Ciao, Orione
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Un Giorno (Camera 4)
Un giorno,
fuori da questo bozzolo di carne
mi alzerò come un uccello dorato dalle ali silenziose
aggraziato come il fumo di una fiamma smorzata.
Non sognerò più luoghi
nascosti e segreti in squarci di cielo
dove i piedi non lasciano impronte.
Un giorno,
passeggerò nei giardini tenendo per mano
la mia creazione e il mio creatore.
Ci toccheremo l'un l'altro
come amanti strappati dalla morte
per salutarsi.
Staremo l'uno nelle braccia dell'altro
finchè ci risveglieremo come uno
invisibile all'altro.
Un giorno,
separerò la parte di me
che è sempre presente.
Danzerò con lei
come il chiarore della luna sull'acqua.
La terrò stretta a me in un lungo abbraccio
che scandisce perfezione
nell'inno del Custode di Canzoni.
Un giorno,
quando mi avvolgerò entro me stesso
sognerò di te
queste ossa animali coperte di carne.
Anelerò conoscere di nuovo la tua vita,
mi protenderò verso di te
come tu ora ti protendi verso di me.
Che magia!
La gloria di ambire lo sconosciuto!
Ed è questo,
è il continuo protendersi per raggiungere il sé
che sfugge alle apparenze.
Colui che sogna se stesso sveglio e addormentato.
Colui che sa che entrambi i lati della tela
sono dipinti, in attesa dell'altro
per fondersi nuovamente.
Dico che sarebbe meglio restarci (bene ovviamente) il più a lungo
possibile all'interno di questo bozzolo di carne.
Ciao
perchè?
>>> Un giorno,
>>> CUT
>>
>> Dico che sarebbe meglio restarci (bene ovviamente) il più a lungo
>> possibile all'interno di questo bozzolo di carne.
>> Ciao
>
> perchè?
perké il trasloco e sempre una cosa indisponente...
:-? darik :-)
indisponente a dir poco!
E' per questo che secondo me sarebbe meglio togliersi il fastidio
:-) ;-)
Però nel caso in cui, come qui scritto, ci si ritornasse altre volte nel
bozzolo, allora è meglio restarci ogni volta il più possibile per fare un
numero minore di traslochi :-).
Ciao a tutti, Orione
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Credevo che il mio viaggio
XXXVIII
Credevo che il mio viaggio fosse giunto alla fine, all'estremo delle mie
forze,
che la via davanti a me fosse sbarrata,
che le provviste fossero finite,
e fosse giunta l'ora di ritirarmi nel silenzio e nell'oscurità.
Ma ho scoperto che la tua volontà non conosce fine per me.
E quando le vecchie parole sono morte,
nuove melodie sgorgano dal cuore;
dove i vecchi sentieri sono perduti, appare un nuovo paese meraviglioso.
(Tagore)