"Alberto Lux" <ottop...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio news:J8TQa.176571$Ny5.5...@twister2.libero.it...
Ciao Antonio,felice che gli eventuali malintesi siano superati.Naturalmente cercherò di usare HTML solo quando necessario, come lo ritengo necessario per i bei lavori di Giovanni.Mi sono graditi commenti, ampliamenti e correzioni ai miei "Elementi" da te, da tutti voi e naturalmente da Giovanni che è molto ferrato in materia.Un abbraccio.Alberto."Antonio" <antonio_c"leave it"@bluemail.ch> ha scritto nel messaggio news:rTVRa.95828$qa5.1...@news2.tin.it...
Gio
"Alberto Lux" <ottop...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:p4_Ra.186835$lK4.5...@twister1.libero.it...
"Alberto Lux" <ottop...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio news:J8TQa.176571$Ny5.5...@twister2.libero.it...
Spesso la molla che fa partire una ricerca genealogica è la ricerca di una vera o presunta nobiltà. Spesso le persone ricorrono a studi genealogici/araldici che, in cambio di somme talvolta considerevoli, non forniscono altro che fotocopie di libri o documenti antichi relativi a famiglie nobili che in comune col "pretendente" non hanno che il cognome.Credo che sia il caso di chiarire, con un paio di esempi, il concetto.La maggior parte delle famiglie aristocratiche (ma non tutte, sia chiaro) ha un cognome composto: esempio Cordero di Montezemolo, dove Cordero è il cognome vero e proprio e di Montezemolo il predicato, che indica il feudo su cui la famiglia esercitava la Signoria (Marchesato, nel caso dei Cordero usato nell'esempio).Uso, per gli esempi, questa famiglia perché... diciamo... Piuttosto nota! Sto scrivendo a memoria, quindi mi scuso in anticipo per le eventuali inesattezze.La famiglia Cordero ha origine dalla città di Mondovì (Cuneo), ed è piuttosto espansa. Il capostipite certo è Baldassarre Cordero, che fu un pioniere della stampa in Piemonte. Tra i vari rami dei discendenti di Baldassarre, quattro acquisirono dei feudi intorno al 1600/1700. Ebbero così origine le famiglie C. di Montezemolo, paese della Langa elevato a Marchesato; C. di Pamparato, paese delle Alpi marittime elevato a Contea; C. di Vonzo e C. di S. Quintino.Se il Sign.. Mario Cordero, residente a Mondovì si rivolgesse ad uno studio araldico poco serio, si vedrebbe consegnare un librone dove in modo sibillino gli si farebbe credere di essere nobile, troverebbe molti dati su 3 contee e 1 marchesato, ma niente di veramente utile per la conoscenza delle proprie radici. Fantasie!Se il Sign.. Mario Cordero invece facesse una vera ricerca genealogica potrebbe anche scoprire di essere discendente anch'egli di Baldassarre, oppure di essere discendente del bisnonno di Baldassarre...Poiché Baldassarre Cordero era un borghese, questa scoperta genealogica non gli darebbe comunque alcun diritto ad una ipotetica nobiltà, al massimo potrebbe vantare una parentela collaterale con i quattro rami nobili dei Cordero.
Presso gli antichi Romani la nobiltà non era ereditaria, bisognava meritarsela, il concetto di nobiltà ereditaria è stato introdotto dai barbari germanici e purtroppo è una mentalità dura a morire.
"Antonio" <anton...@libero.it> ha scritto nel messaggio news:gNrgb.15451$vO5.5...@twister1.libero.it...
Presso gli antichi Romani la nobiltà non era ereditaria, bisognava meritarsela, il concetto di nobiltà ereditaria è stato introdotto dai barbari germanici e purtroppo è una mentalità dura a morire.
Certo, ma la nostra storia nobiliare ed araldica ha inizio soprattutto dopo la caduta dell'Impero romano, anche se tutti gradivano mantenere in famiglia le proprie condizioni di privilegio, inoltre sono sempre esistiti grandi gruppi famigliari (Aureli, Merulani, ecc.).La discendenza da una famiglia è una cosa diversa dalla nobiltà, intesa semplicemente come il fregiarsi di un titolo. Interessante è comunque scoprire qual era la posizione dei propri antenati nelle diverse vicende storiche. Queste tracce - purtroppo - raramente rimangono in famiglie con posizioni poco preminenti nel passato.Se poi qualcuno scopre di essere veramente discendente da una famiglia di antica nobiltà (come ho scritto nel mio secondo esempio), allora si ricordi che, considerato che non saranno rimasti ne' diritti ne' privilegi, non gli saranno rimasti che doveri. Primo tra tutti quello della buona educazione. Spiegare cosa intendo è un po' lungo, posso riassumere il mio pensiero con questa massima: La buona educazione non sta nel non macchiare la tovaglia, quanto nel non accorgersi che il commensale l'ha fatto!Alberto.