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Cenni storici sui Grimaldi dell'agro nocerino-cavese

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Daniela e Giovanni

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Feb 27, 2004, 3:38:22 PM2/27/04
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I GRIMALDI

DELL’AGRO NOCERINO-CAVESE

Cenni storici

di Giovanni Grimaldi

 

Premessa

L’antica famiglia dei Grimaldi che si stabilì nell’agro nocerino-cavese fra il XV e XVI sec. era

discesa dai Signori di Messimeri, un ramo dei Grimaldi Patrizi Genovesi e Signori di Monaco.

Tale famiglia era distinta in due rami principali, quello di Cava dei Tirreni e quello di Nocera. Il

primo di essi si radicò a Cava dei Tirreni nel XV sec., mentre il secondo si stabilì a Nocera nel XVI

sec., ed entrambi entrarono a far parte del Patriziato locale, esprimendo personalità di riguardo nei

vari campi della vita sociale, politica ed ecclesiastica della zona.

Accenneremo brevemente alle principali vicende storiche ed ai più illustri personaggi di questa

famiglia.

I Grimaldi di Cava dei Tirreni

Nella città di Cava dei Tirreni il capostipide del ramo locale fu

Raffaele (+ 1420), figlio cadetto di

Nicola, 2° Signore di Messimeri. Raffaele fu Capitano di gente d'arme (1403) e Castellano di S.

Adiutore di Cava (1407). Qui si sposò con Olimpia Cananea ed ivi stabilì la sua famiglia. Il ramo di

Cava si radicò nel Casale che da essi prese il nome di "Li Grimaldi" ed entrarono a far parte della

nobiltà cittadina. Nipote di Raffele fu il celebre

Giovanni detto "Giovannello", valoroso

comandante alla battaglia di Sarno (1460) che per tale merito fu riconosciuto poi come Nobile e suo

Familiare da re Ferdinando 1° (1484), nel quale atto lo ricorda come "

originario di Genova ed

abitante in Cava

…". Costui fondò poi in Cava la Cappella di San Michele Arcangelo, nella chiesa

di S. Maria a Toro. Suo figlio

Agostino fu riconosciuto come discendente dai Grimaldi di Genova-

Monaco da un processo della Regia Camera della Sommaria nel 1534, in cui venne riconosciuto che

i Grimaldi di Cava Nocera e Seminara erano tutti discendenti dei Grimaldi di Genova. Un suo

discendente fu

Angelo, nobiluomo cavese che costituì un monte di maritaggi a Cava per le donne

della sua famiglia, mentre un altro suo disceso fu

Giacomo Antonio, nobiluomo cavese che fu Vice

Duca di Nocera (1690, 1692, 1694) per i Duchi de Moura e dal quale discese poi il ramo dei

Grimaldi di Fabriano

. Sempre dai Grimaldi di Cava discese poi Costantino (* Cava 1667, +

Napoli 1750), nobiluomo cavese che fu Consigliere Regio e famoso filosofo anticurialista. I suoi

figli furono i celeberrimi

Gregorio e Ginesio. Gregorio (* Napoli 08/05/1694, + Marsala

27/11/1767) fu famoso giureconsulto e filosofo napoletano e scrisse la nota opera "

Istoria delle

leggi e dei magistrati del Regno di Napoli

". Scrisse inoltre uno studio genealogico sulla parentela

della sua famiglia con il ramo di Seminara, dedicandolo al padre ("

Ragioni genealogiche a' favore

della famiglia Grimaldi del sig. cons. D. Costantino Grimaldi colli signori Grimaldi di Seminara, e

con quelli patrizi di Catanzaro

"). Il fratello Ginesio, altro famoso giureconsulto, ne continuò

l’opera. A tale famiglia appartennero comunque anche il sindaco di Nocera

Pietro (1522); Simone,

Dottore in Legge e Professore di Diritto all'Università di Napoli; i notai

Stefano (XV sec.),

Tommaso

(XV-XVI sec.), Giona (XVI sec.), Pietrantonio e Girolamo (XVI sec.), i cui atti sono

depositati nell’Archivio di Stato di Salerno e nell’Abbazia di Cava. Lo stemma di questa famiglia fu

il classico del casato: d’argento fusato di 15 pezzi di rosso in palo posti 5, 5, 5.

I Grimaldi di Nocera

La famiglia Grimaldi di Nocera, come ricordano gli storici Pepe ed Orlando, fu riconosciuta come

discendente dai Grimaldi di Genova-Monaco da un processo della Regia Camera della Sommaria

nel 1534, nel quale venne stabilito che i Grimaldi di Cava, Nocera e Seminara erano tutti

discendenti dei Grimaldi di Genova.

Il ramo di Nocera ebbe come capostipide

Giovanni Battista, figlio di Giovanni Paolo († ante

1549), un nipote cadetto di Giovanni, 3° Signore di Messimeri.

Giovanni Paolo, ricordato come

Patrizio Genovese da Carlo V, fu suo Capitano Generale combattendo ben 24 anni in Italia, in

Africa ed in Germania (come citato nella rendita concessa al figlio Giovan Battista da Carlo V

d’Asburgo nel 1549).

Probabilmente, quindi i Grimaldi di Messimeri (che era compresa, lo ricordiamo nel Contado di

Soriano, appartenenete ai Carafa), arrivarono in Nocera seguendo i Carafa, Conti di Soriano che

erano divenuti Duchi di Nocera nel 1521.

Infatti

Giovanni II (+ 1532), 6° Signore di Messimeri e Signore di Cuppari (1530) sostenne una lite

con il suo Signore, il feudatario Tiberio Carafa, Conte di Soriano (poi anche Duca di Nocera dal

1521), nel quale processo dimostrò l'ascendenza della sua famiglia dai Grimaldi di Genova (1519-

20) ed il suo feudo gli verrà poi restituto e riconfermato postumo con atto del 14/08/1534. Da

costui, che fu il primo ad abitare con la sua famiglia in Seminara, discesero poi i celebri Grimaldi di

Seminara, Marchesi e Patrizi Genovesi.

Il ramo capostipide del ramo di Nocera fu dunque

Giovanni Battista (XV-XVI sec.), ricordato

come Patrizio Genovese (ma il titolo era di puro valore storico, giacchè dopo la riforma del 1528,

per essere valido, occorreva che la famiglia fosse registrata nel Libro d’Oro di Genova) da Carlo V

d'Asburgo che gli conferì, per i meriti paterni e personali, una rendita di 500 ducati annui (da

godersi sui beni di Monaco), da passare alla sua morte al figlio

Antonio (atto sottoscritto in

Bruxelles nel 1549 ed esecutorato nel R° di Napoli nel 1550).

Giovan Battista visse a Nocera dei Pagani, dove fu Patrizio nocerino e dove originò un nuovo ramo

della famiglia, divenendo il capostipide del ramo dei

Grimaldi di Nocera, di Roccapiemonte,

Reggio Calabria e Napoli

.

Questa famiglia, Patrizia della città, possedette il territorio suffeudale di Lo Grimaldo (poi passato

ai signori Pecoraro) ed eresse a Nocera il Palazzo Grimaldi (XVI sec.) tuttora esistente ed ubicato in

Via Guerritore (fu ereditato poi dai Bruni-Grimaldi e poi diviso fra varie famiglie); ivi ebbero anche

vari edifici religiosi (come S. Maria delle Grazie dei Grimaldi). Vari dipinti del XVI-XVII secolo,

appartenenti a tale famiglia, sono tuttora custoditi nella pinacoteca del convento di sant’Antonio in

Nocera Inferiore. Lo stemma di tale ramo fu sempre l’antico scudo del casato: d’argento fusato di

15 pezzi di rosso in palo posti 5, 5, 5;

Fra i vari personaggi illustri dei Grimaldi di Nocera possiamo ricordare i vari sindaci universali di

Nocera:

Pirro Antonio (1575); Gaspare (1588 e 1592); Ottavio (1601 e 1610); Vincenzo (1635,

1638);

Carmine (1642); Vincenzo (1651, 1658); Carlo (1661, 1668, 1669); Giacomo (1664);

Vincenzo

(1671, 1677, 1682); Diego (1700, 1702); Onofrio Maria Vice Duca di Nocera (1693);

Valerio

, frate dei Minori conventuali, 1° Inquisitore del Santo Uffico e Vescovo di Castellammare

di Stabia;

Sebastiano (+ 1644 ca.) Abate, Vicario e prcuratore apostolico; Carlo, Capitano di una

compagnia d’arme (1641);

Onofrio (XVIII sec.), che si fece riconoscere Nobile e tanti altri.

Cerchiamo ora di vedere sommariamente quali furono poi i principali rami di questa casata.

Antonio

(† Napoli 1592), figlio ed erede di Giovan Battista, citato anch’egli come Patrizio

Genovese (citato come tale nel diploma paterno di rendita concessagli da Carlo V d’Asburgo),

Patrizio nocerino, ottenne la patente di cittadinanza napoletana e il riconosciuto Patriziato Genovese

con i quattro figli maschi (1580). Fu poi Familiare, Domestico e Commensale di re Filippo II di

Spagna (dichiarato come tale con atto redatto in Madrid il 04/03/1588) e celebrato con un elogio

funebre dall'Ordine dei Cavalieri di Malta ed in tale atto furono citati i quattro figli:

Giovan Paolo,

Giovan Angelo

(† 1636), Orazio e Salvatore, dai quali discesero tutti i rami della famiglia.

Giovan Paolo

(XVI-XVII sec.), citato come Patrizio Genovese nell’elogio funebre del padre

dedicatogli dal S.M.O.M nel 1592 fu Patrizio nocerino e padre di

Alessandro (* 1576), dal quale

discesero poi i

Grimaldi di Roccapiemonte, che eressero il Palazzo Grimaldi (XVII sec.), nella

frazione Casali di tale paese (il palazzo è tuttora esistente ed è stato acquistato da un loro ramo

moderno) ed ebbero cappella gentilizia dedicata a S. Giuseppe, nella chiesa locale di S. Maria delle

Grazie. Un discendente di tale ramo fu

Giovan Battista (* 1652) Patrizio nocerino e Dottore

all'Università di Napoli (1672), che sposò

Teresa Calvanese dei Baroni omonimi.

Fra i suo figli ci furono:

Andrea, Nicola, Tommaso e Giovan Paolo, da cui discesero i principali

rami moderni della famiglia.

Da

Andrea (* 1676) che si trasferì a Nocera Inferiore (parr. di San Matteo), nel casale di Sperandei,

si originò un nuovo ramo che fu fra le famiglie più prestigiose del casale, tanto che nel supportico

del loro palazzo, nel XVIII sec., si svolgeva l’elezione del sindaco locale (come ricorda il De

Santis);

da

Nicola (1676-1750) che si trasferì a Nocera Inferiore (parr. di San Matteo), dopo il suo

matrimonio con Laudomia Gregoria Malinconico detta "Lolla", discesero il ramo di

Reggio

Calabria

e il ramo di Napoli; infatti suo figlio Saverio si trasferì a Reggio Calabria, dove si sposò

ed ebbe discendenza. I nipoti di costui,

Domenico, Antonio e Giuseppe, Patrizi reggini, sostennero

nel 1855 un processo presso la Commissione dei Titoli di Nobiltà del Regno di Napoli in cui furono

riconosciuti parenti collaterali di 14° grado (in realtà 15°) dei Cavalieri del S.M.O.M. frà

Giuseppe

e frà

Francesco Saverio (del ramo di Napoli iscritto al Monte Manso), giacchè discendenti

anch’essi da Giovan Paolo.

Domenico (1829-1889), figlio del detto Antonio, fu poi Cavaliere del

S.M.O.M. e suo figlio

Giovanni (*1870) fu iscritto come Nobile nell'Elenco Ufficiale della Nobiltà

Italiana;

Tommaso (1716-1777), altro figlio di Nicola e fratello di Saverio, si trasferì a Casolla

(Nocera Superiore), da dove suo figlio

Nicola (1752-1816) passò in Napoli, dove fu il capostipide

del ramo di Napoli, che diede origine ad una numerosa discendenza tuttora fiorente;

da

Tommaso, altro figlio del dott. Giovan Battista, discese il ramo che visse a Roccapiemonte e che

poi si trasferì a Napoli e dal quale discese

Giuseppe (1854-1923), che fu uno storico ed autore di:

"

Origine e storia degli Angelo Comneno…" (Napoli 1906); costui fu poi iscritto come Nobile

nell’Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana, giacchè discendente di Giovan Paolo Grimaldi, Patrizio

Genovese e Comandante di Carlo V;

da

Giovan Paolo (1679-1750), altro figlio ancora del dott. Giovan Battista, discese il ramo che

visse a Roccapiemonte e poi a Nocera. Da tale ramo discese poi

Ugo, Colonnello dell'Esercito

Italiano, studioso ricercatore della storia e della genealogia familiare, le cui ricerche costituirono il

fondo

Carte Grimaldi di Roccapiemonte (AS Napoli, Archivi Privati). Ugo fu riconosciuto

Nobile dal S.M.O.M. come discendente di Giovan Paolo (20/01/1955), divenne Cavaliere di Grazia

e Devozione del S.M.O.M. (1958), insieme al fratello Pasquale, fu poi Cavaliere di Grazia

dell'Ordine Costantiniano (25/12/1963), ebbe la concessione del Presidente della Repubblica

italiana di fregiarsi del titolo di Cavaliere Costantiniano (29/06/1965) e fu Iscritto al Corpo della

Nobiltà Italiana (Roma, 04/05/1963, reg. I f. 35); tale ramo è tuttora fiorente in Roccapiemonte e

Nocera.

Del ramo di Roccapiemonte disceso da Alessandro possiamo infine ricordare i vari prelati, come

Mons.

Guerino (1916-1992) Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno e i vari parroci di S. Maria

delle Grazie, come

Aniello (XVII-XVIII sec.), un altro Aniello (XVIII sec.) e Felice (XIX sec.). Lo

stemma di tale ramo fu sempre l’antico scudo del casato: d’argento fusato di 15 pezzi di rosso in

palo posti 5, 5, 5; ma in altri casi lo scudo fusato fu usato anche con banda bianca caricata con croce

di malta.

Da

Giovan Angelo († 1636), poi, che era un altro dei quattro figli di Antonio († 1592), si originò il

ramo dei Grimaldi di Napoli iscritti al Patriziato del Monte Manso. Costui infatti si trasferì a Napoli

e fu Regio Credenziere della città, ruolo che ottenne poi di trasmettere ad un figlio (1623). Questa

famiglia espresse poi vari personaggi illustri:

Tommaso († 1706), Mastro di Campo; Antonio,

Canonico del Duomo di Napoli; frà

Luigi Cavaliere di giustizia del S.M.O.M. (1787); Gioacchino

(senior), magistrato; frà

Giuseppe (* 1778), ricevuto come paggio per giustizia nel S.M.O.M.

(1793), nel Gran Priorato di Capua (Proc. Nob. Gr. Magis. Roma, incartamento n° 82), poi

riconosciuto discendente da Giovan Paolo Grimaldi, generale di Carlo V e creato Cavaliere del

S.M.O.M. (1801, incartamento 4275); frà

Francesco Saverio Cavaliere di giustizia del S.M.O.M.

(1797), nel Gran Priorato di Capua; ebbero poi vari monaci.

Questi dunque i cenni storici di una famiglia che attraverso secoli di stori a espresse uno dei casati

più prestigiosi di due antiche e nobili città dell’antico Regno di Napoli.

BIBLIOGRAFIA:

GALANTI G. M.,

Della descrizione geografica e politica delle Sicilie, a cura di F. Assante e D.

Demarco, Napoli, 1969.

ORLANDO G.,

Storia di Nocera de’ Pagani, Napoli, 1884 - 1887.

M. De Santis,

Memorie delle famiglie nocerine,

Niccolò Grimaldi di Messimeri,

Notizia della genealogia della famiglia Grimaldi (1430); ricordato

anche nell’opera di De Venasque (1647).

Gregorio Grimaldi, "

Ragioni genealogiche a' favore della famiglia Grimaldi del sig. cons. D.

Costantino Grimaldi colli signori Grimaldi di Seminara, e con quelli patrizi di Catanzaro

" (XVIII).

Luigi Gherardi,

Ragioni Istorico-genealogiche ....., Napoli 1754.

V. Mezzatesta,

I Grimaldi di Seminara

U. Grimaldi,

I Grimaldi di Roccapiemonte…, Napoli 1968 (c/o AS Napoli)

G. Grimaldi,

Appunti storici e genealogici sui Grimaldi di Messimeri…, ms. datt. 2003
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