Quello che comunemente chiamiamo menzogna assume in diritto qualificazioni e
caratteristiche molteplici, tutte gravi.
In diritto recenti sentenze hanno equiparato la reticenza, intesa come
omissione di verità, al falso.
Vi è poi il falso materiale ed il falso ideologico.
Vi sono elementi di falsificazione che sono propedeutici alla commissione
dei reati quali la diffamazione e la calunnia.
O la frode processuale.
Esistono persone, organismi politici, centri di interesse, media, che della
costruzione del falso fanno il loro motore principale.
Un po' come la disinformatjia, che era l'anima del controspionaggio
sovietico e che si serviva, in parte o integralmente,di organi di stampa
(Paese Sera era uno di questi).
Il guaio è che ancora oggi questa delinquenziale attività esiste
e prospera.
C'è una precisa metodica "suggestiva" che prevede inizialmente una sorta di
illusionismo, uno o più articoli tangenziali su argomenti apparentemente
vicini a quello da demolire, un esercizio per tenere occupata l'attenzione e
suggerire improbabili associazioni pavloviane.
A questo si aggiunge affianco o a seguire una che sembra una notizia ma che
a ben guardare è un fatto inventato di sana pianta
e quel che è peggio è privo di qualsiasi riferimento in ordine alla fonte.
La fonte viene usata punteggiata o addirittura genericamente descritta (in
maniera anche caricaturale e improbabile, ma i nostri eroi non sono molto
sofisticati nelle loro falsificazioni).
Badate bene, è una tecnica usata da alcuni quotidiani, da L'Espresso,
persino da alcuni giornalisti di Panorama (ricordiamo gli improbabili
articoli su Zug in Svizzera o su alcuni paradisi fiscali).
Ma il paradiso di questa pratica falsificatoria lo riscontriamo nelle uscite
del Cicap e negli articoli di Focus.
Del Cicap ho parlato tante volte ed anche l'articolo di Focus porta la loro
zampa da volpe.
Cominciamo quindi da Focus, una rivista che tratta perlopiù di cose inutili
come nuove invenzioni relative ai cavatappi, forme per scarpe sformate e
idiozie simili.
La tecnica sopra descritta è stata utilizzata per esempio nell'articolo in
edicola sui maghi.
Si inizia con il tipico illusionismo alla Silvan/Cicap con una serie di
giochi di prestigio sulle maniere di simulare il malocchio.
Questo inutile servizio deve servire a tenere occupata l'attenzione del
lettore al pari della mano sinistra di Silvan mentre con la destra fruga
nella tasca.
A seguire un trafiletto improbabile e cretino dove una presunta maga si
confesserebbe.
E' il centro della falsificazione, il trafiletto clou.
E' un trafiletto del tutto improbabile e anche mal costruito, nessuna maga
si esprimerebbe in quel modo in relazione a suoi eventuali complici.
Ricorda gli improbabili uomini d'affari di Panorama che alla vista di Zug,
il tempio del male, affermano "qui tutto è sporco, gli affari sono sporchi"
e idiozie simili.
Se ci riflettiamo seriamente ci rendiamo conto che questa è gente da galera
o da manicomio giudiziario.
Focus poi ha una redattrice che utilizza questo trucco persino per le sue
problematiche psico-fisiche.
Questa donna è ferma ad una fase "anale trattenuta", soffre di stipsi ed è
convinta di stare bene.
Ha inventato quindi persone di fantasia, spesso di sesso maschile, alle
quali fa commettere ogni sorta di nefandezze, tra le quali scorreggiare in
ascensore, per poi autoassolversi.
Camicia di forza! Urgente!