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Caccia alle balene, «guerra» nei Mari del Sud

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Paolo_cnv

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Jan 7, 2006, 8:32:45 AM1/7/06
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http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/06/balene.shtml


Battaglia tra pescatori e ambientalisti al largo della costa
australiana

Caccia alle balene, «guerra» nei Mari del Sud

Greenpeace cerca di contrastare la cattura di esemplari cacciati
ufficialmente a scopo scientifico. Respinti con i cannoni ad acqua


SIDNEY (Australia) - Possono fare poco: ostacolare fisicamente
l'attività delle grandi navi della flotta giapponese, tenere desta
l'attenzione del mondo su quello che definiscono un vero e proprio massacro.
La loro battaglia sarà dura. Ma gli attivisti di Greenpeace impegnati nella
campagna di salvataggio delle balene, oggetto di una caccia sfrenata nei
Mari del Sud, non hanno intenzione di demordere. E anche in questi giorni
sono entrati in azione.
AZIONI DI CONTRASTO - Il duello nei mari antartici, iniziato nei
giorni tra Natale e Capodanno, è ripreso giovedì quando sono state arpionate
13 balene e le loro carcasse sono state caricate sulla nave-mattatoio
Nisshan Maru, dopo 11 giorni di inattività causata proprio dalle
interferenze degli attivisti e dal maltempo. Nei giorni scorsi una nave
cisterna aveva raggiunto la flotta giapponese per rifornirla di carburante e
altri generi, e le baleniere sono tornate nelle acque di caccia. Shane
Rattenbury, comandante della nave di Greenpeace «MY Esperanza», ha detto per
telefono alla radio australiana Abc che gli equipaggi di due gommoni si sono
interposti più volte tra le balene e gli arpioni, nelle acque gelide a sud
dell'isola australiana Heard.

I RINFORZI - La seconda nave di Greenpeace, la «Arctic Sunrise», e la
«Farley Mowat» del gruppo ambientalista radicale Sea Shepherd, stanno anche
per raggiungere la località. Rattenbury ha detto di attendersi reazioni
aggressive dai balenieri giapponesi, che debbono recuperare il tempo
perduto, se vogliono raggiungere la quota di caccia «scientifica»
programmata per questa estate australe, di 935 balenottere minori e 10
balenottere comuni.

CANNONI AD ACQUA - Con la ripresa delle azioni di disturbo, la flotta
baleniera ha avvertito - per bocca dell'Istituto giapponese di ricerca sui
cetacei (Jicr) - che continuerà ad usare i cannoni ad acqua contro i
manifestanti. «Ripetiamo i nostri avvertimenti, finora inascoltati, a
mantenere le distanze dalle attività delle nostre navi e ad astenersi da
qualsiasi bravata impulsiva e sconsiderata», ha detto il direttore dello
Jicr, Hiroshi Hatanaka. «Per proteggere la loro sicurezza e quella dei
nostri equipaggi, continueremo ad usare i cannoni ad acqua, come deterrente
e come misura di sicurezza», ha aggiunto.

«FERMIAMO L'ECCIDIO» - Rattenbury assicura tuttavia che gli attivisti
continueranno le azioni di disturbo, sono tutti molto determinati e non si
faranno intimidire. «Le nostre azioni sono pacifiche e non violente.
Potranno puntarci contro i cannoni ad acqua se vogliono, ma noi continueremo
a cercare di fermare l'eccidio», ha aggiunto, dicendosi certo che la
presenza di Greenepace, con la trasmissione di immagini della caccia in
tutto il mondo, è un deterrente per i giapponesi, anche se non sempre basta.
«Purtroppo in alcune occasioni non ha funzionato, e sono ugualmente riusciti
ad arpionare alcune balene. Hanno una flotta di tre imbarcazioni da caccia
veloci e non è possibile per noi contrastarle tutte con le risorse di cui
disponiamo».

AMBIENTALISTI SPIATI DAGLI USA - Intanto il leader dei verdi
australiani Bob Brown si è detto indignato dopo le dichiarazioni giapponesi,
secondo cui l'intelligence navale degli Stati uniti sta usando i suoi
satelliti per spiare sulle attività di Greenpeace e di Sea Shepherd.
L'affermazione - ha detto - è contenuta nell'ultimo bollettino dello Jicr,
secondo cui la sorveglianza Usa è stata richiesta perchè le azioni degli
attivisti equivalgono a pirateria. «Sono certo che il popolo americano
sarebbe indignato, se sapesse che gli apparati della loro marina sono al
servizio dei killer delle balene contro Greenpeace», ha detto Brown, che ha
scritto a Washington chiedendo chiarimenti.

MORATORIA AGGIRATA - Tokyo aveva abbandonato la caccia commerciale
alle balene nel 1986 in ottemperanza ad una moratoria internazionale, ma
dall'anno dopo ha dato inizio ad un programma di ricerca, che secondo gli
oppositori non è altro che una caccia commerciale mascherata, per rifornire
i mercati del pesce e i ristoranti del Paese, dove la carne di balena è
molto ricercata.

07 gennaio 2006

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