
> suggerimento viene dal lontano e dal passato, come dice il tuo stesso
> nick. Saresti almeno un pochino coerente se te ne liberassi smettendo di
> prendere per oro colato le fantasie causate dalla rarefazione
dell'ossigeno
> ad alta quota. Ma della tua coerenza sei responsabile solo tu. A me basta
> che tu non dia dei miseri di mente a tutti quelli che arrivano qui e
leggono
> per comunicare, non per essere ospedalizzati.
>
> L'unico "sentimento" che vedo in questo scritto autorevolmente Espresso, è
> una volontà di imporre un punto di vista, scusami, piuttosto
semplicistico,
> vecchio e profondamente contraddittorio, non quindi mediante logica ma
> mediante il semplice disprezzo di tutti gli altri punti di vista. E' una
Spiritosa. Quando ti specchi non Lo vedi?
> se proprio dobbiamo rivederci presto...
Ok, anche il "trappolaio" e' finito per cadere nella sua stessa buca ...
--
> scusa, ci spieghi cos'è sta buca?
Tibetano dice cha ha fatto finta di caderci per farci cadere te.
> Spiritosa. Quando ti specchi non Lo vedi?
NO
ciao. io ho letto un paio di libri su sai baba, e ti confesso ke, all'inizio
mi avevano, affascinato poi la storia di quei "gioki di prestigio" fini a se
stessi mi hanno convinto ke si tratta solo di un santone locale; con molto
seguito; ma tutto qui.
--
saluti -- darik --
potrei anke credere!
perň, in qualcosa di credibile.
icq 18882315
Vai su www.mednat.org /chi e' e cosa e' dov'e' dio ?
e poi fammi un cenno.
G: Paolo
> Vai su www.mednat.org /chi e' e cosa e' dov'e' dio ?
> e poi fammi un cenno.
> G: Paolo
te lo faccio anch'io un cenno
cambiare delle convinzioni con altre convinzioni altrettanto falsificabili è
una stupidata.
Credere che esseri umani, scrittori di un testo divenuto sacro, siano
decontestualizzati da spazio e tempo è una stupidata
credere a palla new age per il sacro e santo diritto di essere in pace con
se stessi è una stupidata
concepire siti in cui la parola di dio viene accostata alla trascendenza
orientale è una astoricità stupida
contrastare il pensiero di tutta la chiesa pubblicizzando in ogni tua email
un sito vuoto è una stupidata
giorgio
hai il computer che non funziona....... a meno che.....fai il furbo e
racconti frottole per screditare...
il sito e' pieno di informazioni per chi vuole avere un'altra visione della
vita e sulle religioni......
G. Paolo - www.mednat.org
> > contrastare il pensiero di tutta la chiesa pubblicizzando in ogni tua
> email
> > un sito vuoto è una stupidata
> > giorgio
>
> hai il computer che non funziona....... a meno che.....fai il furbo e
> racconti frottole per screditare...
> il sito e' pieno di informazioni per chi vuole avere un'altra visione
della
> vita e sulle religioni......
> G. Paolo - www.mednat.org
non faccio il furbo ed il mio computer è sanissimo.
innanzitutto avverto tutti i lettori di questa email che il sito è un sito
pubblicitario di una ditta di prodotti naturali che fa vendita online.
Il sito che pubblicizzi è pieno di vuoto, così va meglio? è pieno di
etimologie false e mal costruite (dolore=lodare=oro, mentre dolore<doleo,
lodare<laudare, oro<aureum è un esempio), etimiologie tratte
dall'italiano!!! tipo energEtico, come se energia derivasse da er-ethos,
parola inesistente, mentre deriva ergazomai, lavoro, eccetera, eccetera,
eccetera. Tutti i ragionamenti si basano su etimologie e assonanze derivate
dall'italiano (uno degli attributi di Dio è la musica perché solare =
sol-la-re? ma dai!!! e sunshine invece contiene le note G A D? ma dai... non
farmi ridere!!!)
mi spiace, avevo scritto una lunga email, "recensendo" una ventina degli
articoli pubblicati su quel sito, ma poi s'è impallato il computer.
tra gli altri: è stato provato che i cerchi nel grano sono prodotto umano da
tempo, cristo significa unto e non illuminato, universo non significa "un
solo verso" ma "tutto insieme", ti pregherei, se è nelle tue facoltà, di
togliere la faccia di Socrate dal link alla pseudofilosofia spacciata dal
sito, in cui, tra l'altro, si fa una lunga argomentazione sostenendo che
l'universo è basato su causa ed effetto, che può anche essere vero, ma sulla
pagina il processo di causa ed effetto è pienamente frainteso assumendio
addirittura al suo posto il detto "occhio per occhio". Ma come state messi?
La pRima frase del sito è di un risibile straOrdinario, con che coRaggio
potete tracciare dei parad(O)igmi tali supPonendo delle etimoLogie false
tratte dall'italiAno, finte FormAzioni di parole comPoste?: <<MEDICINA
SPIRITUALE = nutriMento dell'organo Mente/Energia = arrichiMento dello
SpiRito/CoScienza (neghentropia = accumulo dell'informazione) = BenEssere
(Energia/MateRia-Informata) = Corpo Sano e Felice !>>
il sito è VUOTO!
come pretendere, poi , di "scardinare" una religione millenaria con quattro
storielle AL FINE DI PUBBLICIZZARE PRODOTTI BIOLOGICI?
giorgio, che fa i complimenti a te e al compilatore del sito, e se siete la
stessa persona... vergogna!!!
Vedo che hai compreso solo quello che volevi capire; quindi sono riuscito in
pieno nel mio scopo, che e' quello di far comprendere solo a quelli che
comprendono il "lingua-gg-IO", agli altri e' .....parlato in parabole
affinche' NON comprendano....
Ciao', e rimani per carita' ancorato alle tue idee, non faccio proseliti e
non vendo nulla nel sito in questione ! espongo solo delle iDEE che se sono
ritenute interessanti, si possono fare proprie, altrimenti e' meglio
rimanere della propria idea........precedente;
e' pericoloso avere dei Conflitti Spirituali, si richia di farsi venire il
cancro....... ed altre gravi malattie !!!!
G. Paolo - www.mednat.org + www.medicinenaturali.net /cancro e medicina
naturale
> > > G. Paolo - www.mednat.org
> Vedo che hai compreso solo quello che volevi capire;
quello che intendo, anche dal tuo indirizzo, č che lavori per la MEDNAT, che
ha allestito quel bel sito
quindi sono riuscito in
> pieno nel mio scopo, che e' quello di far comprendere solo a quelli che
> comprendono il "lingua-gg-IO",
un altro bell'esempio etimologico!!!
agli altri e' .....parlato in parabole
> affinche' NON comprendano....
ahahahahah
la parabola, nella sua etimologia greca, significa spiegare attraverso, ti
confondi con allegoria
> Ciao', e rimani per carita' ancorato alle tue idee, non faccio proseliti e
> non vendo nulla nel sito in questione ! espongo solo delle iDEE che se
sono
> ritenute interessanti, si possono fare proprie, altrimenti e' meglio
> rimanere della propria idea........precedente;
quello che mi piace soprattutto č il link ai prodotti commerciati
> e' pericoloso avere dei Conflitti Spirituali, si richia di farsi venire il
> cancro....... ed altre gravi malattie !!!!
no, si rischia di far funzionare troppo il cervello, ed a volte rimanere
sorpresi di se stessi, impaurirsi, e fare le tartarughe
> G. Paolo - www.mednat.org + www.medicinenaturali.net /cancro e medicina
> naturale
ciao, buona fortuna, giorgio
Mednat e' solo l'abbreviazione di MEDicina NATurale, come vedi capisci solo
cio' che vuoi capire-
IO campo di pubblicita' nel campo dell'autotrasporto merci, non per le
medicine naturali ! Quindi hai sbagliato tutto !
>
> quindi sono riuscito in
> > pieno nel mio scopo, che e' quello di far comprendere solo a quelli che
> > comprendono il "lingua-gg-IO",
> un altro bell'esempio etimologico!!!
Proprio per farti "godere" ho immesso quel me-ss-aggio
ad ognuno cio' che puo' comprendere/non comprendere....
> agli altri e' .....parlato in parabole
> > affinche' NON comprendano....
> ahahahahah
> la parabola, nella sua etimologia greca, significa spiegare attraverso, ti
> confondi con allegoria
Le due cose possono "con-fondersi" ed essere utilizzate ass-ie-me
>
> > Ciao', e rimani per carita' ancorato alle tue idee, non faccio proseliti
e
> > non vendo nulla nel sito in questione ! espongo solo delle iDEE che se
> sono
> > ritenute interessanti, si possono fare proprie, altrimenti e' meglio
> > rimanere della propria idea........precedente;
> quello che mi piace soprattutto č il link ai prodotti commerciati
NON da me ! salvo i prodotti editoriali - gestire ogni sito costa ogni anno
decine e decine di milioni e quindi da qualcuno devono essere pagate le
spese !
>
> > e' pericoloso avere dei Conflitti Spirituali, si richia di farsi venire
il
> > cancro....... ed altre gravi malattie !!!!
> no, si rischia di far funzionare troppo il cervello, ed a volte rimanere
> sorpresi di se stessi, impaurirsi, e fare le tartarughe
Quello e' l'aspetto esteriore del problema, quello interiore e nascosto e'
quello da me affermato.....leggere sul sito la spiegazione e la cura.
Secondo il mio modesto parere (senza offesa) un gnostico e solo una persona
che pur riconoscendo l'esistenza di qualcosa o qualcuno al dis opra di noi
non si occupa di conoscerlo, di capire ed alcuni di loro lo fanno solo per
"lavarsene le mani" per non porsi il problema schivare le difficoltà.
Lorenzo.
Mah ! Questa definizione di gnosticismo e' piuttosto bizzarra (e comunque
storicamente falsa, a meno che stiate ridefinendo tutta la storia della
filosofia).
Rigiardo poi alla non conoscibilita' e descrivibilita' dell'Assoluto
dimenticate tutta la teologia negativa, da Dionigi l'Areopagita a Eckhart, a
S Giovanni etc. E dire che loro erano gnostici e' come dire che San Tommaso
era uno strutturalista francese.
A Tibetano si potra' dire che e' un po' accanito contro il cattolicesimo, a
differenza di tantissimi buddhisti. Ma non tutti sono uguali, per fortuna
saluti gnostici
Paolo
Perche', qualcuno di voi e' in grado di fornire una dimostrazione esaudiente
e definitiva dell'esistenza di "DIO" ,qualsiasi esso sia?
Sarebbe interessante misurare tale smisurato picco di orgoglio....
Imho e' molto piu' saggio asserire che esistono contesti in cui la mente
umana non puo avere validita', in quanto non possiede gli strumenti per
gestire dati e concetti afferenti al contesto medesimo...
Per favore , se iniziate il discorso, non tirate fuori fede o dogmi,
perche' con quelli possiamo dimostrare per reale qualsiasi divinita' e
qualsiasi asserzione, anche la piu' avventata e stravagante..
Raffaele
>
>
> Secondo il mio modesto parere (senza offesa) un gnostico e solo una persona
>che pur riconoscendo l'esistenza di qualcosa o qualcuno al dis opra di noi
>non si occupa di conoscerlo, di capire ed alcuni di loro lo fanno solo per
>"lavarsene le mani" per non porsi il problema schivare le difficoltà.
>Lorenzo.
>
kazzata (senza offesa!^___^
ciao
pietro