Evidentemente tutti gli infortuni, gli invalidi, le malattie professionali e
le morti sul lavoro non sono abbastanza se il Governo Berlusconi ha pensato
bene di smantellare il Dlgs 81/08 (testo unico per la sicurezza sul lavoro)
con il Dlgs 106/09 (decreto correttivo), piuttosto che renderlo funzionale.E
pensare che il Ministro del Lavoro Sacconi dopo la strage sul lavoro al
depuratore di Mineo (CT) dell'11 giugno 2008, che cost� la vita a sei operai
comunali, annunci� un piano straordinario per la sicurezza sul lavoro.Se per
piano straordinario intendeva questo decreto, beh, allora stiamo freschi.Per
anni � stato chiesto pene pi� severe per i datori di lavoro che sono
responsabili di gravi infortuni e morti sul lavoro e per quelli che non
rispettano la sicurezza sul lavoro.Ed il governo che fa, dimezza la maggior
parte delle sanzioni ai datori di lavoro, dirigenti e preposti.Non contento,
non potenzia neanche i controlli.Dio non voglia che qualche imprenditore
becchi qualche multa : con lo scarso personale ispettivo delle Asl �
praticamente impossibile ricevere un controllo, in quanto, se va bene
un'azienda ricever� uno ogni 33 anni.Ma non � finita qui, onde evitare che
qualche imprenditore finisse in galera si � previsto che al posto
dell'arresto, possano pagare la multa, e faranno tutti cos�, statene
certi.Inoltre, la salva manager non � stata cancellata, ma semplicemente
riscritta, non � spudorata come la precedente, ma da sempre spazio a manovre
e cavilli a favore dei manager.Non capisco ancora come Napolitano abbia
potuto firmare questo decreto, sapendo che questa norma non era stata
cancellata.L'intento di questa norma � evidente, scaricare le responsabilit�
dei manager su preposti, lavoratori,progettisti, fabbricanti, installatori e
medici competenti.Non essendoci certezza della pena, anche se nella remota
ipotesi un datore di lavoro venga condannato per la morte di un lavoratore,
il carcere "lo vedr� con il binocolo".Quando penso al povero Andrea
Gagliardoni, morto il 20 giugno del 2006 a soli 23 anni con la testa
schiacciata in una pressa tampografica nella ditta Asoplast di Ortezzano
(AP), al povero Matteo Valenti, morto bruciato, dopo 4 giorni di agonia per
un gravissimo infortunio sul lavoro (8 novembre 2004) nella ditta Mobiloil
di Viareggio, ai quattro operai morti carbonizzati nell'esplosione alla
Umbria Olii di Campello sul Clitunno (25 novembre 2006), allo loro famiglie
che non avuto neanche giustizia ( 8 mesi con la condizionale per la morte di
Andrea Gagliardoni, 1 anno e 4 mesi con la condizionale per la morte di
Matteo Valenti , mentre quello per la morte dei 4 operai alla Umbria Olii
manco � iniziato, e non sappiamo neanche se inizier� mai), mi domando : ma
in che paese viviamo?Ci definiamo una "Repubblica fondata sul lavoro", ma
forse sarebbe pi� corretto dire, una "Repubblica fondata sulle morti sul
lavoro".Come si fa a definire civile, un paese dove ogni anno ci sono 1200
morti sul lavoro?Qualcuno adesso dir� che nell'anno 2008 ci sono stati 1120
morti sul lavoro (secondo l'Inail) e che c'� stato anche un calo degli
infortuni sul lavoro.Ma andrebbe ricordato a quel qualcuno, che nel 2008 c'�
stata la pi� grossa crisi finanziaria ed economica dal secondo dopoguerra ad
oggi, e che quel calo dipende pi� da questo (cassaintegrazione, mobilit�,
chiusure di aziende), che a una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro.Che
poi, se vogliamo proprio dirla tutta, i dati dell'Inail non sono oro colato,
ma solo un punto di riferimento.Questi dati non tengono conto degli
infortuni denunciati come malattia, che si stima siano intorno a 200 mila
ogni ann, se non oltre, di tutti i lavoratori che muoiono in "nero" che
vengono abbondonati fuori dai cantieri o dalle fabbriche.Poi ci sono gli Rls
che denunciano la scarsa sicurezza in azienda,che vengono minacciati,
multati o peggio ancora licenziati, come � successo al povero Dante De
Angelis, la cui unica colpa � quella di aver denunciato prima alla sua
azienda, e poi ai mezzi d'informazione la scarsa manutenzione e sicurezza
sui treni eurostar.E' passato un anno dal suo licenziamento, ma ad oggi non
� stato ancora reintegrato, nonostante le migliaia di firme raccolte a suo
favore, nonostante che quello che aveva denunciato si sia rivelato
tristemente vero, nonostante il 29 giugno 2009, ci sia stato a Viareggio un
disastro ferroviario, che ha fatto a tutt'oggi 29 morti.E intanto abbiamo un
ex sindacalista a capo di FS, che va dicendo a destra e a manca, che le
ferrovie italiane sono le pi� sicure d'Europa...Vale la pena ricordare, che
dal 14 giugno 2009 � stato introdotto il "macchinista unico", e purtroppo,
gli incidenti ferroviari, sono destinati tristemente ad aumentare.Ha davvero
ancora senso andare avanti con questa "battaglia" per pi� sicurezza, o tanto
varrebbe mollare qui? Perch� � quello che sto pensando di fare. Spero la
pubblicherete.
Marco Bazzoni*
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza