Il Piccolo 05/05/07 Minoranza in Croazia: maggiori tutele

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Pytheas

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6 mag 2007, 06:46:5506/05/07
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Radin, Tremul e la Mariot all'incontro con i membri del comitato di esperti
europei per la salvaguardia delle comunità nazionali

Minoranze in Croazia: maggiori tutele

Discussi a Zagabria con l'Unione Italiana i diritti all'utilizzo della
lingua italiana


Nella capitale croata i vertici dell'Unione Italiana hanno illustrato ai tre
membri del Comitato d'esperti della Carta europea per le lingue regionali e
minoritarie del Consiglio d' Europa, che stanno monitorando in Croazia la
situazione relativa alla salvaguardia dei diritti delle comunità nazionali
minoritarie. La valutazione, è il caso di specificarlo, riguarda le parti
della convenzione europea ratificate e accolte da Zagabria, con l'ultimo
monitoraggio effettuato nel 2005.
Nella capitale croata erano presenti ieri i presidenti di Assemblea e Giunta
esecutiva, Furio Radin e Maurizio Tremul, e Orietta Marot, direttrice
amministrativa dell'Unione Italiana. I tre connazionali, dopo aver
consegnato un promemoria sulle problematiche della Comunità nazionale
italiana in Croazia, si sono soffermati in special modo sulle questioni che
riguardano le scuole italiane.
Sono stati evidenziati i problemi legati alla maturità di Stato e agli esami
nazionali (si chiede che l'esame di italiano sostituisca quello del croato),
quindi si propone l'insegnamento del croato come L2 e non come madrelingua
(la madrelingua è l'italiano, ndr). Tra le altre cose, si è parlato degli
esami di Stato per i docenti italiani che - per quanto attiene alla lezione
modello di abilitazione - debbono svolgerla in croato e in una scuola
croata.
«Sarebbe invece logico - hanno rilevato gli esponenti Ui - che i nostri
docenti svolgessero la lezione modello in italiano e in una scuola
italiana». I rappresentanti del Consiglio d'Europa hanno quindi chiesto chi
sostiene le spese di formazione e aggiornamento dei docenti delle scuole
italiane in Croazia, spese che dovrebbe essere a carico di Zagabria. «Si
tratta di uno sforzo finanziario - è stato risposto - a carico dell'
Italia». Spazio è stato dedicato al carente bilinguismo nei tribunali che
operano nei territori dove il bilinguismo è invece sancito dagli statuti
civici. «A ciò si aggiunge - così Radin, Tremul e la Marot - il pericolo che
il Tribunale comunale di Rovigno, dove vige l'uso ufficiale e paritetico
della lingua italiana, sia accorpato al Tribunale di Parenzo».
Facendo riferimento al bilinguismo nelle autonomie locali e regionali, è
stato detto che tale diritto viene applicato in modo tutto sommato
sufficiente in Istria, regione in cui si potrebbe però fare molto di più.
«Il punto dolente è invece Fiume - hanno sostenuto i rappresentanti
comunitari - poiché né in tribunale, né nell' amministrazione cittadina e
tantomeno in quella regionale, non vi è traccia dell'italiano. Unica nota
positiva, l' apertura di uno sportello nella questura fiumana a cui gli
interessati possono rivolgersi in lingua italiana. Nonostante le
raccomandazioni del Consiglio d'Europa, a Fiume non è cambiato nulla. E dire
che in riva al Quarnero opera la più grande e importante Comunità degli
Italiani che abbiamo in Croazia». E' seguita la parte dedicata ai mass media
e in tal senso è stato rilevata la necessità di potenziare e rendere
autonome le redazioni italiane di Radio Fiume e Radio Pola, redazioni che
(specie la prima) risultano discriminate in fatto di quadri e salari.
Andrea Marsanich

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