ROMA - Potrebbe venire dalla natura il rimedio per combattere l'alcolismo.
Secondo alcuni ricercatori dell'istituto di neuroscienze del Cnr di
Cagliari, le radici secche della Salvia Miltiorrhiza, potrebbero avere
effetti benefici per chi è alle prese con l'alcolismo.
Gli studi, per adesso solo sui ratti acolisti, dimostrano infatti che che
questa specie di salvia (una pianta originaria della Cina, che appartiene
alla famiglia delle Labiatae da tempo largamente usate nella medicina
popolare cinese per curare alcune malattie del sangue, le cardiopatie, le
epatiti, le emorragie, i disturbi mestruali, l'edema e l'insonnia), riduce
il consumo volontario di alcol. I ratti alcolisti, appartenenti ad un ceppo
noto per la sua propensione al bere, sono stati trattati con estratti di
salvia prima di consentire loro di bere nuovamente dopo un periodo di
astinenza di sette giorni.
E i risultati sono stati incoraggianti. Gli estratti di Salvia hanno
ritardato la voglia di bere nei ratti che erano stati precedentemente
esposti all'alcol. Non solo. La salvia ha ridotto il consumo di alcol in
ratti che ne avevano raggiunto un consumo stabile e, infine, sopprimevano
l'aumento del consumo di alcol dopo un periodo di deprivazione'. Un aspetto,
quest'ultimo, che è collegato alle ricadute dopo un periodo di astinenza.
Spesso infatti gli alcolisti che cessano di bere per un determinato periodo,
una volta che ricadono nel consumo, assumono grandi quantità di alcoool.
Bene, nei ratti, questa "voglia" è ridotta dall'assunzione della salvia.
L'estratto di salvia dunque potrebbe aiutare l'alcolista che, avendo deciso
di smettere di bere, potrebbe apprezzare un bicchiere di vino senza sentire
il bisogno di bere tutta la bottiglia.
Per il momento, sono i ratti alcolisti a diventare astemi. Ma, visti i
risultati, le prospettive sembrano incoraggianti anche per gli uomini.
"Attualmente - dice Giancarlo Colombo - stiamo facendo le prove
tossicologiche. Se saranno favorevoli potrà partire la sperimentazione".