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fine di un incubo

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mario rossi

unread,
Mar 4, 2001, 5:32:43 PM3/4/01
to
FINE DI UN RACKET

Gli edicolanti di Catania liberati da un incubo

L'agenzia di distribuzione di periodici e quotidiani dei fratelli
Ventura deteneva l'80 % , ovvero 800 edicole tra Catania, Siracusa,
Ragusa e Gela.
Un edicolante paga in anticipo al distributore, poi le copie non vendute,
le "rese", vengono conteggiate e cosi' una famiglia potrebbe vivere
anche decorosamente, se non dovesse versare la "tangente" allo Stato.
Conosco edicolanti, che non possono pagare il 740 "perchè senno'
non mangio".
Si pensi se alla tangente da versare allo Stato, si aggiunge la tangente
da pagare ai detti fratelli Ventura.
L'"estorsione" funzionava in un modo molto semplice: le "rese" non
venivano conteggiate. Se l'edicolante accennava ad un moto di protesta,
lo si privava dei giornali vendibili, e gli si caricava "spazzatura"
(i giornali dei pariti od anche riviste blasonate, che costano molto e
hanno pochi acquirenti).
RICOSTRUIRE nel 1994 ci voleva fare un'inchiesta, per fare saltare il
bubbone a gambe in aria. Manco' la collaborazione degli edicolanti,
che ora finalmente si sono decisi a denunciare i fratelli Ventura&Company

Ma...troppo tardi per sette edicole, che nel frattempo sono state
costrette a vendere agli stessi Ventura la propria edicola, al netto
di "rese", estratti conto gonfiati e forniture recanti un numero di copie
inferiore a quello richiesto (per i giornali vendibili).
Accadeva cosi' che l'edicolante, per non perdere il cliente, acquistava
da un altro edicolante a costo pieno.
E mentre uno degli edicolante ha tentato il suicidio, nel frattempo,i
Ventura & i Conpany ingrassavano: sono stati, infatti sequestrati,
beni per otto miliardi.
L'operazione " Libera informazione" portata a compimento dalla Squadra
Mobile ha causato un vero sconquasso nel settore: non solo per le tedici
edicole sotto sequestro (sette piu' quelle dei
Company), ma mettere i lucchetti su una Agenzia di distribuzione che
controllava 800 edicole, significa paralizzare un intero settore.
Dove si venderanno i giornali ?
E' prevista l'amministrazione giudiziaria, che pero' richiede tempi
lunghi.

Intanto un bubbone è saltato in aria, giornali o non giornali: leggeremo
meno.

Prospero Pirotti


marco costantini

unread,
Mar 5, 2001, 2:01:15 AM3/5/01
to

"mario rossi" <mario...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:fozo6.75413$Y93.2...@news.infostrada.it...

> FINE DI UN RACKET
>
> Gli edicolanti di Catania liberati da un incubo

Ciao Mario,
questa vicenda è veramente impressionante!
Sai quando è successa? Come si è risolta, ovvero gli edicolanti come
ricevono adesso le forniture? Quali sono le accuse ai Ventura?
Ciao
Marco


mario rossi

unread,
Mar 5, 2001, 4:47:34 PM3/5/01
to
"marco costantini" ha scritto :

> Ciao Mario,
> questa vicenda è veramente impressionante!
> Sai quando è successa? Come si è risolta, ovvero gli edicolanti come
> ricevono adesso le forniture? Quali sono le accuse ai Ventura?
> Ciao
> Marco

Ciao Marco,
purtroppo non ho elementi aggiuntivi che potrebbero interessarti, mi
dispiace.
Hai ragione, questa vicenda è agghiacciante, ha colpito anche me.
E' un caso estremo e drammatico, molto grave.
Ciao caro Marco


mario rossi

unread,
Mar 5, 2001, 5:19:28 PM3/5/01
to
Marco, scusa, ho trovato qualcosa:

CATANIA / Sei insospettabili obbligavano gli edicolanti
a pagare il pizzo per vendere i giornali
Stroncato racket da prima pagina
Tra loro anche un sindacalista. Gestivano un business di miliardi

Catania
Vendere i giornali pagando il pizzo non a Cosa Nostra ma a un'altra
organizzazione composta da insospettabili, tutti in giacca e cravatta. Il
"racket delle edicole" era gestito da una banda composta da un sindacalista
della Uil-Tucs e da altre cinque persone. Per quattro anni avrebbe
taglieggiato gli edicolanti di Catania costringendoli ad iscriversi al
sindacato e a far risultare un numero di "rese" di giornali di gran lunga
superiore a quello reale. Così l'organizzazione, in poco tempo, sarebbe
riuscita a gestire la distribuzione di quotidiani e riviste non solo in
città ma anche nei paesi della provincia. Con le accuse di associazione per
delinquere, estorsione e illecita concorrenza, gli agenti della squadra
mobile hanno arrestato la scorsa notte i fratelli Carmelo, Francesco e
Placido Ventura rispettivamente di 46, 49 e 52 anni; Filippo Di Bella e
Antonino Canova di 38 e 31 anni. Salvatore Scordo, 39 anni, il sindacalista
della Uil-Tucs, si è costituito in serata alla polizia. Le indagini hanno
preso avvio dalle denunce di cinquanta edicolanti che si sono ribellati alla
banda. Gli investigatori hanno accertato che i fratelli Ventura, titolari
dell'omonima agenzia, erano riusciti a diventare miliardari grazie alla
distribuzione dei giornali nell'intera provincia di Catania. Un business
gestito in regime di monopolio. Tutto con la complicità di Salvatore Scordo
che induceva i rivenditori ad iscriversi al sindacato per riuscire a
lavorare. Coloro che rifiutavano la proposta e si ribellavano rischiavano di
chiudere. I fratelli Ventura sospendevano immediatamente la distribuzione
portando al tracollo gli edicolanti che, spesso, si vedevano costretti a
cedere l'attività al sindacalista che acquistava i negozi personalmente
oppure tramite prestanome: Filippo Di Bella e Antonio Canova. I due sono
titolari di alcune edicole nel centro di Catania ma, sembra, anche in paesi
dell'hinterland. Di queste, otto almeno quelle che sarebbero state
acquistate a prezzi stracciati. L'operazione, denominata "Libera
informazione", è stata coordinata dal sostituto procuratore Flavia Tanzano
che ha chiesto ed ottenuto le misure cautelari in carcere dal Gip Antonino
Ferrara. Nell'ambito della stessa inchiesta, il giudice per le indagini
preliminari ha disposto il sequestro preventivo di oltre otto miliardi di
lire tra beni mobili e immobili, il "tesoro" dei fratelli Ventura e del
sindacalista che è stato sospeso dall'incarico. Le indagini della squadra
mobile sono state condotte dal questore di Catania, Vincenzo Santoro.


mario rossi

unread,
Mar 5, 2001, 5:25:09 PM3/5/01
to
Marco, c'e' dell'altro:

Il prezzo della disperazione
Una delle vittime dei "cravattari" tentò di suicidarsi

Catania
Uno degli edicolanti che si era trovato in difficoltà con la gestione dei
fratelli Ventura tentò di suicidarsi ingerendo barbiturici, gravato dai
problemi economici conseguenti alle imposizioni vessatorie dell'agenzia di
distribuzione. È uno dei particolari emersi nell'operazione "Libera
informazione" condotta dalla Squadra Mobile di Catania e coordinata dal
questore Vincenzo Santoro. Salvatosi, l'uomo chiese alla figlia una
fidejussione presso istituti finanziari, ma non riuscì lo stesso a risolvere
la situazione e fu costretto a svendere l'edicola ai Ventura. L'uomo, che
sin dal dopoguerra aveva gestito una delle edicole più famose di Catania,
subì un altro danno: non gli fu corrisposta la pensione di categoria, gli fu
invece ridotta al minimo quella sociale perché risultava ancora titolare in
quanto sino a qualche mese addietro i Ventura si erano rifiutati di
perfezionare la voltura della licenza di esercizio e la concessione della
superficie presso gli uffici comunali. Il giro d'affari dell'organizzazione
di Ventura serve ben 800 edicole.

Marco, spero di esserti stato di aiuto.
p.s.: chi cerca trova!
Ciao Marco


marco costantini

unread,
Mar 6, 2001, 1:10:13 AM3/6/01
to

"mario rossi" <mario...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:QhUo6.92619$Y93.2...@news.infostrada.it...

> Marco, scusa, ho trovato qualcosa:
>
> CATANIA / Sei insospettabili obbligavano gli edicolanti
> a pagare il pizzo per vendere i giornali
> Stroncato racket da prima pagina
> Tra loro anche un sindacalista. Gestivano un business di miliardi


Ciao Mario,
ti ringrazio per le ricerche, sei gentilissimo..
Comunque, prima di dare giudizi, io preferisco aspettare la conclusione del
procedimento penale, molte delle affermazioni dell'articolo giudicano come
"reato" comportamenti o consuetudini che possono essere la normalità nel
nostro lavoro (tipo il "monopolio" delle agenzie e l'accusa di illecita
concorrenza), mentre mi risulta incomprensibile la storia delle rese
aumentate...

Comunque non penso che 50 edicolanti sporgano una denuncia gravissima come
assiciazione per delinquere ed estorsione perchè il distributore non gli è
simpatico....
Ciao
Marco

PS: sai quand'è successo tutto questo? Ho provato a chiedere informazioni
in giro ma nessuno ne sa niente


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