1. Colmo per un frate: mangiare un pollo alla diavola.
2. Il conte e la contessa vanno in citta'. Decidono di inviare al
maggiordomo un messaggio (cifrato): "2+2=5". Perche'? I conti non
tornano!
3. Ordine dei Cappuccini: 5 tazze di caffelatte una dietro l'altra.
4. Un frate bussa in Paradiso: "Chi e'?". "Un cappuccino". "Nessuno
l'ha ordinato!".
5. Tre monaci tibetani in meditazione. Passa un uccello. Il 1° monaco:
"Un'aquila!". Il 2° monaco un anno dopo: "No, un falco!". Il 3° monaco
dopo un anno: "Insomma la smettete di chiacchierare!".
6. Un frate e' in giro in cerca di elemosine. Bussa ad una porta e gli
viene ad aprire una bella biondona provocante e quasi nuda che
esclama: "Mi scusi, pensavo fosse il latte". E il frate: "Beh, per
questa volta si accontentera' di un cappuccino!".
7. In convento a cena il frate cuoco distribuisce il mangiare, ma fa
cadere il brodo bollente sui piedi di un frate che grida di dolore:
"Perrrr laaa madonnaaaaaa!". Gli altri frati: "Ip ip urra!".
8. Come si chiamava quel religioso con le gambe storte? Fra parentesi.
9. Perche' certe notti le suore chiudono le finestre? Perche' a volte
entra fra...casso!
10. Un frate naufraga in un'isola insieme ad una schiava. Chiede al
Dio della grotta (che non e' altro che un eco): "Cosa ne faccio della
schiava?". E l'eco risponde: "...chiava...chiava". Dopo un mese non
facendogliela piu' il frate ritorna nella grotta e interroga
nuovamente il Dio: "Cosa ne faccio della schiava se faccio cilecca?".
E l'eco: "...lecca...lecca".
11. Dopo la guerra un frate racconta: "Sono venuti i Tedeschi e hanno
violentato tutte le suore tranne suor Anna. Poi sono venuti i
partigiani e hanno violentato tutte le suore tranne suor Anna. Poi
sono arrivati gli alleati e hanno violentato tutte le suore tranne
suor Anna". "Ma come mai non hanno violentato suor Anna?". "Ah lei non
voleva!".
12. Convento di cappuccini. Imbrunire, nel chiostro si sentono solo
uno svolazzare di tonache e strusciare di sandali. I frati sono
intenti nelle preghiere della sera. Sotto il porticato si incrociano
due frati provenienti da direzioni opposte. Uno dei due leggendo le
scritture fa: "Salve oh Regina...". L'altro frate con voce languida:
"Ciao Stella!"
13. Due ordini di frati, i Domenicani e i Francescani un giorno
decidono di organizzare una gara di teologia per stabilire quale dei
due ordini sia da considerarsi superiore. Cosi' i Domenicani sono
rappresentati dal loro fratello piu' colto, mentre i Francescani
decidono di farsi rappresentare dal cuoco, un tipo semplice, ma dalle
mille risorse. La gara comincia e i due contendenti si siedono l'uno
di fronte all'altro. Il Domenicano si mette una mano in tasca ed
estrae una mela; il Francescano per niente stupito estrae una pezzo di
pane; il Domenicano un po' perplesso riflette e con l'indice della
mano fa il numero uno, l'altro con disinvoltura fa il numero due; il
Domenicano pensieroso fa il numero tre, allora il Francescano estrae
il cazzo e lo piazza sul tavolo. Il Domenicano con faccia triste si
alza e si dichiara sconfitto. Tornati al convento domenicano i
confratelli chiedono delle spiegazioni: "Io ho estratto una mela che
e' il simbolo del peccato" spiega il frate "mentre lui ha estratto il
pane che e' il simbolo dell' Eucarestia; poi io ho fatto segno che la
strada da seguire e' una, cioe' quella del bene, mentre lui ha detto
che sono due, quella del bene e quella del male. Poi io ho indicato
che i sacramenti sono tre, ma lui ha tirato fuori il simbolo dell'
amore e allora... non ho saputo cosa fare". All' altro convento, i
Francescani festeggiano e chiedono al cuoco spiegazioni della
vittoria. E questi: "E io che ne so? Lui ha cacciato fuori una mela e
ho pensato che avesse fame, allora ho preso un pezzo di pane; poi lui
ha fatto il gesto di cacciarmi un dito in un occhio, allora io gli ho
risposto che gliene cacciavo due; poi lui mi ha risposto che con due
dita mi cacciava gli occhi e uno me lo ficcava al culo, EH NO ho
risposto, AL CULO TI CI METTI QUESTO!".
14. In un convento un po' strano albergano dei frati che nel loro
normale discorrere intercalano bestemmie e parolacce. Un bel giorno il
Papa decide di far visita a questo convento, e quindi il Padre
Superiore ammonisce tutti dicendo: "Almeno per un giorno evitate di
bestemmiare". Arriva il fatidico giorno, durante il quale il Frate
Priore accompagna il Papa a visitare i frati nello svolgimento di una
normale giornata lavorativa. Entrano in una stanza mentre un frate
appende un quadro, e distratto si da' una martellata su un dito e
parte: "Ma per Dio ... grazie per il dolore che mi procurate per
espiare le mie pene". Il Papa loda la devozione del frate. La visita
procede nell'orto dove un frate sta zappando, ma distratto dalla
presenza del Papa si da' un colpo su un piede e anche lui inizia: "Ma
Dio bono ... quanto sei bello, ti ringrazio perche' mi fai espiare
tutti i giorni i miei peccati". Il Papa e' stupefatto per la devozione
dei frati di questo convento. All'ora di pranzo si ritrovano tutti
intorno al tavolo, quando entra il frate con la pentola di minestrone,
che inciampa e rovescia la minestra e parte: "Ma per la Madonna...". E
tutti gli altri "HIP HIP HURRA".
15. Frate John entro' nel 'Monastero del Silenzio' ed il Superiore gli
disse: "Fratello, questo e' un monastero silenzioso. Tu qui sei il
benvenuto. Puoi rimanerci finche' vuoi, ma non devi parlare finche'
non te ne do io il permesso". Frate John visse nel monastero un anno
intero prima che il suo Superiore gli dicesse: "Fratello John, tu sei
qui da un anno ormai. Ora puoi dire due parole". Frate John rispose:
"Letto duro". "Mi dispiace sentirti dire cio' -disse il Superiore- Ti
daremo subito un letto migliore". L'anno seguente Frate John fu
chiamato nuovamente dal Superiore. "Oggi puoi dire altre due parole,
frate John". "Cibo freddo" disse frate John e il Superiore gli
assicuro' che in futuro il cibo sarebbe stato migliore. Al suo terzo
anniversario al monastero, il Superiore chiamo' nuovamente frate John
nel suo ufficio: "Puoi dire due parole, oggi". "Vado via" disse Frate
John. "E' meglio -commento' il superiore- Da quando sei qui non hai
fatto altro che lamentarti!"
16. Una suora mentre e' in viaggio rimane in panne con l'auto. Si
incammina e a un certo punto trova un convento, e chiede di essere
ospitata per la notte. Durante la notte il frate che le aveva aperto
il portone si introduce nella sua stanza e passano insieme una notte
di fuoco. Il giorno dopo la suora va via, ma non dimentica
l'esperienza vissuta. Dopo alcuni mesi, desiderosa di fare un po' di
sesso, fa finta di essere rimasta di nuovo in panne con l'auto e bussa
alla porta del convento: "Buongiorno, sono rimasta in panne con
l'auto, e' gia' successo un'altra volta e mi ha ospitato un frate alto
e biondo". Il frate che le ha aperto e' pero' un altro: "Mi dispiace,
ma in questo convento siamo tutti alti e biondi". La suora: "Il frate
che mi ha aperto aveva la barba". Il frate: "Mi dispiace ma in questo
convento tutti abbiamo la barba". La suora: "Senta, il frate che mi ha
aperto aveva un cazzo lungo 28 cm". E il frate allora: "Ah, quello e'
padre Gesualdo, di 28 ce n'e' uno, tutti gli altri ne han 31".
17. Come si chiama un frate che serve a mensa? Frappe'!
18. Se un frate uccide una suora viene arrestato per omicidio
prete-rintenzionale?
19. Durante la Seconda Guerra Mondiale, un convento in Sicilia fu
bombardato dagli aerei nazisti e i 40 monaci dell'ordine dei
Cappuccini che lo abitavano morirono tutti. Ovviamente San Pietro li
aspettava a braccia aperte e li accolse nel Paradiso. Dopo due giorni
i Cappuccini vanno da San Pietro e dicono: "O Grande Santo, siamo già
da due giorni in Paradiso e ancora non abbiamo visto Dio". S.Pietro:
"Dio non lo può vedere nessuno. Solo la Madonna, Gesù e gli Apostoli.
Se volete incontrare Cristo o la Madonna si può fare qualcosa, ma Dio
proprio, no". "Ma come, abbiamo dedicato la nosta vita a Dio, e tu
adesso ci neghi la possibilità di incontrarLo". E S.Pietro: "Non sono
mica io che faccio le regole qui". "Non vogliamo sentire niente,
incontrare Dio ci spetta di diritto, ce lo siamo meritato". "Facciamo
una cosa, andiamo da lui, entro prima io, vedo se è di buon umore e
vedo se è il caso di proporGli un'eccezione per voi. Non posso fare
altro, siete d'accordo?". Allora vanno tutti quanti da Dio. Pietro
bussa ed entra. Dio: "Pietro, come stai? Come mai da queste parti?". E
Pietro: "Salve, Signore, senti ci sono qui fuori quaranta Cappuccini
e...". Allora Dio lo interrompe: "Quaranta cappuccini????? Ma io ne ho
ordinato uno solo".
20. Una volta un uomo percorreva di notte in auto una strada deserta
quando il motore gli si ruppe vicino ad un convento. Busso' alla porta
e venne ad aprire un anziano monaco che accetto' di ospitarlo per la
notte. Mentre cercava di addormentarsi senti' uno strano e dolcissimo
suono. La mattina dopo chiese ai monaci che tipo di suono fosse, ma
loro gli dissero: "Noi non possiamo dirglielo perche' lei non è un
monaco". Deluso, l'uomo li ringrazio' e, riparata la macchina,
riparti'. Alcuni anni dopo il tizio, divenuto una persona molto
importante, si trovo' a ripassare davanti al convento; i monaci lo
accolsero con grande cordialita'. Durante la notte il tizio senti' lo
stesso rumore che aveva sentito anni prima, ma non riesci' a capire
che tipo di suono fosse. Cerco' di fare pressione sul capo monaco ma
non ci fu nulla da fare: "Ci dispiace, ma lei non e' un monaco e non
possiamo dire di che suono si tratta". "Sono anni che sto impazzendo
per sapere l'origine di questo suono dolcissimo. Come posso divenire
un monaco?". I monaci risposero: "Lei deve viaggiare per tutta la
Terra e ci deve dire quanti fili di erba esistono ed il numero esatto
dei granelli di sabbia che ci sono in tutto il mondo. Quando Lei
trovera' questi numeri, Lei diverrà un monaco". Quaranta anni più
tardi, il tizio ritorno' e busso' alla porta del convento, dicendo:
"Io ho viaggiato per tutta la Terra e ho trovato quello che mi avete
chiesto. Ci sono 145,236,284,232,987 fili di erba e
231,281,219,999,129,382,776 granelli di sabbia sulla Terra". Il
monaco rispose: "E' esatto, fratello. Ora sei un monaco e ti possiamo
portare nel luogo dove si produce il dolcissimo suono". I monaci
condussero l'uomo a una porta di legno, dove il monaco disse: "Il
suono si trova dietro questa porta". Il tizio gira la maniglia, ma la
porta e' chiusa e allora chiede: "Posso avere la chiave?". I monaci
gli diedero la chiave, e lui aprì la porta. Dietro alla porta di
legno c'era un'altra porta fatta di pietra, anch'essa chiusa. L'uomo
chiese ed ottenne la chiave della porta della pietra e con essa apri'
la porta, ma trova un'altra porta fatta di rubino, anch'essa chiusa a
chiave. Ricevuta la chiave dai monaci il tizio apri' la porta, ma
trovo' un'altra porta, questa volta di zaffiro. E cosi' via con la
porta di smeraldo, d'argento, di topazio e un'ultima d'oro massiccio.
"Finalmente - dissero i monaci - Questa è l'ultima chiave dell'ultima
porta". L'uomo, finalmente sollevato, apri' la porta, girò la
maniglia, ed entro'. E finalmente vide l'origine di quel dolcissimo
suono. Ma io non posso dirti quello che era perché tu non sei un
monaco.
21. Qual è il frate a cui piace aspettare? Fra un po'.
22. Se hai bisogno di qualcosa per scrivere, vai dai frati: loro sono…
in chiostro.
23. Dovessi mai prendere i voti (il cielo non voglia!), mi farei
chiamare Fra' Intendimento. (J.B.)
24. Ordini religiosi: 1) Gesuiti: teologi ferratissimi, si riuniscono
presso la basilica di San Giovanni L'uterino.
2) Domenicani: godono di una fra le regole più permissive degli ordini
religiosi, che consente loro di rispettare i voti una sola volta alla
settimana (di domenica, appunto).
3) Francescani: i meno settari. Famosi i loro sforzi di rendere
conciliabile la posizione (?) della chiesa con quella (?) degli
omosessuali: parlano agli uccelli.
4) Cappuccini: pregano solitamente la mattina presto. Gli piace la
brioche.
5) Scolopi: No Comment.
6) Cistercensi: ordine fondato da santa Moira degli Orfei, furono
quasi del tutto sterminati al Colosseo dai leoni feroci.
7) Salesiani: in questo ordine si riuniscono tutti i religiosi con
problemi di pressione alta.
25. Un ragazzo decide di farsi frate. Convinto della sua scelta, fissa
un colloquio con l'abate del monastero più vicino. "Dimmi, cosa ti fa
pensare di poter diventare un sincero seguace della Fede, capace di
osservare voti e regole così severe?". "Padre, sono completamente
deluso dal materialismo e dalla superficialità della vita odierna".
"Sei molto giovane, figliolo. Credi di poter affrontare anche il voto
di castità?". "Per me il sesso non ha più alcun significato, padre".
"Ho già sentito queste parole molte volte da uomini giovani come te,
che dopo pochi mesi sono tornati alla vita normale". "Allora Padre, mi
metta alla prova!". Il monaco decide quindi di sottoporlo ad un
piccolo test. Chiede al giovane di spogliarsi completamente e di
legare un campanellino in cima al pene. Il ragazzo imbarazzatissimo
ubbidisce, poi viene fatto entrare in un salone, dove è molto stupito
di trovare riuniti tutti i confratelli nella sua stessa condizione. Lo
fanno stare in piedi, di spalle rispetto ai frati, a qualche metro di
distanza. A quel punto una bellissima ragazza fa il suo ingresso nella
stanza, e inizia a spogliarsi. Ding-ding, il campanellino del ragazzo
suona quasi subito. Da dietro neanche un piccolo rumore. "Visto,
figliolo" inizia l'abate, "non sei in grado di unirti a noi, ancora.
Guarda come i fratelli hanno superato le tentazioni della carne.
Riflettici, se vuoi tornare qui". In effetti gli altri non hanno avuto
alcuna reazione. Agitato per l'emozione e l'imbarazzo, il giovane
lascia cadere il campanellino. Si china per raccoglierlo e
improvvisamente, da dietro, Ding- ding-ding-ding viene assordato da un
centinaio di scampanellii.
26. Nel medioevo, quando uno aveva problemi al cervello, andava nella
foresta di Sherwood, da frate Tack. (Akel Barzo)
27. Un Gesuita ed un Domenicano, provenienti da Curie diverse si
incontrarono nello stesso convento per il periodico ritiro spirituale.
I due, entrambi accaniti fumatori, non si conoscevano. Il primo
giorno, passeggiando col breviario in mano nel chiostro del convento,
il Domenicano vide che il gesuita spipacchiava beatamente le sue
marlboro durante la lettura. Passeggiando e pregando sui lati opposti
del chiostro, i due non si incontravano mai... Il Domenicano, cui era
stato proibito dal Priore di fumare, si poneva l'interrogativo come
mai il Gesuita fumasse così tranquillo. Il secondo giorno, nervoso e
con le guance rosse per mancanza di nicotina, il Domenicano accelerò
il passo fin quasi a raggiungere il Gesuita e inspirando voglioso le
nuvolette di fumo emesse dall'altro decise di fermarlo e di parlargli:
"Ma a te il Priore ha dato il permesso di fumare?". E il Gesuita:
"Certo!!!". Il Domenicano: "E allora perché a me no?". Il Gesuita: "Ma
tu che gli hai chiesto?". Il Domenicano: "Bèh, gli ho chiesto se,
durante la preghiera potessi fumare... e me lo ha negato!!!". E il
Gesuita: "E' qui che hai sbagliato, fratello, infatti io gli ho
chiesto se mentre fumavo potessi anche pregare..."
28. Eufrate: monaco mesopotamico
29. Qual e' il frate piu' beone: Fra-scati. (G. Cavallo)
30. "Orate, fratres" come diceva il frate cuoco portando a tavola il
pesce in refettorio.
31. I frati al frate cuoco: "Cosa c'e' da mangiare oggi, fratello?".
"Orate, fratres...". E gli altri: "Oremus".
32. Valeria Marini, dopo essere stata a San Giovanni Rotondo da Padre
Pio, ha dichiarato: "Sono entrata nella sua cella e ho anche visto la
sua cappella".
33. "Come si chiama il fiume che scorre vicino all'Eufrate?".
"Eusuora". (Leonardo Manera)
34. Un povero frate stava andando in convento a cavallo di un asinello
quando incontro' un conte in sella ad un superbo cavallo tutto
agghindato. Il conte per prendersi gioco del frate, si levo' il
cappello ed accennando ad un inchino, domando': "Come va l'asino,
signor frate?". E questi di rimando: "A cavallo, signor conte, a
cavallo..."
35. Padre Pio al telefono: "Pronto ? E' l'associazione Italiana Ciechi
?". "Si' ". "C'e' il direttore ?". "Attenda che adesso vedo". "Wow,
faccio i miracoli anche per telefono!!"
36. Come si chiama quel frate che va sempre al bar, ma non prende
alcolici? Fra...ppe' (Ezio Greggio)
37. Cosa fanno tutti i frati in un convento in piedi alle 5 di mattina
intorno al PC? Downlodano. (El Barzo)
38. Un giovane monaco è appena arrivato in quello che sarà il suo
monastero. Il suo primo compito è quello di aiutare gli altri monaci a
copiare i testi canonici. Mettendosi al lavoro nota che le copie non
vengono fatte dagli originali ma da precedenti copie. Va a parlare con
il priore, facendogli notare che se viene fatto un errore, questo
verrà copiato poi in tutte le copie successive. Il priore risponde
'abbiamo sempre fatto così, ma la sua osservazione è giusta. Andrò io
stesso a verificare gli originali'. Scende nel profondo delle cantine
dove sono rinchiusi gli originali. Alla fine della giornata non si fa
vedere. Neanche per cena, ne tutta la serata. In fine serata, il
giovane monaco, preoccupato, decide di scendere per vedere se c'è
qualche problema. Quando arriva giù, trova il priore che piange
disperato sbattendo la testa contro il muro e ripetendo 'Voto di
carità, non di castità!". (da Bastardidentro)
39. I frati di San Giovanni Rotondo erano soliti chiamare Padre Pio
con un altro nome. Le prime volte, infatti, ogni volta che lo
chiamavano ripetutamente ad alta voce, il refettorio si riempiva di
polli. (Mauroemme)
40. In un convento di frati vive misteriosamente in una gabbia un
leone africano. Si dice che se lo sia portato Padre Carlo di ritorno
da una missione in Kenya. Questo leone (molto dotato sessualmente)
anche se in gabbia, terrorizza tutto il convento e i confratelli fanno
a gara per non dovergli portare mai il cibo. Così l'abate per non
scontentare nessuno decide di estrarre a sorte il nome di chi dovrà
dar dam mangiare al leone. Stasera tocca a due novizi dar da mangiare
al leone e per non fare figure di merda decidono di andarci da soli.
Strada facendo, un po' impauriti pensano a cosa fare una volta che
sarano arrivati faccia a faccia col leone. Decidono così di
sorprendere il leone terrorizzandolo per primi di modo che la bestia
colta di sorpresa diventi molto meno aggressiva. Ma arrivati di fronte
alla gabbia vuota i due ebbero una sorpresa. La gabbia era vuota!
Allora i due cominciarono a chiamare la belva come quando si chiama un
gatto coi croccantini che si erano fatti prestare dall'abate. Il
sistema funziona tant'è che in meno di 45 minuti il leone appare loro
con una sfavillante erezione beluina. Trovatisi di fronte al leone pur
di terrorizzarlo uno dei novizi si alza il saio ed esibisce gli
attributi! L'altro novizio perplesso prende il leone e se lo
sodomizza! Il leone muore. Da quel giorno nessuno va più a portargli
da mangiare...
41. Un guappo napoletano bussa alla porta del convento dei frati
trappisti. "Son Ciccio Esposito, o meglio guappo 'e Napoli. Chiamatemi
il padre Priore c'aggio a confessarmi". Fra Guardiano si allontana per
ritornare subito dopo: "Don Esposito, mi dispiace, ma padre Priore ora
non puo' venire perche' sta a studia' gli incunabboli. Se vi
accontentate di un altro frate accomodatevi, altrimenti tornate
un'altra volta...". "Allora voi non avete capito niente: io non sono
un Esposito qualunque, sono Ciccio Esposito, o meglio guappo 'e Napoli
e ho detto che VOGLIO confessami col padre priore, SUBITO! Andate e
riferite". Stavolta dopo qualche minuto si presenta un altro frate
dall'aria scocciata. "Sono il Priore, cos'e' tutta sta urgenza?".
"Come v'hanno gia' detto son Ciccio Esposito, o meglio guappo 'e
Napoli e voglio che mi confessate". "E vabbo' se avete tutta questa
urgenza... accomodatevi". Lo fa inginocchiare al confessionale.
"Allora, che peccati avete commesso?". "Tutti". "Che vo' ddi'
"tutti".". "Tutti". "Tutti tutti?". "Sissignore, tutti". Il frate
medita un po' e poi: "E dite, o' culo l'avete mai fatto?". "O' culo?".
"Si, o' culo...". "Veramente quello no, non l'ho mai fatto...".
"Allora iatevenne a fa'n culo e poi tornate...". (Il Re Travicello)
42. Un sarto bussa alla porta di un monastero, un monaco gli apre e lo
fa entrare. Il sarto è pieno di entusiasmo e mostra all'arzillo
fraticello la sua nuova, rivoluzionaria invenzione: le mutande. Il
frate è un po' perplesso: "Ma a che servono 'ste mutande?". "Ma come a
che servono? Guardi, le provi, non vede che confort, le raccolgono
tutto in un caldo abbraccio, basta co' 'sti cosi penzoloni!!".
"Caspita è vero!! Mi porti 4 metri di stoffa, voglio mostrare
quest'invenzione alle monache della santissima vergine". Così se ne va
col carretto carico di stoffa verso la cima della collina, al
monastero di 'ste suore. Durante il tragitto gli viene voglia di
cagare. Scende dal carretto, si leva le mutande e caga, ma siccome non
è abituato dimentica di rimettersele, e le lascia per terra. Arriva al
monastero, bussa alla porta e gli apre la superiora. Lui euforico
esclama: "Ho una cosa da farle vedere guardi qua!", e tutto impettito
si alza il saio. La suora è sul punto di svenire: "Oh mio Dio!!!", e
lui, ancora più orgoglioso: "E questo è niente, sul carretto ne ho
altri 4 metri!!". (tinmartin)
43. Una bella signora che non riusciva ad avere figli, seppe che in un
certo convento sperduto fra le montagne, con un'Ave Maria, si riusciva
ad avere dei figli. "Figuriamoci! - pensò la signora - Con tutto
quello che ho fatto fino ad ora cosa volete che sia andare in questo
posto sperduto pur di avere un figlio mio!". E così rapidamente partì
per raggiungere il convento. Il quale, effettivamente era in cima ad
una montagna e si poteva raggiungere solo a piedi. La donna,
fortemente motivata, percorse tre ore di un sentiero scosceso e
finalmente, stremata, raggiunse il convento. Bussò al portone e quando
apparve la figura di un frate disse: "Mi hanno detto che quassù da
voi, con una Ave Maria si resta incinta, cosa devo fare?". Il frate:
"Sorella, ti hanno dato una notizia sbagliata, qui si resta incinta,
ma non con una Ave Maria, bensì con un Padre Nostro. Ma adesso è
uscito!" (tinmartin)
44. Gesuiti e Francescani. In una città ci sono due conventi che,
tutti gli anni, si sfidano in un discorso ai fedeli. Essendo molto più
istruiti, vincono sempre i Gesuiti, quindi i poveri Francescani, per
avere qualche chance, chiedono e ottengono che, per questa volta, il
discorso si faccia a gesti. Purtroppo la sera prima del discorso il
priore dei francescani si infortuna a un braccio. Scene di
disperazione, i poveri frati stanno ormai pensando di rinunciare alla
competizione quando passa di lì un disoccupato napoletano, Pasqualino
Esposito, che - saputo del problema - dichiara di essere bravissimo
coi gesti e, in cambio di qualche spicciolo, accetta di rappresentare
i francescani in questa gara. Eccoli quindi in piazza dove è stato
eretto un pulpito, sembra quasi un ring. Alla sinistra G., il
rappresentante dei Gesuiti, un frate grande e grosso, sembra quasi un
orso con la barba. A destra Pasqualino, lo smilzo napoletano, dentro
un saio nel quale ci starebbe 3 volte... Ai lati gli altri frati, con
la popolazione del paese tutto intorno. G. si avvicina al centro del
ring... ehm del pulpito e punta il dito indice contro Pasqualino, che
risponde puntando indice e medio contro il Gesuita. Allora G. punta 3
dita contro Pasqualino che risponde in rapida successione con 3 dita,
2 dita, 3 dita e poi si indica il cazzo (per questo immaginate il
gesto che fanno spesso i tifosi agli avversari allo stadio). G.
sbianca, applaude Pasqualino e si ritira sconfitto, mentre i
francescani festeggiano. Ovviamente, raggiunti i rispettivi conventi,
gli altri frati vogliono sapere cosa si sono detti. Il Gesuita: "Ah,
era veramente bravo e preparato, non c'è stato niente da fare. Io gli
ho mostrato il dito per dirgli: io rappresento la prima Trinità e lui
mi ha risposto "E io rappresento la seconda Trinità". A quel punto gli
ho mostrato 3 dita, intendendo che rappresentavo anche lo Spirito
Santo, ma lui mi ha risposto: "E io rappresento la seconda Trinità, la
terza Trinità e l'Incarnazione". Veramente bravo, non sapevo più cosa
rispondergli e ho abbandonato. Gli altri frati concordano: "Eh, si', è
stato bravissimo, un vero fenomeno, chissà quanto avrà studiato...".
Anche nel convento dei francescani sono tutti attorno a Pasqualino che
spiega: "Dunque... niente, io stavo lì tranquillo quando si avvicina
quel bestione puntandomi un dito come per dire: "Io ti ceco un occhio"
e gli ho risposto "E io te ne ceco due". Poi ha fatto un gesto strano
che nun aggio capito bene, con 3 dita, e ho risponduto: "Tre? due me
ne puoi ceca', tre che 'mme cechi, stu cazzo?". (Talos)
--
#2. Apprezzami adesso, eviterai la coda! (Ashleigh Brilliant)
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Oltre 41.100 battute e barzellette
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