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Pronta e netta la risposta di Pinotti sulle "leggende pescaresi"

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R. Hood

unread,
May 8, 2007, 2:47:39 AM5/8/07
to
Come volevasi dimostrare, a meno di 36 ore dalla
pubblicazione del pezzo di Di Bernardo, la
risposta di Pinotti non si è fatta attendere.

Sul sito del Cun ecco le "anticipazioni" che
saranno pubblicate sul prossimo numero di UFO
Notiziario:

(fonte:
http://www.cun-italia.net/news/anticpazione.htm )

SVILUPPI INDOTTI DA "CONTATTISMI DI MASSA" E
"SINDROME DEL CONTATTISTA"

Anticipazioni su nuovi elementi circa il caso di
"Amicizia"


di Roberto Pinotti


Come abbondantemente previsto, il libro
CONTATTISMI DI MASSA redatto dall'Ing. Stefano
Breccia con la mia prefazione su note postume di
Bruno Sammaciccia e pubblicato dalle Edizioni
NEXUS per diretto interessamento di chi scrive, ha
innescato comprensibili e opposte reazioni. Quando
suggerii a Stefano, per doverosa completezza, di
illustrare minimamente il testo con materiale
fotografico a parziale supporto del contenuto,
egli osservò peraltro che non era necessariamente
indispensabile. "Tanto" disse " i lettori si
divideranno comunque fra chi accetterà la storia
(anche senza immagini) e chi, pur di fronte
all'iconografia più suadente, non vorrà
accettarla...". In effetti è stato ed è così, ed è
stata anche questa considerazione ad indurre
Breccia a "firmare" direttamente un volume suo pur
solo in parte, esponendosi così coerentemente in
prima persona. Indubbiamente, un CUN e un Roberto
Pinotti da sempre notoriamente critici nei
confronti del contattismo, del rivelazionismo e
del complottismo che non si scagliano per partito
preso contro la storia di "Amicizia" possono avere
sorpreso alcuni; ma non c'è niente di
contraddittorio. Sia il sottoscritto che il CUN
sappiamo che non è lecito generalizzare a senso
unico, e che l'aspetto mistificatorio tanto spesso
associato ai suddetti contesti ha anche le sue
eccezioni. Infatti, al pari di certi "rapiti", ci
sono stati e ci sono anche "contattisti",
"rivelatori" e complottisti che costituiscono pur
infrequenti eccezioni "in positivo" sulla scena
ufologica. Gente che non ricerca pubblicità,
sinceramente disinteressata e tale da riferire
informazioni tutt'altro che destituite di
fondamento e incoerenti. E che non ha niente a che
fare con l'ambito cialtronesco, prezzolato,
irrazionale e commerciale e in cui si muovono
altri contesti buoni a fare da cassa di risonanza
per il sensazionalistico e che screditano solo la
materia per grassa ignoranza, estrema
improvvisazione e totale assenza di
documentazioni, da goffi "parvenus" dell'ufologia
quali sono e restano.

E' anzi stato - esperienze personali mie e di
Breccia nel caso specifico a parte - anche per
fare eventualmente emergere appieno la realtà
"sommersa" di certi ambienti ed esperienze così
lungi dalla scena ufologica odierna che
CONTATTISMI DI MASSA ha così visto la luce. E'
stata quasi una scommessa, ma la realtà ci sta
dando ragione. Infatti adesso diversi protagonisti
ancora vivi di quella storia pur tanto lontana nel
tempo stanno tornando o venendo allo scoperto
sentendo pienamente garantita da noi la loro
privacy e ci stanno fornendo tessere importanti di
questo intrigante mosaico. Un mosaico, lo abbiamo
scritto, per certi aspetti analogo alla annosa
"questione ummita". E come, in rapporto alla
storia di Ummo, sarebbe insostenibile e anzi
risibile accreditare l'ipotesi di una banale
mistificazione indotta dal più tardivo "reo
confesso" (o sedicente tale) Senor Pena e
null'altro (nè più nè meno come in riferimento
alla questione dei "crop circles" si cercò di
giustificare strumentalmente il tutto come il pur
improbabile prodotto dell'operato di due anziani
pensionati britannici), riguardo alla faccenda
della "Amicizia" sarebbe a dir poco riduttivo
liquidare il tutto come una semplice "leggenda
metropolitana" collegata ad un presunto
personaggio carismatico in grado di fare vedere
agli altri lucciole per lanterne. Perchè le
concordi e coerenti esperienze di chi ha
sperimentato tale "militanza" che avrebbe visto
una collaborazione continuata fra extraterrestri
infiltrati in mezzo a noi e un gruppo di persone
coordinate da Bruno Sammaciccia ci dicono il
contrario. E allora?

E allora niente. Il CUN, giustamente, non prende
posizioni e non fa atti di fede a senso unico, in
nessuna direzione, ma lascia "aperto"com'è giusto
e opportuno il caso, in nome e nell'interesse
della verità. E al riguardo invita a meditare su
un punto importante: non sempre quello che appare
è e viceversa quello che è appare. E questo vale
più che mai in campo ufologico.

Se c'è qualcuno che negli ultimi anni ha
sbugiardato mistificatori e pazzoidi, vale la pena
di ricordarlo, questo è stato il CUN, con chi
scrive come portavoce e "punta di diamante".
Pertanto non ci si potrà certo accusare di
simpatie per certi suggestivi "scenari". Pure,
senza ripetere quanto riportato nei precedenti
numeri di UFO NOTIZIARIO al riguardo, vale la pena
di tenere presente che nell'ambito del contattismo
il quadro è ben più complesso di quanto possa
sembrare. Già.

In gioventù chi scrive, ad esempio, ha corrisposto
fino alla sua morte nel 1965 con il controverso
"capostipite" dei contattisti, il
polacco-americano George Adamski: personaggio
caratterizzato da luci e ombre, come abbiamo
direttamente constatato. E dopo di lui, sono
venuti alla ribalta, con tanti altri "contattisti"
meno noti, i vari Eugenio Siragusa, Eduard
(Billy) Meier, Carlos Diaz...

Orbene, com'è noto in campo scientifico dovrebbe
prevalere il cosiddetto "rasoio di Occam",
principio in base al quale a parità di soluzioni
quella più semplice dovrebbe sempre essere
razionalmente privilegiata. Pertanto, se un
"contattista" viene come suol dirsi "preso in
fallo" e una delle sue affermazioni infirmata, la
logica scientifica ci dice che dovremmo,
generalizzando, ritenere la sua esperienza
inaffidabile e fasulla in toto. E con tale
approccio (a parte i casi sul tipo di quello del
sedicente "profeta degli alieni" Claude Vorilhon
"Rael"con la sua "Religione Raeliana" fondati non
su prove o almeno indizi di supporto ma su
acritici atti di fede) è relativamente facile
liquidare "scientificamente" alla prima
contraddizione i più noti "contattisti". E così
sia. Solo che...

Non è che così si corre il rischio di gettare via
con l'acqua sporca anche il proverbiale neonato?
Infatti - lo si ricordi - la logica di cui sopra
si fonda sul principio di non contraddizione: se
certe affermazioni sono sbagliate o false, le
precedenti non possono essere giuste e vere. Ergo...

Però non è così semplice. La storia e la cronaca,
ad esempio, ci indicano da sempre personaggi che,
caratterizzati da comportamenti sinceri e
positivi, sono poi "franati" nella considerazione
e nella stima generali per atteggiamenti
successivi variamente sbagliati o criticabili.
Secondo la logica di cui sopra, costoro sarebbero
allora da "condannare" indipendentemente dai loro
trascorsi positivi. Il che è evidentemente un
assurdo in termini. Quanto di buono e giusto è
stato detto e fatto da chicchessia resta, al di là
di ogni giudizio emotivo sul personaggio. Questo
la logica che caratterizza fisici, matematici,
chimici e ingegneri, caratterizzati da una logica
"binaria", fatica a capilrlo. Non è invece così
per psicologi, sociologi, antropologi e medici,
più consapevoli che la realtà non è solo in bianco
e nero, ma al contrario caratterizzata da
innumerevoli sfumature di grigio. Ne consegue che
non tutto quello che i protagonisti di certe
convincenti esperienze contattistiche affermano -
indipendentemente da eventuali successive
contraddizioni - dovrebbe necessariamente essere
scartato tout court. Anzi. Bisognerebbe chiedersi,
invece, se al contrario non sia accaduto qualcosa
che abbia indotto fattori tali da infirmare
esperienze all'inizio apparentemente positive. E
quel qualcosa è certamente accaduto, ieri come
oggi. Intendiamo riferirci alla cosiddetta
"sindrome del contattista".

Probabilmente in questi termini questa definizione
non è mai stata utilizzata da nessun Autore, anche
se non è la prima volta che chi scrive ne fa uso
colloquialmente. Vale dunque la pena di chiarire
il concetto. Tale "sindrome", infatti, esprime
concettualmente il comportamento seguito da un
uomo che, al centro di una esperienza di
contattismo, finisce con il constatare la fine di
quest'ultima con la dipartita degli alieni di
turno. Cosa succede, allora? E' presto detto.

Com'è ben comprensibile, a livello concettuale una
genuina esperienza di contatto e rapporto
continuato fra un uomo e un visitatore
extraterrestre indubbiamente a noi superiore (in
quanto tecnologicamente in grado di giungere qui)
sarebbe a dir poco esaltante. Oltre che una
dilatazione della coscienza, essa comporterebbe
necessariamente una sovrastima di sè in quanto
"scelto" nonchè depositario di frammenti di una
conoscenza superna: e una felicità ed un
appagamento interiori indicibili. Fino a che,
beninteso, l'esperienza non si esaurisse. Sì,
perchè in tal caso si avrebbe nell'interessato un
crollo psicologico brutale e devastante. In un
clima infernale e detronizzante da "Paradiso
Perduto", il soggetto - specie se avesse
comunicato ai suoi simili la propria esperienza -
entrerebbe in crisi e in depressione, con un
tracollo psicologico senza ritorno che gli
imporrebbe, per recuperare un equilibrio
psicologico compromesso, di "tenere viva" comunque
un'esperienza finita e tramontata. E così si
ingannano i propri simili (e se stessi) dicendo
che "il contatto continua" quando invece non
esiste più, inventando fatti ed episodi fasulli e
dando corpo a accadimenti casuali inseribili nel
"mondo" immaginario che ci si è finiti col
costruire. Talvolta, poi, scatta nel singolo una
sorta di "delirio di onnipotenza" che non gli
consente più di distinguere il vero dal falso. E'
quello che è avvenuto ad Adamski, Siragusa, Meier,
Diaz... Soggetti che hanno con ogni probabilità
vissuto una loro iniziale esperienza "altra" a
livello genuino. Esperienza poi terminata e in
seguito continuata nella loro immaginazione:
talvolta fino al dolo, come nei casi di Meier e Diaz.

Ma cosa c'entra tutto questo con "Amicizia" e
Bruno Sammaciccia? C'entra, eccome. Infatti, come
abbiamo non certo a caso scritto su queste pagine
e nell'introduzione a CONTATTISMI DI MASSA,
eravamo e siamo ben al corrente delle "screditanti
azioni legali" che hanno interessato il compianto
Sammaciccia e che certi scettici hanno oggi
creduto di "scoprire" e di dover strombazzare come
fossero uno scoop e la chiave di volta di tutto.
L'interessato - come ha a suo tempo riferito la
stampa in vari articoli da sempre in nostro
possesso - ha in effetti subìto nel 1997 una
condanna penale per truffa ai danni di una anziana
coppia che gli si sarebbe affidata per essere
"curata" dagli "extraterrestri" e ai quali egli
avrebbe verosimilmente estorto forti somme di
denaro. Si tenga comunque presente che l'ambiente
di "Amicizia" era altresì caratterizzato anche da
"cure" e "guarigioni" di presunta matrice
extraterrestre che avrebbero direttamente
interessato, e in positivo, alcuni componenti il
gruppo. Cosa concludere, dunque? Ci troviamo di
fronte ad contattista genuino ("scaricato" o meno
poca importa) dai presunti presumibili poteri
taumaturgici di un "Mago" alla Rol che potrebbe
anche avere fallito "in corso d'opera" o di un
semplice seppur carismatico ciarlatano puramente
mosso dal dolo?

Se dobbiamo fidarci della Magistratura italiana,
va da sè che erga omnes, in base ad una sentenza
in giudicato, dovrebbe valere la seconda ipotesi.
Tutto chiaro, insomma?

Magari fosse così semplice. In effetti chi ha
collaborato con Bruno Sammaciccia e anche chi ne
ha preso le distanze (e non sono pochi) tuttora
parla di una sua illogica "strategia suicida" tesa
ad "azzerare" un contesto umano sereno e coeso
facendolo diventare ingestibile grazie a
comportamenti devianti all'interno del gruppo fino
alla sua implosione. Comportamenti tradottisi da
ultimo in auto-screditanti forme di vero e proprio
"harakiri" sociale (come, appunto, essere
coinvolto in un processo penale, anche se poi,
all'atto pratico, ciò non avrebbe comportato nè un
giorno di detenzione nè l'esborso di una lira
risultando l'interessato nullatenente). Perchè
questo assurdo e distruttivo atteggiamento
caratterialmente agli antipodi rispetto
all'estrazione, al ruolo e alla psicologia del
personaggio? Non lo sappiamo. Quel che è certo è
che a chi scrive, a Stefano Breccia e al CUN
risulta che tutti i non pochi suoi compagni che
hanno con lui condiviso l'esperienza di "Amicizia"
concordano nell'indicare nel sodalizio (le cui
esperienze sono invariabilmente indicate come
genuine e positive) una prima fase di assoluta
"armonia" e una fase finale del tutto
"disarmonica" e caratterizzata da un "modus
operandi" anomalo, contraddittorio e
destabilizzante da parte di un leader dapprima
stimato, ricco, disponibile e affettuoso. Un uomo
che al di là dei suoi libri, delle sue ottime
frequentazioni e di qualsiasi sentenza nessuno di
noi ha mai inteso o intende santificare oppure
demolire. Questo lo facciano pure, se credono,
coloro che, dominati dalla logica del "nemo
propheta in patria", si contentano di quel poco
che sanno, vedono e hanno raccolto . Oltre tutto
questo c'è e resta la realtà di una situazione
complessa e sui generis, che peraltro (fosse essa
indotta dall'interessato o magari dai presunti
CTR, come qualcuno è giunto a ipotizzare) in
nessuna delle persone implicate ha fatto
minimamente mettere in discussione la realtà del
condiviso contatto continuato del gruppo con i
W56, almeno fino ad una certa data (fine anni 70 -
inizi anni 80). Un dato che dovrebbe far riflettere.

Non c'è neanche bisogno di dire che difficilmente
potremo avere risposte da un interessato che oggi
non è più. Ma non crediamo che importi in effetti
più di tanto, perchè così come, se un Premio Nobel
commettesse un qualunque reato, nessuno
contesterebbe evidentemente per questo il valore
del riconoscimento attribuitogli, una cosa è
l'esperienza di "Amicizia" e altra cosa sono
evidentemente le successive vicissitudini del suo
leader. Tanto più che la condanna suddetta ha
colpito l'interessato a quasi due decenni di
distanza dal presunto smantellamento definitivo di
"Amicizia", che all'epoca non esisteva più. Anche
Bruno Sammaciccia è dunque rimasto vittima della
"sindrome del contattista"? Nessuno potrà mai
confermarlo nè escluderlo. Resta il fatto che ci
sono non pochi che sanno, ricordano, e adesso -
seppur ormai avanti con gli anni - si rifanno
infine vivi grazie al libro CONTATTISMI DI MASSA.
"Soltanto nell'interesse dei fatti", ci hanno
tutti detto. Senza sensazionalismi, insomma, e per
dare testimonianza dell'accaduto. Che poi è quello
che chi scrive, Stefano Breccia ed il CUN volevano
e stanno continuando a stimolare, senza
pregiudiziali, timori e censure di sorta.

A costoro - quando, quanto e come lo vorranno -
intendiamo da subito dare voce e spazio, com'è
giusto e doveroso. Qui nessuno ha nulla da
nascondere, anzi. Perchè si ricerca solo la
verità. Ma, beninteso, la verità oggettiva, non
quella provinciale, minima e un po' emotiva di
alcuni singoli legati a episodi personali e
marginali, necessariamente frutto di visioni
individualistiche e magari preconcette che, in
quanto tali, sono e resteranno sempre e comunque
riduttivi.

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