Mi chiamo Fabrizio Riva, ho 48 anni, sono un chirurgo e collaboro come
libero professionista presso diverse strutture ambulatoriali a Milano.
Vorrei raccontare in quale assurda e paradossale vicenda, o meglio Kafkiana,
mi sto trovando da ben 5 anni e cioè dal Maggio 2002.
Nonostante l'enorme impegno professionale profuso dal mio Legale di fiducia
Avv. Raffaele Della Valle, sono stato INDAGATO, ACCUSATO, PROCESSATO e
CONDANNATO (in 1° e 2° grado) di un reato assurdo, un falso reato, per un
reato che non c'è! Per un reato di cui non esiste il corpo!
Sono stato condannato a CINQUE ANNI di carcere (senza lo sconto di 3 anni
dell'indulto) per il reato di STUPRO nei confronti della mia ex-moglie.
Nelle motivazioni della prima sentenza si legge: ". il Sig. Riva Fabrizio e
la Sig.a TV hanno convissuto dal novembre 1991 sino al maggio 2002 ...dalla
loro unione sono nati i seguenti figli RIVA M, RIVA A, RIVA M....e dal 1999
al 2002 la Sig.a TV non era più consenziente ai rapporti sessuali, tranne
una volta..."
". si congiungeva carnalmente con la Sig.a .. senza il consenso della
medesima." Condanniamo l'imputato ad ANNI CINQUE di reclusione, al
risarcimento di Euro 150.000,00 alla parte lesa, al pagamento delle spese
processuali, al pagamento delle spese legali della parte lesa"
Adoravo avere una famiglia, adoravo fare il padre ed era tutto ciò che avevo
costruito con tanti ideali e speranze. Dopo undici anni e mezzo di unione
familiare e la nascita di tre figli, mia moglie (o meglio la mia compagna
dato che non eravamo sposati) decide di acquistare la propria indipendenza
iniziando una campagna di diffamazione e calunnie nei miei confronti,
delegittimando soprattutto la mia figura paterna. Soltanto in questi ultimi
anni sono venuto a conoscenza da conoscenti e soprattutto dai documenti
processuali, che negli ultimi anni di vita coniugale ho subìto un mobbing da
parte della mia compagna mediante la costruzione di pettegolezzi la maggior
parte dei quali ridicoli e palesemente confutabili (o almeno così speravo
risultasse durante i dibattiti processuali).
L'assurdo è che l'iter processuale invece è proseguito in un'unica
direzione, senza accettare prove scientifiche e oggettive che avrebbero
smontato il castello di prove costruito. Fin dalla prima udienza i Giudici
hanno accolto come verità le parole della donna nonostante vi siano state
numerose contraddizioni, parole non comprovate. Io chiedevo solamente di
acquisire, esaminare e valutare attentamente le mie prove oggettive (audio,
video e documenti).
In questo modo mi sono trovato a cercare di difendermi senza poter fare
affidamento su prove scientifiche e oggettive perché nulla era importante
per i Giudici che ormai avevano preso la loro decisione. Questa è la
malagiustizia dei Tribunali!
Le prime persone che hanno sofferto e pagato senza colpa sono stati i miei 3
figli nel momento in cui hanno perso un padre da un giorno all'altro e la
loro serena quotidianeità. L'iter è sempre lo stesso:
un'assistente sociale ha il potere di cambiare la vita a una famiglia, a dei
figli mediante una segnalazione al Tribunale dei Minori non verificata.
Purtroppo dopo non è più possibile tornare indietro.
Mi sono reso conto che nelle aule dei Tribunali la parola della donna è
verità assoluta che non ha bisogno di essere dimostrata.
E' sufficiente dire: "ho avuto un rapporto o n rapporti non consenzienti
(anche se si tratta della moglie)" per essere rinviato a giudizio con l'
accusa di stupro (anche se sei il marito) e portato alla condanna, perché
parola contro parola vince sempre la parola della donna (articolo Corriere
della Sera del 23/09/2006).
Di fronte a simili accuse un uomo non ha nessuna arma per difendersi.
Un reato esiste nel momento in cui vi è un corpo. Un fatto delittuoso esiste
nel momento in cui c'è un corpo del reato. Se esiste il corpo allora esiste
anche il reato, esiste il delitto. Per stabilire il colpevole del reato si
devono valutare prove oggettive e scientifiche, ovvero documentazioni valide
per qualsiasi soggetto, valide nel tempo e nello spazio. L'assurdità del mio
caso sta nell'assenza del corpo del reato perché agli atti processuali non
esiste alcun certificato di lesioni compatibili con lo stupro.
La mia ex-moglie non ha prodotto nessuna prova scientifica, come lo possono
essere degli audio, video e certificati, comprovanti le accuse mosse contro
di me. C'è l'assenza di prove testimoniali. Esistono affermazioni dei
parenti stretti e conoscenti della mia compagna che riferiscono: ". la
signora mi riferì., la signora mi disse .., la signora mi confidò .". Ma
nessuno durante il processo ha mai detto: "ho visto, ho intuito, ho pensato
che .."
Al contrario negli atti processuali io ho prodotto documentazione (video,
fotografie, documenti vari) attestante la contradditorietà delle
affermazioni palesemente false effettuate dalla mia compagna.
A questo punto c'è da chiedersi come sia possibile far scaturire due
sentenze basandosi su emozioni e soprattutto su pregiudizi anziché nascere
dall'attento esame di prove concrete.
In questa assurda faccenda, io medico cinquantenne mi ritrovo a dover andare
in carcere (tra 6 mesi, un anno?) perché la mia compagna formulò false
accuse! Lo scandalo è che ben due Tribunali Penali Italiani, in una
Repubblica Democratica, possano emettere una condanna così grave senza
alcuna prova scientifica.
Come è capitato purtroppo a me, potrebbe succedere a qualunque altro padre.
Esistono molti casi simili al mio: papà denunciato per pedofilia, marito
denunciato per lesioni fisiche, marito denunciato per maltrattamenti, ..
Fortunatamente alcuni casi vengono risolti o perché l'accusatrice ritratta
(articolo del Corriere della Sera del 23/09/06), o perché gli organi
investigativi attenti trovano contraddizioni nell'accusatrice, o perché i
Giudici, capaci o semplicemente saggi, capiscono l'inganno.
In questi cinque anni ho perso tutto:
- ho perso prima di tutto, tre figli desiderati e amati , espropriati dal
Tribunale dei Minori in un attimo e che non posso né vedere né sentire né
avere nessuna informazione su di loro
- la villa coniugale, l'auto, un terreno
- spese legali e peritali continue in questi cinque anni
- danno professionale (sono un medico libero professionista, non un
dipendente)
- la futura privazione della libertà e della mia professione con la condanna
a cinque anni di carcere
- il risarcimento della parte lesa, le spese processuali, spese legali,
interessi legali
- il danno lavorativo futuro: come potrò lavorare di nuovo tra cinque anni?
Come torneranno i miei pazienti nel mio Studio?
- nuovamente la mia mancanza fisica-affettiva-educativa-economica ai miei
due figli piccoli del mio nuovo nucleo familiare e alla mia attuale moglie
Io vi chiedo di pensare: "Perché avrei dovuto fare tutto quello per cui sono
stato accusato?" Per perdere i miei figli? Per perdere tutto quello che ho
costruito in tanti anni? Sono stato troppo ingenuo nel non vedere cosa
veniva tramato alle mie spalle da una donna più forte di me!
Pensate anche: "Perché invece la mia compagna ha innescato questo meccanismo
totalmente distruttivo su ogni fronte nei miei confronti?"
Semplicemente per avere una strada veloce per ottenere subito i 3 figli, la
casa, i soldi.
Dietro a queste false accuse c'è una motivazione ben precisa ed anche ben
motivata e documentata.
Vi chiedo se c'è la possibilità di prendere spunto dalla mia triste vicenda
per aprire un dibattito culturale televisivo (presenziando personalmente o
con il mio legale) su argomenti delicati dei quali si parla poco e spesso in
modo superficiale e pregiudizievole:
- le false accuse-denunce da parte di mogli contro i mariti (calunnie, reati
fisici, pedofilia nei confronti dei figli) con un unico scopo finale di
ottenere velocemente il tutto e il di più (figli, casa, denaro, ma anche un
buon risarcimento come parte civile)
- le intromissioni dei Tribunali dei Minori con immediata espropriazione dei
figli ai padri e la perdita totale del ruolo paterno
- la malagiustizia nello svolgimento di alcuni dibattimenti, l'assenza del
reato, la non documentabilità del reato, lo svolgimento a senso unico in cui
la sentenza è già stata emessa prima del dibattimento.
- l'incoerenza delle pene per gravi reati quali infanticidi, matricidi,
parricidi ..
Già in passato ho partecipato in diretta alla trasmissione televisiva "L'
Italia sul Due" (Rai2) il 02/06/2003 il cui tema era l'espropriazione del
padre dai figli nella separazione. Se volete è a vostra disposizione la
videocassetta in modo tale che possiate farvi una minima idea di chi sono e
come sono.
Vi sarei veramente grato se voleste mettervi in contatto con me:
Riva Fabrizio - Via Cesana e Villa, 45 Biassono (Mi) Tel e fax: 039.492570 -
Cellulare: 328.4285584 - e-mail: studioriv...@libero.it
Oppure contattare il mio legale: Avv. Raffaele Della Valle - Via De Amicis,
6 Monza (Mi) - Tel 039.364808
Oppure contattate i Presidenti delle varie Associazioni che si occupano
della tutela dei diritti dei figli nelle separazioni, delle quali faccio
parte:
www.figlinegati.it (Presidente Giorgio Ceccarelli - Roma)
www. papaseparatilombardia.org (Presidente Domenico Fumagalli - Milano)
www.gesef.it (Presidente Vincenzo Spavone - Roma)
http://xoomer.virgilio.it/geni_e_figli (Presidente Bruno Aprile - Milano)
www.figlisottratti.it (Presidente Silvio Berlini - Bologna)
Grazie.
Dott. Fabrizio Riva
3284285584
A mio avviso esiste una sola soluzione.
Occorre attendere una prossima guerra mondiale.
E' l'unico modo di mandare alla forca una miriade di pubblici dipendenti
corrotti, da ardere sulle pubbliche piazze legati alle loro amanti, come fu
fatto alcuni secoli orsono.
In attesa di tempi migliori, è meglio risparmiare gli euro da dare ai vari
faccendieri di stato.
--
Pietro De Paolis
Ti dirò, il tuo comune è piccolo e le voci corrono...se c'è anche una minima
veridicità in quello che afferma la tua compagna, ebbene le autorità ne
vengono a conoscenza. Questo significa che faranno di tutto nelle sedi
appropriate per farti pagare quanto hai commesso. E dovrai spaccarti in 8
per dimostrare il contrario.
Quindi, sappiamo tutti che le soluzioni sono due:
è tutto vero, magari ingigandito...ma cmq tutto vero.
è tutto falso.
Proviamo a riflettere sul secondo caso....perchè mai condannarti per un
reato che non hai commesso?
1. l'avvocato di lei è bravo
2. l'avvocato tuo non è capace
3. sono tutti ubriachi
Io escluderei la terza.
E concludo con un'osservazione:
per muovere delle accuse "DEVI" provare il reato con documenti/prove
oggettivi. In mancanza di ciò finiresti ovvero finirebbe per compiere il
reato opposto, di diffamazione.
Nel caso dello stupro, grazie ad una legge che ha una decina d'anni e che mi
lascia molto perplesso, non è così.
L'onere della dimostrazione di innocenza spetta all'accusato.
E' colpevole, fino a prova contraria.
La donna denuncia ed è sia testimone che parte lesa.
Il testimone giura, l'imputato, no.
La parola del testimone vale più di quella dell'imputato.
L'unica precauzione è quella di sottoporre la donna ad una verifica
psicofisica,
Per vedere se è affetta da disturbi che la portano a mentire.
Capirai.....
Nonostante questi scarsissimi riguardi verso gli accusati, quasi la metà
delle denunce peri stupro risultano infondate.
Le donne usano lo stupro come arma di vendetta, di ricatto e per ottenere
l'affido esclusivo dei figli in caso di separazione.
Bisognerebbe lavorare molto seriamente per portare ad una modifica di questa
legge e poter tutelare gli uomini onesti che hanno avuto la sfortuna di
incrociare una donna senza scrupoli.