La scienza è una religione, e gli scienziati si presentano agli occhi del
mondo pieni dei loro vuoti titoli, arrogantemente convinti della missione
che si sono attribuiti di educare il volgo, spiegando cose che (spesso)
neanche loro conoscono bene.
Paul K. Feyerabend, enfant terrible della filosofia della scienza, mette in
guardia tutti i cittadini di qualsiasi nazione dal considerare "importanti"
gli specialisti. Ciascuno di noi ha imparato, mediamente, a saper valutare
le affermazioni (per non farsi "fregare") dell'idraulico, dell'elettricista,
ed in genere di tutti gli specialisti con cui entra quotidianamente in
contatto. Per quanto riguarda gli scienziati, invece, complice un sistema
educativo che induce a credere che la scienza sia l'unico sistema
universalmente valido di conoscenza, la maggior parte di noi si mette da sé
in posizione di inferiorità, quando sarebbe invece necessario imparare a
valutare correttamente il contenuto delle affermazioni degli scienziati (che
spesso non sono altro che delle evidentissime banalità, quando non delle
inaudite castronerie).
Gli scienziati vivono del denaro pubblico, ed è bene che i cittadini
imparino a valutare se il loro denaro è utilizzato per finalità socialmente
utili, oppure se serve unicamente a gonfiare l'ego di qualche scienziato
complessato.
A titolo di esempio, Feyerabend riporta "La strana storia dell'astrologia",
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/Vita_NG/Strana_storia.htm
uno dei capitoli del suo libro "La scienza in una società libera" (quarta
pagina di copertina).
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/Vita_NG/Soc_libera.htm
Ho pubblicato, grazie all'interessamento di "stumdbcc", l'originale della
"Dichiarazione dei 186 autorevoli scienziati" (tra cui 18 premi Nobel)
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/Vita_NG/Statement.htm
cui ho fatto seguire un mio commento
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/Vita_NG/Commento_Dichiarazione.htm
Da questo documento emerge chiaramente come gli scienziati, maggiormente se
"dotati" di premio Nobel, siano usi parlare a vanvera su qualsiasi argomento
non conoscono, con un tono di sacrale autorità che deriva loro dai vuoti
titoli di cui si fregiano.
Ma gli scienziati non sono gli unici a dimostrare di essere spesso degli
sciocchi. In Italia ci si mettono pure gli astrofili dell'UAI, che hanno
scritto una "Lettera aperta contro l'eccessiva diffusione dell'astrologia".
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/Vita_NG/Lettera_UAI.htm
Anche a questo documento segue, ahimè, un mio commento
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/Vita_NG/Commento_Lettera_Aperta.htm
Dalla lettura del materiale proposto non si potrà non dedurre che la scienza
produce spesso dei "farlocchi". Ma sia ben chiaro: io non ho fatto nulla;
scienziati (con o senza premio Nobel) ed astrofili hanno fatto tutto da
soli!
Al fine di far maturare in ciascuno una sana coscienza critica, che porti a
scremare la verità insita nelle affermazioni degli scienziati, così da poter
comprendere chiaramente il valore apportato alla collettività, consiglio la
lettura del libro "Contro il metodo", di Paul K. Feyerabend (ed.
Feltrinelli), di cui ho riportato la quarta pagina di copertina e
l'indice-sommario.
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/Vita_NG/Contro_il_metodo.htm
oltre al già citato "La scienza in una società libera" (titolo fuori
commercio; reperibile nelle biblioteche pubbliche).
Posto questo messaggio nei NG di politica, scienza, astronomia, cultura e
scuola, poiché il problema riguardante la separazione tra Stato e scienza è
analogo a quello della separazione tra Stato e Religione, ed ha riflessi che
toccano tutti i cittadini. Verificare il corretto contenuto delle
affermazioni degli scienziati è possibile e doveroso, come è doveroso porre
un limite alle loro castronerie.
Buona lettura e buona meditazione.
Saluti.
KLiNGSoR
http://xoomer.virgilio.it/gnscol/mis
> A titolo di esempio, Feyerabend riporta "La strana storia
Complimenti, ho veramente apprezzato: temi importanti, trattati con spirito
critico e senza pregiudizi, cosa non comune di questi tempi...
Non sono un astrologo e non mi interessa l'astrologia, ma ho sempre visto
con sospetto l'autoritarismo e la saccente presunzione (spesso suffragata
solo da smisurati ego e da insopportabile vanità) di tanti razionalisti e
materialisti.
Purtroppo anche il razionalismo e il materialismo diventano "integralismo",
quando perdono il senso critico e pretendono di dettare regole
all'universo...
Per ricondurre tutto a una boutade, è noto che tutta la fisica moderna ormai
si basa sulla quantistica, i cui principi furono scoperti da N. Bohr.
Albert Einstein non accettava che la quantistica introducesse il principio
della probabilità all'interno della fisica, e questo fu il botta-e-risposta
tra Einstein e Bohr:
A. Einstein: "Dio non gioca a dadi con l'universo!"
N. Bohr: "Albert, smettila di dire a Dio cosa deve fare!"
Per l'appunto, occorre dire a certi signori che dovrebbero smetterla di dire
all'universo come dovrebbe funzionare...
Saluti,
Alfred