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Fw: Insuperabili Dario Fo e Franca Rame

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Tibetano

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Dec 12, 2000, 4:53:24 AM12/12/00
to

°°° Dario Fo & Franca Rame News °°°

Sindaco di Milano
- Il programma di Dario Fo

Il mio programma? Eccolo.
Per prima cosa mettero' in piedi quattro televisioni. Ho
capito che, se voglio vincere il seggio da sindaco, la
pubblicita' e l'intervento a tormentone sugli spettatori sono
indispensabili. Certo, e' un'impresa che costa, ma i soldi li
ho gia' trovati. Ho un amico che vive in Bolivia... un uomo
molto attivo che si occupa di agricoltura... coltiva anche nei
pressi della foresta amazzonica e sulle Ande e pare sia una
produzione che renda un sacco. Non so perche' ogni tanto
sia costretto a subire massicci interventi ad opera di gruppi
speciali, veri e propri raid, nei quali gli vengono incendiati
tutti i raccolti e confiscate camionate di prodotto gia'
imballato per la spedizione. Ma cio' di cui il mio amico e'
piu' seccato sono gli interventi dell'aviazione (elicotteri e
arerei spesso degli U.S.A.) che arrivano a bombardare,
distruggendo non solo le piantagioni, ma anche i capannoni
di lavorazione. Pero' il mio amico e' un uomo pieno di
risorse e baciato dalla fortuna... cade sempre in piedi.
Uomo generoso, mi ha offerto qualche miliardo di dollari,
tanto per cominciare la mia campagna... poi si vedra'.
Con parte di quei quattrini ho comprato subito una banca che
si occupa anche di assicurazioni e, su consiglio di un vecchio
compagno di Universita' che sono andato a trovare in carcere
(avendo egli subito una condanna da giudici antiliberali), ho
depositato gran parte del mio capitale in istituti di credito
sparsi per tutte le isole del Pacifico e dell'Atlantico fondando
qualche centinaio di holding: e' un modo piu' che legale per
evitare pretestuose persecuzioni politiche di giudici e
Finanza. Ho promesso a quel geniale compagno di studi che
alle prossime elezioni politiche per il Governo, lo faro'
eleggere senatore, cosi' da cavarlo dalla galera.
Sto anche comprando una squadra di calcio: e' uno sport che
non mi appassiona, ma pare che i tifosi, soprattutto se
scatenati, siano un'ottima base politica e culturale.
Sto per organizzare anche un'altra squadra: il team tecnico e
politico che mi dovra' sostenere nella scalata a Palazzo
Marino. Arruolero' solo gente di bell'aspetto... faro' loro
indossare costantemente, anche sotto la doccia, camicia
bianca immacolata, cravatta di marca (che produco io) e
completo giacca - soprabito - cappotto di taglio perfetto.
Dovranno poi esibire un sorriso smagliante sempre, in ogni
occasione. Anche ai funerali. Per ottenere una resistenza a
quel sorriso senza tramonto, i nostri collaboratori dovranno
allenarsi in apposite palestre, riuscendo a eseguire la
sollevata di gote anche davanti a ritratti di Cossiga e
Andreotti.
Per i discorsi in pubblico, specie se ripresi dalla
TV, nessuna improvvisazione: ognuno dovra' ripetere
sempre quello che dico io, anche se mi sfuggiranno, come
spesso mi accade, discorsi da mentecatto.
E' ovvio che dovro' fondare un partito completamente
nuovo, almeno all'apparenza ma ben radicato nel vecchio. Lo
chiamero' ITALIA AVANTI, fra parentesi: tutta!
Condurro' un'inchiesta molto approfondita realizzata a base
di sondaggi, meglio un sondaggio realizzato con sistemi di
marketing: quello che ci interessa e' scoprire che cosa
vogliono i cittadini, come far loro preferire e comprare la
nostra "merce". In poche parole se la gente vuole consumare
prodotti dall'aspetto invitante e a poco prezzo, noi glieli
procuriamo a costo di trattare cibi con ingredienti
innominabili. Ma li coloreremo, li gonfieremo e daremo loro
un aspetto da frutta del Giardino dell'Eden.
Non avremo timore di esaltare ad ogni passo il valore della
famiglia... una famiglia naturalmente sana ed equilibrata
dove il marito, oltre che alla moglie, pensa all'immancabile
amante e ai suoi bisogni e soprattutto non trascura
l'educazione dei figli. Sceglie per loro scuole privilegiate
e di prestigio nelle quali si gode di una legge regionale
che ti rimborsa le rette e ti alleggerisce di altre onerose
spese. Ma ai figli bisogna offrire anche la cultura della
vita. Ecco che allora un buon genitore li portera' alla
partita dove si troveranno immersi in un bagno di conoscenza,
ascolteranno urla espresse in un linguaggio sanguigno tendente
al sanguinante, insulti terrificanti e capitera' loro anche di
godersi risse con pestaggi da epopea vichinga.
Con questo battage politico dobbiamo riuscire a entrare nel
profondo dell'anima dei nostri probabili elettori e liberare
quegli aspetti nascosti della loro cultura, del Dna
sommerso.
Esempio. In ogni individuo si puo' ritrovare, anche se
occultata e inconscia, l'insofferenza verso tutto cio' che e'
diverso. Noi dobbiamo far emergere quel sentimento fino a
farlo diventare odio, paura, sindrome di espulsione razzista.
Naturalmente ci accuseranno di xenofobia, di razzismo
fascista, ma noi a brutto muso lo negheremo, anzi giureremo
che noi siamo per l'accoglimento piu' affettuoso dei disperati
che si ritrovano rovesciati come animali da scafisti criminali
sulle nostre coste. Dobbiamo evitare che quella diaspora
diventi per noi un'invasione... dobbiamo salvaguardare il
nostro benessere, la nostra quiete. Ben vengano gli emigrati,
ma pretendiamo che siano in regola. Ognuno deve mostrare
gli appositi documenti: permesso di soggiorno, contratto di
lavoro (anche se in nero), contratto di affitto di un
appartamento (anche se vi abitano 20 inquilini per metro
quadrato). D'accordo, simili richieste appariranno alle
persone di buonsenso come capestri inventati per bloccare
ogni ingresso indesiderato: come potrebbero infatti dei
disperati, partendo dalle montagne curde, procurarsi un
contratto di lavoro in Italia, una casa, un permesso di
soggiorno? Non stiamo nemmeno a rispondere a queste
polemiche, tanto noi non ci rivolgiamo a pochi soggetti
ragionanti, ma a masse di individui che preferiscono
l'assurdo insensato ad ogni logica che blocchi qualsiasi
prevaricazione sociale.
Dal momento che, e' risaputo, un buon leader deve ispirare
un afflato tendente al mistico, io mi sto allenando a
camminare sull'acqua. Ogni giorno mi massaggio con olio
d'oliva e di semi vari per prepararmi a essere unto dal
Signore.
Inoltre mi propongo di esaudire un sogno del mio caro amico
Paolo Rossi: a 18 anni tutti in pensione!
Prometto ai giovani, e lo giuro sulla testa dei miei figli
(anche se loro non vogliono), che entro un anno godranno
tutti di ben dieci milioni di nuovi posti di lavoro...
tutti in nero, ma leggermente precari.
Imporro' il licenziamento in tronco per quei vigili che
svengono nei crocicchi della citta' per lo smog.
Ai taxisti sara' severamente vietato tossire o "ventolarsi con
pompetta per l'asma" quando trasportano i clienti.
Giacche' lo smog si propaga a bassa quota, i bambini a
passeggio per le vie di traffico dovranno galleggiare appesi a
palloncini aerostatici cosi' da poter respirare ad almeno dieci
metri di altezza.
Copriro' i muri della citta' con giganteschi manifesti che
riproducono la mia faccia sorridente. Si trattera' di una mia
foto di vent'anni fa, oltretutto truccata, cosi' da apparire
liscio, compatto e lucido come una bambola.
Ma sarebbe follia scendere in campo senza una canzone che
precedesse ogni mio ingresso sia in un'arena che sul
teleschermo, facile da cantare in coro, soprattutto per i
bambini che la intonerebbero come fosse un successo dello
Zecchino d'Oro. Per mia fortuna ho gia' un inno pronto da
tempo. Eccolo... l'aria, piu' o meno, e' quella di "Va
pensiero sull'ali dorate" di Verdi e dice:
Va mio popolo a bandiere spiegate
Sognando una vita di pacchie smodate.
Oh popol che volendolo
Il ciel puoi conquistar.
In te campion di giubilo
La liberta' e' un optional
La liberta' di fare e pur disfar
Quel che ti par.
Pagare meno tasse
Godendo del condono
Se ti scoprono moroso.
Goder di privilegi
E di tutti i benefici
Di scantonar le regole
Le leggi dello Stato
Che tanto sei coperto
Da ogni ritorsion.
Per ogni arraffo o gabola
Del tuo scaltro operar
Tu troverai indulti e decorrenza termini
Che blocca ogni sentenza
Che rischia di incastrarti
Con trent'anni di prigion.


°° DarioFo&FrancaRame News Domenica 10 Dicembre 2000 °°

Perche' non e' possibile fare il sindaco di Milano
Ho aperto la porta della politica elettorale e sono restato
frastornato. Ho avuto la grande soddisfazione di migliaia di
persone che mi hanno manifestato la loro gioia. Ho incontrato
migliaia di persone che nella mia candidatura vedevano la
possibilita' di far rinascere la speranza nel cambiamento. Di
contro la maggioranza dei partiti del centro sinistra era
sostanzialmente convinta che li avrei portati alla rovina. Non
vedono di buon occhio la possibilita' che la mia candidatura
possa riportare entusiasmo e partecipazione in molte persone
troppe volte deluse. In fondo sanno che uno dei mali maggiori
della sinistra sono proprio loro: una casta di politici di
professione estremamente abili a restare in sella ma in gravi
difficolta' quando si tratta di parlare alla gente o di
trasformare il potere ricevuto in reali miglioramenti della
qualita' della vita dei cittadini. Certo il governo del centro-
sinistra ha fatto molto per l'Italia in questi anni. Ma questo molto
disgraziatamente e' veramente poco davanti alle priorita'
irrinunciabili per la nazione. Lotta alla corruzione, alla truffa,
alla pirateria commerciale, alla criminalita', alla miseria
materiale e culturale.
Abbiamo una scuola che fa pena, che uccide con la noia la
passione e la fantasia dei ragazzi. Si sta a discutere sui libri di
testo, mentre dovrebbero essere eliminati dando ai ragazzi il
piacere di farseli da soli, facendo ricerca e uscendo dalle aule
per vedere il mondo. La scuola dovrebbe insegnare a imparare e
non a ripetere storielle a memoria. Abbiamo in Italia esempi
straordinari di come insegnare valorizzando la passione, come la
scuola materna Diana di Reggio Emilia, creata da Loris
Malaguzzi e famosa e imitata in tutto il mondo ma sconosciuta
ai politici italiani.
Abbiamo carceri che sono una vergogna. Se gli ispettori del
comune di Milano entrassero, come abbiamo fatto io e Franca, a
San Vittore dovrebbero chiuderlo immediatamente per totale
infrazione di tutte le regole sanitarie. Il 40% dei carcerati sono
detenuti per reati legati al piccolo spaccio di droga. Ha senso
affrontare cosi' il problema della criminalita'?
Per capire come ci si potrebbe muovere basta guardare i risultati
ottenuti da Umberto Veronesi come ministro in poche
settimane rispetto a quelli di tutti i suoi predecessori
del centro-sinistra: c'e' un baratro. Veronesi e' riuscito a cancellare
la vergogna degli ostacoli all'uso degli anestetici
per i malati gravi. In Italia si negava il diritto a non soffrire.
Veronesi ha ridato ai medici il diritto di somministrarli
direttamente e ai malati di comprarli senza dover affrontare un
labirinto burocratico punitivo. Ha scoperchiato il vaso
dell'indecenza delle medicine che costano il doppio di altre
identiche: spesso si prescrivono di piu' le medicine piu' costose
perche' le case farmaceutiche le promuovono in modo falloso. Il
modo di intervenire di Veronesi e' stato semplice e geniale: ha
pubblicato tabelle comparative con ingredienti e prezzi,
rendendo cosi' impossibile per gli ospedali e poco professionale
per i medici, la prescrizione dei medicinali piu' cari. Ha detto
chiaro e tondo che la legalizzazione delle droghe e' l'unica via
per affrontare questa terribile piaga. E non sono stati solo
interventi tecnici: ha lanciato un messaggio a tutti i medici e i
pazienti: risparmiamo sui farmaci gonfiati! Mettiamo al primo
posto la qualita' della vita!
La sinistra non ha bisogno di bei discorsi, ha bisogno di
soluzioni semplici e rapide che ridiano fiducia nel senso sociale
della vita. Il senso di appartenenza dei cittadini verso la societa'
e' la ricchezza fondamentale di una nazione. E' la dignita' di
essere cittadini e non sudditi.
I primi sindaci neri di citta' americane hanno fatto tutti la stessa
cosa appena eletti: hanno assunto centinaia di neri nella polizia
e hanno detto chiaro che il primo dovere di chi porta la divisa e'
rispettare i cittadini.
Questo cambiamento ha portato a un atteggiamento diverso
della polizia nei ghetti neri. Erano piu' rispettosi. Il risultato e'
stato un crollo immediato del numero dei crimini. Servono
soluzioni pratiche e servono persone pratiche, abituate a vivere
nel mondo reale e non nei corridoi della politica, drogati di
sondaggi. La sinistra dovrebbe avere meno paura di mettere dei
professionisti di valore nelle posizioni chiave anche se questo
priverebbe i politici di professione del loro cadreghino. La
destra questo lo ha capito. Si sono rinnovati: sono un'impresa!
Vanno al governo delle citta' per fare i loro affari e gli affari dei
loro amici e degli amici dei loro amici. Ad esempio a Milano
hanno svenduto l'Azienda Energetica della citta'.

In questa situazione di scontro durissimo il centro-sinistra mi ha
tirato in ballo rimandando di giorno in giorno la decisione sulla
mia candidatura. Aspettando di mettersi d'accordo su un altro
candidato. Alla fine stavo li a fare la ruota di scorta. Sono
piu' importanti le alchimie politiche del rinnovamento civile,
culturale ed economico della citta'.
E qui cari, compagni, tocca parlare di noi. Ognuno ha i politici
che si merita. Noi abbiamo i nostri e dobbiamo prenderci la
nostra responsabilita'. Se e' vero che un'altra gestione della
politica di sinistra avrebbe creato altri risultati e' anche vero
che se il popolo della sinistra fosse diverso avrebbe politici
diversi. Agli inizi del 1900 la condizione dei lavoratori era molto
peggio di quella attuale.
Essi si sono uniti per difendere i loro diritti e da subito hanno
iniziato a opporsi al potere diventando imprenditori di se stessi.
Capirono che soltanto cooperando anche economicamente
potevano strappare potere economico. Perche' il potere, nel
capitalismo, lo fanno i soldi. Crearono casse di solidarieta',
gruppi d'acquisto, cooperative, fondi di risparmio. Cosi'
costruirono la spina dorsale del movimento operaio italiano. Il
frutto del loro lavoro e' davanti agli occhi di tutti. Oggi le
piccole cooperative create allora sono tra i piu' grossi gruppi
italiani: Coop e Unipol sono due colossi che dietro hanno un
universo di migliaia di piccole cooperative che danno da vivere
a milioni di italiani.
Questa e' la nostra realta' economica, queste sono le nostre
imprese. Ma sono strumenti che hanno un secolo di storia e in
fondo hanno ottenuto lo scopo che si erano prefisse. Possiamo
dire che tutti gli obiettivi concreti per le quali sono state create
sono stati raggiunti: le 8 ore, assicurazione sul lavoro, la
pensione, le ferie e gli straordinari pagati, il diritto di voto per le
donne, il diritto di sciopero, lo statuto dei lavoratori, le liberta'
sindacali, un sistema di servizi e distribuzione delle merci con
ricarichi enormemente inferiori a quelli di inizio secolo. I nostri
padri hanno vinto la battaglia e certo se oggi fossero qui
avrebbero difficolta' a capire perche' non siamo contenti.
Seppur fra grandi disastri e ingiustizie, il mondo migliora e oggi
ci troviamo a desiderare addirittura un pianeta dal volto umano.
Oggi possiamo costruire nuovi strumenti di cooperazione. E
prima ancora possiamo capire un nuovo concetto: la qualita' del
movimento progressista non dipende solo dai
discorsi che e' capace di fare ma da quanto sa cooperare, creare
un'economia di collaborazione.
Basta confrontare la societa' italiana con quella danese. La
differenza tra noi e loro si puo' riassumere nel fatto che da noi il
movimento cooperativo e' nato agli inizi del 1900, da loro agli
inizi del 1800. Hanno cento anni in piu' di scuola di
cooperazione. La' Berlusconi non esiste ne' potrebbe mai
prendere piede. Il sistema del profitto a tutti i costi non e' una
questione di idee. Sono fatti: ricarichi esagerati sulle merci,
prodotti inquinati, tecnologie che distruggono l'ambiente,
polizze di assicurazione e contratti bancari pieni di clausole
capestro, ghigliottine commerciali che escludono dal mercato i
contadini del terzo mondo e affamano due miliardi di persone.
In questi anni un piccolo gruppo di visionari ha costruito in
Italia tutta una rete di nuovi sistemi di cooperazione: esistono
decine di gruppi di acquisto che comprano prodotti di alta
qualita' ed ecologici, esistono l'assicurazione etica
(www.alcatraz.it/fumass), le banche etiche, le banche del tempo
e del baratto, centinaia di negozi del commercio equo e solidale
col terzo mondo. E' nata la seconda generazione della cooperazione.
L'intellighenzia della sinistra fa finta di non vederla...
Per loro sono solo bottegai... Come disse il padre
comboniano Alex Zanottelli: "Voti ogni volta che fai la spesa."

Dario Fo e Franca Rame

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Per informazioni e suggerimenti, scrivici qui:
info.dariofoe...@it.buongiorno.com
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DarioFo&FrancaRame News e' una produzione
http://www.buongiorno.it e http://www.alcatraz.it
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lsd

unread,
Dec 12, 2000, 6:40:04 AM12/12/00
to

"Tibetano" <e-mail:tibe...@lycosmail.com> ha scritto nel messaggio
news:oAmZ5.85168$hk4.3...@news.infostrada.it...
>

> Basta confrontare la societa' italiana con quella danese. La
> differenza tra noi e loro si puo' riassumere nel fatto che da noi il
> movimento cooperativo e' nato agli inizi del 1900, da loro agli
> inizi del 1800. Hanno cento anni in piu' di scuola di
> cooperazione. La' Berlusconi non esiste ne' potrebbe mai
> prendere piede. Il sistema del profitto a tutti i costi non e' una
> questione di idee. Sono fatti: ricarichi esagerati sulle merci,
> prodotti inquinati, tecnologie che distruggono l'ambiente,
> polizze di assicurazione e contratti bancari pieni di clausole
> capestro, ghigliottine commerciali che escludono dal mercato i
> contadini del terzo mondo e affamano due miliardi di persone.

Dario Fo e' un grande uomo di teatro che e' stato giustamente insignito
della massima onoreficenza possibile. Se evitasse di affrontare temi di
economia, terreno in cui non capisce veramente una mazza, eviterebbe di
rovinare la sua immagine.

byez

lsd


Vlad III Tepes

unread,
Dec 12, 2000, 9:18:57 AM12/12/00
to
> Dario Fo e' un grande uomo di teatro che e' stato giustamente insignito
> della massima onoreficenza possibile. Se evitasse di affrontare temi di
> economia, terreno in cui non capisce veramente una mazza, eviterebbe di
> rovinare la sua immagine.

Dario Fo è un ipocrita.


Marco

unread,
Dec 14, 2000, 6:27:05 PM12/14/00
to

Eppure i suoi scritti sono sempre interessanti. Non c'e'qualche
scritto di quando militava nell'esercito della R.S.I.?


Saluti

Vlad III Tepes

unread,
Dec 14, 2000, 8:18:00 PM12/14/00
to
> Eppure i suoi scritti sono sempre interessanti. Non c'e'qualche
> scritto di quando militava nell'esercito della R.S.I.?
>
>
> Saluti

Da qui l'ipocrisia summenzionata.
Essere stati fascisti può essere considerato come errore di gioventù, non
come "costrizione".

Mio nonno era un "anarchico", una specie politica totalmente estinta e
spesso travisata negli intenti, lo è sempre stato.
Anche a "minacciato linciaggio" dalle camice nere, anche immerso nella
realtà degli "Anni del Consenso" dove le persone come lui erano considerate
dal cittadino medio alla stregua di sobillatori sovversivi.

Nessuno è stato costretto a partecipare al "ristretto" o ad aderire ad un
PRF ormai in pieno declino storico; men che meno lo è stato quel grassone
fetente di Dario Fo.


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