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La pianta delle meraviglie

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Rafmi...@libero.it

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Nov 9, 2003, 2:53:39 AM11/9/03
to
Da: "giovanna282" <giovanna282@i...>
Data: Ven Nov 7, 2003 10:44 pm
Oggetto: ALOE (by Rita Fiorilli)


La pianta delle meraviglie

Circa dieci anni fa, per le vie di Parigi si assistette ad uno
spettacolo
curioso. Dall'aeroporto era partito uno strano corteo funebre, tipico
dei
capi di Stato: un affusto di cannone, trainato da cavalli neri con le
zampe
bianche e preceduto da soldati. La bara però aveva una forma curiosa.
Lo
strano era che nessun giornale aveva parlato di potenti morti a
Parigi in
quel periodo. In effetti, quel capo di Stato era morto un "po' " di
tempo
prima. Su quell'affusto di cannone c'era la mummia di Ramsete II. Era
stato
portato all'istituto di Medicina legale di Parigi per sottoporla a
studi
vari. Da tale ricerche si trovò la conferma a ciò che la tradizione
affermava: il succo di una pianta grassa aveva permesso al gran
faraone di
resistere agli insulti del tempo: l'aloe.
Narra la leggenda che Alessandro Magno volle conquistare l'isola di
Socotra, nell'Oceano Indiano, per acquisire il controllo sulla Patria
di
tale pianta dall'immenso valore: l'aloe.
Si tratta di una pianta grassa appartenente alla famiglia delle
liliacee.
Diffusissima nelle regioni tropicali, si è ben acclimatata anche in
Italia.
Ha foglie carnose, dentate e disposte a ciuffo, dal cui centro si
alza lo
scapo con l'infiorescenza a pannocchia composta di tanti fiori
gialli. Se ne
conoscono diverse specie. Le principali sono l'Aloe Ferox e l'Aloe
Vera
(nelle due varietà Bardadensis e Arborescens). Ricordavamo che il suo
uso si
perde nella notte dei tempi. Le prime notizie certe risalgono al
papiro di
Ebres (XV secolo A. C.). La pianta è ricca di sostanze ad alto valore
medicamentoso. I suoi primi usi erano legati soprattutto al campo
cosmetico
e, come confermato dagli studi sulla mummia di Ramsete, entravano a
far
parte delle miscele usate per imbalsamare. Il luminare della Medicina
Legale, Professor Baima Bollone, inoltre, ne ha trovato traccia nel
corso
dei suoi studi sulla Sindone. Ne consegue che, certamente, era
presente tra
i famosi aromi di cui fu cosparso Nostro Signore dopo essere stato
deposto
dalla Croce. L'applicazione esterna di tal erba, in particolare della
sostanza gelatinosa presente all'interno delle sue foglie, come
traspare da
queste scarne notizie a carattere storico, è un potentissimo
cicatrizzante.
L'uso interno è non meno importante. Il fondamentale principio attivo
l'
aloina, è un potente lassativo. Tale indicazione non è la sola. Oltre
all'
aloina contiene settantacinque (dicasi 75!) sostanze dotate di virtù
farmacologicamente attive. Ricordiamo solo la presenza di
praticamente tutte
le vitamine e di tanti minerali. Tra questi ultimi sono degni di nota
zinco
e selenio. Si tratta di sostanze di cui si potrebbe sostenere che
aiutano a
rimanere giovani. In ultima analisi, quel processo che noi chiamiamo
invecchiamento, altro non è che una lenta reazione di ossidazione.
Immaginate la ruggine o il dilagare di un incendio. Sono tutti
fenomeni
ossidativi. Zinco e selenio sono agenti anti-ossidanti. La medicina
accademica continua a sfruttare le capacità lassative e cosmetiche
del succo
di aloe, ma non si è mai posta il problema di andare oltre. Alcuni
anni fa,
la pianta conosce un nuovo momento di notorietà. Il francescano padre
Romano
Zago, brasiliano, ma di origine veneta, diffonde una ricetta, a base
di
aloe, di cui vanta le proprietà anti-cancro. Ne parlammo su queste
stesse
pagine nel 1998. Da allora n'è passata di acqua sotto i ponti e, con
gran
soddisfazione, apprendiamo dal "Mattino di Padova" del 2 giugno 2000,
che la
locale Università non si è limitata a farne oggetto di studio ma ha
addirittura fatto proteggere da brevetto i primi risultati di tali
ricerche.
Speriamo, che, in questo caso, possano cadere degli steccati. Il
problema,
come scrivemmo a suo tempo, su cui tutte le terapie non convenzionali
si
sono arenate, da Bonifacio a Di Bella è che, in pratica, quando
sperimentatori di formazione accademica si mettono a studiarle, si
realizza
una condizione simile a quella dell'arbitro di calcio che volesse,
con le
regole del calcio, arbitrare un incontro di karatè. Sono proprio gli
scopi
ad essere differenti. I protocolli dell'oncologia accademica reputano
priva
di qualunque interesse una terapia che non causi la distruzione, in
un tempo
non superiore alle tredici settimane, del 50% della massa tumorale. Le
terapie alternative, meno Aggressive, pur auspicando un tale
risultato, che
spesso si verifica, mirano a creare tra malato e male un "equilibrio
dinamico", per intenderci una situazione simile al rapporto
diabete/insulina. Tutto oro quel che riluce? Onestamente dobbiamo
ricordare
che le posologie consigliate da padre Zago, da alcune esperienze che
abbiamo
avuto, ci sembrano imprudenti. Subito parla di dosi dell'entità di
cucchiai
da tavola, ottenute da un frullato di foglie intere, private solo
delle
spine. Abbiamo potuto osservare, in chi ha seguito tali istruzioni
alla
lettera, diversi casi di reazioni antipatiche: dal prurito intenso a
delle
micro-emorragie dell'esofago. Padre Romano parla di preparazioni
ottenute da
piante provenienti da luoghi non inquinati e, comunque, tutte le
piante
hanno diverse composizioni, in relazione ai punti di terra dove
crescono. In
concreto sono in vendita delle preparazioni a base di succo fresco
standardizzato, che dovrebbero evitare tali reazioni. Anche in quel
caso,
consigliamo di non cominciare subito con la posologia ottimale, ma di
assumere le dosi cominciando da poche gocce ed aumentare gradualmente
il
quantitativo. Ecco la ricetta che Padre Romano Zago, ha applicato per
ogni
tipo di cancro, da quello alla prostata alla leucemia.
Ricetta: (miele + alcool + aloe)
Prendere mezzo chilo di miele d'api integrale, sei cucchiai di
distillato
(grappa, cognac, whisky), foglie di Aloe (Arborescens) in modo che
allineandole raggiungano un metro di lunghezza. Togliere le spine alle
foglie, pulirle con uno straccio asciutto, tagliarle a pezzi, mettere
tutti
gli ingredienti in frullatore, conservare in frigo in un barattolo
scuro.
Prendere un cucchiaio da tavola mezz'ora prima dei tre pasti
principali. I
seguaci della cura dell'Aloe dicono che dopo dieci giorni il tumore è
scomparso; in caso, ripetere la cura dopo una pausa di una settimana.
Il
miele serve a raggiungere i più reconditi angoli del corpo; il
distillato a
dilatare vene e arterie.
Alcune osservazioni
Quelle date sono, prese da Il Mattino di Padova 02/06/2000 (articolo
di Anna
Sandri), come già detto, le dosi usate da Padre Zago. In effetti, le
situazioni in cui si è trovato a vivere ed operare il solerte
religioso (Sud
America e Palestina) sono caratterizzate da un inquinamento
ambientale,
profondamente diverso da quello europeo. In più, non dimentichiamo,
che
anche la struttura psico-fisica degli abitanti non è la nostra. Da
noi, come
già detto sopra, l'applicazione di quei dosaggi, ha spesso provocato
effetti
collaterali molto fastidiosi: da pruriti intensi, fino ad emorragie,
soprattutto all'esofago. Pertanto, esperienza consiglia di iniziare
con la
seguente posologia : una volta preparato il frullato (o che si è
acquistato
il succo), scioglierne un bicchierino da liquore in una bottiglia da
un
litro e mezzo di acqua minerale. Aggiungere un cucchiaio di liquore
secco
(grappa o brandy). Tappare bene. Agitare forte (almeno 100 volte) e
riporre
in frigorifero. Da tale bottiglia assumere per dieci giorni, 25
(VENTICINQUE) Gocce tre volte al giorno. Se, in tale periodo, non si
presentano i sintomi spiacevoli di cui sopra, aumentare a un
cucchiaino da
caffè tre volte al giorno, per altri dieci giorni. In caso che
l'assenza di
tali reazioni continui, passare a due cucchiaini tre volte al giorno.
Dopo
un'altra settimana, passare ad un cucchiaio tre volte al giorno. Dopo
un'
altra settimana a due cucchiai, questa volta DUE volte al giorno. Se
assunto a scopo preventivo e/o di stimolazione immunitaria pura e
semplice,
mantenere tale dosaggio per 3 (TRE) Settimane al mese, per 3 (TRE)
Mesi
consecutivi, interrompere un mese e poi ricominciare. Se ci sono già
patologie tumorali, dopo un'altra settimana, passare a tre cucchiai
DUE
volte al dì. Dopo un'altra settimana ancora, giungere a tre cucchiai
per tre
volte al giorno e mantenere tale dosaggio a volontà. Si ricorda che
tutte le
dosi di cui abbiamo fatto cenno, NON si devono MAI (neppure le
venticinque
gocce iniziali) assumere pure, ma sempre, a loro volta, sciolte in
circa
mezzo bicchiere d'acqua NON di fontana. Infine, per ottimizzare i
risultati,
conviene associare all'ALOE uno degli ingredienti della terapia Di
Bella: l'
Ascorbato di Potassio
Che cos'é l'ascorbato di potassio?
E' un sale derivato dall'acido ascorbico ed un fortissimo
antiossidante
A cosa serve l'ascorbato di potassio?
A prevenire le malattie degenerative
Come funziona l'ascorbato di potassio?
Agisce come antiossidante all'interno della cellula
L'ascorbato di potassio è un sale bianco microcristallino facilmente
solubile in acqua alquanto instabile per la sua facile ossidabilità.
Si
ottiene per salificazione dell'acido ascorbico in soluzione acquosa a
freddo. Evaporando sotto vuoto lo si ottiene allo stato puro. La
soluzione
ha sapore metallico ferroso, non presenta nessuna tossicità e può
essere
usato per lungo tempo, segue biologicamente il destino dell'acido
ascorbico
(la vitamina C) .Esperimenti su malati di cancro (volontari) la
somministrazione di circa 1 gr di ascorbato di potassio, refratto in
tre
dosi di gr 0.33 tre volte al giorno tre quarti d'ora prima dei pasti
principali, ha portato netti miglioramenti: ripresa delle forze,
dell'appetito, diminuzione dei dolori, aumento di peso,
normalizzazione
della formula ematica. IN concreto si tratta farsi preparare dal
farmacista
delle capsule di un terzo di grammo di bicarbonato di potassio e, al
momento
della somministrazione, svuotarla, unitamente ad un compressa di
Cebion
effervescente, in un mezzo bicchiere di acqua minerale e premuta di
limone
(e/o succo d'ananas non zuccherato). Unica precauzione, quando si
assume l'
ascorbato, è tenere sotto controllo la pressione. In rari casi di
forti
sbalzi in su o in giù, diradare le somministrazioni. Come
immunostimolante
e, quindi, preventivo anche delle virosi, (dalle più "banali" come
raffreddore e influenza all'epatite) è sufficiente una dose a giorni
alterni.. "La somministrazione di Ascorbato di Potassio migliora le
condizioni generali di un malato di cancro"
Rita Fiorilli


NEO

unread,
Nov 9, 2003, 4:00:35 AM11/9/03
to

E' una vergogna che si cerchi di spacciare l'aloe come cura anti-cancro.

L'unica pianta che ha vere e documentate proprietà anti-cancro è il tè
verde, all'interno delle cui foglie
troviamo una catechina (egcg) che è in grado di inibire l'angiogenesi e di
far approvvigionare il tumore che
può bloccarsi o regredire o rallentare il suo sviluppo.


"Rafmi...@hotmail.com" <Rafmi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:7omrb.101469$vO5.3...@twister1.libero.it...

Tresette

unread,
Nov 9, 2003, 5:37:04 AM11/9/03
to
NEO <m.migl...@virgilio.it> wrote:
> E' una vergogna che si cerchi di spacciare l'aloe come cura
> anti-cancro.
>
> L'unica pianta che ha vere e documentate proprietà anti-cancro è il tè
> verde, all'interno delle cui foglie
> troviamo una catechina (egcg) che è in grado di inibire l'angiogenesi
> e di far approvvigionare il tumore che
> può bloccarsi o regredire o rallentare il suo sviluppo.

un attimo....un conto è dire che la catechina sia anti angiogenico...un
conto è dire che se si beve te verde non ti viene o ti passa il
tumore...specifichiamo,salvo fraintendimenti e manipolazioni!


Marco Magnano

unread,
Nov 9, 2003, 9:52:04 AM11/9/03
to

"Rafmi...@hotmail.com" <Rafmi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:7omrb.101469$vO5.3...@twister1.libero.it...

> vari. Da tale ricerche si trovň la conferma a ciň che la tradizione


> affermava: il succo di una pianta grassa aveva permesso al gran
> faraone di
> resistere agli insulti del tempo: l'aloe.

Stai tranquillo Rafminimi.
Se proprio lo desideri...quando toglierai il disturbo useremo l'aloe per
mummificarti.


@ndre@

unread,
Nov 9, 2003, 1:28:58 PM11/9/03
to

"Rafmi...@hotmail.com" <Rafmi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:7omrb.101469$vO5.3...@twister1.libero.it...
> Da tale ricerche si trovò la conferma a ciò che la tradizione
> affermava: il succo di una pianta grassa aveva permesso al gran
> faraone di
> resistere agli insulti del tempo: l'aloe.

Gia' solo questa stronzata qualifica il livello del post.

andrea


salvatore

unread,
Nov 11, 2003, 2:56:56 AM11/11/03
to
IN MERITO A TUTTO IO' CHE HAI DETTO,C'E STATO UN MIO AMICO CHE HA USATO LA
PIANTA ALOE,COME DESCRIVEVA PADRE ROMANO,ED E' GUARITO TOTALMENTE DA UN
CACNCRO DEFINITO PAZZO,PERCHE' SI PRESENTAVA OGNI MESE IN OGNI ORGANO DEL
CORPO,UN MESE SUL FEGATO, E POI SPARIVA ED ANDAVA AI POLMONI,POI SPARIVA ED
ANDAVA SULLA GOLA ECC ECC...CERTO CHE L'ALOE LE HA RISOLTO IL PROBLEMA,CREDO
CHE DOBBIAMO PRENEDRE ESEMPIO

"Rafmi...@hotmail.com" <Rafmi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:7omrb.101469$vO5.3...@twister1.libero.it...

Tresette

unread,
Nov 11, 2003, 5:41:04 AM11/11/03
to
salvatore <tot...@aliceposta.it> wrote:
> IN MERITO A TUTTO IO' CHE HAI DETTO,C'E STATO UN MIO AMICO CHE HA
> USATO LA PIANTA ALOE,COME DESCRIVEVA PADRE ROMANO,ED E' GUARITO
> TOTALMENTE DA UN CACNCRO DEFINITO PAZZO,PERCHE' SI PRESENTAVA OGNI
> MESE IN OGNI ORGANO DEL CORPO,UN MESE SUL FEGATO, E POI SPARIVA ED
> ANDAVA AI POLMONI,POI SPARIVA ED ANDAVA SULLA GOLA ECC ECC...CERTO
> CHE L'ALOE LE HA RISOLTO IL PROBLEMA,CREDO CHE DOBBIAMO PRENEDRE
> ESEMPIO

1: impara a quotare!!!!!

2: non dire cazzate!!!!!le leggende metropolitane non sono vere!!!!!mio
cuggino c aveva il tumore pazzo!!!!ma fammi il piacere!!!!

3:non urlare,cazzo!!!!


Alessio Renieri

unread,
Nov 11, 2003, 12:32:31 PM11/11/03
to

salvatore <tot...@aliceposta.it> wrote in message
cD0sb.4877$hV.2...@news2.tin.it...

>GUARITO TOTALMENTE DA UN
> CACNCRO DEFINITO PAZZO

1. Impara a quotare e le regole di comportamento sui newsgroups.
2. Piantala di scrivere *cavolate*!

Bye, Alessio


dario

unread,
Nov 13, 2003, 7:48:52 PM11/13/03
to

"NEO" <m.migl...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:Tmnrb.440491$R32.14...@news2.tin.it...
anche altre, documentati.
dario
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