SPIRITOLOGIA - ANTROPOLOGIA SPIRITUALE
NUOVA SCIENZA DEL TERZO MILLENNIO
A CURA DELLA FONDATRICE
SCRITTORA-POETA E SPIRITOLOGA
VITTORIA SANVITO
Per interessati alla Comunicazione Medianica, ESP:
Psicografia, Psicofonia e Scrittura Automatica, che
la Spiritologia definisce 'Scrittura Spirituale Transmediale'
pubblichiamo volentieri i seguenti testi di Hanto.
La scrivente e' Hanto: Scrittrice, che tiene pero' a precisare
'l'Io Parlante non e' Hanto,
ma...qualcosa...appartenente ad un'altra dimensione'.
Mentre per quanto riguarda altre creazioni propriamente
letterarie, la scrittrice Hanto non dubita essere frutto
del suo talento, provvido di immaginazione e fantasia.
Qui di seguito un saggio di Poesia Spirituale Transmediale
di Hanto, che la Scrittrice definisce semplicemente:
'i miei giochi letterari'.
Per ulteriori letture e spiegazioni, si prega visitare il sito
di Hanto:
http://www.hanto.it
L'Io parlante non e' Hanto,
(ma...qualcosa...appartenente ad un'altra dimensione)
Mi basta la voce del bimbo scorato.
Mi basta l'amore del Casto infecondo.
Del sole che muore, dell'altro tramonto,
ricordo soltanto l'antico Sermone.
Mi basta guardare, mi basta vedere,
nel largo animale, la prole che avanza.
Mi basta sognare che scesi per sbaglio.
Fui presa e inchiodata: fu stupido errore.
Fu solo l'abbaglio del Guscio che scelse
la strada di terra dov'ero gia' stata.
E come se, un salto, si fosse frenato,
racconto la storia: nasconde un messaggio.
Nasconde la Vita: speranza, si chiama.
Nasconde l'amore che, in ghingheri, avanza.
Nasconde, nel viso, la Luce che abbaglia.
Nasconde la morsa che taglia, ma cambia.
Per questo ti parlo di Uomini scelti.
Andavan raminghi col capo abbassato.
E subito l'erba, notando i viandanti,
si e' tutta protesa per farli mangiare.
Non sono piu' credula, non sono persuasa
da libri di carta che dicono tutto.
Non sono la dotta, non sono la cattedra
che dice ai terrestri: "Vi porgo le pentole".
Il cibo, lo vidi, e vidi i terrestri.
Fu solo il palato a sentire l'inganno.
La lingua fu audace, lo sputo improvviso.
L'amore mi piace, ma questo e' rachitico!
L'amore mi piace, ripeto davvero
che sono cresciuta credendo nel miele.
Ma questo e' diverso: sapore smorzato.
Tu sei corrucciato. O forse sei stanco?
Allora non voglio parlarti per forza!
Con gusti celesti talvolta eccessivi...
Ma sappi, terrestre, che niente fu fatto
per esser lasciato nel luogo sbagliato.
Ti porgo il mio piatto, ti porgo la tazza.
Ti porgo boccette di un olio costoso.
Ti porgo la foglia di un albero casto
per farla seccare immergendola tutta.
Ti porgo il cucchiaio immerso nell'ambra.
Ti porgo il piattino per metterci l'ansia.
Ti porgo, nell'atrio, la scatola vuota
per mettere dentro calzari di pelle.
Adesso il calore ti prende nel corpo?
Il freddo s'acquatta nell'angolo buio?
Adesso, nei passi, discende il tuo ritmo?
La musica dolce sul sacro Convito.
Adesso la magica forza del Cielo
discende felice col coro degli Angeli.
E vedo contenta, terrestre di carta,
che metti piu' cura nel fare il composto.
E' tardi. Ti lascio... non posso restare.
Non sono pesante, ma l'ombra sussulta.
Ti guardo negli occhi, non vedo parole
che tu mi diresti, se fossi dei nostri.
E vado... piu' triste di un piccolo arciere
che scaglia le frecce su muri di pietra.
E sono soltanto ripresa dai dubbi
che' il solco si appresta sul Pascolo biondo.
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Segue
nella sezione 'Scrittura Automatica'
http://www.hanto.it/scrittura_automatica.htm
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