I GRIMALDI
DELL’AGRO NOCERINO-CAVESE
Cenni storici
di Giovanni Grimaldi
Premessa
L’antica famiglia dei Grimaldi che si stabilì nell’agro nocerino-cavese fra il XV e XVI sec. era
discesa dai Signori di Messimeri, un ramo dei Grimaldi Patrizi Genovesi e Signori di Monaco.
Tale famiglia era distinta in due rami principali, quello di Cava dei Tirreni e quello di Nocera. Il
primo di essi si radicò a Cava dei Tirreni nel XV sec., mentre il secondo si stabilì a Nocera nel XVI
sec., ed entrambi entrarono a far parte del Patriziato locale, esprimendo personalità di riguardo nei
vari campi della vita sociale, politica ed ecclesiastica della zona.
Accenneremo brevemente alle principali vicende storiche ed ai più illustri personaggi di questa
famiglia.
I Grimaldi di Cava dei Tirreni
Nella città di Cava dei Tirreni il capostipide del ramo locale fu
Raffaele (+ 1420), figlio cadetto diNicola, 2° Signore di Messimeri. Raffaele fu Capitano di gente d'arme (1403) e Castellano di S.
Adiutore di Cava (1407). Qui si sposò con Olimpia Cananea ed ivi stabilì la sua famiglia. Il ramo di
Cava si radicò nel Casale che da essi prese il nome di "Li Grimaldi" ed entrarono a far parte della
nobiltà cittadina. Nipote di Raffele fu il celebre
Giovanni detto "Giovannello", valorosocomandante alla battaglia di Sarno (1460) che per tale merito fu riconosciuto poi come Nobile e suo
Familiare da re Ferdinando 1° (1484), nel quale atto lo ricorda come "
originario di Genova edabitante in Cava
…". Costui fondò poi in Cava la Cappella di San Michele Arcangelo, nella chiesadi S. Maria a Toro. Suo figlio
Agostino fu riconosciuto come discendente dai Grimaldi di Genova-Monaco da un processo della Regia Camera della Sommaria nel 1534, in cui venne riconosciuto che
i Grimaldi di Cava Nocera e Seminara erano tutti discendenti dei Grimaldi di Genova. Un suo
discendente fu
Angelo, nobiluomo cavese che costituì un monte di maritaggi a Cava per le donnedella sua famiglia, mentre un altro suo disceso fu
Giacomo Antonio, nobiluomo cavese che fu ViceDuca di Nocera (1690, 1692, 1694) per i Duchi de Moura e dal quale discese poi il ramo dei
Grimaldi di Fabriano
. Sempre dai Grimaldi di Cava discese poi Costantino (* Cava 1667, +Napoli 1750), nobiluomo cavese che fu Consigliere Regio e famoso filosofo anticurialista. I suoi
figli furono i celeberrimi
Gregorio e Ginesio. Gregorio (* Napoli 08/05/1694, + Marsala27/11/1767) fu famoso giureconsulto e filosofo napoletano e scrisse la nota opera "
Istoria delleleggi e dei magistrati del Regno di Napoli
". Scrisse inoltre uno studio genealogico sulla parenteladella sua famiglia con il ramo di Seminara, dedicandolo al padre ("
Ragioni genealogiche a' favoredella famiglia Grimaldi del sig. cons. D. Costantino Grimaldi colli signori Grimaldi di Seminara, e
con quelli patrizi di Catanzaro
"). Il fratello Ginesio, altro famoso giureconsulto, ne continuòl’opera. A tale famiglia appartennero comunque anche il sindaco di Nocera
Pietro (1522); Simone,Dottore in Legge e Professore di Diritto all'Università di Napoli; i notai
Stefano (XV sec.),Tommaso
(XV-XVI sec.), Giona (XVI sec.), Pietrantonio e Girolamo (XVI sec.), i cui atti sonodepositati nell’Archivio di Stato di Salerno e nell’Abbazia di Cava. Lo stemma di questa famiglia fu
il classico del casato: d’argento fusato di 15 pezzi di rosso in palo posti 5, 5, 5.
I Grimaldi di Nocera
La famiglia Grimaldi di Nocera, come ricordano gli storici Pepe ed Orlando, fu riconosciuta come
discendente dai Grimaldi di Genova-Monaco da un processo della Regia Camera della Sommaria
nel 1534, nel quale venne stabilito che i Grimaldi di Cava, Nocera e Seminara erano tutti
discendenti dei Grimaldi di Genova.
Il ramo di Nocera ebbe come capostipide
Giovanni Battista, figlio di Giovanni Paolo († ante1549), un nipote cadetto di Giovanni, 3° Signore di Messimeri.
Giovanni Paolo, ricordato comePatrizio Genovese da Carlo V, fu suo Capitano Generale combattendo ben 24 anni in Italia, in
Africa ed in Germania (come citato nella rendita concessa al figlio Giovan Battista da Carlo V
d’Asburgo nel 1549).
Probabilmente, quindi i Grimaldi di Messimeri (che era compresa, lo ricordiamo nel Contado di
Soriano, appartenenete ai Carafa), arrivarono in Nocera seguendo i Carafa, Conti di Soriano che
erano divenuti Duchi di Nocera nel 1521.
Infatti
Giovanni II (+ 1532), 6° Signore di Messimeri e Signore di Cuppari (1530) sostenne una litecon il suo Signore, il feudatario Tiberio Carafa, Conte di Soriano (poi anche Duca di Nocera dal
1521), nel quale processo dimostrò l'ascendenza della sua famiglia dai Grimaldi di Genova (1519-
20) ed il suo feudo gli verrà poi restituto e riconfermato postumo con atto del 14/08/1534. Da
costui, che fu il primo ad abitare con la sua famiglia in Seminara, discesero poi i celebri Grimaldi di
Seminara, Marchesi e Patrizi Genovesi.
Il ramo capostipide del ramo di Nocera fu dunque
Giovanni Battista (XV-XVI sec.), ricordatocome Patrizio Genovese (ma il titolo era di puro valore storico, giacchè dopo la riforma del 1528,
per essere valido, occorreva che la famiglia fosse registrata nel Libro d’Oro di Genova) da Carlo V
d'Asburgo che gli conferì, per i meriti paterni e personali, una rendita di 500 ducati annui (da
godersi sui beni di Monaco), da passare alla sua morte al figlio
Antonio (atto sottoscritto inBruxelles nel 1549 ed esecutorato nel R° di Napoli nel 1550).
Giovan Battista visse a Nocera dei Pagani, dove fu Patrizio nocerino e dove originò un nuovo ramo
della famiglia, divenendo il capostipide del ramo dei
Grimaldi di Nocera, di Roccapiemonte,Reggio Calabria e Napoli
.Questa famiglia, Patrizia della città, possedette il territorio suffeudale di Lo Grimaldo (poi passato
ai signori Pecoraro) ed eresse a Nocera il Palazzo Grimaldi (XVI sec.) tuttora esistente ed ubicato in
Via Guerritore (fu ereditato poi dai Bruni-Grimaldi e poi diviso fra varie famiglie); ivi ebbero anche
vari edifici religiosi (come S. Maria delle Grazie dei Grimaldi). Vari dipinti del XVI-XVII secolo,
appartenenti a tale famiglia, sono tuttora custoditi nella pinacoteca del convento di sant’Antonio in
Nocera Inferiore. Lo stemma di tale ramo fu sempre l’antico scudo del casato: d’argento fusato di
15 pezzi di rosso in palo posti 5, 5, 5;
Fra i vari personaggi illustri dei Grimaldi di Nocera possiamo ricordare i vari sindaci universali di
Nocera:
Pirro Antonio (1575); Gaspare (1588 e 1592); Ottavio (1601 e 1610); Vincenzo (1635,1638);
Carmine (1642); Vincenzo (1651, 1658); Carlo (1661, 1668, 1669); Giacomo (1664);Vincenzo
(1671, 1677, 1682); Diego (1700, 1702); Onofrio Maria Vice Duca di Nocera (1693);Valerio
, frate dei Minori conventuali, 1° Inquisitore del Santo Uffico e Vescovo di Castellammaredi Stabia;
Sebastiano (+ 1644 ca.) Abate, Vicario e prcuratore apostolico; Carlo, Capitano di unacompagnia d’arme (1641);
Onofrio (XVIII sec.), che si fece riconoscere Nobile e tanti altri.Cerchiamo ora di vedere sommariamente quali furono poi i principali rami di questa casata.
Antonio
(† Napoli 1592), figlio ed erede di Giovan Battista, citato anch’egli come PatrizioGenovese (citato come tale nel diploma paterno di rendita concessagli da Carlo V d’Asburgo),
Patrizio nocerino, ottenne la patente di cittadinanza napoletana e il riconosciuto Patriziato Genovese
con i quattro figli maschi (1580). Fu poi Familiare, Domestico e Commensale di re Filippo II di
Spagna (dichiarato come tale con atto redatto in Madrid il 04/03/1588) e celebrato con un elogio
funebre dall'Ordine dei Cavalieri di Malta ed in tale atto furono citati i quattro figli:
Giovan Paolo,Giovan Angelo
(† 1636), Orazio e Salvatore, dai quali discesero tutti i rami della famiglia.Giovan Paolo
(XVI-XVII sec.), citato come Patrizio Genovese nell’elogio funebre del padrededicatogli dal S.M.O.M nel 1592 fu Patrizio nocerino e padre di
Alessandro (* 1576), dal qualediscesero poi i
Grimaldi di Roccapiemonte, che eressero il Palazzo Grimaldi (XVII sec.), nellafrazione Casali di tale paese (il palazzo è tuttora esistente ed è stato acquistato da un loro ramo
moderno) ed ebbero cappella gentilizia dedicata a S. Giuseppe, nella chiesa locale di S. Maria delle
Grazie. Un discendente di tale ramo fu
Giovan Battista (* 1652) Patrizio nocerino e Dottoreall'Università di Napoli (1672), che sposò
Teresa Calvanese dei Baroni omonimi.Fra i suo figli ci furono:
Andrea, Nicola, Tommaso e Giovan Paolo, da cui discesero i principalirami moderni della famiglia.
Da
Andrea (* 1676) che si trasferì a Nocera Inferiore (parr. di San Matteo), nel casale di Sperandei,si originò un nuovo ramo che fu fra le famiglie più prestigiose del casale, tanto che nel supportico
del loro palazzo, nel XVIII sec., si svolgeva l’elezione del sindaco locale (come ricorda il De
Santis);
da
Nicola (1676-1750) che si trasferì a Nocera Inferiore (parr. di San Matteo), dopo il suomatrimonio con Laudomia Gregoria Malinconico detta "Lolla", discesero il ramo di
ReggioCalabria
e il ramo di Napoli; infatti suo figlio Saverio si trasferì a Reggio Calabria, dove si sposòed ebbe discendenza. I nipoti di costui,
Domenico, Antonio e Giuseppe, Patrizi reggini, sostenneronel 1855 un processo presso la Commissione dei Titoli di Nobiltà del Regno di Napoli in cui furono
riconosciuti parenti collaterali di 14° grado (in realtà 15°) dei Cavalieri del S.M.O.M. frà
Giuseppee frà
Francesco Saverio (del ramo di Napoli iscritto al Monte Manso), giacchè discendentianch’essi da Giovan Paolo.
Domenico (1829-1889), figlio del detto Antonio, fu poi Cavaliere delS.M.O.M. e suo figlio
Giovanni (*1870) fu iscritto come Nobile nell'Elenco Ufficiale della NobiltàItaliana;
Tommaso (1716-1777), altro figlio di Nicola e fratello di Saverio, si trasferì a Casolla(Nocera Superiore), da dove suo figlio
Nicola (1752-1816) passò in Napoli, dove fu il capostipidedel ramo di Napoli, che diede origine ad una numerosa discendenza tuttora fiorente;
da
Tommaso, altro figlio del dott. Giovan Battista, discese il ramo che visse a Roccapiemonte e chepoi si trasferì a Napoli e dal quale discese
Giuseppe (1854-1923), che fu uno storico ed autore di:"
Origine e storia degli Angelo Comneno…" (Napoli 1906); costui fu poi iscritto come Nobilenell’Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana, giacchè discendente di Giovan Paolo Grimaldi, Patrizio
Genovese e Comandante di Carlo V;
da
Giovan Paolo (1679-1750), altro figlio ancora del dott. Giovan Battista, discese il ramo chevisse a Roccapiemonte e poi a Nocera. Da tale ramo discese poi
Ugo, Colonnello dell'EsercitoItaliano, studioso ricercatore della storia e della genealogia familiare, le cui ricerche costituirono il
fondo
Carte Grimaldi di Roccapiemonte (AS Napoli, Archivi Privati). Ugo fu riconosciutoNobile dal S.M.O.M. come discendente di Giovan Paolo (20/01/1955), divenne Cavaliere di Grazia
e Devozione del S.M.O.M. (1958), insieme al fratello Pasquale, fu poi Cavaliere di Grazia
dell'Ordine Costantiniano (25/12/1963), ebbe la concessione del Presidente della Repubblica
italiana di fregiarsi del titolo di Cavaliere Costantiniano (29/06/1965) e fu Iscritto al Corpo della
Nobiltà Italiana (Roma, 04/05/1963, reg. I f. 35); tale ramo è tuttora fiorente in Roccapiemonte e
Nocera.
Del ramo di Roccapiemonte disceso da Alessandro possiamo infine ricordare i vari prelati, come
Mons.
Guerino (1916-1992) Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno e i vari parroci di S. Mariadelle Grazie, come
Aniello (XVII-XVIII sec.), un altro Aniello (XVIII sec.) e Felice (XIX sec.). Lostemma di tale ramo fu sempre l’antico scudo del casato: d’argento fusato di 15 pezzi di rosso in
palo posti 5, 5, 5; ma in altri casi lo scudo fusato fu usato anche con banda bianca caricata con croce
di malta.
Da
Giovan Angelo († 1636), poi, che era un altro dei quattro figli di Antonio († 1592), si originò ilramo dei Grimaldi di Napoli iscritti al Patriziato del Monte Manso. Costui infatti si trasferì a Napoli
e fu Regio Credenziere della città, ruolo che ottenne poi di trasmettere ad un figlio (1623). Questa
famiglia espresse poi vari personaggi illustri:
Tommaso († 1706), Mastro di Campo; Antonio,Canonico del Duomo di Napoli; frà
Luigi Cavaliere di giustizia del S.M.O.M. (1787); Gioacchino(senior), magistrato; frà
Giuseppe (* 1778), ricevuto come paggio per giustizia nel S.M.O.M.(1793), nel Gran Priorato di Capua (Proc. Nob. Gr. Magis. Roma, incartamento n° 82), poi
riconosciuto discendente da Giovan Paolo Grimaldi, generale di Carlo V e creato Cavaliere del
S.M.O.M. (1801, incartamento 4275); frà
Francesco Saverio Cavaliere di giustizia del S.M.O.M.(1797), nel Gran Priorato di Capua; ebbero poi vari monaci.
Questi dunque i cenni storici di una famiglia che attraverso secoli di stori a espresse uno dei casati
più prestigiosi di due antiche e nobili città dell’antico Regno di Napoli.
BIBLIOGRAFIA:
GALANTI G. M.,
Della descrizione geografica e politica delle Sicilie, a cura di F. Assante e D.Demarco, Napoli, 1969.
ORLANDO G.,
Storia di Nocera de’ Pagani, Napoli, 1884 - 1887.M. De Santis,
Memorie delle famiglie nocerine,Niccolò Grimaldi di Messimeri,
Notizia della genealogia della famiglia Grimaldi (1430); ricordatoanche nell’opera di De Venasque (1647).
Gregorio Grimaldi, "
Ragioni genealogiche a' favore della famiglia Grimaldi del sig. cons. D.Costantino Grimaldi colli signori Grimaldi di Seminara, e con quelli patrizi di Catanzaro
" (XVIII).Luigi Gherardi,
Ragioni Istorico-genealogiche ....., Napoli 1754.V. Mezzatesta,
I Grimaldi di Seminara…U. Grimaldi,
I Grimaldi di Roccapiemonte…, Napoli 1968 (c/o AS Napoli)G. Grimaldi,
Appunti storici e genealogici sui Grimaldi di Messimeri…, ms. datt. 2003