Sabato, 15 Ottobre 2005
L'ira di Saccardin: «Da Galan solo battute a spot»
Il presidente della Provincia chiede impegni per rilanciare il Delta.
E il sindaco di Porto Tolle: i cartelli del Parco non creano posti di lavoro
Il caffé gli è andato di traverso. Quando, ieri mattina di buon'ora, ha
aperto i giornali e si è trovato, sbattuta in prima pagina, l'intervista a
Giancarlo Galan nella quale il governatore veneto ha chiesto la chiusura
della centrale di Polesine Camerini, promuovendo invece il terminal gasiero
di Porto Levante, il fegato di Federico Saccardin ha subìto un duro,
durissimo colpo. E il presidente della Provincia ha iniziato a scrivere
decine di appunti sulla prima pagina del Gazzettino per rispondere, colpo su
colpo, alle dichiarazioni di Galan.
«Con delle battute buttate là senza tener presente la realtà ed i problemi
del nostro territorio, Galan ha mandato all'aria tutto il lavoro costruito
in questi mesi con fatica per arrivare a delle soluzioni condivise -
esordisce Saccardin -. Mi chiedo con quale rispetto delle regole della
democrazia il presidente della Regione non tenga conto dei dieci voti
contrari delle amministrazioni comunali del Delta al progetto del terminal,
assieme ai due "no" votati in consiglio provinciale e perfino del parere
contrario del consiglio regionale».
Ma è soprattutto l'affermazione secondo la quale la centrale Enel "va chiusa
il prima possibile" a rovinare la giornata di Federico Saccardin: «Cosa
intende Galan quando dice "il più presto possibile"? - chiede il presidente
dell'amministrazione provinciale - Da una parte c'è la commissione Via che
ha accolto tutte le nostre osservazioni ed ha chiesto ulteriori
delucidazioni all'Enel. E poi c'è l'assessore regionale, che ho incontrato
di recente, che ha idee ben diverse rispetto alla chiusura. Ma, in primo
luogo, ci sono le esigenze del nostro territorio che non può permettersi di
perdere altri posti di lavoro, con un comune come Porto Tolle che, a
centrale chiusa, franerebbe sotto i diecimila abitanti finendo in ginocchio
per mancanza di finanziamenti. Noi, come Provincia, abbiamo chiesto all'Enel
garanzie sulla logistica, sulle emissioni e sui tempi di ulteriore apertura
della centrale, mentre Galan si limita a fare delle battute ad effetto».
Solo su una cosa Federico Saccardin è d'accordo con il presidente della
Regione. «Anch'io sostengo che il Delta è una risorsa dal punto di vista
turistico e che i giovani non devono lasciare il nostro territorio -
prosegue il presidente di Palazzo Celio -, ma, oltre a rilasciare queste
interviste "a spot", cosa fanno concretamente Galan e la Regione per
sostenere e rilanciare il Polesine? Per ora, come dice il segretario
provinciale della Cisl, la nostra realtà è quella di un "turismo senza
turisti"».
Si profila un ennesimo duello tra Provincia e Regione? «Galan dovrebbe
convocarci, assieme al Comune di Porto Tolle, per spiegare cosa intende
mettere in campo per lo sviluppo del delta del Po e del Polesine. Metta
delle risorse e poi discutiamo, sennò sono solo parole».
Parole che Silvano Finotti, sindaco di Porto Tolle, quasi si rifiuta di
commentare: «Siamo ormai abituati a queste uscite di Galan quando, invece,
gli enti pubblici dovrebbero mettere i giovani nelle condizioni di non
essere costretti ad abbandonare il bassopolesine per trovare
un'occupazione - sottolinea il primo cittadino portotollese -. Cosa vogliamo
per il futuro del delta? Bastano forse la segnaletica installata dall'Ente
Parco e il marchio di qualità dei prodotti per soddisfare quella fame di
lavoro che attanaglia il nostro territorio?».